home

Lavoro a tempo determinato

Maggio 7th, 2008

La Corea ha molto da insegnare all’Occidente, è ora di finirla con certe stupide e anacronistiche barriere. Ecco come risolvere il problema degli stipendi arretrati dei lavoratori.

Lo volete, un buon lavoro a tempo determinato?

3

Maggio 5th, 2008

 

E’ uno degli ultimi uomini degni di questo nome. Freddo ma mai indifferente, distaccato eppure passionale, saggio eppure capace di follie estreme, tipo scendere i gradini due alla volta e poi, all’ultima rampa, saltarne addirittura tre. E’ un uomo che agli uomini preferisce le donne, alle donne brutte preferisce quelle belle ed a quelle belle, in ultima analisi, quelle che ci stanno. Un uomo capace di apparire lucido ogni giorno sebbene lo sia stato realmente, l’ultima volta, nel 1982, pochi istanti prima del goal di Tardelli.

E’ un uomo che sa scegliere anche se poi, diciamocelo, non butta via niente. E’ un uomo che sa farsi amare, e per questo è stato spesso vittima di feroci invidie e gelosie. A lui, però, non è mai importato. Quest’uomo, nonostante le illustri parentele, nonostante la compagnia di fanciulle splendide e sempre diverse, nonostante i successi nel lavoro, è rimasto comunque quello che era.

Un vero bastardo.

 

1- Una donna splendida, una donna intelligente. Cosa potrebbe spingerti verso la seconda, a parte un elevato tasso alcolico? 

Se rispondo diplomaticamente, i maschietti della Rete mi sbeffeggiano per i prossimi vent’anni. Tipo quello spot in cui Stallone dice di chiamarsi “Bubi”, ricordi? Ecco. Se non rispondo diplomaticamente, però, le femminucce della Rete mi fanno un rito voodoo e domani mi sveglio con la testa di Bill Kaulitz al posto dell’uccello.

 

2- L’amicizia tra uomo e donna. Il mostro di Lochness. Elvis Presley vivo. Simon Le Bon magro. Tiziano Ferro che canta bene. Quale tra queste 5 leggende metropolitane ritieni possa essere plausibile? 

Più che di leggende metropolitane qui si parla di fantascienza, ma anche di miracoli, quindi rilancio sontuosamente con la madre di tutte le doppiette paranormali: Catepol che smette di spammare e Orientalia4All che diventa autoironica.

 

3- Ti hanno definito in molti modi: cazzeggione, immaturo, pagliaccio, vecchio, donnaiolo, reliquia punk-rock, machetto di provincia. Ti senti di poter dire che tanto affetto ti commuove?

Mi commuove così tanto che, ormai, se ricevo un complimento vado in paranoia.  

 

4- Un uomo si vede dagli amici che ha. Non pensi sia giunto il momento di smentire questo luogo comune?

Mentre formulavi la domanda non ho potuto fare a meno di pensare a Davide: un mio compagno di scuola che amavo molto e che abbatteva i cartelli stradali a testate.

 

5- Berlusconi o Veltroni. Vespa o Mentana. Cesenatico o Milano Marittima. Moccia o Vanzina. Di fronte a queste scelte come pensi si possa sentire un uomo sano di mente?

Un uomo sano di mente ha il preciso dovere, il preciso obbligo etico, di conservarsi tale. Punto. E l’unico modo è affrontare l’unica scelta degna di questo nome: è meglio un Dvd oppure un fumettaccio, per disidratarsi lietamente di seghe?

 

6- Hai mai avuto il coraggio di dire, uscendo la mattina di casa: ciao io vado a lavorare?

Sì, mi è capitato. Nel 1992. I miei genitori stanno ancora ridendo. 

 

7- Il film della tua vita? 

Escludendo tutte le pornovariazioni sul tema lesbo? «Qualcuno volò sul nido del cuculo».

 

8- È vero che la cosa più strana che ti sei sentito dire, dopo aver fatto sesso con una ragazza, è stata: mi è piaciuto moltissimo?

Quando succederà, sarai la prima a saperlo.

 

9- Puoi spedire una persona su Marte, per rendere migliore questo mondo. Chi mandi?

Guarda, mi basterebbe bonificare la Blogosfera: biglietto di sola andata per tutti quei geek e quei nerd, orrendamente sdoganati/santificati da BlogBabel, che scrivono pippe informatiche in informatichese ma riescono a dire «Io creo contenuti DUNQUE sono un blogger».   

 

10- Sei stato spesso fotografato, insieme ad inquietanti personaggi, con una maglia che recitava “Furlans do it better”. Ma “do it” cosa? 

Bèh, non ho mai nascosto di essere un ottimo ventriloquo. E di ottimi ventriloqui, in Friuli, ce ne sono davvero a migliaia. Prendi Zoff, per esempio. Gli hai mai visto muovere la bocca, quando parla?

Un uomo, un mito, la risposta italiana a Will Smith. Io sono Leggenda.

 

 

 

2

Aprile 28th, 2008

Dania Precaria

 

 

 

 

È la precaria più famosa d’Italia. Di lei si è detto tutto ed il contrario di tutto, dal web ai giornali, alle riviste patinate, ma una cosa ha sempre contraddistinto chiunque abbia parlato di lei o con lei: il rispetto. Daniela Farnese è una donna che sa quello che vuole, anche se non è ancora riuscita a trovare il modo di ottenerlo.

Abbiamo provato ad estorcerle qualche rivelazione, qualche segreto, abbiamo tentato di farle domande stupide per ottenere risposte intelligenti ma lei non c’è cascata. Neanche quando, alla fine, abbiamo contato sulla stanchezza per svelare il mistero della sua età.

Dania è un osso duro, nonostante la morbidezza del suo splendido corpo, nonostante la dolcezza del suo carattere, nonostante i modi amabili ed alla fine ha sciolto i cani, e siamo dovuti fuggire.

 

 

Una mente brillante dentro un corpo fantastico. Dov’è l’errore?


Le spese condominiali sono carissime

 

Ilary Blasi sposa Totti e conduce Le Iene, Elisabetta Gregoraci sposa Briatore e lavora a Buona Domenica. C’è una relazione tra il tuo compagno e la tua disoccupazione?

 

Da quando ci siamo conosciuti e siamo andati a vivere insieme, anche lui ha perso il suo lavoro. Sembra che si tratti di una forma molto evoluta di sfiga.

 

Quando un uomo dice ad una donna che è seduta sulla sua fortuna, conviene veramente alzarsi?

 

Non solo conviene alzarsi, ma anche camminare molto e fare le scale. La fortuna va allenata!

 

Amore, denaro, successo nel lavoro. Cosa è più importante per te, considerando che in tutti e tre i casi devi lavorare di fantasia?


Senza dubbio, le scarpe.

 

Sei stata spesso accusata di usare alcune tue parti anatomiche per avere più accessi. Non ti sei sentita offesa, considerando che molte altre utilizzano le stesse parti per avere più bonifici?

 

Mi sarei offesa molto di più se il mostrare le mie parti anatomiche avesse fatto calare gli accessi.

 

Babbo Natale, l’amore vero, il lavoro a tempo indeterminato. A che età hai smesso di credere in queste favole?

 

All’amore e al posto fisso non ho mai creduto. In Babbo Natale, invece, sì. Gli avevo anche mandato un curriculum per fargli da Pr.

 

Sei molto amata e apprezzata dalle donne. Questo conferma il fatto che l’intelligenza mette a disagio gli uomini?

 

Gli uomini si sentono minacciati da quello che non conoscono: l’intelligenza brillante delle donne, il ciclo mestruale, i preliminari sessuali, la tavoletta del water abbassata, ecc.

 

Sei diventata il simbolo del lavoro precario, l’emblema dell’inutilità degli studi, la bandiera dell’integrità morale, delle donne che non si vendono per ottenere qualcosa. Sono soddisfazioni?

 

Scusa, ero distratta. Stavo insaponando la corda.

 

Hai recitato in diversi cortometraggi, mostrando un’avvenenza ed una capacità recitativa pari se non migliori di una Monica Bellucci. Come ti spieghi, allora, la diversità dei percorsi professionali?

 

Io ho perso tempo a studiare e laurearmi (…)

 

Dania, dicci la verità… quanti anni hai?

 

Non ho capito la domanda

Amore e altre forme d’odio

Aprile 23rd, 2008

Non è chiaro, a tutt’oggi, se sia nato prima il blogger o lo scrittore. Di certo Luca Ricci interpreta entrambi i ruoli in modo esclusivo ed originale. Il blogger si occupa quasi esclusivamente di letteratura, in larga parte altrui, offrendo strumenti e chiavi di lettura, critiche letterarie, consigli per lettori e scrittori, segnalazioni. Il tutto in maniera distaccata, senza enfasi, con lunghe e ponderate pause, restando sempre al di fuori delle dinamiche della rete, senza la smania delle classifiche e delle etichette, senza l’ansia dell’aggiornamento quotidiano e senza lasciare troppe tracce sui blog altrui, seppure sia intuibile che legga, e molto, la blogosfera.

Lo scrittore, mantenendo inalterate le qualità legate al suo essere originale e geniale, è invece prolifico e disposto alla socializzazione nonostante sia provvisto di quella curiosa espressione facciale tipica di chi pare essere capitato per puro caso anche al suo matrimonio.

L’amore e altre forme d’odio” è il secondo libro di Luca Ricci, che segue a breve distanza il successo di critica del precedente, “Il piede nel letto”, e ripropone la formula del racconto breve incentrato sulle tematiche della vita di coppia. Questo secondo lavoro, nella sua bellezza stilistica e di contenuti, è la naturale prosecuzione del “Piede” e fa di Luca uno dei migliori scrittori italiani emergenti, cosa scritta troppo spesso ed a sproposito. Stavolta, invece, la definizione è azzeccata, poiché i due libri sono effettivamente dei piccoli gioielli e Luca è veramente giovane, anche anagraficamente. È un libro da leggere, un libro che resta dentro ben oltre il tempo della lettura, un libro che offre una varietà di situazioni, avvenimenti e personaggi da rendere impossibile non identificarsi in talune circostanze. Personaggi che vengono fissati sulla carta nel momento esatto in cui qualcosa smette di andare per il verso giusto anzi, ancor meglio, quando uno dei due si rende conto che qualcosa non funziona come credeva fino ad un attimo prima. Racconta dei sogni che tengono insieme una coppia solo fin quando entrambi sono disposti a crederci, parla delle nostre piccole quotidiane ipocrisie, delle manie, delle follie che a volte sfociano nei litigi, altre nelle separazioni, altre ancora nei gesti folli che finiscono tra le colonne della cronaca nera.

Lo scorso natale ho acquistato 10 copie di “Amore e altre forme d’odio”, per farne dono agli amici. Credo sia il modo migliore per presentare un libro che avrei apprezzato vedere nelle vetrine della grande distribuzione editoriale. Un’ottima lettura preparatoria visto che, proprio in questi giorni, è uscito il suo primo romanzo, “La persecuzione del rigorista”. A breve, sul Tittyna Blog, la recensione di questo nuovo lavoro.

1

Aprile 22nd, 2008

Andrea Beggi

È uno degli uomini più amati e stimati del web. Ogni discussione incentrata su problemi tecnici, pratici, estetici, riguardanti internet, pc, connessioni, server, template, si conclude sempre, immancabilmente, con la frase: hai provato a chiedere a Beggi?

Beggi c’è. Più veloce di Valentino Rossi, più affidabile di una Vaporella, si affranca dal luogo comune del genovese tirchio per regalare tempo e pazienza a schiere di tecnolesi/e come facevano i maestri degli anni 40 di fronte agli analfabeti. Però, dietro l’AndreaBeggi.net, c’è sicuramente un AndreaBeggi.human da conoscere. E allora proviamoci. 

Sei un punto di riferimento nazionale per quanto riguarda il tuo lavoro. Il sostegno di una splendida famiglia, vivi in una bellissima città, sei la risorsa primaria di parecchie tecnolese come me. Sei competente, generoso, dolce, paziente.Hai mai provato, visto che vivi a Genova, a camminare sulle acque? 

-         Nulla di tutto questo, sono un tipo qualunque con un lavoro normale. La rete amplifica troppo certe cose. 

Il cellulare, il computer, l’automobile. A cosa rinunci senza soffrirne troppo? 

-         L’auto. La uso solo, e mio malgrado, per accompagnare mia figlia all’asilo. Per il resto giro in scooter.  

Tutti conoscono il Beggi tecnologico, ma pochi l’uomo. Per te l’amore deve viaggiare con la linea veloce, o è meglio il vecchio modem 56k?

 -         56k, tranquillo, rilassato, affidabile. 

Cosa proverai il giorno in cui sarà tua figlia a spiegarti qualcosa di tecnologico? 

 -         E’ già successo. Ero contento che avesse capito qualcosa prima che io tentassi di spiegargliela. 

È vero che tua moglie, in prossimità delle ricorrenze, ti regala sempre 1 giga di ram? 

-         Nives mi regala vestiti, che fosse per me girerei sempre con la stessa roba. 

Sei in vacanza su una spiaggia di Santo Domingo. Osservi l’oceano, le ragazze in topless, o noti che manca la connessione wireless?

 -         L’oceano, poi le ragazze. Il WiFi in spiaggia serve poco, gli schermi dei portatili al sole non si vedono.

Cosa ti piacerebbe rispondere a tutti quelli che ti cercano per risolvere un problema? 

 -         RFTM  (prima di chiedere guardare qui)

Cosa suscita in te il pensiero che il 90% di quelli che ti leggono in rete non hanno la minima idea di cosa stai parlando?

 -         Me ne rendo conto, d’altra parte io non so nulla di economia, politica, cucina, vini, calcio, ed un mucchio di altre cose. Ogni gruppo ha il suo gergo. 

Un ricordo della tua infanzia che, a volte, torna a galla e ti strappa un sorriso. Escluso quella volta che, a sette anni, hai preso il controllo in remoto del pc del tuo avversario in amore per cambiargli le password.

 -         A 10 anni non avevo un computer, e mettevo la macchina da scrivere davanti al TV BN da 14 pollici, sognando di avere un terminale. 

Quale blogger vorresti essere, se non fossi Andrea Beggi? 

 -         Mai stato invidioso o desideroso di essere qualcun altro. Stimo molto parecchi amici che hanno un blog, ma non vorrei essere altri che me stesso. 

Non so se adesso ne sappiamo qualcosa di più. Di certo, però, ci siamo divertiti, per una volta.

Sviluppo Economico

Aprile 16th, 2008

1000 euro per un figlio. Al mercato nero, attualmente, il prezzo di un neonato è di 3500/4000 euro. Non mi sembra che, come inizio, si punti ad essere competitivi.

Day after

Aprile 15th, 2008

Sono veramente soddisfatta dei risultati elettorali. Tra un mese mi scadeva il bollo.

Al voto! Al voto!

Aprile 10th, 2008

Non vedo l’ora che si voti. Non vedo l’ora che ci sia un risultato e un governo. Non importa chi, non importa come, quello che importa è avere presto un governo. Che sia centrodestra o centrosinistra o centrocentro o mezzosinistro.

Ho dato un’occhiata ai programmi, ho ascoltato con interesse alcune trasmissioni politiche e sono davvero molto eccitata. È fantastico perché, per la prima volta, non ha davvero alcuna importanza chi sarà il vincitore perché tutti, ma proprio tutti, sanno benissimo cosa vogliamo noi italiani. E sono disposti a darcelo.

Stipendi più alti, più potere d’acquisto, meno tasse, più servizi, abolizione dell’ICI, meno iRPEF, detrazioni ai ceti più deboli, pensioni d’oro, lavoro a tempo indeterminato, più sicurezza, giustizia certa e rapida, insomma, non vedo l’ora che sia tutto finito e che il governo vincente metta in pratica quello che va dicendo da tre mesi.Perché noi italiani, si sa, non siamo mica così facili da prendere in giro. Noi italiani, se per caso questa gente dovesse mancare alle promesse fatte, siamo capaci di tutto. Non è vero?

Ma non accadrà. Si è mai vista, in un paese onesto e orgoglioso come il nostro, una classe politica falsa, ipocrita e corrotta?

A che serve essere giovane

Marzo 31st, 2008

Tempo

A cosa mi serve essere giovane se non posso essere libera. A cosa mi serve la strada se non la posso correre, e se già so dove arriva. Cosa me ne faccio di questa maschera che porto, uguale a quelle che incrocio per strada, se non ho più la possibilità di essere originale. Se questi pensieri in testa sanno di vecchio, di già pensato da altri, apposta per me.

A cosa mi serve essere giovane se poi non c’è tempo per esserlo. A cosa mi serve il futuro, se non lo posso modellare con le mie mani e le mie idee, se non c’è niente da conquistare, ma solo un piccolo avamposto da difendere.

È ora di detassare la gioia di vivere, che manca più dei soldi in busta paga.

Quel che dice il silenzio

Marzo 27th, 2008

Silenzio   Di cosa parlo quando sto zitta. Cosa ti dice il mio silenzio. Sto ad ascoltarti oppure ti lascio i miei occhi e tengo per me i miei pensieri? Dovresti imparare ad ascoltarli, i miei silenzi, ancor più delle parole. Perchè dicono di più, e dicono quello che non vuoi sentire. Ecco perché lascio al silenzio il compito di parlarti di me. Tu, se vuoi, continua pure a crederlo vuoto. Tu, se preferisci, continua a far finta che io non dica niente.

Un giorno, quando io non ci sarò più, saranno proprio i miei silenzi a parlarti di me. Ti diranno quello che non hai voluto sapere, quello che non hai saputo ascoltare. Ti diranno chi ero e com’ero. Ti diranno che hai ascoltato con le orecchie e mai, nemmeno una volta, con il cuore.

Ascolta i miei silenzi, fallo con attenzione, e ricordati il mio sguardo quando, in silenzio, ti ho detto che, nonostante tutto, io ti amavo, anche se non mi stavi ad ascoltare, quando stavo zitta.

Le mie parole andranno via, tra il tempo e i ricordi. I miei silenzi, quelli si, ti faranno sempre compagnia.

  Blogroll

  Meta

  • Feed Feed
  • Feed Feed dei commenti




  • www.flickr.com
    This is a Flickr badge showing public photos from Tittyna. Make your own badge here.
  • Creative Commons License
    Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.