A helping hand

No Gravatar

863770985_ecfc821068

È quasi ora di pranzo. Cammino lungo la strada assolata e deserta, una stradina laterale, lunga e stretta, priva di alberi dove il sole non concede tregua. Come sempre mi guardo intorno, osservo curiosa i palazzi, le finestre, le porte, i tetti. Ho la testa voltata verso la strada quando sento una specie di lamento, una voce flebile che sembra proprio dire “signorina, signorina mi scusi…”.

Mi volto alla mia destra e seduto, sulla bassa soglia di negozio chiuso, c’è un signore anziano, a metà tra i 70 e gli 80 anni, così, a prima vista. Ha un cappellino curioso sulla testa, una bottiglietta vuota di acqua a fianco, accanto una sporta di plastica con poche cose dentro. Ha lo sguardo stanco, il volto bianco, spaventato, sembra avvolto da una patina di vapore gelido.

La prego, mi aiuti ad alzarmi… non riesco…” la voce esce lenta, impastata, appena percettibile. Allunga con fatica la mano verso di me che nel frattempo mi sono avvicinata a lui. La prendo, la stringo, cerco di fare leva senza tirare, per aiutarlo senza perdere l’equilibrio. La mano gelida stringe la mia, inumidisce il mio palmo e quasi temo mi sfugga. Ma lentamente torna su, lasciandosi scappare un gemito, finché riesce a tornare verticale, sebbene malfermo.

Da quanto tempo è qui?” gli domando. “Da poco, stia tranquilla” risponde lui cercando di muovere qualche passo incerto. “Mi girava la testa, mi sono seduto dove ho potuto, mi scusi il disturbo”.
Gli chiedo dove abita, se vuole che lo accompagni, ma lui risponde di no, che abita vicino e può farcela da solo. Mi saluta e mi ringrazia ancora, si avvia lentamente mentre lo seguo, prima con gli occhi, poi con il passo. Dopo un po’ barcolla leggermente, lo afferro per le spalle e poi gli prendo il braccio. S’impaurisce, poi si stupisce, poi sorride. Andiamo a casa, gli dico sorridendo, ha bisogno dell’aiuto di chi le vuole bene.

Tutti ne abbiamo bisogno, mi risponde. L’anziana signora che apre la porta è preoccupata, era uscito da almeno un paio d’ore, chissà da quanto tempo se ne stava seduto per terra, aspettando qualcuno che lo aiutasse. Mi abbraccia e mi ringrazia, mi offre del the ma io non voglio disturbare. Tutti abbiamo bisogno dell’aiuto di chi ci vuole bene ed io, adesso, devo andare a cercarlo.

Posted in cronaca racconti strane storie by Titty Cerquetti. No Comments

Sunday afternoon

No Gravatar

BlondeMind

È un pomeriggio di un giorno qualunque, come può esserlo una domenica quando tutti i giorni sono uguali. Il sole splende nel giardino e riflette il bianco candido del muro di cinta e le tegole rosse. Ti guardo prendere per mano le bambine sul vialetto che porta al cancello di ferro, ti sento chiedere a Stella di premere il pulsante per aprirlo senza dover staccare le tue mani dalle loro.

Mentre aspetti che il cancello si apra per uscire in formazione ti volti e mi cerchi con lo sguardo mentre io, dietro la tenda della portafinestra vi osservo silenziosa andare via. Mi soffermo sul tuo volto alla ricerca dell’uomo che ho sposato dieci anni fa senza trovarlo, proprio come tu adesso non trovi me. Sei smarrito, deluso, ma lo saresti ancora di più se vedessi il mio viso. Capiresti che non ci sono più, qui con te, in questa casa dei nostri sogni, come la chiamavi tu una volta, prima che diventasse una prigione.

Capiresti che di quei sogni ho raccolto i cocci con la scopa per poi gettarli via, nella spazzatura, come le cose andate a male.

Il cancello si chiude, sento il rumore della tua auto accendersi e poi allontanarsi fino a scomparire. Non mi hai neanche chiesto di unirmi a voi, forse speravi lo chiedessi io, o semplicemente non volevi ascoltare l’ennesimo rifiuto. O forse, come me, non mi senti più parte della tua vita.

Torno in camera da letto, è ancora quella che abbiamo scelto insieme, dieci anni fa. Non mostra i segni del tempo, lei, perché se così fosse, se ci somigliasse davvero, non avremmo dove dormire, persi tra cumuli di rovine.

Mi sdraio sul letto, dove ormai non faccio altro che contare le ore inutili, prendo il telefono e trovo i messaggi che mi tengono in vita, pezzi di storie per alimentare artificialmente la fame d’amore. Storie che neanche messe tutte insieme riescono a dare un senso al tempo che passa.

Se solo sapessi dove e quando mi sono persa, giuro che uscirei adesso, in piena notte, con addosso solo una maglietta, e mi andrei a cercare. Perché sono certa che mi troverei ancora una volta accovacciata contro un muro, la testa tra le mani, le ginocchia bagnate di lacrime. Però stavolta mi abbraccerei, mi bacerei la fronte e mi direi “non avere paura, questa è l’ultima volta, che ti faccio soffrire”.

Posted in donne strane storie vita di coppia by Titty Cerquetti. 2 Comments

When Harry met Titty

No Gravatar

Love me

Posted in Vignette by Titty Cerquetti. No Comments

Goodnight

No Gravatar

solo tu

 

Stanotte la sabbia disegna il volto della tua bellezza e brucia nella memoria

alla fine di un giorno perfetto

vedo il sole scendere nel mare, laggiù

diamante del cielo, stella accanto al letto.

Buonanotte alle onde, al rumore del mare,

ai granelli di sabbia che mi sono passati tra le dita,

quelli rimasti attaccati, portati via dal sole

dal tempo o da una notte d’amore infinita.

Buonanotte mondo, pure se domani non ti vedrò

buonanotte vita, anche se di te è rimasta una vecchia fotografia,

buonanotte ai colori, ai sogni, ai dolori,

e buonanotte amore, ovunque tu sia.

Grazie per essere durato abbastanza da vederti andare via,

e grazie a questo mare, coperta da tirare su, fin sopra la fronte mia.

Posted in graffiti private by Titty Cerquetti. No Comments

Last Love

No Gravatar

Last Love

L’ultimo amore che vivrai non avrà niente di quello che immagini. Sarà fatto di sensazioni che oggi non conosci, di pensieri che adesso neanche ti sfiorano, di cose che non credi nemmeno possibili.

L’ultimo amore che vivrai sarà fatto di baci, certo, ma di quelli che alle labbra non arriveranno mai. Sarà fatto di abbracci lunghi una notte intera, dolorosi e intensi, e di parole sussurrate all’orecchio, quelle che hai sempre sognato di ascoltare.

L’ultimo amore che vivrai sarà fatto di sorrisi pieni di luce, di occhi che si aprono fino a toccare l’orizzonte, di onde e di spuma che bagnano i piedi e la faccia.

L’ultimo amore che vivrai avrà i contorni sfuocati del perdono, la brezza dolce della pace, il profumo forte della primavera di campagna.

L’ultimo amore che vivrai dovrai stringerlo forte al petto, tenerlo stretto come il bene più prezioso, toccarlo dolcemente come fosse un bimbo appena nato.

L’ultimo amore che vivrai lo riconoscerai dagli occhi. Saranno due occhi azzurri come i tuoi, figlia mia.

Posted in tittyna by Titty Cerquetti. No Comments

Rain

No Gravatar

RainLove

 

Succede quando mi volto all’improvviso, e ti sorprendo a guardarmi. Succede quando mi sveglio presto, al mattino, e sento il tuo odore tra le lenzuola e il rumore del caffè che sale, dalla cucina, e poi ti vedo arrivare con i capelli arruffati e le tazze fumanti nelle mani e quel sorriso che solo tu e quegli occhi che dentro solo io.

Succede quando sento la tua mano tra i miei capelli diventare carezza e allora le lacrime rallentano, si placano ed il dolore che porto nell’anima pian piano si dissolve e va via, almeno per un po’, almeno per un giorno.

Succede quando esco dal lavoro per tornare a casa e ti vedo corrermi incontro, sotto la pioggia, l’ombrello storto, la gioia nei passi finché non mi raggiungi, e mi stringi alla vita e butti via l’ombrello e corriamo verso casa e ridiamo e facciamo i versi strani e ci sfidiamo a chi arriva prima ma non mi lasci andare avanti e mi trattieni con le mani ed i baci.

Succede quando la sera mi addormento sul divano e tu mi tiri su la coperta e mi sfiori le spalle, il collo, e poi spengi la tv e mi prendi in braccio e mi porti a letto e con un bacio mi dici “a domani”.

Succede quando esausta mi fermo sulla nostra panchina e metto la testa sulle tue gambe e mi addormento e all’improvviso comincia a piovere e tu mi ripari con il tuo impermeabile ma resti lì, a prenderti la pioggia per non svegliarmi, per non dire “andiamo via”.

Succede quando sei qui, accanto a me, come adesso, come sempre, come ogni giorno, anche se sono mille anni, che sei andato via.

Posted in private tittyna vita di coppia by Titty Cerquetti. 2 Comments

Little Venice

No Gravatar

Regents Canal

Anche oggi ti ho pensato, come ieri, e ieri l’altro, solo un po’ di più. Ero a Regents Canal, su una panchina, cercavo pensieri, prendevo appunti, guardavo intorno a me la meraviglia di colori e profumi. Ho visto un ragazzo, una bellezza e una luce senza tempo, sono rimasta incantata, la bocca aperta, gli occhi spalancati. Aspettava, o forse cercava, qualcuno finché mi ha vista con tutto il mio stupore di bambina.

Mi è venuto incontro, mi ha sorriso e forse io ho fatto altrettanto, non lo so, non ricordo. Mi ha preso il viso tra le mani calde, mi ha sfiorato la fronte con le labbra e ha sussurrato: love is all around, but first inside you.

Ho pensato che fossi tu, mentre lo guardavo allontanarsi, arrivato qui chissà come, trasportato dal vento o da un raggio di sole, solo per avere un attimo tutto per noi.

(dedicated to Simona)

Posted in private strane storie tittyna by Titty Cerquetti. 3 Comments

Meravigliosa creatura

No Gravatar

mamma-e-bimbo-klimt

Lui mi guardava, dall’alto, e mi diceva “l’amore non si dimostra con le carezze o i baci, ma con i fatti, le azioni” ed io lo guardavo per un attimo negli occhi poi scivolavo giù, le guance rosse, e dritto davanti a me c’erano le sue mani sui fianchi e una strana foschia, sempre più densa.

Read the rest of Meravigliosa creatura »

Posted in cronaca donne by Titty Cerquetti. 1 Comment

Love is…

No Gravatar
Love is...

by Titty Cerquetti e La Mari

 

 

Posted in donne tittyna vita di coppia by Titty Cerquetti. 1 Comment

Ciao Facebook

No Gravatar

facebook

 

Alle volte si fanno cose per le quali è difficile dare una spiegazione esaustiva. Alle volte si fanno cose per una somma interminabile di motivi di cui l’ultimo emerge davanti agli occhi, e sembra quello determinante, mentre non è altro che l’ennesimo “più uno” della lista.

Sono andata via da lì perché, alla fine, le delusioni superavano di gran lunga le soddisfazioni. Perchè dopo tanti anni ho dovuto leggere di persone che mi chiedevano “ma poi dove possiamo leggerti?” come se io non avessi un sito mio da dieci anni, come se io non fossi altro che un album di fotografie in cui cercare qualche lembo di pelle nuda. E per chi, come me, ha sempre evitato la sovraesposizione d’immagine per non avere poi dubbi sulle opportunità di lavoro, beh, è una gran bella delusione.

E adesso? Adesso torno qui, lontana dal chiacchiericcio vacuo, lontana dal botta e risposta senza costrutto alcuno, lontana dai tentativi mascherati di approccio sul genere “ah davvero, scrivi? Ah si, sei brava, ma… una foto tua dove la posso vedere? Ma quando capiti dalle mie parti? Ma posso venirti a trovare? Ma il tuo vero nome? Ma il tuo indirizzo? Ma se ti invito a cena?”. Oh grazie davvero, era proprio quello che desideravo. Perché poi accade che pubblico un libro, lo metto in bacheca e cosa succede? Di 4789 “amici” lo leggono in venti. Bella soddisfazione. La sai una cosa Titty, non ci interessa il tuo libro, facci vedere le gambe, dicci come sei a letto, ti piace farti legare? Sai, adesso intorno a te c’è un esercito di mister Grey. No, non mi serve, non ho voglia di questo quotidiano sondaggio sull’imbecillità umana, ne penso già abbastanza male per conto mio.

Però qualcosa perdo. Belle persone si, c’erano anche quelle. Amici veri. Amiche vere. Ma il rapporto, miei cari, è 100/1, e no, non basta per continuare.

Io sto qui, questa è casa mia e il 26 febbraio prossimo saranno dieci lunghi meravigliosi anni da quando, una fredda sera d’inverno, sdraiata sul divano, ho aperto il pc ed ho cominciato a scrivere. I social network non erano ancora nati, e su queste pagine ci si trovava per affinità di interessi e di cuore. E si parlava di più anche se non c’era l’illusione che a leggerci fosse il mondo intero. Ci bastavamo e imparavamo a conoscerci, capirci, a volte anche volerci bene.

Di una cosa sono certa, chi mi seguiva lì saprà arrivare anche qua. Per gli altri, state tranquilli, non sarò una gran perdita. Ho già dato disposizioni al mio avvocato, il giorno che cercherò partner su un social network sarà il momento in cui potrà farmi interdire da tutto.

E bentornata me lo dico da sola…

Posted in internet private tittyna by Titty Cerquetti. 8 Comments