Passione e, forse, resurrezione

Non ci sono. Forse ci sarò, forse no. Sono destinata, comunque, prima o poi, a non esserci più. Faccio un’eccezione per augurarvi buona pasqua, e che la resurrezione accompagni tutti coloro che la sperano. La spero anch’io, che almeno mi sfiori, di striscio, di sfuggita, come una pallottola vagante. Imprigionata tra i ghiacci di una vita non mia, non adatta, non consona, stropiccio giornate come lenzuola bagnate di febbre alta, appiccicose e dolenti.

Aspetto che questo abbraccio di nulla si diradi, con la paura di finire sottovuoto. Ho la presenza costante di PP, il suo volto davanti agli occhi, le sue parole che accendono il mio cellulare per qualche istante di gioia. Che fortuna, sentirti dentro.

A presto, o a mai.

Incipit

Come promesso ecco l’incipit della nuova storia. Il lavoro procede bene e due capitoli sono già alla prima stesura completa. Intanto eccovi questo primo brano, mi piace l’idea di condividerlo con voi.

Cap.1

Vendetta. Si, la vendetta. Quella vera, intendo, quella da portare  avanti fino in fondo, fino alle estreme conseguenze, procrastinando la sua fine in uno stillicidio spietato. Lasciate stare tutti quei pavidi eroi della poltrona che minacciano invano azioni che non saranno mai capaci di compiere. Io sto parlando di vendetta vera; sto parlando  di notti intere consumate a tavolino tracciando linee precise d’azione e piani perfetti nella loro estrema ferocia. Sto parlando di torture, di distruzione scientifica, d’annientamento fisico e morale. Sto parlando di privazioni, di ferite, di dolore portato alla massima espressione e mantenuto vivo, nel suo picco più alto, il più a lungo possibile. Sto parlando di una morte salvifica, invocata, implorata e per questo negata, rimandata all’infinito, oltre ogni possibile umana resistenza.

Sto parlando di me, di ciò che ho fatto, lucidamente, freddamente, cose che il solo pensarle vi farebbe star male. Cose che accadono anche ora, in questo preciso istante, mentre scrivo, adempiendo ad un compito che ritengo dovuto, perché serva da monito, perché tutti sappiano, e possano imparare. Lo devo a me stessa, perché voglio che nulla, di questa vendetta, vada perduto. Perché lui è ancora nelle mie mani e ancora lo sarà, spero per molto. È la vendetta, adesso, la ragione e l’essenza, il motivo e la conseguenza. Vive e si nutre di se stessa, la mia vendetta, e per questo è inestinguibile, insaziabile, eterna.

Ogni giorno, quando mi affaccio nello scantinato dove lui è prigioniero, lo guardo e vedo tutto quello che mi è stato negato. E il lampo di terrore che s’accende nei suoi occhi è il mio orgasmo, la mia estasi, la ragione della mia vita, quella che lui ha distrutto, quella che mi ha rubato.

Adesso tocca a me, la donna che lui, ironia del destino, chiamava “faccia d’angelo”. Ora, anche se potesse parlare, non mi chiamerebbe più così. Oh no, non lo farebbe.

Solo che non può. Non può più parlare. La prima cosa che ho fatto, quando è caduto in mio potere, è stato tagliargli la lingua con le cesoie, le stesse che usava per curare le piante del giardino. Quando l’ho fatto, guardandolo dritto negli occhi, gli ho detto semplicemente questo:

-Ora tutto ciò non sei mai stato capace di dire a me, non potrai più dirlo a nessuna.-

 

 

La Stampa e i blog

La replica di Gianluca Nicoletti alle reazioni suscitate dal suo articolo su TTL , è qui. Posso solo aggiungere che questo, a differenza del primo, è un discorso. Sui concetti espressi in questa replica si può discutere, confrontarsi, dire la propria e ascoltare chi non è d’accordo. Su questo articolo si può. Sul precedente, francamente, non era possibile e probabilmente il suo scopo era proprio quello di smuovere le acque e vedere cosa portavano a galla.

Voglio aggiungere che il suo nuovo concetto della cosiddetta "blogosfera" (una realtà talmente liquida da risultare inafferrabile e indescrivibile) cozza terribilmente con la precedente versione (un universo piramidale guidato da pochi eletti-fighetti) ma è senza dubbio più aderente alla realtà dei blog italiani.

Infine vorrei aggiungere alcuni link nel caso Nicoletti passasse, incredibilmente (io non faccio parte della schiera elette-fighette), da queste parti. Sono blog di persone che non hanno nulla da invidiare a tanti, acclamati personaggi, italiani e non.

C’è lui. C’è lei. C’è un altro lui. E un altro. E un altro ancora.

Ci sono loro due. E loro due anche.

Per non dire di lei. E delle foto di lei.

Nessuno di loro, a parte forse un singolo caso, fa parte di quell’elite. Eppure, a mio modesto parere, si tratta di grandissimi talenti. Certo, io magari mi sono presa la briga di vivere i blog per un anno e mezzo, e di guardarmi intorno senza pregiudizi. Se le capita, caro Gianluca, ci dia un’occhiata, e poi ne parliamo, dei blog.

Cordialmente,

Avanguardie Letterarie

Queste son cose belle, che fanno piacere e danno senso al proprio lavoro.

Grazie di cuore Iannox.

Il template e la Vendetta

Ho cambiato il template. In realtà non lo avevo mai messo, partendo da uno sfondo più neutro possibile, per vedere, pian piano, che strada prendeva questo blog. Ora posso dire che lo vivo un po’ di più, come un luogo molto libero dove posso inserire dai piccoli pensieri alle piccole storie, per arrivare alle scenette nelle quali posso dare libero sfogo ad un po’ di sana ironia. Quello che ho scelto adesso lo trovo, come giustamente ha notato Bruce, molto rilassante e riposante. Inoltre il viola è un colore che mi piace molto, questo anche per "colpa" di Proserpina. Insomma, spero che incontri il vostro favore e assecondi i vostri gusti.

Il vero tema di questo post, comunque, è un altro. Ho cominciato da alcuni giorni a scrivere il mio secondo romanzo. Il tema portante della vicenda è la VENDETTA. Mi piacerebbe molto avere un contributo da parte vostra su questo argomento. Pensieri, valutazioni, esperienze dirette, sensazioni. Ovviamente il tema della vendetta non soltanto in amore, ma piuttosto in termini generali. Vi è mai capitato di operare o subire una vendetta? Come vi siete sentiti dopo? Quale giudizio date sulla vendetta, se c’è qualcosa che la giustifica oppure no, se e quando è giusto cedere ad essa, o se invece ritenete che sia totalmente sbagliato nutrirla e perpetrarla.

Ogni contributo sarà utilissimo, e di questo vi ringrazio in anticipo, curiosa anche di scoprire quanti vendicatori e vendicatrici ci sono tra di voi .

I decaloghi

Prima puntata: il supermercato (ovvero come limitare i danni del consumismo)

 

1) La fame

Il primo segreto per evitare lo sperpero d’interi patrimoni dentro un supermercato è quello di andarci dopo mangiato, meglio se in abbondanza. In questo caso, difatti, si acquista unicamente ciò che serve, semmai qualcosa in meno. A stomaco vuoto, invece, vi troverete a riempire la metà del carrello con le cose che vorreste ingozzare all’istante. Mentre le afferrate vi sembra già di assaporare il momento in cui, uscite dalla porta, le scarterete fameliche per addentarle. Il problema è che, dopo pochi morsi, la sensazione di fame si placherà, lasciando il posto ai sensi di colpa che inevitabilmente vi assaliranno. Senza contare gli ingenti danni al vostro conto corrente. Ricordate, andare al supermercato sazie, taglia via di netto il 60% dei costi. Rifletteteci.

 

2)La lista

Prepararsi una lista rigorosa dei prodotti da acquistare ed avere una discreta fretta, sono due elementi essenziali per evitare gli sprechi. Sarà necessario tenere gli occhi fissi sulla lista e lanciarsi solo sui prodotti che servono, spuntando mentalmente le voci. Farlo in fretta vi darà enorme soddisfazione, specialmente quando vi accorgerete di aver spuntato l’ultimo prodotto e di avere ancora il tempo di andare a prendere i vostri figli a scuola, evitando che, nell’attesa, imparino nuove parolacce. Risparmio netto assicurato del 30&, da aggiungere al bene che vi vorranno i vostri figli se eviterete di lasciarli fuori della scuola ad aspettarvi per un’ora.

 

3)Accompagnatore

Andare al supermercato accompagnate da un uomo, meglio se il vostro partner, è un utile strumento di lotta contro gli sprechi. All’uomo va generalmente affidato il compito di condurre il carrello mentre voi vi occuperete di raccogliere i prodotti necessari. Di norma, salvo rare eccezioni, quest’uomo vi starà attaccato al culo finché girerete apparentemente senza meta, per scomparire nel momento in cui avrete tra le braccia dieci bottiglie di passata da un chilo. Questo fatto, unito alla tristissima visione di lui spalmato con i gomiti sul manubrio, che sospira pensando che farà tardi per il derby, v’irriterà a tal punto da spingervi a fare più in fretta possibile. Senza contare alcune importanti variazioni sul tema, quali per esempio l’irresistibile attrazione che lui proverà per la biondina con seri problemi alle ginocchia e impossibilitata a piegarsi se non a novanta gradi. Di norma, nei supermercati frequentati da tali soggetti, i commessi tendono a stoccare le merci più richieste ai piani più bassi, costringendo così le poverine dalle ginocchia bloccate a mostrare il proprio perizoma, quando lo indossano, causa le minigonne giro-pelo che sono solite mettere per andare a fare la spesa. Questo genere d’attrattiva stimolerà sensibilmente l’interesse del vostro partner e, nel contempo, scuoterà inevitabilmente il vostro già provato sistema nervoso. Risultato: deciderete che avete già acquistato abbastanza e che è giunto il momento di trascinare fuori di lì quell’invertebrato di vostro marito. In questi casi di solito si risparmia il 30% netto. Questo non vale nel caso in cui soffriate già di esaurimento nervoso. In questa circostanza, infatti, abbandonerete il carrello e tutto il suo contenuto per spingere fuori a schiaffoni il troglodita. Questa opzione garantisce un risparmio del 100%.

 

4)I reparti

Mettersi davanti ai corridoi per leggere la disposizione dei reparti e i relativi prodotti vi eviterà l’acquisto dell’ennesimo tubetto di dentifricio, prese dall’ansia causata dai vuoti di memoria tipici dei supermercati. È opinione di molti che gli impianti d’aerazione dei supermercati diffondono nell’aria un gas che causa la perdita totale della memoria visiva, per cui vi sarà impossibile ricordare che avete già dieci flaconi da 5 litri di ammorbidente, e ne acquisterete inevitabilmente un altro. Lista dettagliata e lettura dei reparti  eviteranno i pellegrinaggi fuori zona e limiteranno notevolmente la spesa. Il risparmio netto, osservando questa semplicissima norma, è del 20%.

 

5)Studio delle file alle casse

Qui fa fatta una netta distinzione. Se andate accompagnate, assicuratevi di farlo in orari dove c’è pochissima gente. In caso contrario, ovvero con lunghe file alle casse, lascerete lì il vostro accompagnatore per rituffarvi tra i reparti urlacchiando isteriche:

–ecco, vedi cosa mi stavo dimenticando! I cotton fiock!-

Inevitabilmente sarete portate a rovesciare nel carrello ogni genere di mercanzia fino all’ultimo istante utile, ovvero quando ormai le vostre cose stanno passando sul nastro. È una situazione assolutamente da evitare, quindi andate accompagnate solo negli orari di scarsa affluenza.

In caso contrario, ovvero se siete sole, la fila lunga è la scelta migliore. Difatti, terrorizzate all’idea di perdere il posto in fila, resterete inchiodate davanti alla cassa con il fermo intento di evitare che la biondina scosciata di prima vi freghi il posto. Lo so, sareste disposte anche ad uccidere per questo. Il risparmio, seguendo questa semplice norma, è del 30%.

 

6)Carta di credito o contanti

Lasciare a casa il bancomat e portare con se pochi soldi, ovvero quelli strettamente necessari, è sempre una mossa geniale. In questo caso, infatti, potete riempire il carrello con quello che volete tanto, al momento di pagare, l’inflessibile cassiera vi obbligherà a lasciare sul posto più della metà di quello che avete incautamente preso. Di fronte alla necessità di scegliere, ovviamente, prenderete ciò che davvero vi serve. È una soluzione da rivalutare, quella dei soldi contati, che consiglio vivamente, poiché garantisce un risparmio netto del 50%, in considerazione della scarsa capacità che avete nel valutare le spese che fate. Questa caratteristica si amplifica in gioielleria, ma ne parleremo in un’altra occasione. La gioielleria merita un capitolo a parte.

 

7)Concorsi a punti

I concorsi a punti sono la tomba dell’amore, non solo, ma anche il sole cocente che prosciuga i vostri risparmi. Dire a vostro marito con quanti punti avete preso, in regalo, quel meraviglioso servizio di piatti comunicherà all’unica, piccola parte funzionante del suo cervello l’esatto importo delle vostre spese al supermercato. Di norma, infatti, ad ogni punto corrisponde un euro di spesa. Scoprire che il piatto in cui sta mangiando gli è costato 3600 euro non farà bene al suo povero cuore, cosicché cresceranno esponenzialmente anche le spese per le cure mediche. Il consiglio è quello di evitare anche solo di farvi consegnare il catalogo dei premi. Resistete. Accettate di vivere all’oscuro. Non cadete nella trappola. E se proprio volete una caffettiera, compratevela cazzo. Costa 5 euro!

 

8)Divisione dei compiti

Se andate accompagnate da qualcuno, dividersi i compiti è un’azione utile e auspicabile. Occupatevi voi di fare la fila per il pane e i salumi lasciando lui a girare per i reparti. Armato della vostra lista farà sicuramente prima di voi, recuperandovi mentre siete ancora in attesa di due etti di cotto (questo non vale se, nelle vicinanze, c’è ancora la biondina portatrice di handicap). Il suo continuo e rumoroso sbuffare v’indurrà a rinunciare al cotto, con ulteriore risparmio economico, e ad affrettarvi verso le casse, per evitare di prenderlo poco elegantemente a ceffoni davanti a tutti, trattandolo da bimbo immaturo e irresponsabile quale è sempre stato, solo che adesso la faccenda vi pesa un pochino di più.

Anche qui il risparmio netto sarà intorno al 20%, che potrà arrivare al 40% se vostro marito sbuffa particolarmente bene e voi siete in analisi.

 

9)La tresca con il direttore

Avere una tresca con il direttore del supermercato risolve, di norma, tutti i vostri problemi. In cambio dei vostri richiestissimi favori sessuali, difatti, otterrete non solo merce in abbondanza a costo zero, ma pure la consegna a domicilio, nelle ore diurne, fatta dal direttore in persona. Inoltre non vanno sottovalutati i benefici che ne trarrà il vostro equilibrio psicofisico, grazie alla proficua e soddisfacente attività sessuale, che solo un buon amante generoso sa offrire.

Risparmio netto del 100%. Non so se mi spiego. E se avete superato i 50 anni c’è da considerare anche il guadagno netto che ottenete, evitando di pagare settimanalmente il gigolò.

 

10)La dieta

Che poi, alla fine, ma non è meglio una bella e sana dieta? Due piantine di lattuga potete tranquillamente coltivarle in giardino, due pomodori lo stesso. Ma perché diamine passare mezza giornata dentro un supermercato a spendere soldi? Questo, ovviamente, a meno che non siate voi la cassiera. O se non potete usufruire del punto 9.

 

A presto, care amiche.