Notte d’incanto
Veleno, veleno, solo veleno. A piccoli sorsi, lentamente, scivola giù, nella gola, prende allo stomaco, attorciglia le budella, e però no, non ci muori. Ci soffri, ma non ci muori. Spargi sale, dai, spargi ancora sale sulle ferite, che adesso fa male e brucia lo so, ma poi, vedrai, che disinfetta e cicatrizza per bene. Che voglia ho, di prenderti a schiaffi, di tirarti i capelli a lasciarmene tra le dita a ciuffi interi, a vedere il rossore delle tue guance e le lacrime rabbiose, i pugni stretti pronti a colpire. Colpiscimi dai, prendimi a pugni, e quando sarò a terra tirami calci e sputami addosso. Schiacciami il viso sotto la suola lurida delle tue scarpe, spingi sul collo fin quando la saliva si mischierà al sangue e comincerò a tossire e a sputare anch’io, ma senza rabbia, senza odio, quasi grata, se non fosse ridicolo esserti grata.
Dai, fottitene, di me come di tutto il resto, tira su il bavero del cappotto per ripararti dal vento e dagli sguardi e cammina per la tua strada. Cancella la mia faccia dai tuoi ricordi, dalla tua vita, dalle parole spese invano. Dimentica il sapore dolce dei miei orgasmi bevuti come sangue da un vampiro, dimentica le notti e i giorni e i sogni, dimentica tutto. Camminami sopra, sui sentimenti disgustosi, sulle azioni ignobili e abbiette compiute al mio fianco. Gettami la croce addosso, che non saresti la prima, né l’ultima. Aprimi il cuore in due, guardaci dentro, scava, annusa, respira, mangia. Non sai, non saprai mai, quante scale ho salito, quante pagine ho strappato dai diari, quante parole ho estratto dalla carne, quanti treni ho aspettato, per non salirci mai.
Cosa vedi, guardandomi. Cosa senti ora, cosa credi di sapere. Quello che sai di me, è niente. Quello che credi di me, sono le facce che mi hai messo addosso. Nessuna vera. Magari sono le tue, quelle che non vorresti portare, quelle di tutta la gente che hai dimenticato portandola con te ovunque.
Metti in moto, scappa lontano, che tanto non ti sfuggirai. Ti sarai sempre addosso, sempre il dito puntato contro, per condannarti come nessun altro farebbe. Sarò la tua valigia, il bagaglio da dimenticare, di notte, dentro qualche aeroporto. Sarò la carta giusta nel momento sbagliato. Sarò il sole che non brucia, ma nemmeno scalda. Sarò la tua promessa mai mantenuta, sarò la confessione che non hai mai avuto il coraggio…
Schiacciami il viso sotto la suola, punta il tacco nei miei occhi già ciechi, lascia che si compia questo destino, non aspetto altro. Ma quei baci, i baci, ce l’hai sulle labbra, non serve lavarsi. Sono ancora lì, lo senti, che bruciano e mordono ancora, senza tempo. Ho vissuto il tempo che non passa mai, ho vissuto mille ultimi minuti, ho vissuto le notti bianche che più nere non avrebbero potuto essere, le ho nascoste tra lenzuola rosa e i sogni interrotti sul più bello, prima che diventassero realtà. Che c’è più gusto, lo sai, a stare male.
Dici basta, lo gridi, lo urli in faccia a tutti quelli che incontri, ma non sono io, e sai che è inutile. Il pugnale nella schiena non lo toglierai, no, pure se strisciassi ai tuoi piedi. Vuoi lasciarmi morire ma non basta, sai che non basta, che dentro di te non potrei essere più viva, domani ancora di più.
Spargi sale, dai, spargi sale su queste ferite, che cicatrizzano prima, rinnovano pelle e corpo e seccano il sangue. Spargi sale, che mentre credi di uccidermi la vita torna a volare, sopra di te, che muori dissanguata dalla tua noncuranza. La tua ombra si allunga nella sera, mentre cammini, ogni passo sull’ombra scura del mio viso.
Notte, notte nera, neve sciolta, passi incerti per te, che spargi sale, continui a spargere sale. Che incanto di notte. Che meraviglia. Sono una donna. E sono viva, almeno io.
Comments
13 Responses to “Notte d’incanto”
Leave a Reply





Come mai hai scritto così???Arrabbiata spero di no ciao Vivian.
Or non ce la faccio a leggere….
Ma guarda che lavoro che sto a fare per Voi: http://kinglear.ilcannocchiale.it
Un bacione… e spargi la voce se puoi, se vuoi.
Giuseppe
VIVIAN
Arrabbiata? No, raramente lo sono. Solo voglia di scrivere contro il vento, contro il destino, contro il dolore, sbattendogli in faccia la vita e il sangue che mi scorre dentro, alla faccia sua.
Un bacio, e benvenuta qui.
IANNOX
Bellissimo lavoro Giuseppe, come sempre, del resto, quando metti mano tu alle cose. Presto cambierò stile del template e metterò il banner sulla colonna di destra. Ora mi metterò in pari con le letture e poi riprenderemo il filo, magari inviandoti nuovo materiale da pubblicare.
Un abbraccio e un bacio fortissimi.
Mi piace ciò che scrivi e lo stile che usi, non lo vedo legato ad un particolare stato d’animo, ogni parola che scegli lascia il segno, non è mai casuale e catturi sempre la mia attenzione.
E’ bello leggerti, sarò sempre tra i tuoi lettori più affezionati.
Bruce Lee
Titty’ chissa come staresti con un sorriso! Nelle foto che ricordo di aver visto stai sempre imbronciata…
dai, su con la vita…
doomanda: ci sarai a torino per la fiera del libro??? e se si, quando???
l’utent eanonimo sopra, osno io….
gaspare
E che ti dico? Hai detto tutto tu…come al solito! Ti bacio forte anche se non dovrei! Come sempre tua Fabiana (e non F. xchè so che non ti piace!!!!)
BRUCE
Sei un tesoro, non potrei mai immaginare un post senza un tuo commento. E tocchi un punto importante, ovvero che non è detto io scriva di sensazioni che sto provando ora, o di stati d’animo del momento. Un bacio grandissimo.
DIRK

Ok, ne metterò al più presto una dove sorrido
Divertente la querelle su un altro blog. Ma che nessuno mi chieda di partecipare
GASPARE
Ho risposto via mail. Un bacio, a presto.
FABIANA
Si, lo detesto quel “F.” :))
Meglio Fabiana, decisamente. Quando passi a trovarmi? Lo so, hai ragione, ma ho ancora una settimana di passione e poi, finalmente, part time :)) e potrò passare anch’io da te.
Baci sparsi