Vita in movimento

Allora, il Template dovrebbe essere a posto adesso. Spero che si veda bene anche con Firefox, e vi prego di segnalarmi, nel caso, ulteriori anomalie. Io ce la sto mettendo tutta, sappiatelo, coinvolgendo persone che ne capiscono qualcosina più di me, che in quanto a grafica non sono proprio il massimo. Il colore del Template è provvisorio, non appena avrò capito come e dove modificarlo passerò al viola. Mi piace di più. Che ne dite, può andare o è tanto brutto?

Domani sera sarò a Napoli per il concerto di Avril Lavigne a Piazza del Plebiscito. Diciamo che non vado per me, non è che impazzisca per lei, piuttosto faccio un favore a degli amici. Dormirò lì e rientrerò a Roma la mattina seguente, spero incolume.

Vi segnalo il consueto pezzo del lunedì su Mentelocale, oggi si parla del Tradimento, argomento che è stato spesso oggetto di discussione sui nostri piccoli blog. Se qualcosa vi colpisce ditela qui, che sul sito di Laura Guglielmi non è possibile commentare.

Per oggi è tutto, ci risentiremo mercoledì con la cronaca della mia giornata partenopea, se riesco corredata anche da qualche foto. Del libro non so ancora se è disponibile in libreria, però è già acquistabile on line, su IBS. Non appena avrò ricevuto le mie copie vi dirò di più.

Bacibà.

Tittyna Update

Qualche novità, giusto per fare il punto della situazione. Il libro è uscito, e adesso non ne parliamo più, altrimenti vi scoccio. Aspetterò di averlo tra le mani soprattutto per leggere i racconti delle altre scrittrici, che son parecchio curiosa. Martedì finisco di lavorare dove ho lavorato finora. Si cambia, finalmente. Già avevo ottenuto qualche miglioramento, poco tempo fa, ma adesso l’occasione è più ghiotta e non me la lascio scappare. 4 ore al giorno, una settimana al mattino, la seguente il pomeriggio, e tanto, tantissimo tempo per me. Sta arrivando l’estate e questo è un bel regalo che, aiutata dal Destino, mi sono fatta.

Potrò andare al mare, uscire la sera, frequentare gli amici, e buttarmi anima  e corpo nella stesura del mio romanzo, tre capitoli già completati. Mi piace, mi piace come cresce e si sviluppa, tanto che a volte ne rileggo qualche brano domandandomi se l’ho scritto davvero io. Il titolo l’ho già deciso, e chissà che qualcuno di voi non riesca pure a indovinarlo. Provateci.

Due mie carissime amiche blogger stanno cadendo tra le braccia di Cupido. Sono contenta per loro, sono due persone straordinarie, e meritano tutto l’amore di questo mondo. Un’altra amica ha vinto un’importante battaglia. Sono felicissima per lei, dispiaciuta di non esserle stata accanto, troppo presa dalle mie cose. Mi sento in colpa, spero che mi perdonerà e le chiedo comunque scusa.

Adesso vado a preparare la cena, che pure io ho una vita da mandare avanti. A volte.

Il Libro

La notte di Lisa

Eccolo, è arrivato. Lo so, molti di voi avevano predetto questo evento ed io invece non lo avrei mai creduto realizzabile. Invece adesso c’è, esiste, e dentro ci sono io.

Si tratta di un’antologia che raccoglie racconti erotici di scrittrici quasi tutte molto note (a parte me insomma), tra le quali spiccano personaggi del calibro di Laura Guglielmi, Manila Benedetto, Daniela Gambino, Monica Maggi. Donne che scrivono da tanto tempo, di erotismo e non solo. Tra queste ci sono anch’io, a segnare il mio debutto cartaceo dentro un libro che non vedo l’ora di tenere tra le mani, toccarlo, annusarlo, riporlo sullo scaffale per guardarlo e poi riprenderlo ancora, per verificarne peso e consistenza, per ribadire a me stessa che si, esiste davvero, e dentro, insieme alle altre, ci sono io. Anche io.

L’antologia, curata da Francesca Mazzucato, che la presenta in questo post, sarà presto in libreria ed è acquistabile anche online, qui su IBS, oppure sul sito della casa editrice Lietocolle.

Perdonatemi se non riesco a dire molto altro, nonostante sapessi da tempo di questo evento, e mi fossi preparata al momento, mi accorgo di come quando un sogno si realizza le sensazioni e i sentimenti si prendano tutto lo spazio a scapito delle parole. Parole che aspetto ansiosa da voi che mi leggete, adesso, ma soprattutto dopo che avrete letto il libro.

Il mio racconto s’intitola “La notte di Lisa”, ed è dedicato, unicamente per il nome della protagonista e non per il contenuto della storia, sebbene poi il personaggio ricalchi fedelmente questa persona, ad un’amica che è stata, ed è, molto importante per me. La ringrazio per essermi stata vicina, lei come tutti coloro che mi hanno voluto bene, e che spero continueranno a volermene. Così come vi voglio bene io.

Il mare dentro

C’è stato un tempo in cui mi piaceva partire senza conoscere la destinazione. Mi piaceva pensare che fossero i luoghi a cercarmi, a corrermi incontro. Io, al sabato, dovevo solo limitarmi a salire in auto e partire, al resto avrebbero pensato loro, i luoghi. Li avrei visti scorrere davanti ai miei occhi così rapidamente da non riuscire a coglierne l’essenza, la profondità, il sapore, ma soltanto a raccoglierne i contorni, il profumo della scia mentre furtiva, li attraversavo nottetempo, correndo per la mia strada. Poi, ad un tratto, un luogo mi avrebbe chiamato. Avrebbe usato una casa, un campanile, un cane randagio o un’insegna luminosa. Il luogo mi avrebbe chiamato ed io avrei accettato l’invito. Mi sarei fermata, sarei scesa, e mi sarei lasciata condurre per mano attraverso il mistero che ogni luogo sconosciuto possiede, come anche noi per chi non ci conosce.

Ho visto centinaia di luoghi così, fermandomi ad un loro cenno. Alcuni li ho amati il breve tempo in cui siamo stati insieme, come uomini conosciuti e amati il breve volgere di un’estate. Altri li amo ancora oggi e, se chiudo gli occhi, posso immaginare d’essere ancora lì, con la stessa prospettiva di sguardo che avevo allora, gli stessi sentimenti, le stesse emozioni….

segue qui

Serata letteraria

Giovedì scorso sono stata ad un incontro letterario in quel di Testaccio, a Roma. L’appuntamento era per le 21:30 ed io, come mio solito, sono giunta a destinazione alle 21:55, in discreto anticipo sul mio normale ritardo. In questo, ho poi scoperto, mostrando una preoccupante somiglianza con il protagonista del libro presentato, ovvero l’ispettore Ferraro (o Ferrari, o Ferrara, adesso non ricordo benissimo).

L’ambiente, per quanto potesse sembrare poco consono all’occasione, si è invece rivelato molto affascinante. Molto bella la disposizione dei tavoli davanti al palco, molto celere e discreto il servizio, bella gente seduta qua e là. Al terzo bicchiere di Prosecco ho cominciato a trovare persino affascinante Gianni Biondillo, vuoi per la sua bravura nell’intrattenere il pubblico in sala, vuoi pure per la sua interpretazione delle pagine lette dal suo ultimo libro, vuoi per un accompagnamento musicale affidato ad un sassofono jazz di notevole valenza artistica. Insomma, sono stata davvero bene. Luci soffuse, ottima musica, bei brani da "Con la morte nel cuore". Si è parlato di letteratura, di generi, di fortune e sfortune, di periferie e di multietnie. Si è parlato anche di Milano, e molte cose le ho trovate adattabili a Roma con incredibile omogeneità.

Il momento più bello è stato quando Gianni dal palco mi ha vista e riconosciuta, strizzando l’occhio e mostrandomi un sorriso che mi ha fatto chiaramente intendere che era contento che fossi lì. Piacere reciproco, ed anzi mi spiace che la mia naturale ritrosia verso eventi di questo genere mi abbia impedito di restare ancora un po’ a chiacchierare con lui, sebbene il tempo passato insieme sia stato, per me, molto emozionante. Avrei avuto molte cose da chiederti, caro Gianni, e sarà per un’altra volta. Una cosa però ci tengo a dirla, è davvero molto coinvolgente la partecipazione a questo tipo di manifestazioni. La letteratura e la musica fanno benissimo ad incontrarsi in luoghi dove le persone possono assorbire entrambe le arti non più in maniera solitaria, bensì in compagnia. Per un attimo mi sono immaginata dall’altra parte. E’ stato un momento brevissimo. Sono diventata viola in viso ed ho pensato che sarebbe stata dura tenere viva l’attenzione di tante persone semplicemente leggendo. Lui c’è riuscito, e solo per questo meriterebbe già i complimenti che gli ho ampiamente fatto.

Ovviamente la sua dedica sul libro, oltre ad abbracci e baci, sono ricordi tutti miei.

Web Tour

Il mio consueto pezzo del lunedì su MENTELOCALE parla di prigioni. Prigioni quotidiane, senza colpe, senza sbarre alle finestre. Prigioni cui ci siamo condannate da sole senza accorgerci di nulla. O fingendo di non farlo. Questo articolo vorrei dedicarlo a tutti coloro che si accorgono di vivere una vita non loro, ma che non hanno ancora trovato la forza di cambiarla, nella speranza che un giorno possa accadere il miracolo e che, nel frattempo, riescano a non darsi la colpa di tutto. A volte la volontà non c’entra nulla, a volte sono altre storie a tenerci legate.

Su MUSICAOS trovate invece un mio nuovo racconto erotico, grazie alla collaborazione con Princess Proserpina, la quale non contenta e soddisfatta di occuparsi di altri tre milioni di cose, è anche curatrice di una rubrica all’interno del sito. "Eva" è un racconto più drammatico che erotico, con uno scandire del tempo molto preciso e determinante, dove nel montaggio dei pezzi ho inserito la fine al principio per poi seguire la giusta sequenza temporale dei fatti. Spero proprio che vi piaccia, e in entrambi i casi, visto che sui due siti non è possibile commentare, aspetto le vostre opinioni e sensazioni qui, nel mio blog. Musicaos è un luogo molto bello e merita d’essere visitato, a prescindere, o nonostante la mia presenza.

Per ora è tutto, pare, e starò tranquilla fino a giovedì, quando incontrerò uno scrittore italiano al quale rivolgerò sicuramente, e con l’inganno, un bel po’ di domande. Il frutto di questo incontro potrete poi leggerlo su Booksblog, il sito letterario curato da Manila Benedetto.

Oltre questo, ricordo la manifestazione che si svolgerà dal 18 al 22 prossimi alla Fortezza da Basso di Firenze, dove la mia amica Viss farà la ragazza pon pon (mio Dio Viss, alla nostra età!!!)  tra dibattiti letterari e discussioni sui Blog. Personaggi di spicco, a parte Viss che è la più importante, Giuseppe Granieri, Loredana Lipperini, Personalità Confusa, Antonio Sofi, Sergio Maistrello, Massimo Mantellini, Franz Krauspenhaar e molti altri.

Ed ora posso tornare a letto. Buonanotte.

Magari Domani

Avrebbe dovuto esserci un nuovo post qui, oggi. Ma non c’è. In verità ci ho pensato molto poi ho deciso, invero aiutata dalla mia poca lucidità, che sarà meglio farlo domani. Che poi neanche domani sarà una giornata facile, considerando che m’hanno incastrata e mi toccherà lavorare mentre voi tutti, o quasi, vi cullerete nell’ozio affrontando con malcelata mestizia il lungo tragitto che dal divano porta al bagno, e viceversa.

Fa niente, scriverò domani a proposito di quello che volevo scrivere oggi e non ho scritto. Sarà un post in formato PDF sul quale apporrò pecette nere laddove farò i nomi di coloro che volevo menzionare oggi, e non l’ho fatto. Il primo che scoprirà cosa c’è scritto sotto le pecette vincerà un’intervista con il supplemento domenicale di Ostia Oggi. Niente male, no?

Buonanotte, e un grazie alla mia amica nobile.

Manifesto zero

Sono quelli che odiano, quelli che sputano veleno. Quelli che affacciati alla finestra gridano lo sdegno per il mondo di cui fanno parte, spettatori non paganti. Quelli che ci godono, ad essere bastardi.

Quelli che io so fare tutto, tu non sai fare niente. Quelli che offendono, quelli che hanno sempre ragione loro, quelli che voi non avete capito un cazzo, e se l’avete capito, l’avete capito male.

Quelli che sei una cretina solo perché non sei me. Quelli che più muoiono più rinascono, più cattivi di prima. Quelli che solo io ho sofferto, solo io so che significa, stronza. Quelli che ti camminano sopra accarezzando il micio.

Quelli che qualunque cosa fai io so farla meglio, se solo ne avessi voglia. Quelli che tu non sai niente di me e non puoi capire, io invece si, pure se non so niente di te. Quelli che sanno cosa significa, anche se non l’hanno provato, quelli che hanno provato tutto quello che hai provato tu, ma di più.

Quelli che hanno capito che sottomettere è più facile di quanto sembra, in questo mondo di servi. Quelli che fai come ti dico io, e zitta. Quelli che l’unica soluzione possibile è seguirli, ma a debita distanza. Boia dell’anima, con la ghigliottina della parola.

Quelli che la cultura sono io. Quelli che per quanti libri tu abbia letto io di più. Quelli che per non farti dare della testa di cazzo puoi solo dire hai ragione tu. Quelli che niente conta, niente ha valore, a meno che non si tratti di loro.

Quelli che odiare è bello, amare è da sciocchi. Quelli che non hanno capito che il male che fai torna, hai voglia se torna.

Generazione Odio. Generazione O. Generazione zero.

 

Glob Writer

Ed eccolo qui, il mio primo post su GLOB, l’anti blog per eccellenza. Certo, essere alla mercè di gente come Zoro e Amlo non è affatto semplice, però so che sarà divertente e che potrò scrivere ciò che voglio, e questo, per un multi-blog, vuol dire tanto. Diciamo che la parte decisiva è stato leggere il nome di Proserpina nella crew, ma è un dettaglio che a Zoro è meglio non dire.

Questo primo articolo vuol essere divertente, leggero nel tentativo di sfiorare luoghi di culto, luoghi "sacri", con sottile ironia e un po’ di satira. Certo è facile, direte voi, tanto difficilmente i diretti interessati lo leggeranno. Mah, chi può dirlo, le vie del web sono infinite, e magari capiterà che pure La Lipperini posi gli occhi sulla parte che la riguarda. Può anche darsi che mi telefoni inviperita perché a lei il latte freddo nel caffé non piace oppure, come mi aspetto da quel poco che la conosco, per farsi quattro risate con me. Vedremo.

Certo è che proseguirò su questa linea, e un giorno, chissà, potrebbe toccare a voi. A domani, con il mio pezzo su Mentelocale, come ogni lunedì.

Parole e Immagini

Girando in rete sono incappata su Fotologie.it, dove c’è una bella sezione intitolata “parole e immagini”, che tratta di autori a me cari. Vi segnalo, oltre a Calvino, Borges, Herzog e altri, la parte dedicata a Paul Auster, autore qui da noi meno conosciuto e riconosciuto di quanto meriti.

 

Interessantissima la sua breve intervista da cui ho tratto questo brano:

“Poi c’è il problema delle immagini: poiché tendiamo a guardarle passivamente, le immagini finiscono per passarci attraverso senza lasciare traccia. Per due ore siamo attratti, coinvolti ed incantati, ma quando usciamo dal cinema ricordiamo a stento quel che abbiamo visto. I romanzi sono completamente diversi. Per leggere un libro bisogna essere attivamente coinvolti in ciò che dicono le parole. Bisogna lavorarci su, usare l’immaginazione. E quando l’immaginazione è pienamente risvegliata, si entra nel mondo del libro come se fosse il proprio. Si possono fiutare e toccare le cose, si hanno pensieri e intuizioni complesse, si vive in un mondo tridimensionale.”

Illuminante il dialogo tratto da “Smoke”, sulla lentezza dello sguardo, per chi non ha ancora avuto modo di vedere il film. Dateci almeno un’occhiata. Lentamente, se possibile.

 

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