Parole e Immagini

Girando in rete sono incappata su Fotologie.it, dove c’è una bella sezione intitolata “parole e immagini”, che tratta di autori a me cari. Vi segnalo, oltre a Calvino, Borges, Herzog e altri, la parte dedicata a Paul Auster, autore qui da noi meno conosciuto e riconosciuto di quanto meriti.
Interessantissima la sua breve intervista da cui ho tratto questo brano:
“Poi c’è il problema delle immagini: poiché tendiamo a guardarle passivamente, le immagini finiscono per passarci attraverso senza lasciare traccia. Per due ore siamo attratti, coinvolti ed incantati, ma quando usciamo dal cinema ricordiamo a stento quel che abbiamo visto. I romanzi sono completamente diversi. Per leggere un libro bisogna essere attivamente coinvolti in ciò che dicono le parole. Bisogna lavorarci su, usare l’immaginazione. E quando l’immaginazione è pienamente risvegliata, si entra nel mondo del libro come se fosse il proprio. Si possono fiutare e toccare le cose, si hanno pensieri e intuizioni complesse, si vive in un mondo tridimensionale.”
Illuminante il dialogo tratto da “Smoke”, sulla lentezza dello sguardo, per chi non ha ancora avuto modo di vedere il film. Dateci almeno un’occhiata. Lentamente, se possibile.
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5 Responses to “Parole e Immagini”
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cavoli Titty è la prima volta che vengo qui … bello sai? azz … MA MI HAI FATTO FUORI DAI LINK?!?!?!?!? … non si fà … no no!
Già, sostanza e qualità. Il vago tanto per esser detto non m’interessa. Letterariamente parlando. Lo svago sì, ma che sia tale, leggero. Che non sia la vuotezza totale assoluta come un’aneurisma svuotato il “leggero” svago. Comunque, che ognuno faccia.
Non credo ci sarò - anzi no, non ci sarà né oggi né lunedì alla fiera. Ci sono già stato, due, tre giornate: abbastanza, troppe, la pochissima sostanza l’ho presa. E tanto fa. Paul Auster, bravo molto bravo, soprattutto ieri, oggi molto meno impicciato com’è nel ritagliarsi un qualcosa di più della trilogia - così un festino tira l’altro, ma non i libri. Però bello ed interessante il penultimo, che son racconti che gli son stati inviati e che lui ha rivisto “Ho pensato che mio padre fosse Dio”. Vabbe’, un libro interessante, perché… Scoprilo da te. ;-D
Bacioni.
Giuseppe
Riley
Eppure su Calde Luci Rosse c’è un bel banner, non è che potevo chiamarti a casa :))))
Ciao, benvenuto qui.
Il link c’è, come sempre, solo che Clarence non riesce a pubblicarli per ordine alfabetico, quindi escono random e possono trovarsi in qualsiasi punto. Comunque ci sei sempre, stai tranquillo.
A presto allora, sappi che scrivo più qui che lì, ultimamente, quindi regolati :))
Un bacio
Giuseppe

D’accordo con te sullo svago, ma a volte ci vuole anche quello senza ragione, con la mente altrove. Letterariamente parlando lo svago non esiste. Anche un tema leggero deve avere in sé riflessioni e progresso culturale e personale.
Su Paul Auster anche sono d’accordo. La sua costante ricerca del libro perfetto, unita alle difficoltà economiche vissute prima del meritato successo hanno condizionato il suo scrivere. Ma la Trilogia resta un libro eccezionale, almeno per me ovvio
Paul Auster, grande autore a parte alcuni inciampi dai quali si è ripreso. Quanti ricordi!