Il dottor Fagioli
Il dottor Fagioli trovava francamente intollerabile che a qualche sua paziente, occasionalmente, capitasse di morire. Intollerabile e fastidioso c’è da aggiungere, per via non solo del danno economico derivante la perdita fisica di una cliente, ma per quella mania tutta italiana di avviare indagini su ogni minima, stupida cosa. Indagini che era costretto a bloccare sul nascere utilizzando, ancora una volta e per ironia della sorte, del denaro. Il danno, evidentemente, era doppio. Mancate entrate da una parte, considerevoli uscite dall’altra. E sì che la sua, bisogna ammetterlo, era un’attività molto redditizia, di facile svolgimento e senza palesi controindicazioni. Era una passeggiata di piacere, se non fosse stato per quegli occasionali e inopportuni decessi.
Le pazienti si presentavano da lui in condizioni di sovrappeso intollerabili, desiderose solo di affidarsi completamente a qualcuno che fosse in grado di guidarle mano nella mano verso una condizione fisica umanamente accettabile. Spesso, quand’anche sempre, queste pazienti venivano a loro volta presentate al dottore da altre pazienti che, grazie alle cure del dottor Fagioli, apparivano al massimo del loro splendore, dimostrando vent’anni di meno e sottolineando in ogni discorso i pochi mesi che si erano resi necessari alla perdita di 20, 30, 200 chili.
Le novizie, moralmente a pezzi e guardate con disprezzo da mariti, figli e conoscenti vari, alcune preda della depressione più acuta, queste donne dicevo, trovavano nell’amica rediviva il seme della speranza. Forti di questa ritrovata consapevolezza pagavano senza fiatare l’esosa parcella per la prima visita, fingevano inconsapevolmente che quella visita avesse una qualche reale valenza scientifica e poi, con le preziose ricette in mano si lanciavano dentro la prima farmacia disposta allo spaccio di stupefacenti per acquistare, a suon di euro, le famigerate pasticche annienta-fame.
Le pasticche. Le famose pasticche del dottor Fagioli, quelle da sciogliere direttamente nel Sacro Graal per acquisire l’eterna giovinezza, ed il fisico da inflazionata top model.
Il guaio vero, per le pazienti, era che una volta smesse le pasticche tornavano spesso e volentieri quelle di prima, quand’anche qualcosa di più e di peggio, disilluse e vinte fin nel profondo, con la forza di volontà di un topo davanti al formaggio.
Altre, occasionalmente e a tradimento, addirittura morivano, creando al dottor Fagioli i penosi problemi di cui sopra. Dura la vita del missionario, pensava tra sé, maledicendo l’ennesima poveretta passata a miglior vita, e il denaro finito nelle tasche di chi poteva insabbiare l’ennesima pratica. Ma tant’è, in fondo doveva pur andare avanti, che mantenere
PS 1: Lo so benissimo cos’è successo a Londra. Semplicemente non ho voglia di parlarne.
PS 2: La prima puntata di Manila è qui.
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3 Responses to “Il dottor Fagioli”
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Bello e agghiacciante questo breve racconto, scritto con uno stile di sufficiente distacco e cinisimo, che rendono meglio l’idea di questo personaggio privo di scrupoli.
Ho letto la prima puntata di Manila, troppo presto per esprimere un giudizio, però l’impressione che ne ho avuto è promettente, mi auguro che le puntate successive seguiranno a breve. Lo seguo con interesse.
Su ciò che è successo a Londra fai bene a non dire nulla, troppa retorica in giro e poi c’ è ben poco da dire, aggiungere qualcosa mi sembra inutile.
Bruce Lee
Bellissimo! Mi fai notare con questo quanto non sappia scrivere racconti o narrativa in genere. Non si può avere tutto nella vita. Ti ho spedito inoltre di nuovo il file per quella cosa, ripulito e con l’aggiunta di un’altra stringa. Ciao ciao carissima, aspetto il seguito di Manila. Fabrizio Corsell.i
bello, davvero
mi farebbe piacere averti sul mio blog
c’è molta letteratura
http://www.alessandroportnoy.splinder.com