Nickname

Ho fatto una scoperta sensazionale, una di quelle robe che ti fanno crollare il mondo addosso. Ho scoperto che formica79 è un fake. Si, avete capito bene, è un fake, un falso, un impostore. In realtà formica79 è il nickname dietro cui si cela niente meno che Azel65. Costui, per chi non lo sapesse, è un tizio strano che ha aperto, tempo fa, un blog intitolato “cavolimiei” utilizzato per sparlare a destra e a sinistra di tutti quelli che portano bracciali borchiati al polso. In special modo quelli con le borchie acuminate.

Il fatto curioso, che fa molto pensare in effetti, è che pure azel65 è un fake, un nickname dietro cui si cela un altro tizio, il quale è stato costretto a chiudere il blog per evitare grossi guai con le common license. Difatti, dietro le spalle di azel65 si cela niente meno che apollo21, un tipo molto naif, che sogna di essere lanciato nello spazio benché non abbia la minima idea di come funziona una cucina a gas. Apollo21, abbattuto dall’impossibilità di realizzare la sua missione, ha cominciato a riempire il blog con post presi a caso dalla rete tutti riguardanti il tema della corretta temperatura del burro da spalmare sul pane tostato, facendo nascere il desiderio, ai tecnici della NASA, di lanciarlo veramente. Il problema è che poi questo costituirebbe un pericoloso precedente. C’è già un tipo che si è fatto trovare nudo su una spiaggia millantando di aver perduto la memoria e che, per prima cosa, si è messo a suonare il pianoforte, raggiungendo l’obiettivo di finire su tutti i giornali.

Grazie ad una puntigliosa e lunghissima ricerca effettuata dalla polizia postale, tramite un ip fisso, si è venuti a sapere che apollo21 altro non è che la seconda identità di un attivista ispanofobo, un certo melmagitana, il quale si serve di questa identità occulta per gettare fango sugli ispanici affermando, tra le altre cose, che in Spagna ci sono troppi chilometri di coste rispetto all’Austria, e questo è un fatto che ritiene profondamente ingiusto.

Questo torbida vicenda ha fatto nascere numerose discussioni sulla necessità di abolire i nickname, tanto che la microsoft, molto sensibile al problema dei fake, soprattutto dopo aver scoperto che billgatesxp è il nickname dietro cui si cela osamabinladen59, e che “longhorn” esiste già ed è un portale a luci rosse, ha cominciato a mettere a punto un sistema grazie al quale sarà possibile accedere ad internet solo tramite credit card. Questo farà in modo che qualunque cosa facciate in rete apparirà in calce il vostro nome e cognome così come sono stampati sulla carta.

Il signor William Coyote ha già espresso le sue preoccupazioni in merito ma pare che rambobush47 lo abbia rassicurato dicendogli che presto un decreto legge consentirà di ottenere l’american express con un semplice nickname. Solo la versione gold, però, al prezzo simbolico di diecimila dollari.

 

PS: un nuovo, gustoso articolo per la mia rubrica "Spunti di Vista" è qui.

Disperato Empirico Post

La domanda è: c’è una fine alle delusioni che le persone riescono a dare, nella vita?

La risposta è: si, una fine c’è, solo che purtroppo essa coincide esattamente con la fine della vita medesima (quella presa in esame).

La domanda è: quanto diritto ha, egli/ella, di raccontare fatti della sua vita che coinvolgono altre persone? In sostanza, egli/ella è padrone della sua vita, ivi compresa la possibilità di affermare che XY gli ha rigato tutta la fiancata della macchina, oppure no?

La risposta è: no, non si può. E’ decisamente più politically correct parlare bene in pubblico e male in privato. In assenza della capacità di mentire attenersi al più stretto riserbo.

La domanda è: esiste una legge naturale in base alla quale è possibile stabilire chi ha torto e chi ragione?

La risposta è: si, certo che esiste. IO ho ragione, TU hai torto. (questa legge, del resto, regola buona parte dei rapporti familiari, lavorativi e sociali in tutto il mondo civilizzato)

Da ciò si evince che: IO (empirico) sono bravo/a e faccio come cazzo mi pare. TU (empirico) no. E zitta.

La cosa divertente è che non sempre si trovano di fronte un IO e un TU. Anzi, quasi mai. La normativa vigente dice che siamo tutti, ma proprio tutti, degli IO. Poi dici i vuoti legislativi.

Post post-vacanze

Le vacanze stanno per terminare e da venerdì si torna al lavoro. Non ne ho voglia, proprio per niente, ma pare che la cosa sia ineluttabile, insomma, pare che dovrò arrendermi e consegnarmi sconfitta al dio della produzione. Nonostante non sia potuta andare da nessuna parte, causa distruzione della macchina non appena iniziate le ferie, mi sono ugualmente goduta la pace, la tranquillità, il tempo che scorre lento, mentre aspetti di decidere, con calma, cosa fare. Tanti i libri letti, tante e piacevoli le serate in giardino a parlare e a giocare a carte con le amiche o le passeggiate al mare.

Insomma mi sono ricordata che la vita è questa, e mi piacerebbe tanto parlare con chi ha trasformato il nostro incerottato pianeta in una fabbrica cosmica rotante, per dirgliene quattro, o anche cinque.

Mi sono tenuta sufficientemente lontana dal pc, anche se avrei potuto non farlo, per verificare lo stato di dipendenza. Ne sono uscita meglio di quel che pensavo, ottenendo la conferma che sono ancora io ad usare il blog e non viceversa.

E passiamo alle notizie:

La sesta parte di “Manila” è on line su Clarence. Il rallentamento nella pubblicazione è stata la logica conseguenza dell’estate, alle belle giornate, ai pochi navigatori. Da settembre appuntamento fisso settimanale fino alla conclusione.

 

Splendida recensione di Stefano Massaron per il libro di Angela Buccella, “Glamodama”, sul mensile Rolling Stone. Complimenti ad entrambi, ad Angela perché sono felicissima del suo successo, a Stefano perché ho letto “Ruggine” in un solo giorno trovandolo davvero intenso. E perché ha parlato benissimo di Angela, che se lo merita.

 

Il Tempio di Persefone è il luogo dove sto mettendo tutto quanto da me prodotto finora sul web. Mi piaceva l’idea di un luogo dove poter organizzare e sistemare gli scritti sparsi qua e là, come una piccola libreria virtuale. Mi piace molto, sono soddisfatta, e quindi da adesso lo trovate on line. Nel tempio i commenti non sono abilitati per mia scelta. Se avete qualcosa da dire, bella o brutta che sia, fatelo qui. Con delicatezza, mi raccomando.

See you soon.

 

Interviste Incredibili

Una bella recensione di "Tua, con tutto il corpo" è on line qui, sul blog di Giuseppe Iannozzi. Bella perché dura e sincera quanto basta a definirla schietta e leale, in un panorama critico dove le recensioni manca poco che le facciano gli editori in persona. Purtroppo spesso latita quel poco di umiltà che serve per prendere dalle critiche il lato positivo, ma penso anche che troppa presunzione non sia mai un buon biglietto da visita. Quello che voglio dire è che sarei stata felice della recensione di Giuseppe pure se questa fosse stata meno lusinghiera nei miei confronti, perché Giuseppe Iannozzi è uno leale, che dice solo e sempre quello che pensa.

Purtroppo per voi non è tutto qui. Oh no. C’è anche una lunga intervista alla quale non mi sono sottratta che parla del libro ma non solo. Parla di me, del mio passato e del mio futuro, di Lisa, di Stella, di Manila e di tanto altro. Insomma è stata la mia prima vera intervista da esordiente scrittrice e devo dire che mi sono messa a nudo più di quanto pensassi. Il risultato, a mio parere, è più che soddisfacente. Ringrazio ancora una volta Giuseppe perché è stato davvero uno dei primi a credere in me, a darmi fiducia, a offrirmi spazi e visibilità importanti, e anche grazie a lui, al suo sostegno concreto, si è materializzato il sogno di questo, spero, primo libro.

Per concludere sto approfittando di questi giorni di ferie per leggere e scrivere moltissimo. Purtroppo ho dovuto rinunciare alla presentazione di San Benedetto, e potrete leggere parte delle mie ultime disavventure su "Spunti di vista".

Vi bacio tutti e tutte indistintamente, e a presto, quando riprenderò a postare con regolarità (si, lo so, non ci crede nessuno).

L’amore ai tempi…

L’amore ai tempi del…la penna d’oca

13 Maggio 1837

Gerard Maillet de Villesaint, durante un viaggio di piacere in Inghilterra, partecipa ad un ricevimento nel castello di Portsmouth, in onore di George Edward Stewart Bell, appena nominato ambasciatore del Re. Durante il ricevimento Gerard la nota, mentre ella danza in compagnia di un alto ufficiale della marina inglese. Dopo averla lungamente osservata, ed aver compreso di trovarsi davanti alla figlia del festeggiato, capisce di avere davanti agli occhi la donna della sua vita. Tuttavia, a causa dell’innata riservatezza che da sempre alberga nel suo nobile animo, tutto ciò che riesce ad ottenere da lei è un lungo e consapevole sguardo carico d’intesa.

21 Luglio 1837

Due mesi dopo il suo ritorno in terra di Francia, il marchese Gerard Maillet de Villesaint si rende conto di non poter concepire pensiero che esuli da lei, la bellissima Mary Elisabeth Stewart Bell. Senza por tempo in mezzo, e affrancandosi temporaneamente dalla sua naturale ritrosia, le scrive una lettera, nella quale, senza peraltro sbilanciarsi troppo, le illustra i suoi profondi sentimenti gratificandola della certezza di essere stata lei, e il suo nobile animo, a far germogliare nel cuore di un soldato il seme dell’amore.

Prima che svanisca il coraggio, Gerard incarica un messo a cavallo di recapitare la lettera a Mary Elisabeth, assicurandosi, pena la vita, che la preziosa missiva giunga nelle mani della ragazza senza alcun intermediario.

9 Gennaio 1838

Mary Elisabeth, dopo aver letto decine di volte la lettera di Gerard, sente di aver finalmente maturato il giusto stato d’animo e le giuste parole per rispondergli. In capo ad una settimana completa la stesura della lettera nella quale la giovine esprime la sua intensa emozione e lo incoraggia, spudoratamente, a tornare in Inghilterra in occasione del ricevimento che si terrà in primavera per festeggiare il suo 20esimo compleanno.

4 Marzo 1838

Gerard, dopo aver letto centinaia di volte la lettera di Mary Elisabeth e con il cuore preda di violenti tumulti da inizio ai preparativi per la partenza. Si occupa personalmente di ogni singolo dettaglio ivi compreso la scelta del vestiario lasciando sorprese le domestiche e la stessa marchesa Sophie Maillet de Villesaint, che mai aveva veduto il figlio tanto occupato in qualcosa che non fosse la caccia alla volpe. Nondimeno il marchesino Gerard incarica il messo di consegnare a Mary Elisabeth la sua risposta cartacea, contenente l’assenso entusiasta al cortese invito ricevuto, nonché un prezioso gioiello di famiglia che Gerard amerebbe vedere indossato da Mary Elisabeth la sera del ricevimento.

5 Maggio 1838

Mary Elisabeth, vincendo timori e pudori, concede a Gerard il primo ballo della serata. Emozionati, i due ballano evitando però di parlarsi e di guardarsi negli occhi, per celare a se stessi ed a tutti gli invitati i reciproci sentimenti. La cosa, però, non sfugge all’occhio attento del padre della ragazza, il quale già vede di cattivo auspicio il fatto che la figlia si stia affezionando ad un francese. La madre di Elisabeth, affascinata dai modi eleganti e nobili di Gerard, tenta con discreto successo di convincere il marito  sull’importanza decisiva che ha il sentimento rispetto al luogo di nascita. Gerard, nel frattempo, comincia a nutrire forti speranze sui sentimenti di Mary Elisabeth basandosi sul fatto che ella gli ha concesso il primo ballo e, soprattutto, indossa il gioiello che lui le ha regalato.

6 maggio 1838

Il padre di Mary Elisabeth, spinto da sua moglie, si apparta con Gerard per avere informazioni riguardo alle intenzioni del ragazzo nei confronti della figlia. Gerard, con piglio e fermezza, dichiara immantinente l’amore smisurato che egli nutre per Mary Elisabeth e la sua ferma ambizione di sposarla. Il padre congeda il giovane promettendogli che comunicherà alla figlia questo suo desiderio e che, una volta valutate tutte le circostanze, si occuperà personalmente di fargli giungere notizie in merito, pregandolo, fino ad allora, di attendere in Francia gli sviluppi della situazione, concedendo loro la possibilità di decidere senza condizionamenti di sorta.

Gerard accetta serenamente, confidando nella bontà dei sentimenti di Mary Elisabeth, sui quali si sente già pronto a giurare.

2 Ottobre 1838

Mary Elisabeth convince finalmente suo padre della forza inesauribile del suo sentimento per Gerard. Inoltre, ricerche effettuate dal genitore sulla famiglia di Gerard danno esito positivo, escludendo così motivazioni poco nobili all’interesse del ragazzo, che appare vieppiù sincero e trasparente. Spinto anche da sua moglie, l’uomo si decide ad inviare un messo affinché consegni a Gerard una lettera per invitarlo a Londra e definire così i dettagli del matrimonio.

28 Novembre 1838

Il messo inglese è ormai a due soli giorni di cavallo dalla residenza dei Villesaint quando

la Francia entra in guerra. Gerard viene inviato immediatamente al fronte a difendere la bandiera e parte senza sapere nulla di quanto accaduto a Londra. Ignaro, e con il cuore triste per la lontananza da Mary Elisabeth, parte eroicamente per compiere il suo dovere.

19 Maggio 1840

Al suo rientro in patria, due anni dopo,  Gerard trova la lettera di Mary Elisabeth, gelosamente conservata dalla marchesa sua madre, e decide di partire immediatamente nonostante le fatiche e le privazioni della lunga guerra combattuta con onore e senza risparmio d’energia e ardore. Si concede solo un mese di riposo, poi sale a cavallo destinazione Inghilterra.

30 Luglio 1840

Giunto in Inghilterra Gerard scopre che la famiglia Stewart Bell si è temporaneamente trasferita a Nuova Dehli, a causa della mansione da ambasciatore del padre di Mary Elisabeth. Essendo l’incarico a tempo indeterminato Gerard decide di partire alla volta dell’India per raggiungere più in fretta possibile la sua amata. Si concede un mese di riposo al castello degli Stewart Bell, per prepararsi al lungo viaggio, poi sale a cavallo e parte.

2 Novembre 1840

Giunto in India Gerard scopre con raccapriccio che l’ambasciatore ha fatto rientro a Londra. Prostrato da cotanta avversità decide di concedersi un mese di riposo nella città orientale prima di intraprendere il viaggio di ritorno.

12 Febbraio 1841

Finalmente Gerard viene accolto a castello. Due giorni dopo viene organizzato un grandioso ricevimento per festeggiare il fidanzamento dei due ragazzi, ricevimento che si terrà in primavera inoltrata cosicché la stagione sia propizia alla presentazione in società  dei futuri sposi.

1 Aprile 1841

Gerard fa rientro in Francia per annunciare alla famiglia l’immantinente matrimonio. Subito impazzano i preparativi per tutta la famiglia, che si protraggono per oltre un mese.

12 Giugno 1841

Il ricevimento per festeggiare il fidanzamento di Mary Elisabeth e Gerard richiama al castello tutta la nobiltà inglese e parte di quella francese. Durante la serata, che passerà alla storia per sfarzo e importanza, i due giovani annunciano il loro prossimo matrimonio.

In quella circostanza, durante lo scambio degli anelli, Gerard per la prima volta ha l’onore di baciare Mary Elisabeth.

25 Maggio 1842

Gerard e Mary Elisabeth si uniscono in matrimonio. Dopo una settimana di festeggiamenti i due, finalmente marito e moglie, fanno il loro ingresso nel castello di Lille dove Gerard ha deciso di fissare la residenza della sua famiglia. La notte seguente, tra le calde lenzuola di seta di un letto in oro zecchino, finalmente consumano la prima notte d’amore.

Tempo impiegato: 5 anni e 12 giorni.

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L’amore ai tempi del…web

15 marzo 2005

Ore 21:18: Ciao, come ti chiami?

Ore 21:19: Elisabetta, e tu?

Ore 21:20: Gerardo. Come sei?

Ore 21:21: Bionda, occhi azzurri, 1,68 di altezza.

Ore 21:23: Seno?

Ore 21:24: Una terza.

Ore 21:25: Taglia?

Ore 21:26: 46.

Ore 21:27: Wow, una bella topa, allora. Hai foto?

Ore 21:28: Si.

Ore 21:29: Manda dai, che ti voglio vedere bene :)

Ore 21:30: Ok.

Ore 21:33: Vista?

Ore 21:34: Si, cazzo. Sei proprio bona!

Ore 21:35: Grazie. E tu? Ne hai foto?

Ore 21:36: Aspetta lì.

Ore 21:38: Ecco fatto. Inviata.

Ore 21:39: Ok.

Ore 21:42: Vista?

Ore 21:43: Si.

Ore 21:44: E allora?

Ore 21:45: E allora se credi che basti una foto della tua faccia da pirla per convincermi a dartela ti sbagli di grosso.

Ore 21:46: Va bene, ok. Aspetta.

Ore 21:49: Arrivata?

Ore 21:51: Ora ragioniamo. Ci vediamo alle 22 al porto di Ostia. E porta con te il tizio della seconda foto, mi raccomando, che ci voglio parlare.

Ore 22:07

I due ragazzi s’incontrano al bar Amerigo. Gerardo offre un gelato a Elisabetta. Fumano una sigaretta dirigendosi verso la macchina di lui.

Ore 22:16

I due ragazzi si fermano con la macchina in una zona appartata dove, finalmente, fanno l’amore.

Tempo impiegato: 58 minuti.