L’amore ai tempi…
L’amore ai tempi del…la penna d’oca
…
13 Maggio 1837
Gerard Maillet de Villesaint, durante un viaggio di piacere in Inghilterra, partecipa ad un ricevimento nel castello di Portsmouth, in onore di George Edward Stewart Bell, appena nominato ambasciatore del Re. Durante il ricevimento Gerard la nota, mentre ella danza in compagnia di un alto ufficiale della marina inglese. Dopo averla lungamente osservata, ed aver compreso di trovarsi davanti alla figlia del festeggiato, capisce di avere davanti agli occhi la donna della sua vita. Tuttavia, a causa dell’innata riservatezza che da sempre alberga nel suo nobile animo, tutto ciò che riesce ad ottenere da lei è un lungo e consapevole sguardo carico d’intesa.
21 Luglio 1837
Due mesi dopo il suo ritorno in terra di Francia, il marchese Gerard Maillet de Villesaint si rende conto di non poter concepire pensiero che esuli da lei, la bellissima Mary Elisabeth Stewart Bell. Senza por tempo in mezzo, e affrancandosi temporaneamente dalla sua naturale ritrosia, le scrive una lettera, nella quale, senza peraltro sbilanciarsi troppo, le illustra i suoi profondi sentimenti gratificandola della certezza di essere stata lei, e il suo nobile animo, a far germogliare nel cuore di un soldato il seme dell’amore.
Prima che svanisca il coraggio, Gerard incarica un messo a cavallo di recapitare la lettera a Mary Elisabeth, assicurandosi, pena la vita, che la preziosa missiva giunga nelle mani della ragazza senza alcun intermediario.
9 Gennaio 1838
Mary Elisabeth, dopo aver letto decine di volte la lettera di Gerard, sente di aver finalmente maturato il giusto stato d’animo e le giuste parole per rispondergli. In capo ad una settimana completa la stesura della lettera nella quale la giovine esprime la sua intensa emozione e lo incoraggia, spudoratamente, a tornare in Inghilterra in occasione del ricevimento che si terrà in primavera per festeggiare il suo 20esimo compleanno.
4 Marzo 1838
Gerard, dopo aver letto centinaia di volte la lettera di Mary Elisabeth e con il cuore preda di violenti tumulti da inizio ai preparativi per la partenza. Si occupa personalmente di ogni singolo dettaglio ivi compreso la scelta del vestiario lasciando sorprese le domestiche e la stessa marchesa Sophie Maillet de Villesaint, che mai aveva veduto il figlio tanto occupato in qualcosa che non fosse la caccia alla volpe. Nondimeno il marchesino Gerard incarica il messo di consegnare a Mary Elisabeth la sua risposta cartacea, contenente l’assenso entusiasta al cortese invito ricevuto, nonché un prezioso gioiello di famiglia che Gerard amerebbe vedere indossato da Mary Elisabeth la sera del ricevimento.
5 Maggio 1838
Mary Elisabeth, vincendo timori e pudori, concede a Gerard il primo ballo della serata. Emozionati, i due ballano evitando però di parlarsi e di guardarsi negli occhi, per celare a se stessi ed a tutti gli invitati i reciproci sentimenti. La cosa, però, non sfugge all’occhio attento del padre della ragazza, il quale già vede di cattivo auspicio il fatto che la figlia si stia affezionando ad un francese. La madre di Elisabeth, affascinata dai modi eleganti e nobili di Gerard, tenta con discreto successo di convincere il marito sull’importanza decisiva che ha il sentimento rispetto al luogo di nascita. Gerard, nel frattempo, comincia a nutrire forti speranze sui sentimenti di Mary Elisabeth basandosi sul fatto che ella gli ha concesso il primo ballo e, soprattutto, indossa il gioiello che lui le ha regalato.
6 maggio 1838
Il padre di Mary Elisabeth, spinto da sua moglie, si apparta con Gerard per avere informazioni riguardo alle intenzioni del ragazzo nei confronti della figlia. Gerard, con piglio e fermezza, dichiara immantinente l’amore smisurato che egli nutre per Mary Elisabeth e la sua ferma ambizione di sposarla. Il padre congeda il giovane promettendogli che comunicherà alla figlia questo suo desiderio e che, una volta valutate tutte le circostanze, si occuperà personalmente di fargli giungere notizie in merito, pregandolo, fino ad allora, di attendere in Francia gli sviluppi della situazione, concedendo loro la possibilità di decidere senza condizionamenti di sorta.
Gerard accetta serenamente, confidando nella bontà dei sentimenti di Mary Elisabeth, sui quali si sente già pronto a giurare.
2 Ottobre 1838
Mary Elisabeth convince finalmente suo padre della forza inesauribile del suo sentimento per Gerard. Inoltre, ricerche effettuate dal genitore sulla famiglia di Gerard danno esito positivo, escludendo così motivazioni poco nobili all’interesse del ragazzo, che appare vieppiù sincero e trasparente. Spinto anche da sua moglie, l’uomo si decide ad inviare un messo affinché consegni a Gerard una lettera per invitarlo a Londra e definire così i dettagli del matrimonio.
28 Novembre 1838
Il messo inglese è ormai a due soli giorni di cavallo dalla residenza dei Villesaint quando
19 Maggio 1840
Al suo rientro in patria, due anni dopo, Gerard trova la lettera di Mary Elisabeth, gelosamente conservata dalla marchesa sua madre, e decide di partire immediatamente nonostante le fatiche e le privazioni della lunga guerra combattuta con onore e senza risparmio d’energia e ardore. Si concede solo un mese di riposo, poi sale a cavallo destinazione Inghilterra.
30 Luglio 1840
Giunto in Inghilterra Gerard scopre che la famiglia Stewart Bell si è temporaneamente trasferita a Nuova Dehli, a causa della mansione da ambasciatore del padre di Mary Elisabeth. Essendo l’incarico a tempo indeterminato Gerard decide di partire alla volta dell’India per raggiungere più in fretta possibile la sua amata. Si concede un mese di riposo al castello degli Stewart Bell, per prepararsi al lungo viaggio, poi sale a cavallo e parte.
2 Novembre 1840
Giunto in India Gerard scopre con raccapriccio che l’ambasciatore ha fatto rientro a Londra. Prostrato da cotanta avversità decide di concedersi un mese di riposo nella città orientale prima di intraprendere il viaggio di ritorno.
12 Febbraio 1841
Finalmente Gerard viene accolto a castello. Due giorni dopo viene organizzato un grandioso ricevimento per festeggiare il fidanzamento dei due ragazzi, ricevimento che si terrà in primavera inoltrata cosicché la stagione sia propizia alla presentazione in società dei futuri sposi.
1 Aprile 1841
Gerard fa rientro in Francia per annunciare alla famiglia l’immantinente matrimonio. Subito impazzano i preparativi per tutta la famiglia, che si protraggono per oltre un mese.
12 Giugno 1841
Il ricevimento per festeggiare il fidanzamento di Mary Elisabeth e Gerard richiama al castello tutta la nobiltà inglese e parte di quella francese. Durante la serata, che passerà alla storia per sfarzo e importanza, i due giovani annunciano il loro prossimo matrimonio.
In quella circostanza, durante lo scambio degli anelli, Gerard per la prima volta ha l’onore di baciare Mary Elisabeth.
25 Maggio 1842
Gerard e Mary Elisabeth si uniscono in matrimonio. Dopo una settimana di festeggiamenti i due, finalmente marito e moglie, fanno il loro ingresso nel castello di Lille dove Gerard ha deciso di fissare la residenza della sua famiglia. La notte seguente, tra le calde lenzuola di seta di un letto in oro zecchino, finalmente consumano la prima notte d’amore.
Tempo impiegato: 5 anni e 12 giorni.
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L’amore ai tempi del…web
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15 marzo 2005
Ore 21:18: Ciao, come ti chiami?
Ore 21:19: Elisabetta, e tu?
Ore 21:20: Gerardo. Come sei?
Ore 21:21: Bionda, occhi azzurri, 1,68 di altezza.
Ore 21:23: Seno?
Ore 21:24: Una terza.
Ore 21:25: Taglia?
Ore 21:26: 46.
Ore 21:27: Wow, una bella topa, allora. Hai foto?
Ore 21:28: Si.
Ore 21:29: Manda dai, che ti voglio vedere bene
Ore 21:30: Ok.
Ore 21:33: Vista?
Ore 21:34: Si, cazzo. Sei proprio bona!
Ore 21:35: Grazie. E tu? Ne hai foto?
Ore 21:36: Aspetta lì.
Ore 21:38: Ecco fatto. Inviata.
Ore 21:39: Ok.
Ore 21:42: Vista?
Ore 21:43: Si.
Ore 21:44: E allora?
Ore 21:45: E allora se credi che basti una foto della tua faccia da pirla per convincermi a dartela ti sbagli di grosso.
Ore 21:46: Va bene, ok. Aspetta.
Ore 21:49: Arrivata?
Ore 21:51: Ora ragioniamo. Ci vediamo alle 22 al porto di Ostia. E porta con te il tizio della seconda foto, mi raccomando, che ci voglio parlare.
Ore 22:07
I due ragazzi s’incontrano al bar Amerigo. Gerardo offre un gelato a Elisabetta. Fumano una sigaretta dirigendosi verso la macchina di lui.
Ore 22:16
I due ragazzi si fermano con la macchina in una zona appartata dove, finalmente, fanno l’amore.
Tempo impiegato: 58 minuti.
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14 Responses to “L’amore ai tempi…”
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Be’, sai, Carissima Tittyna, nonostante tutto credo che se dovessi scegliere sceglierei comunque l’amore al tempo de “la penna d’oca”, anche se c’è da dire che non è detto che con il matrimonio, dopo cinque anni e più, lei me la darà, diciamo pure così. ;-D
Ahia! Mannaggia a te, ma lo sai - disgraziata che non sei altro ^____^ - che una situazione simile m’è accaduta veramente in web, in un corteggiamento così, con la differenza che io non mi sono appartato da nessuna parte, e solo c’ho fatto la figura del perfetto fesso credulone - ché avevo agganciato un trans, neanche malaccio, però non c’ho gusto. Alla fine è finita bene, che ci siamo messi a ridere entrambi. Chissà poi che fine ha fatto lei (lui), non lo so, perché non ci siamo frequentati, però è stato bello ridere insieme. In un certo senso pure questo è amore, o no? No, alla fine non l’ho fatta la figura del perfetto fesso, solo di uno che cerca amore, come tutti del resto.
Mannaggia a te! ^____^
Oh, non mi venire a dire che sei un ragazzo biondo, mo’? ^____^”’
Ti ho replicata su King Lear con la quinta parte di Manila - e c’è pure un mio commento, sia su Calde Luci Rosse che su King, però il commento è uguale. Leggilo se ti va, e rispondi dove ti va.
Carissima, un forte abbraccio e un bacione, mentre me la rido della grossa, perché sì, questo post m’ha fatto anche ridere, d’amore però.
Giuseppe
Giuseppe
Mi sono divertita molto anch’io, a scriverlo. Sai, la storia è nata dal fatto che ho riletto, in questi giorni di forzata lontananza dal pc, Ragione e sentimento di Jane Austen.
Mentre proseguivo nella lettura mi sono resa conto di come i tempi, all’epoca, fossero dilatati. Settimane intere per gli spostamenti, mesi interi di lontananze e di lettere che impiegavano secoli tra andata e ritorno, e mi son venute in mente anche a me esperienze di chat dove nel giro di mezzora si arrivava agli appuntamenti.
Non so se sia meglio o peggio, di certo questa accelerazione non si è limitata ai movimenti fisici, ma pure a quelli dell’anima, che si accende e si spegne con velocità un tempo inimmaginabili.
Mi dispiace per la tua esperienza negativa, ma per quanto riguarda me puoi stare tranquillo. Chiedi pure a Gianni Biondillo per eventuali conferme sulla mia natura :)))
Il tuo commento su Manila mi ha commossa, grazie, non sai quanta fiducia mi danno le tue parole.
Ti abbraccio forte e tantissimi baci per te.
Carissima Tittyna,
Jane Austen, sì, ricordo lei, i suoi romanzi: ogni tanto - diciamo spesso - mi capita di rifugiarmi nei classici, anche se preferisco altri autori quali Pasolini, Pavese, Fenoglio, Boccaccio, Dante, ecc. ecc. ecc. ;-D Ad ogni modo sì, i tempi si sono decisamente dilatati, e gli inconvenienti che un rapporto potrebbe essere o diventare sono sempre tanti, e difficili. Per me, come ho detto, in tono ironico, è stato un ridere insieme e quindi non è stata poi una esperienza negativa. Forse sono stato un po’ poco chiaro nel precedente commento, ma non è stata un’esperienza negativa, nulla affatto. Mi spiace solo che poi non ci siano state più occasioni per incontrarsi, magari per una birra o per fare un po’ di uncinetto insieme. ,-)
Be’, i commenti se li lascio è perché son meritati: sono abbastanza avaro di questi tempi, e se non sono pienamente meritati, non spreco lodi.
Sì, lo so che sei femmina femmina: me lo confermano da più parti, e non ho bisogno di chiederlo al Biondix - che ha pure lui problemi con l’ADSL di questi tempi. Vabbe’, risolverà l’inconveniente tecnico.
Carissima Tittyna, dolce notte, con un bacio e un abbraccio
Giuseppe
Carissima Tittyna,
a breve invio qualcosa d’importante per te tramite la messagistica di splinder, quindi guarda… guarda tra i messaggi.
Dolce Notte
Giuseppe
Vi è un’unica funzionalità in un’amicizia tra due donne: avere una spalla che ti accompagni al cesso.
Poi, quando io mi ubriaco con una donna, ti assicuro che lei non si ritrova niente tra le mani. E sottolineo tra le mani.
Nemecsek
Sono commossa dalla tua poetica visione. Che dirti, sarò una di quelle eccezioni che confermano le regole.
Ciao Tittyna,
è un po’ che non passo di qua. Come stai ? Io sto bene e domani parto per Praga con la mia famiglia.
Sono passato di qua per risentirti e per augurarti buon ferragosto.
Un bacio e a presto,
Marco
Buon Ferragosto a Tutti! Fabrizio
… si, ma sono abbastanza sicuro che nei 5 anni e 12 giorni i ‘nostri protagonisti’ abbiano trascorso svariati ‘58 minuti’… non credi anche tu?
[le cose che facciamo sono sempre le stesse, cio che cambiamo sono gli strumenti]
eehehehehe spettacolare…altro che tempi biblici..ci vuole veramente poco, non credevo però in un solo gelato!!
Fish
“Lei, chi è?” “Uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso.”
Nel 2000 si conoscono tutti così poco…
una delle cose più deliziose lette in un anno su splinder
semplicemente stupendo
ho messo un link a questo post sul mio…..