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Archive for Novembre, 2005

Lo strano caso del blog con le tette grosse

Mercoledì, Novembre 23rd, 2005

Antefatto:

Una giovane e bella ragazza apre un blog. Sul blog, oltre a titolo, sottotitolo e post d’apertura, mette anche una sua foto, un mezzobusto. Poi gironzola per altri siti, leggendo e commentando.

Fatto:

Il blog in questione ottiene, da subito, centinaia di accessi, roba da far invidia a chiunque vive di questo. In pochi giorni, diciamo un paio, la ragazza è già famosa in rete.

Poi:

La blogger manifesta un po’ ovunque il suo disappunto, ottenendo sia solidarietà che rimproveri. La questione, a suo giudizio, è grave. Il suo successo non è dovuto alle qualità umane, alla sua spiccata personalità, bensì alle sue evidenti doti fisiche. Insomma, tutti quegli accessi e visite non sono riconducibili a due post magistralmente scritti, non sono dovuti a commenti lasciati sui blog più “in”, commenti pregni di raffinata profondità e arguzia, bensì questo successo è dovuto solo e unicamente alle sue tette grosse. Già, perché a ben vedere la foto pubblicata sul blog è degna di nota, in quanto a circonferenza toracica.

Il caso:

Qualcuno comincia a sollevare dubbi sull’autenticità della foto. C’è da dire che questo problema ha sempre afflitto le blogger dalle tette grosse. Esageratamente grosse. Pare sia diffusa la convinzione che una ragazza con le tette grosse non possa bloggare. Per questo motivo mi sono documentata in proposito, per evitare di dire cose sbagliate.

A mia precisa domanda, la famosa blogger Sociopatica mi ha risposto che lei, nonostante due tette spettacolari, non ha mai riscontrato difficoltà a raggiungere, con le dita, la tastiera del pc. Anzi, nei periodi dell’anno particolarmente rigidi ha approfittato della situazione digitando i suoi post direttamente con i capezzoli.

Sempre a mia precisa domanda, anche Selvaggia ha risposto positivamente, aggiungendo che a suo parere, visto che molte blogger scrivono con i piedi, il problema semplicemente non si pone, e si può essere detentrici di grosse tette senza che questo impedisca di effettuare il login e infestare impunemente il web.

Qualcuno, allora, comincia a sussurrare che dietro questa blogger si cela qualcun altro in vena di scherzi o di esperimenti. Qualcuno che vuole dimostrare una tesi, per ora sconosciuta, tramite questo simpatico artificio.

Conclusione:

A mio parere il caso potrebbe risolversi in breve tempo e con soddisfazione di tutti. Se dietro la blogger c’è veramente qualcuno, sicuramente ha altro da fare che spiegare a noi i suoi motivi, impegnato come sarà nel tenere stretta per i fianchi la blogger tettuta. Se dietro di lei, invece, non c’è nessuno, allora smetta di lamentarsi e si goda la fila che s’è formata. Certi ragionamenti, non sono solo un corpo, ho un cervello io, andavano bene negli anni 70. Oggi la maggior parte di noi donne ha compreso che avere un bel corpo e due tette enormi aiuta a farsi largo, visto che si fanno più interventi al seno che appendiciti. In definitiva direi, zitta e godi. Finché guarderanno le tue tette non baderanno al tuo cervello: riflettici, ci sono casi in cui questo è un bel vantaggio

È proprio vero, certa gente non s’accontenta mai.

 

 

Consigli per gli acquisti

Sabato, Novembre 19th, 2005

Finalmente uno spot senza scopo di lucro. Nel senso che lo faccio unicamente per voi, per il vostro bene. Ieri, allegato al quotidiano la Repubblica, ho acquistato il dvd "Ragione e Sentimento", di Ang Lee, tratto dallo splendido romanzo di Jane Austen.

E’ un film bellissimo sotto ogni punto di vista, dalla recitazione alla regia, dalla qualità della fotografia alla fedeltà al romanzo originale. L’ho visto subito, ieri pomeriggio, anche se l’avevo visto molto tempo fa, per godermi l’audio originale, in inglese, che esalta la bravura di Emma Thompson e Kate Winslet. Nel film riconoscerete anche altri attori, tipo il Colonnello Brandon, interpretato da uno dei professori di Harry Potter, ed il signor Palmer, interpretato dall’attore che recentemente ha impersonato il Dottor House in una serie tv. Non perdetelo, sono pochi euro spesi bene. E fate in modo di vederlo su un 16:9.

A lunedi.

Evoluzione

Mercoledì, Novembre 16th, 2005

Alcuni dati fondamentali sull’evoluzione dell’essere umano si possono evincere anche, e soprattutto, dalla strutturazione del linguaggio e dal sempre più appropriato uso che se ne fa.

Oggi, nei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali di Roma, si resta affascinati e attoniti da quanto sono capaci di affermare i neonati, non appena fuoriusciti dal grembo materno.

L’antico e anacronistico “nghee, nghee” difatti, quello che ha annunciato per secoli il corretto svolgersi del lieto evento, oggi è stato completamente sostituito dal più moderno e perentorio: “O sò, o sò. A dottò, guarda che ce lo sò.”

 

 

Cose Così

Lunedì, Novembre 14th, 2005

Oggi è uscito il nuovo articolo su Mentelocale. "Spunti di Vista" si occupa ancora di blog, stavolta affrontando la questione "link", croce e delizia di tanti blogger. Cosa sono, come si usano, che valore hanno. Il tutto, ovviamente, dal mio personalissimo s-punto di vista. Devo dire che, approfittando dello stimolo costante proveniente da Inedita Blog, sto davvero mettendo insieme una lunga serie di articoli sull’argomento blog. Voi che dite, dopo il decalogo del blogger, i controblog, i commenti, i link, quale aspetto del blog vi piacerebbe affrontare? Aspetto indicazioni, non fatevi pregare.

Su KingLear e su BioIannozzi, un mio racconto inedito intitolato "Il Grande Jus". Si tratta di un lavoro pensato e realizzato proprio per Giuseppe, che meritava certamente un simile regalo. E’ un racconto molto diverso dai miei soliti, un racconto ispirato da lui non solo nella materializzazione del personaggio nella mia mente, non solo in alcune delle peculiarità del suo carattere che credo d’aver intuito, in questi anni di conoscenza, ma anche nel tentativo d’avvicinarmi al suo stile ed al suo modo di scrivere. Ovviamente filtrato dal mio modo di scrivere. A lui è piaciuto, e di questo sono felice. Spero possa piacere anche a chi, tra di voi, è abituato a sentire altre storie da me.

LiberaEva mi ha fatto, inconsapevolemente, un doppio regalo. In primo luogo segnalando il mio blog, in secondo mettendomi accanto la mia adorata amica Asia. Per festeggiare siamo andate a cena insieme. In realtà, per farlo, ogni scusa è buona. Cosa abbiamo fatto dopo cena? Non si chiedono queste cose a due che fanno tanta fatica per apparire brave ragazze.

Il mio amico Lorenzo ha aperto un concorso (non si vince niente eh eh) per ragazze che hanno desiderio di mostrare la "coda" del loro perizoma. Vedete un po’ voi. Io per adesso non mando nulla, entrerò in gioco solo se sarò sicura di vincere :)

Vite e valigie

Venerdì, Novembre 11th, 2005

Leggo un post di Asia, uno dei suoi, di quelli che non puoi commentare subito, che tieni dentro a lievitare, ad accompagnarti, magari per un giorno e più. Leggo questo post di Asia e vorrei commentare e poi mi dico: come, come lo commenti un post così. Ci dovresti mettere dentro tutta la tua vita, anche quella che ancora non conosci, anche quella che puntigliosamente ti nascondi, ché magari fa un po’ male. E allora, come dice sempre lei, ci scrivo un post. Vale come commento a lei, come riflessione per me.



Questi giorni non sono miei. Questi luoghi, questi volti, queste strade che percorro ogni giorno, sempre uguali, non sono mie. Non sono i miei giorni questi, e se non sono miei, allora bisogna che il proprietario venga a riprenderseli.

Come si fa quando, al ritiro bagagli di un aeroporto, qualcuno afferra distrattamente la valigia di qualcun altro.

Magari fuori sembra la stessa. Magari è lo stesso modello. Ma dentro. Dentro no. Dentro ognuno di noi mette le sue cose, i suoi giorni, la sua vita. Pezzi di carta e di stoffa che appartengono a qualcun altro.

Io non la voglio, questa valigia qua. Non è la mia, non c’è la mia vita, dentro. Io rivoglio la mia roba.

Riportamela, ti prego, chiunque tu sia. Riportami i miei giorni, i miei luoghi, i miei volti più cari. Ridammi i miei giorni, mi mancano da impazzire.

 

Titty Rai

Mercoledì, Novembre 9th, 2005

Martedì scorso hanno mandato in onda, su Raitre, un breve servizio sulla presentazione di "Tua" a Roma, seguita da una breve quanto bella intervista a Francesca. Posso dirlo che mi ha fatto effetto? E’ stata davvero strana quella breve, fulminea inquadratura che mi ha colto sorridente e intimidita. Sapevo, mentre la telecamera scorreva le mie colleghe, amiche, sorelle, che sarebbe toccata anche a me, l’inquadratura. Eppure, quando è arrivata, sono rimasta così, incredula, a vedere una curiosa me stessa "altra", distante nel tempo e nelle emozioni, che in quei due giorni sono state tante, e forti, a cominciare dalla permanenza di Manila a casa mia. Sono rimasta seduta al tavolo della cucina chiedendomi se mai, due anni fa, avrei osato immaginare tanto. La risposta è no, non ci avrei mai minimamente pensato. E non mi importa adesso, mentre scrivo, dei discorsi su autoreferenzialità e altre pippe del genere. Mi godo il mio stupore di bambina davanti al primo albero di Natale circondato di regali, che robe così volano via in fretta e ti lasciano solo i bei ricordi.

Su Mentelocale proseguo la mia serie di articoli sul blog. Stavolta si parla dei "commenti" ai post. Lunedì prossimo, preparate i fucili, si parlerà dei "link".

Mani

Domenica, Novembre 6th, 2005

Le mani. Le mani agitate, da lontano, per un ultimo saluto. Le mani che ne stringono altre  e trasmettono stima, amicizia, ammirazione.

La mano che sfiora le guance, in segno d’affetto, di muta e profonda comprensione. La mano tesa, verso di te, quando sei in difficoltà, in pericolo. La mano sulla spalla, di chi non può darti altro che un po’ di conforto. La mano che asciuga le lacrime, le mie, le tue. Le mani sui fianchi, prima di un bacio. Le mani sul corpo, che giocano con la mia schiena disegnando paesaggi immaginari e scendono giù, oltre le gambe, fino ai piedi, tra le dita. Le mani aperte sui seni, che possiedono, e salgono il collo e il viso fino ad intrecciarsi tra i capelli.

La mano del destino, ogni giorno  una sorpresa. La mano di un bambino, che tiene il mondo tra le mie dita. La mano sulla fronte, mentre insegui pensieri veloci. La mano che segue la penna, e scivola leggera su fogli bianchi a tracciare i tuoi segni.

Le mani che stringono, che lasciano, che sfiorano, pizzicano, carezzano. La mano su cui hai scritto la formula matematica, e il mio numero di telefono. Le mani tremanti per il primo mazzo di fiori. La mano sul cuore, per giurare l’amore eterno.

La mano della prima sigaretta, la mano alla bocca per il primo colpo di tosse. La mano per la bottiglia con cui cerchi inutilmente di dimenticare. La mano alla zingara, per conoscere il futuro. La mano tirata indietro, che pesa. La mano tolta un attimo prima di sbagliare.

Le mani. Le tue su di me. Le mie su di te. Umide e calde, sporche di marmellata, d’erba, di sangue, di vita. Che non tutto va lavato via. Certi segni, e le cicatrici, per fortuna restano.

 

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