Vite e valigie
Leggo un post di Asia, uno dei suoi, di quelli che non puoi commentare subito, che tieni dentro a lievitare, ad accompagnarti, magari per un giorno e più. Leggo questo post di Asia e vorrei commentare e poi mi dico: come, come lo commenti un post così. Ci dovresti mettere dentro tutta la tua vita, anche quella che ancora non conosci, anche quella che puntigliosamente ti nascondi, ché magari fa un po’ male. E allora, come dice sempre lei, ci scrivo un post. Vale come commento a lei, come riflessione per me.
Questi giorni non sono miei. Questi luoghi, questi volti, queste strade che percorro ogni giorno, sempre uguali, non sono mie. Non sono i miei giorni questi, e se non sono miei, allora bisogna che il proprietario venga a riprenderseli.
Come si fa quando, al ritiro bagagli di un aeroporto, qualcuno afferra distrattamente la valigia di qualcun altro.
Magari fuori sembra la stessa. Magari è lo stesso modello. Ma dentro. Dentro no. Dentro ognuno di noi mette le sue cose, i suoi giorni, la sua vita. Pezzi di carta e di stoffa che appartengono a qualcun altro.
Io non la voglio, questa valigia qua. Non è la mia, non c’è la mia vita, dentro. Io rivoglio la mia roba.
Riportamela, ti prego, chiunque tu sia. Riportami i miei giorni, i miei luoghi, i miei volti più cari. Ridammi i miei giorni, mi mancano da impazzire.
Comments
21 Responses to “Vite e valigie”
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credo che quella valigia, non la vedi perchè è talmente impolverata che ti sembra un’altra, ma è la tua e aspetta solo di essere presa…
nn si può vivere di ricordi, i ricordi aiutano nei momenti bui, quando nn vedi la luna, ma nn si può rimpiangere i giorni passati, c’è il rischio di nn vivere quelli presenti e futuri…
un bacio
ps: sei una grande stronza cmq, cazzo degnati di farmi un saluto ogni tanto eh.

Ora sono io ad essere messo in crisi a mia volta per lasciare un commento a te. Ognuno è affezionato alla propria valigia e non potrebbe essere altrimenti, non saprei farmene di una che non m’appartiente.
Bruce Lee
Il post fa meditare…Molto……
I ricordi si rinchiudono in un angolo della memoria, e certe volte servono ad aiutare ad andare avanti, certe volte ti sbattono davanti i tuoi guai. I ricordi ci sono….Servono??? Così come le valigie….Servono sempre???
Anzi è proprio questo un post difficile da commentare che richiede una vita per farlo…
Cmq. Se il “proprietario” se la verrà a riprendere la “valigia” che non mi appartiene, spero nel frattempo che quell’imbecile che mi aveva “rubato” la mia me la restituisca presto sennò……;)
Baci
che coincidenza! anche io sto vivendo giorni non miei, da un bel po’ di tempo a questa parte…
bacio!
Ancora non riesco a commentarlo sto post
mi viene solo da abbracciarti forti e dirti grazie!!
Per il resto l’importante è che io mi ficco nella tua valigia e tu nella mia
credo sia già così, e da un pezzo.
Un bacio Titta ;*
Asia
Andromaca
Quella che tu argomenti altro non è che “nostalgia”, malattia di cui sono vittima da sempre, credo. Fortuna che va a momenti, altrimenti sarebbe un dramma.
Però capita, a volte, di vivere e sentirsi fuori contesto, fuori luogo, come se Giulietta capitasse sul palco durante la rappresentazione di “Godot”. Immagino resterebbe attonita. :))
Un bacio, e scusa ancora, perdono, perdono. :))
Bruce
Si, penso anch’io che la propria vita, sia essa facile o difficile, piena o vuota, sia l’unico bene cui tenere davvero. Perchè se siamo vivi, lo siamo anche per le persone che amiamo.
Un bacio, hai commentato benissimo :))
Bhaiti
Una valigia, l’idea del viaggio, fa piacere anche vederla lì, in un angolo, pure se non partirai mai. E’ l’idea, la possibilità, l’occasione.
E i ricordi… è vero, spesso sono un fardello, un peso. Ma noi siamo anche ciò che siamo stati, ed i ricordi sono le fotografie di noi stessi, quando ci riconosciamo, e quando no.
Un bacio
Verginia
Beh, mi auguro che riprendendosi la sua, mi consegni la mia, altrimenti mica gliela mollo. :))
Forse si, è difficile da commentare per iscritto, ma credo che dentro di noi dica un sacco di cose.
Un bacio, sono felice di leggerti qui.
Abreast
Purtroppo credo sia un problema comune a molti. Ci vorrebbe uno sportello per i “giorni smarriti”, così ognuno di noi si riprende i propri.
Un bacio
Asia
Finché ci sarai almeno tu nella mia valigia, non mi sentirò mai sola.
Ti voglio bene, chiudimi nella tasca interna, così non esco più dalla tua.
Tanti baci, tanti tanti.
@ TITTYNA
Carissima Titty,
Giorni di grande traffico questi, quasi senza respiro, ma si resiste. Il tempo che fugge, che pare si perda fra le lancette dell’orologio.
Credo che noi si è anche chi incontriamo amiamo odiamo, memoria che si rinnova day after day.
Sì, hai ragione, la sua collocazione immediata, giusta, è sul mio blog. Ma non ho osato da subito, in quanto mi pareva quasi che volessi appropriarmi della tua scrittura per farla mia, muovendoti così uno sgarbo. Ma mi rendo or conto che è più che giusto che il racconto “Il Grande Jus” - che ti ho ispirato - stia dove è ora, sul mio blog. Grazie infinite, perché è un bellissimo racconto, perché a me ti sei ispirata per scriverlo; e non è poco davvero. Un bacio enorme e di più, con tanto affetto e stima, ringraziandoti ancora.
E un grande abbraccio ovviamente, a cui non puoi sfuggire.
Giuseppe
Sono molti i post solo da leggere.
Nessun commento ne qui ne da Giuseppe dove sta il tuo racconto.
Si legge in silenzio a bassa voce come il libro che tieni sul comodino…..
I giorni che passano sono come i bagagli…capita che ti vengano rubati. Solo che questa volta Malpensa non c’entra un cazzo. Chiedo scusa per la puzza di “massima”. Saluti salati.
Lebacco
C’è anche un altro problema, a volte.
Quando la valigia sei sicura che sia la tua: dentro c’è tutto, proprio tutto quello che ci hai messo.
E mica hai voglia di buttarla la valigia, anche se ormai è vecchia: hai voglia di buttare via tutto quello che c’è dentro.
Però non lo fai.
Giuseppe
Ho risposto sul tuo blog.
QUi aggiungo solo che è vero quanto dici, ma spesso, quando ti prendi la valigia di un altro, anche la gente che incontri e frequenti, non è la tua. Capita
Un bacio
Viss

Ed io in silenzio mi godo la tua presenza qui
Roberto
Quel “però non lo fai” è devastante. Perché è vero, perché mille volte ognuno di noi c’ha pensato e poi, guardato dentro, ha detto: magari domani, forse. Oggi no, non ho tempo. Domani. E domani non arriva mai, e quella roba invecchia insieme alla valigia.
Un bacio, quando lasci segni tu sono sempre profondi.
Carissima Tittyna,
grazie infinite. Ma sottolineato.
Sei riuscita a incontrare pienamente il mio gusto: te lo confermo, anche se credo non ce ne fosse bisogno. E’ il tuo un racconto “abbastanza” surreale senza tracimare però in un pieno surrealismo, con forti influenze di religiosità, e non di religione.
Grazie infinite ancora. Anche per non sfuggire ai miei abbracci.
E’ vero quel che dici: a volte accade, per distrazione o per necessità? Se si prende il bagaglio altrui, io credo che non sia sempre e solo per distrazione o perché così ha voluto il caso. E non dico il destino, a cui non credo affatto.
Carissima Titty, un grande abbraccio allora e un bacio di più
Giuseppe