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Archive for Dicembre, 2005

2006

Sabato, Dicembre 31st, 2005

Sarà, senza alcun dubbio, un anno di cambiamenti profondi e radicali. Non mi opporrò. Non farò resistenza.

Sarà l’anno in cui cambierò certamente casa. Ho atteso anche troppo.

Sarà l’anno in cui cambierò, forse, ancora lavoro.

Sarà l’anno in cui cambierò uomo o forse, cosa ancor più probabile, resterò sola.

Sarà un anno in cui scriverò molto, o forse, finalmente, riuscirò a mettere la parola fine senza lasciare l’ennesimo lavoro a metà.

Sarà l’anno dell’amicizia, nel bene o nel male. Se avrò la forza di reagire, allora sarà la prima. Altrimenti, senza poter incolpare nessuno, la seconda.

Sarà l’anno dei blog, della loro consacrazione. E perderemo, forse, quel gusto tipico delle riunioni carbonare.

Sarà l’anno che non t’aspetti, per chissà quante cose che ora neanche immagino.

Sarà pure un anno come un altro, che non lascerà tracce e di cui farò fatica pure a ricordare i suoni, le musiche, le canzoni.

Sarà un’altra carezza di vento sui miei capelli, per questo tempo che inesorabile passa senza guardare in faccia nessuno.

Sarà che non si può fare altro che scambiarci gli auguri. Ma almeno vuol dire che ci amiamo.

Eppure, se ci penso, questo anno che se ne va è stato ricco, di soddisfazioni, di piccole e grandi gioie, di momenti memorabili, di persone e giorni indimenticabili.

E allora cos’è, questa umida tristezza che sento dentro…

Auguri a tutti voi

Buone Feste?

Venerdì, Dicembre 23rd, 2005

Per la serie "nonsivivedisoloblog" sono sparita per un po’. Torno unicamente per farvi i miei migliori auguri per le feste, per un Natale sereno, per un 2006 straordinario. Ve lo auguro di cuore, perché la vostra gioia, la vostra realizzazione, la vostra serenità, è il miglior regalo che io possa farmi.

Vi ringrazio di tutto,  della presenza tangibile, di quella virtuale, di quella sentimentale, che mi giunge attraverso il pensare a ciascuno di voi così, improvvisamente, senza motivo, magari perché da qualche parte un vostro pensiero mi riguarda.

Non mi chiedete di me, è meglio.

Diletta

Martedì, Dicembre 6th, 2005

E adesso che è finita, adesso che tutto è perduto (ma tutto cosa?), adesso finalmente posso guardare avanti, senza che quel nulla faccia più paura.

La mia testa non funziona bene. Faccio cose strane, senza senso, cose che gli altri non capiscono. Alcuni ci ridono sopra, altri le usano per ferirmi, per prendermi in giro, altri ancora cercano spiegazioni pseudo psicologiche che di certo lasciano il tempo che trovano, quindi poco. Io non me lo chiedo più.

Per fare un esempio, mi annodo i capelli. La sera, quando mi sdraio per riposarmi, che sia un letto, un sacco a pelo o una spiaggia, io infilo le dita tra i capelli e comincio a girare. Lentamente, con perizia, giro e rigiro fin quando invece di morbidi boccoli ottengo dei grovigli inestricabili. Più d’una volta mi sono addormentata con la mano aggrovigliata ai capelli, vinta da sonno e stanchezza, e con le dita bloccate ai fili sottili e dorati che Dio m’ha donato, perché dovevo essere tanto chiara fuori quanto oscura dentro.

Ne faccio tante, di cose strane. Un’altra è leggere sempre tutto partendo dalla fine. Quando prendo un giornale, o una rivista, la volto sul dorso e comincio a sfogliarla al contrario, come se leggere subito la conclusione possa rendere più leggero il seguito. Come se il vero mistero di una storia non sia la conclusione ma il principio, come se solo la fine possa spiegare  ciò che è accaduto prima rendendo necessario saperlo subito. Come se il mistero della vita sia la nascita, anziché la morte.

Sono ossessionata dalla morte. La temo tanto quanto ne sono attratta. La fuggo tanto quanto la inseguo. La sento, la percepisco accanto a me sempre, in ogni momento. Vorrei sapere quando, e come. Vorrei sfogliare la mia vita al contrario e sapere subito come finisce e dare finalmente un senso a tutto quanto, ai giorni, le ore, i sorrisi stupidi gli errori dolorosi e le lacrime.

Se solo sapessi  come finisce. Potessi sapere se davvero c’è, una fine, o se invece non è così, se è solo un eterno saltare da un luogo all’altro, da un nulla all’altro, imprigionata dentro un destino qualunque, ma tanto grande da essere incomprensibile.

La mia testa non funziona bene, dice il mio amico Paolo, quello che mi conosce da una vita. La tua testa non funziona bene, dice mio padre, che non sa nemmeno chi sono. Non se lo immagina neanche, perché non avrà mai abbastanza tempo per saperlo, per scoprirlo. Tanto meno la curiosità. Lui che quando parla con me inizia e finisce sempre con il mio nome, arrivando a farmelo odiare e poi ad annullarlo, a togliergli qualsiasi significato, come quando da bambina cominci a ripetere il nome di un oggetto fino a che, dopo cento volte che l’hai ripetuto, ti accorgi che “sedia” non significa più niente, non indica nessun oggetto, ed è diventato solo un suono, una modulazione particolare di voce e tono che gli altri, per convenzione, riconoscono e riconducono a quell’oggetto.

Il mio nome, così come me, diventa un suono senza senso per lui, utile solo per ricondurre il pensiero ad un oggetto, me. Forse solo per non dimenticarlo, per non dimenticarmi. Chissà poi perché.

 

Siccome che

Sabato, Dicembre 3rd, 2005

Siccome che sono un’anima gioiosa. Siccome che a volte mi diletto in cose di nessunissima importanza. Siccome che è vero, lo dicono tutti, amare è meglio che essere amati, ma qualche riscontro, ogni tanto, bisogna pur averlo (tipo la storia stravecchia della pianta che se non l’innaffi muore), siccome che è sabato sera ed io sto scambiando sms con un’amica che adoro, parlando sfrenatamente di sesso.

Siccome che tutte queste cose, io dico che sarebbe molto carino da parte vostra fare un minimo di sforzo, cliccare questo link che adesso metto, e inserire il vostro nome e città negli appositi spazi. La vostra vita, e la mia, non cambierà di una virgola, ma almeno io saprò che, da qualche parte nel mondo (vabbè non esageriamo, in Italia và) qualcuno mi segue, mi legge, e magari mi vuole pure un filino di bene.

Siccome che tutto quanto sopra scritto, vedete un po’ cosa potete fare. Io lunedì controllo, e non escludo ritorsioni. Avanti, clicca qui, tesoro mio.

Si viene, si va

Giovedì, Dicembre 1st, 2005

E così rieccomi, dopo oltre una settimana d’assenza, felice di vedere che nessuno s’è suicidato per questo. Settimana di blog-oressia, giorni in cui ho dimenticato perfino di averlo, un pc, passandoci davanti con aria di superiorità e sfida. Se proprio devo essere sincera, e non è che mi vada molto di esserlo, dovrei invece darmi una mossa. A causa di questa settimana sabbatica, ho dimenticato di segnalare i due ultimi articoli su Mentelocale, per cui piazzo qui il link alla lista di tutti i miei pezzi, così se ne avete voglia (tranquilli, non mi aspetto l’abbiate) potrete rimettervi in pari. L’argomento è un’idea che ho in mente da un po’, e che in questi due ultimi articoli cerco di spiegare.

Novembre, lo scorso anno, è stato un mese molto importante per me. In quel periodo fui contattata da un editore per quello che poi diventò il mio debutto come coautrice in un libro. Questo novembre non è trascorso invano, anche se non vi dirò, per ora, molto di più. Certo posso dirvi che sono molto felice, quello si. Venerdì e domenica della prossima settimana sarò al palazzo dei congressi per la Fiera della piccola e media editoria, presso lo stand della Lietocolle Editore.

E speriamo che la blog-oressia passi.

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