Denuncia di smarrimento
L’uomo si presentò alla stazione di polizia quando erano ormai le due di notte. Era un inverno freddo, come non se ne vedevano più da anni, con la neve, il vento gelido, i vetri delle finestre appannati e i bambini a disegnare con il dito i ricordi delle vacanze.
L’uomo oltrepassò la soglia, senza che nessuno frapponesse ostacolo, né gli fornisse informazioni, e si trovò davanti un lungo corridoio, sul quale si affacciavano, ai lati, numerose stanze. Alcune avevano le porte aperte, altre erano chiuse. Tutte però avevano un numero progressivo, a partire dal 3.
Timidamente, il passo incerto, l’uomo si avviò lungo il corridoio e si chiese, senza darsi risposta, se fosse meglio fare rumore, per invitare qualcuno ad uscire, oppure muoversi di soppiatto, per individuare da solo la stanza giusta. Fu interrotto proprio mentre, furtivo, stava guardando nella seconda stanza del lato destro, la numero 6, da un agente che l’aveva visto passare davanti alla prima.
- Cosa fa?
- Devo fare una denuncia.
- A quest’ora?
- C’è un orario, per le denunce?
- No, non c’è un orario. Mi domandavo se fosse tanto urgente da uscirci di casa.
- Non ci sono uscito di casa. Ero già fuori.
- Un furto?
- No, smarrimento.
- Ultima stanza, in fondo a destra. Numero 12.
continua…
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3 Responses to “Denuncia di smarrimento”
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Inizio intrigante
Ricominciamoo! Ma sbaglio o la tua vita sta andando un po’ a singhiozzi? Guarda che io sono sempre qua, come gli alti e bassi, come il tutto e il niente, come i giorni di anche troppa calma e quelli invece dovrebbero avere 48 ore. Beh, meglio 49, così un ora la dedicherei a te! Un bacio carissima! Ale
smarrito la memoria?