Sottotitolo: "E va bene, lo posto!"
Avevo avuto subito l’intenzione di scrivere qualcosa in proposito, dopo aver letto l’articolo sul Corriere della Sera Magazine di due settimane fa ma poi, per amor di pace, avevo tralasciato, anche perché mi era parso strano il silenzio che avevo avvertito intorno a me. A ben vedere, l’articolo firmato da Camilla Baresani, “Ma guarda un po’ cosa ho scoperto dietro un blog”, era veramente poco lusinghiero nei confronti dei blogger, definiti, nel migliore dei casi “scrittori compulsivi, commentatori da bar, spiriti polemici frustrati” e via dicendo. Mi aspettavo che, da qualche parte, uscisse fuori una reazione, una citazione, un commento. Invece nulla di tutto ciò, almeno per quanto riguarda i blog che seguo. In realtà la tentazione era stata forte, tanto che avevo addirittura inventato i non-post, ovvero i post dove dichiaravo che non avrei pubblicato questo pezzo. Oggi invece, girando distrattamente per la mia personale blogosfera, inciampo in questo post e penso che si, adesso è proprio il caso di tirarlo fuori.
La prima cosa curiosa dell’articolo è che viene redatto in base ad una giornata trascorsa in compagnia di un solo blogger: Gianluca Neri, titolare del multiblog “Macchianera”, uno dei più noti in Italia certo, ma non l’unico e forse, a ben vedere, neanche il più rappresentativo, ammesso che ce ne sia uno che possa definirsi tale. Un blogger che lavora per la carta stampata, per la televisione, insomma, non certo un’anima vergine.
Solo alla fine dell’articolo la giornalista si lascia andare ad una ventina di righe bonarie, in cui afferma che si, in fondo, un pochino di contro-informazione i blog la fanno, anche se, alla fine, è comunque tutta gente che aspira, anela, sogna di giungere alla tanto vituperata carta stampata. Ma prima di arrivare a questo, come se l’intervistato non avesse fatto esattamente quello stesso percorso, m’ero dovuta sorbire i soliti rigurgiti del passato, dove chi non è d’accordo con te è semplicemente invidioso, rancoroso, geloso del successo altrui, frustrato, e finché si può nascondere dietro un nick fa lo smargiasso ma poi, se gli capita di incontrarti di persona la faccenda cambia, e magari ti bacia i piedi come fossi il nuovo messia. Persone che dai blog sono arrivate alla carta stampata e criticano chi ha le stesse ambizioni, mettendo nel calderone anche chi quelle ambizioni non le ha, in uno strano connubio di idee con certi personaggi politici che, se non sei d’accordo con loro, allora sei comunista bolscevico e devi essere annientato. Cose di questo tipo, francamente, pensavo fossero ormai archeologia del web, anfore legate ai fondali insieme ai relitti di blog che nel frattempo, da piccoli galeoni, si stanno trasformando in splendide navi da crociera. Macchè, esistono luoghi, evidentemente, dove il tempo sembra non passare mai.
Ora, sinceramente l’articolo, nella sua totalità, m’aveva lasciata parecchio attonita. Possibile, mi sono chiesta, che c’è ancora gente che ha, della blogosfera, questa visione? Possibile che ancora oggi si possa dare credito a chi vive il blog come un ambiente elitario, dove solo pochi hanno titolo per parlare, e chi sono questi lo decidiamo “noi”? Dove, per intenderci, ancora vale la mitica frase “lei non sa chi sono io?”. Immagino che per entrare la Baresani abbia dovuto favorire nick e url per ottenere il pass.
Un paio di mesi fa, tanto per fare un esempio, m’ero stupita di come alcuni blog importanti, primo tra tutti proprio Macchianera, avevano completamente “dimenticato” di fare cenno al convegno di Genova, soprattutto in considerazione del fatto che a volte in blog di questo tipo anche una piccola unghia incarnita diventa motivo di post e dibattiti. Però mi ero detta che magari c’è ancora chi, se non è il protagonista assoluto, il festeggiato, la primadonna, preferisce non andare alle feste e far finta che queste non abbiano neanche luogo. Mi sembrò una forzatura, ma tirai oltre.
Però mi domando se sia accettabile che oggi, nonostante il fenomeno stia diventando tanto ampio da rendere difficile fare considerazioni generali sul blog, ci sia ancora chi fa articoli prendendo per vero tutto quello che dice una singola persona. Si d’accordo, il titolo del pezzo fa riferimento ad un solo blog, ma poi, a leggere l’articolo, si capisce bene che il discorso diventa subito generale.
Pochi giorni dopo l’uscita dell’articolo, sempre su Macchianera, a causa di contenuti evidentemente sgraditi nei commenti al post in cui Neri segnalava il blog di un tal Lexi, lo stesso decideva di chiudere la possibilità di interagire a tutti, nessuno escluso, aggiungendo a questa iniziativa un post non certo lusinghiero nei confronti dei lettori del suo blog.
Non è un discorso personale, Gianluca Neri ha diritto di fare ciò che vuole, nel suo blog, per quanto riguarda contenuti, post, possibilità di commentare e quant’altro. Quel che pensa dei blogger, però, è venuto fuori ben chiaro nell’articolo su CdS Magazine. Poi però la sua ira si è abbattuta anche sui commentatori, al che viene da pensare, sommessamente per non urtare la critica sensibilità del personaggio:ma scusa, ma chi te lo fa fare?
E poi, subito dopo: ma li leggi mai tu, i blog? Ti capita mai di commentare un altro blog? Perché secondo me no, non lo fai, altrimenti ti accorgeresti che quel che hanno scritto tra i commenti di Macchianera è niente, in confronto a quel che accade in giro. In conclusione, se devo pensare che oltre alle opinioni che hai su blogger e commentatori, i blog neanche li leggi, mi viene da chiedermi perché ne parli sui giornali. Mi viene da chiedermi perché invece di invitare gli altri ad uscire fuori, all’aria aperta, invece di definire i blogger, chi più chi meno, invidiosi e rancorosi, e i commentatori degli idioti, non ti fai un bel sito, tipo Dagospia, e buonanotte.
Dico questo perché il tenore dei commenti su Macchianera spesso non è diverso da quello di alcuni autori. Non comprendo, ad esempio, perché sia accettabile che Filippo Facci dia dell’idiota a chiunque, mentre il chiunque non possa fare altrettanto. A tutti piacerebbe essere commentati intelligentemente, da personalità spiccate e ricche di contenuti. Ma per avere questo non bisogna aprire un blog. Un blog è lì, alla portata di tutti, e non è facile, e forse neanche giusto, aspettarsi che ci capiti solo chi ci va a genio. Accettare questo, laddove non ci siano insulti e volgarità, è forse indispensabile, per un blogger.
Accusare gli altri di desiderare l’approdo sulla carta stampata avrebbe senso nel caso in cui l’accusatore non avesse fatto esattamente questo percorso. Io personalmente, a tutte le persone che mi scrivono cercando aiuto e consigli, dico di insistere, di darsi da fare, di tirare fuori il meglio di sé che le cose, prima o poi, verranno di conseguenza. E sono la prima ad essere felice, quando qualcuno/a ce la fa. Sono la prima ad essere orgogliosa quando una persona di cui ho stimato le qualità ottiene le occasioni che merita.
In sostanza, credo che l’inserto del giovedì di un giornale come il “Corriere della sera” dovrebbe usare più attenzione nel parlare di certi argomenti. Approfittarsi del fatto che buona parte dei lettori non conosca bene, o affatto, la blogosfera, non è certo un buon segno. A questo proposito ringrazio invece Barbara Sgarzi che, lo scorso anno, prima di scrivere un articolo sui blog, ne contattò a decine, e fece un ottimo lavoro.
Io adesso, per esempio, mi aspetto di tutto. Di certo, però, non chiuderò i commenti.