Denuncia di smarrimento 3
In fondo alla stanza un uomo era seduto accanto ad un’altra, vecchia scrivania. Non era in divisa, anzi, i suoi abiti denotavano incuria o pochi mezzi economici. O ambedue le cose. Soltanto allora l’uomo manifestò la sua presenza, cogliendo di sorpresa il denunciante, ma lasciando indifferente il poliziotto. Proferì quella frase senza alcuna inflessione o tono, quasi fosse una stanca e noiosa cantilena ripetuta già milioni di volte. E soprattutto senza guardare verso nessuna direzione, come fosse cieco.
- Io ne avrei di cose da dire. O meglio le avevo, prima di smarrirmi. Ma nessuno ha mai voglia di stare a sentire. Sentire davvero, intendo. Mentre parli stanno già tutti pronti a prepararsi le cose da dire, in un eterno monologo a due, a tre, a mille.
- Dov’è che s’è visto, l’ultima volta? Sarà bene partire da questo, per la nostra ricerca. Dov’era, l’ultima volta che ha avuto coscienza di sé?
- Stavo effettuando il mio primo login, credo.
- Diamine, davvero alla lontana. Non sarà facile ritrovarla, sa. In verità le consiglio di non nutrire troppe speranze. Raramente ritroviamo qualcuno. – lo avvisò l’agente, come a volersi preparare alla sconfitta.
- Specie se quel “qualcuno” non ha nessuna voglia di farsi trovare - concluse l’uomo alle spalle, continuando a guardare in nessun posto.
- Vedete, è come se, trasportando una cesta di calzini appena lavati, qualcuno avesse fatto un percorso nuovo e ne avesse lasciato cadere, inavvertitamente, uno. Quel calzino è rimasto lì, nei secoli, perso, dimenticato, senza il suo calzino accompagnatorio, e senza che nessuno si sia preso la briga di andarlo a cercare. Ecco, diciamo che quel percorso, quello durante il quale mi sono smarrito, non è stato più fatto ed io mi trovo perduto in un luogo sconosciuto.
Un agente entrò improvvisamente nella stanza con un foglio in mano, si avvicinò al poliziotto che stava tentando di redigere la denuncia e glielo mostrò. Era la foto del denunciante, riverso su un tavolino, un lago di sangue.
Il poliziotto guardò più volte prima la foto, poi l‘uomo davanti a sé, prima di parlare.
- Devo darle una brutta notizia. Lei è morto -
- Dove? Quando? Non è possibile! -
- Guardi qui - e gli mostrò la foto - non è lei, questo? -
- Si, sono io, è vero. - ammise.
- Bene, nessuno meglio di lei poteva fare questo riconoscimento e almeno adesso il mistero è risolto. Torni a casa, ci dorma su, vedrà che domattina le sarà tutto più chiaro. -
- Si, ma … adesso resta da capire la cosa più importante. Chi di noi due è morto? -
Il vecchio cieco si alzò dalla sedia e si diresse senza apparenti difficoltà verso la porta - Probabilmente nessuno dei due. Ma una parte di te, quella si, che è morta.-
L‘uomo osservò il proprio nickname riverso sul tavolino e pensò: "Già, una parte di me. Peccato solo che fosse quella vera."
fine
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14 Responses to “Denuncia di smarrimento 3”
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io spaio una coppia di calzini, mediamente, per quarter. Sarebbe trimestre ma fa piu’ global.
si sa che la menzogna è destinata a sopravvivere ad ogni verità
E’ molto che non venivo a trovarti: bello il tuo “nuovo” blog.
Tu denunci troppe volte gli smarrimenti, figlia bella! ^____^
Smaaackk
Giuseppe
Davvero molto profondo questo racconto, mi ha ricordato “Una pura formalità” di Tornatore per lo stile e per l’intera vicenda, con quest’atmosfera quasi kafkiana che si respira durante tutta la narrazione e che viene sottolineata nei dialoghi, sempre perfettamente azzeccata.
Brava come sempre, ti leggo con rinnovato interesse.
Bruce Lee
Beh, c’è chi tiene un blog per se, per far sopravvivere quello che scrive senza che ci sia necessariamente qualcuno che lo legge, no? Baci, Ale
bel racconto, grazie
F.
PTMY
Un mio amico li compra unicamente neri. Dice che è l’unico modo per averli sempre dello stesso colore.
Su Ineditablog trovi finalmente il PDF con gli interventi della Fiera. Sul lato sinistro c’è una sezione Abstract in continuo aggiornamento, che puoi scaricare e leggere con calma.
Un bacio
Effe
E’ vero. No, cioè, è falso. Cioè è vero, e falso, e…
Cally
Eri un mio lettore su Clarence? Oh mio Dio, mi scateni una valanga di ricordi. :))
Un bacio
Giuseppe
Alla fine comincio a nutrire il sospetto che smarrirmi mi piaccia. Sarà la sindrome da cappuccetto rosso? :))))
Bacitanti
Bruce Lee
Grazie Bruce, anche per avermi rammentato un film che m’è piaciuto molto, pure se Tornatore, cominciando con un capolavoro come Cinema Paradiso, si è complicato la vita. :))
Un bacio
Ale
Non sono d’accordo Ale. Avere un blog presuppone necessariamente qualcuno che ti legge. E’ un dato imprescindibile, di cui si è già parlato molto in rete.
Il rapporto blogger lettore è forse il nodo principale del blog.
Un bacio
F.

Grazie a te, per avermi letta.