I vizi capitali
Chiunque sia stato l’autore di quel famoso libro che vende ormai ininterrottamente da duemila anni, devo dire che nella stesura dei peccati capitali si è superato. È difficile immaginare infatti, una persona capace di schivarli tutti e 7 nell’arco di un intera esistenza e vivere felice. Impossibile, diciamolo francamente, e questo accredita la convinzione che l’ispiratore del suddetto libro avesse ben poco a cuore la nostra felicità. Al contrario. (Se penso che quella mela non era neanche una Melinda.)
Inevitabilmente, il massimo che una persona di buon senso può fare, è tentare di dominare alcuni di questi vizi andando poi a sopperire indugiando negli altri, perché la mia teoria, in definitiva, è che prendendo come somma totale del vizio insito in ognuno di noi il valore 100, se hai per esempio un 1 per 6 vizi, gioco forza ti ritroverai con un 94 del vizio restante, per totalizzare il “100” uguale per tutti.
Nella mia personalissima valutazione dei 7 vizi capitali essi vengono ulteriormente suddivisi in tre grandi categorie, in quanto credo che la presenza di un vizio comporti automaticamente una correlazione con gli altri. Le tre grandi famiglie sono, in ordine di gravità:
1) Superbia-Invidia
2) Avarizia-Ira
3) Lussuria-Gola-Accidia
Nonostante la terza categoria sia composta da tre vizi essi, a mio parere, non sono assolutamente comparabili agli altri, di gran lunga più gravi, e c’è un motivo.
I vizi della categoria 3 hanno il vantaggio di rendere felice il peccatore. Guardateci bene, noi lussuriose. Vi sembriamo forse sofferenti? Vi sembriamo preda di paturnie e insoddisfazioni varie? E mentre mangiamo beatamente ogni genere di dolciume, vi sembra di cogliere, dal nostro sguardo, un’ombra di malinconia? Mentre ce ne stiamo mollemente adagiate al sole, intente a sperperare il patrimonio del babbo, o dello zio americano prematuramente scomparso, vi sembriamo forse disperate? Non scherziamo, questi tre vizi, che di solito si presentano insieme come tosse, raffreddore e mal di gola, sono in realtà quanto di più beatamente godurioso esista in natura. E la natura va rispettata, quand’anche possibile sostenuta.
Guardiamo adesso gli altri. Guardate l’avaro, immaginate quello meravigliosamente interpretato da Totò nel film “47 morto che parla”. Eccolo, quello è l’avaro e quella è l‘infelicità. Triste, preoccupato, ansioso, vittima del suo denaro e della preoccupazione di perderlo. Neanche davanti allo spettro della morte è disposto a cedere, non sia mai che nell’aldilà serva qualche spicciolo. E l’ira è spesso compagna dell’avaro, per via di quello stato di tensione che vive costantemente chi ha paura di perdere i suoi beni materiali. Ve l’immaginate un accidioso che spreca energie per arrabbiarsi? O uno con la pancia piena, bello satollo, che si mette ad urlare e sbraitare per una stupidaggine? Macchè, il massimo sforzo che vi possono concedere questi signori, è uno sbadiglio ben articolato. O, in tempi culturalmente elevati come i nostri, un rutto.
La prima categoria è la peggiore. È quella dei perdenti, di coloro i quali mai raggiungeranno la pace, per l’impossibilità di realizzare i propri desideri. Ci sarà sempre qualcuno da invidiare, se non sei capace di apprezzare le qualità altrui, e soprattutto ci sarà sempre qualcuno migliore di te. E questa è la peggiore condanna, per un superbo. Inutile aggiungere che queste persone la felicità non sanno neanche di che colore ha i capelli.
Io, amabilmente e candidamente, faccio parte della terza categoria. Abuso di cibi, di pigrizia e di sesso. Cosa volete, il mio 100 me lo son preso tutto lì. Lo so, forse quel tale non prenderà mai in considerazione il mio sincero pentimento. Per via dell’espressione di beata soddisfazione che avrò dipinta sul volto, quando mi dovrò confessare. Ma sono sicura che sarà curioso di scoprire in che quantità avrò diviso i miei vizi.
Questo post è colpa sua, ma visto che sono buona, non lo passo a nessuno.
Comments
9 Responses to “I vizi capitali”
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Che dire?

Sono d’accordo
apperò…
brava.
Un bacio
Asia
Silvia non ha 7 peccati, bensì 8. ^____^
Titty, Titty, Titty: ti ho scattata una foto…
Così impari.
E niente bacio.
Giuseppe
Non ci credo. Ne’ per l’accidia, ne’ per la lussuria, ne’ per la gola.
Nel senso dell’eccesso.
Naturalmente, da galileiano convinto, sono pronto a ricredermi di fronte a prove sperimentali.
Sono pienamente d’accordo. Aggiungo un argomento a favore della categoria 3: non fa del male a nessuna persona, mentre le categorie 1-2 di solito di accompagnano a rancori, vendette e cattiverie.
Non posso dire di avere accumulato 100 nella categoria 3, ma sono certamente a più di 90
Buona settimana
Davvero interessante la tua analisi e la tua suddivisione in 3 categorie, che meglio raggruppano queste tipologie di vizi. Ti dirò che anch’io faccio parte della terza categoria e non maschero affatto la cosa, ne vado quasi fiero! ^___^
Bruce Lee
“La prima categoria è la peggiore. È quella dei perdenti, di coloro i quali mai raggiungeranno la pace, per l’impossibilità di realizzare i propri desideri”
Questo si applica anche alla terza categoria… pensa ad esempio a un bambino del Biafra che ha voglia di un ghiacciolo alla menta…
Io sono peccatrice di lussuria e gola, ma per fortuna niente accidia! E sì, lo confesso, sesso e cibo mi rendono felice! Chissenefrega se è un peccato (per chi??)
Bacione.
Se si potesse schivare i vizi e raggiungere la felicità il famoso libro non avrebbe ottenuto alcun successo.
La religione cattolica non ha a cuore la nostra felicità terrena ma il suo potere che nel renderti infelice oggi, ti promette la felicità eterna