Addio
Addio è un treno che parte.
Una banchina, gente che corre, che parla, un cappotto per nascondere la faccia, un giornale in mano buono solo da gettare via.
Addio è voltarsi indietro, quando non c’è più nessuno. è una strada deserta, per terra foglie e pezzi di carta, un bambino che ti guarda in faccia, e imitando la tua ti restituisce la malinconia.
Addio è una lettera, poche parole, una firma tirata via. Un bicchiere vuoto sul tavolo, in cucina, un armadio aperto, le stampelle nude, penzolanti come il cuore.
Addio è la terra, la polvere, l’erba bagnata. è l’aria che manca, la musica che suona nella tua testa, un foto scolorita sulla mensola.
Addio è qualcuno che muore all’improvviso, ma solo per te. Addio è le lenzuola grigie, la notte nera, le labbra viola e la pelle bianca.
Addio è un attimo e tutta la vita. Addio è quello che sarà, prima o poi.
L’addio che non accetterai mai.
Che dirlo fa male, quanto sentirselo dire.
A Mitì
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2 Responses to “Addio”
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Grazie tesora. Oggi è stata giornata difficile, come tutti i 22 marzo da tre anni. Ma poi si placa quel vuoto che fa male perché risveglia quel preciso momento dell’addio, e per fortuna restano solo i ricordi belli.
Sorridiamo dai, che è quasi domani. :-*
sei un fiore che sboccia dalla pioggia di un inverno passato
sei l’acqua di rugiada che da quel fiore trae godimento
nel miscelarsi del polline che cade
goccia dopo goccia
sul tuo seno vibrato
dal tocco caldo del liquido
nel finale abbraccio.
Lambor