Addio

Addio è un treno che parte.

Una banchina, gente che corre, che parla, un cappotto per nascondere la faccia, un giornale in mano buono solo da gettare via.

Addio è voltarsi indietro, quando non c’è più nessuno. è una strada deserta, per terra foglie e pezzi di carta, un bambino che ti guarda in faccia, e imitando la tua ti restituisce la malinconia.

Addio è una lettera, poche parole, una firma tirata via. Un bicchiere vuoto sul tavolo, in cucina, un armadio aperto, le stampelle nude, penzolanti come il cuore.

Addio è la terra, la polvere, l’erba bagnata. è l’aria che manca, la musica che suona nella tua testa, un foto scolorita sulla mensola.

Addio è qualcuno che muore all’improvviso, ma solo per te. Addio è le lenzuola grigie, la notte nera, le labbra viola e la pelle bianca.

Addio è un attimo e tutta la vita. Addio è quello che sarà, prima o poi.

L’addio che non accetterai mai.

Che dirlo fa male, quanto sentirselo dire.

A Mitì

Comments

2 Responses to “Addio”

  1. PlacidaSignora on Marzo 22nd, 2006 20:35

    Grazie tesora. Oggi è stata giornata difficile, come tutti i 22 marzo da tre anni. Ma poi si placa quel vuoto che fa male perché risveglia quel preciso momento dell’addio, e per fortuna restano solo i ricordi belli.

    Sorridiamo dai, che è quasi domani. :-*

  2. lambor on Marzo 23rd, 2006 14:20

    sei un fiore che sboccia dalla pioggia di un inverno passato

    sei l’acqua di rugiada che da quel fiore trae godimento

    nel miscelarsi del polline che cade

    goccia dopo goccia

    sul tuo seno vibrato

    dal tocco caldo del liquido

    nel finale abbraccio.

    Lambor

Leave a Reply