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Archive for Maggio, 2006

Vita di coppia - 5° puntata

Venerdì, Maggio 26th, 2006

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La coppia e il dialogo

 

Il dialogo è un elemento fondamentale della socialità. Logico quindi che lo sia, a maggior ragione, all’interno di una coppia. Dal modo di dialogare, dagli argomenti affrontati, dai termini usati si comprende molto dello stato di salute della coppia, della sua serenità, complicità, intimità, e qualche altro “ità“ che adesso mi sfugge. Un noto filosofo del nulla, mio compagno di scuola all’asilo, diceva sempre (in quegli anni) che il dialogo è uno dei due termometri della coppia. Nello specifico, quello che misura la pressione del vostro rapporto (il sesso, secondo lui, misurerebbe la temperatura).

Lo scopo di un manuale non è tanto quello di fornire risposte certe, quanto quello di esporre una serie di casistiche generali, nel tentativo di aiutarvi a trovare la vostra e indicarvi le problematiche insite in ognuna delle pozze fangose nelle quali siete impantanati, per indurvi a riflettere su quale possa essere il modo migliore di uscirne. Possibilmente vivi.

Questo modo dovrà necessariamente essere originale, vostro, e quindi non è possibile esporlo qui, tra le righe di un pur valido e imperdibile manuale di “Vita di Coppia”. Il mio compito è fornirvi gli strumenti, utilizzarli al meglio sarà compito vostro.

Ecco a voi, quindi, una lista di casistiche tra le più note, quelle di maggior rilievo statistico, ordinate in numero crescente partendo dalla meno grave per arrivare a quella più prossima al decesso (del rapporto). È vero, pare che esistano in natura alcune coppie capaci di avere un dialogo sereno e proficuo, ricco di argomentazioni e dialetticamente impeccabile. Pare altresì che questo tipo di dialogo duri buona parte della giornata, salvo decadere nel momento in cui i due, la sera, inevitabilmente s’incontrano.

I casi analizzati da questo manuale saranno 6:

 

 

Tipologia di dialoghi

Stato della coppia

Stato di rischio

1

Tra ciechi

Buono

10%

2

Tra sordi

Discreto

30%

3

Tra muti

Discreto

35%

4

Singoli (detti monologhi)

Pericolo

50%

5

Plurimi (detti cataloghi)

Grave pericolo

75%

6

Acerrimi (detti interrogatori)

Fine imminente

99%

 Dialogo tra ciechi:

Il dialogo tra ciechi è la naturale evoluzione di una romantica storia d’amore fatta di carezze e baci al chiar di luna. Ad un tratto, spesso poco dopo l’inizio della convivenza, i due partner si convincono che:

a) l’altro l’ami perdutamente

b) non sia più necessario dare, ogni tanto, una sbirciatina alla sua vita

c) non ci sia più niente di oscuro, o di nuovo, da scoprire dell’altro.

Quando una di queste condizioni si verifica, generalmente in modo reciproco, ecco che si inizia a parlare delle cose più futili e stupide con una dolcezza e una mielosità insostenibili. Entrambi stupiti da tutto ciò, in particolare dai toni usati (di norma lui), un po’ preoccupati per la propria privacy (di norma lei), tendono ad accettare questo tipo di relazione incoraggiandone il protrarsi.

Lui, per continuare a credere che lei lo ami davvero, e senza remore. Lei, per continuare a ricevere impunemente messaggi sul suo cellulare senza che a lui venga il minimo sospetto. Finché si resta nell’ambito di un dialogo tra ciechi, il rapporto non è in pericolo (la percentuale di rischio è del 10%), lo stato di salute della coppia si mantiene buono e lui potrà continuare a vantarsi con gli amici del bar dello splendido rapporto che ha con la partner. Lei, nel frattempo, va a letto con un altro. La cosa può essere tranquillamente ribaltata: lei si vanta con le amiche sfigate, lui va a letto con la collega d’ufficio. Solo che nel secondo caso, le amiche di lei assumeranno l’aria tipica di quelle che pensano: si, si, basta che ci credi tu.

Questo semplicemente perché le donne hanno accettato il fatto che, in tema di tradimenti, l’umanità si divide in due categorie: quelli che sanno di essere traditi, e quelli che ancora non lo sanno.

Dialogo tra sordi

Una delle più naturali evoluzioni del dialogo tra ciechi, uno degli sbocchi più gettonati, è il dialogo denominato “tra sordi”. È vero che il grado di rischio, in questo caso, sale al 30%, e che si abbassa il valore di stabilità della coppia, però si ottiene il vantaggio di vivere un rapporto molto meno stressante del precedente, in virtù del non obbligo all’ascolto, e si risulta decisamente più godibili da parte di chi vi frequenta.

Il dialogo tra ciechi, difatti, è quello che miete più vittime tra gli amici, incapaci di sopportare dialoghi fatti di “ciccina”, “tesorino”, “amore mio adorato”. Assistere alle performance di una coppia adusa al dialogo tra sordi, invece, è una valida alternativa ai comici dello Zelig. È sempre esilarante osservare qualcuno che parla senza ricevere la benché minima attenzione.

Ora devo chiedervi di riflettere sulle ultime battute scambiate con il/la vostro partner. Vi è capitato, durante questi dialoghi, di ricevere in risposta dei semplici cenni di assenso, fatti stancamente con il capo, mentre si fa qualcos’altro? Vi è capitato di ascoltare dei “già”, “certo”, “infatti” e “come no” a corredo delle vostre profonde elucubrazioni? Magari mentre state raccontando di come avete perso l’ultima, determinante sfida a biliardo, cosa di cui lei conosce perfettamente il valore, e l’influenza che ha sul vostro umore e sul vostro futuro? Bene, se questo si è verificato, se è già da un po’ che accade, sappiate che il vostro partner ha semplicemente smesso di ascoltarvi. Quei monosillabi che intercalano le vostre lunghe peripezie linguistiche, che si incastrano alla perfezione nelle studiate pause dei vostri appassionati discorsi servono unicamente per farvi continuare a parlare senza per questo dover seguire il filo di ciò che state dicendo. Sono uno scudo contro cui le vostre parole rimbalzano per tornarvi inascoltate senza colpo ferire, senza che voi ve ne accorgiate. Per esserne certi, e per provare la veridicità di quanto vado affermando, provate ad infilare nel discorso alcune frasi ad effetto. Ve ne regalo qualcuna. Immaginatevi nel pieno della vostra settimanale invettiva contro il capoufficio che vi ostacola la promozione e inserite, a piacere, queste frasi:

- sono andata/o a letto con il/la tuo/a migliore amica/o

-mi hanno diagnosticato un’ulcera perforante (questa è doppiamente valida, può cogliere la notizia o l’errore grammaticale)

-domani parto per il vietnam

-hanno sospeso i mondiali di calcio/la tua soap preferita

Se non otterrete alcuna reazione a queste frasi, beh, potete ritenervi a pieno titolo facenti parte della categoria “dialogo tra sordi”. Inoltre, se nel vostro curriculum figura anche il dialogo tra ciechi, questo significa che la vostra relazione ha preso una gran brutta piega, e vi state dirigendo a passi rapidi verso la fine.

Alcune soluzioni, invero poco funzionali, possono essere quelle di mandarvi dei fiori anonimi (lei), pagare una collega d’ufficio perché vi macchi di rossetto il colletto della camicia (lui). L’unica cosa da fare, in definitiva, è tentare di suscitare una reazione. Diversamente, e lo scoprirete nella prossima puntata, finirete dritti nella categoria “dialogo tra muti”, l’anticamera della fine.

Vita di Coppia - 4° puntata

Domenica, Maggio 21st, 2006

La coppia e i fantasmi

In ogni coppia che si rispetti esistono, per ognuno dei due partner, degli esseri immaginari con i quali si è costrette/i a confrontarsi quotidianamente, almeno fin quando non si deciderà di rassegnarsi o, più raramente, stupirsi.

Questi esseri, spesso descritti come angeli celestiali, dotati di qualità sovrannaturali inserite in corpi alati e meravigliosamente modellati dal Creatore, vivono come fantasmi sotto il vostro tetto, si aggirano per le stanze e soprattutto, maledetti loro, hanno compiuto già tutti i gesti che state per fare, hanno già avuto le idee che vi stanno per venire, hanno affrontato tutti i problemi che vi stanno per capitare, superandoli brillantemente.

Questi esseri sono al tempo stesso il vostro peggior nemico e l’unità di misura in base alla quale il vostro partner vi misurerà. E voi sapete bene che contro un fantasma non c’è alcuna possibilità di vittoria.

Nonostante ciò analizzeremo ora alcune tipologie di nemico, per verificare se esistono o meno margini di successo (la risposta è “No” ma se ve lo dicessi ora non avrebbe senso continuare).

I fantasmi di lui

Una donna si conquista solo passando per il suo cuore. Potete tranquillamente saltare il cervello (facile, direte voi, quante possono dire di averlo?), il corpo (benché qualche apprezzamento velato faccia sempre indubbiamente piacere), ma guai a voi se le negate il sentimento, non cederà mai. Al giorno d’oggi sempre più spesso gli uomini lasciano credere di essere innamorati stando ben attenti, però, a non pronunciare le fatidiche parole “ti amo”, proprio perché sanno che, diversamente, non riuscirebbero mai ad ottenere la porzione di corpo femminile che tanto li attira. Non dirlo chiaramente, poi, aiuta nel momento di tagliare la corda. Logico e consequenziale, quindi, che i fantasmi con cui avrete a che fare combatteranno sul campo dei sentimenti.

Il primo amore, il grande amore, l’ex amore. Ogni possibile abbinamento con la parola amore può saltar fuori a tradimento e pugnalarvi alle spalle. Esistono ancora casi, invero decisamente rari, in cui il fantasma ha la faccia da pastore protestante di suo padre, ma è un fenomeno in netta recessione, vuoi perché le ragazze svecchiano il museo delle cere ormai già dall’adolescenza, vuoi perché diciamocelo, i padri di oggi tutto sembrano tranne che degli eroi. Magari sono capaci di urlare improperi devastanti per un parcheggio svanito sotto il naso, ma sono pronti a chiudere occhi e orecchie di fronte a qualsivoglia responsabilità sociale e familiare.

Il primo amore è un avversario abbastanza agevole da superare, se non altro perché si tratta di un ragazzino sedicenne che fu capace solo di scrivere dediche su un diario, regalare audiocassette fatte in casa e baciare a fior di labbra. Certo, la poesia di quel meraviglioso periodo voi, indubbiamente, non sarete mai capaci di ricrearla, specie avendo le mani a coppa sulle sue tette e la lingua ad operare una tracheotomia. Potreste anche vincere, se riusciste a distruggere tutti i diari che lei conserva gelosamente in soffitta, o le foto della gita ad Assisi, dove lui arriva raggiante dietro di lei con un mazzetto di margherite appena colte. Ma non ci riuscirete mai. Una tecnica può essere quella di chiederle in prestito i diari, per fingere di volerli leggere con calma, con la scusa di volervi appropriare di un periodo in cui non potevate essere con lei. Questo farà molto colpo sulla ragazza. Certo che quando si accorgerà del falò in giardino lo stesso colpo toccherà a voi. E non sarà piacevole.

Il Grande Amore, cari amici, è il nemico più terribile. Già perché se lei vi paragona, sospirando, al suo Grande Amore, questo già significa che non lo siete voi. Per di più spesso e volentieri la separazione dal Grande Amore è avvenuta per cause indipendenti dalla volontà dei due ragazzi, con tutto il corredo di intrighi familiari, partenze per l’estero, addii consumati tra le lacrime che fanno molto Romeo e Giulietta. Dovreste essere un uomo eccezionale, per battere il Grande Amore, ma l’ossimoro purtroppo non è praticabile. Molto più facile trovare del ghiaccio bollente. Perché vedete, c’è una cosa che dovete sapere, del Grande Amore di una donna: non è mai contemporaneo. Il Grande Amore di noi donne, per esserlo veramente, dev’essere volto al passato. Un mio ex, anni fa, mi disse: “Lasciami, voglio diventare il tuo grande amore!”. Lo lasciai veramente, ma perché era un pirla.

L’ex ragazzo-fidanzato-marito, invece, è un povero diavolo come voi che ha l’indubbio vantaggio di non pesare più sui fragili nervi della vostra amata con la sua presenza e basta solo questo a renderlo preferibile. Un uomo di discrete qualità, mediamente intelligente, potrebbe anche aver ragione dell’ex, a patto però di fare cose che l’altro non ha avuto il coraggio di fare. Alcuni esempi? Sposarla, darle dei figli, portare un onesto stipendio a casa. In questo caso sarà addirittura possibile che lei parli bene di voi con sua madre, magari dicendo: è un uomo solido, stabile, su di lui ci posso veramente contare. Certo, Carlo a letto era una forza della natura, ma non si può avere tutto dalla vita.

Guardate la vostra amata adesso, mentre sospira e vi sembra che abbia lo sguardo perso nel vuoto e siatene certi: sta pensando a lui, a Carlo.

I fantasmi di lei

Sono essenzialmente due le problematiche riscontrate dalle donne che sono cadute vittima dell’incauto acquisto (un marito):

a) Sua madre.

b) La sua ex moglie (o fidanzata).

Ci sono poi alcune minoranze idrocefale che pretenderebbero da noi il sorriso di Julia Roberts, l’espressione di Scarlett Johanson ed il fisico di Jessica Alba. Tutto in una donna sola. Come se quel pachiderma stravaccato sul divano fosse Johnny Depp.

Ma torniamo serie, e parliamo dei casi più ricorrenti, e qui mi rivolgo a tutte le donne sposate da più di 3 anni: analizzate i verbali delle conversazioni con vostro marito e verificate che non abbia detto almeno una volta una delle seguenti frasi:

a) come cucina mia madre, nessun’altra al mondo.

b) quando vivevo con i miei avevo il cassetto pieno di calzini appaiati.

c) mia madre stirava anche le mutande.

Lo so, inutile aggiungere altro, nella maggioranza dei casi le avete sentite tutte e più volte. Non vi disperate, siete in ottima compagnia.

Il combattimento contro sua madre, è ovvio, lo potete vincere solo ed esclusivamente in un campo: il letto. Fuori da lì siete alla mercè della maturità del vostro uomo, ovvero completamente rovinate. Sua madre gli portava il caffé a letto, sua madre gli comprava gli abitini, sua madre si preoccupava di preparare sempre pietanze che gli deliziassero il regale palato. Sua madre gli ha messo il talco dopo il bagnetto fino a 25 anni. Tutto questo voi, probabilmente, avreste anche voglia di farlo ma il lavoro, i figli, la casa e la scarsa collaborazione che ricevete, spesso vi riducono in condizioni tali che il caffé, se proprio ne avete voglia, lo aspirate direttamente in polvere, per guadagnare tempo.

Per i primi anni, quando il sesso funziona discretamente (il suo ovviamente, il nostro va che è una bellezza) riuscirete a rintuzzare tutti gli attacchi. Lui proverà a fare qualche paragone ma voi, a letto, gli farete giurare che non succederà più. Poi, un bel giorno, scoprirete che alle fatiche del letto lui preferisce la comodità del campionato di calcio sul divano. Quel giorno sarà finita. Le domeniche, a pranzo, sarete spesso ospite dei vostri suoceri i quali vi faranno dono della famosissima frase, che milioni di nuore italiane hanno dovuto sorbirsi: è uscito uno, ne sono rientrati due (o tre o più, a seconda dei figli che avete).

La ex moglie, o ex fidanzata, è più facilmente smontabile ma anche più subdola. Già perché qui non avete il vantaggio indiscutibile del sesso, inoltre lui può inventare qualsiasi storia senza che voi possiate cercare conferme.

Vi spiego una cosa. Parlate con 100 uomini divorziati, 90 vi diranno che sono stati loro, a lasciarla. Parlate con 100 avvocati divorzisti, vi diranno esattamente il contrario. Ed è altamente probabile che abbiano ragione loro, gli avvocati. Ecco perché vi dico: non credete ad una sola parola di quello che vi diranno sulle loro ex. L’unica cosa vera sono i motivi per cui si sono lasciati, invertendo ovviamente i fattori. Useranno le loro ex per costringervi a fare quello che loro non si sarebbero mai sognate di fare, tipo accendergli una sigaretta mentre guida o farlo mangiare sul divano del salotto. Come donne, che immaginano altre donne, non vi sarà difficile capire che mentono, specie quando loro asseriranno che lei, la ex, era solita attenderli al ritorno dal lavoro con la macchinetta del caffé sul fuoco, il giornale, e la tele accesa sul notiziario sportivo.

Il giorno in cui, disperate, cederete alle avance dell’idraulico, ecco, in quel momento capirete perché la ex è diventata tale e accetterete di convivere con lei, e con quello strano essere, metà animale e metà marito.

Vita di Coppia - 3° puntata

Mercoledì, Maggio 17th, 2006

Questo manuale da oggi è pubblicato anche qui

La coppia e la famiglia/2

La famiglia di lei

Cari amici, lo so cosa state pensando, e sento già le vostre pietose frasi di circostanza, quelle imparate a pappagallo e che provengono da secoli e secoli di sofferenza. Ma è inutile, e con me non attacca. Smettetela di continuare a sostenere che voi siete innamorati di lei, e che prendere lei non significa affatto prendersi anche la sua famiglia. È falso, è un’illusione, un’utopia. Lei una famiglia ce l’ha e ve la dovrete prendere, volenti o nolenti o silenti. Se partirete da questo presupposto, riconoscendo il nemico, allora avrete una qualche minima possibilità di sopravvivere. Altrimenti finirete per:

A) sdraiarvi proni nel salotto di casa con la scritta sulla schiena “salve”.

B) finire nelle pagine della cronaca nera trattato come un qualunque psicopatico (uccide i suoceri e getta la moglie dal balcone)

C) chiedere a vostra suocera la separazione.

La prima cosa da fare, quando avvertite netta la sensazione che sta per scoccare il sacro fuoco dell’amore è prestare attenzione ad alcune frasi che lei può dire ad amici e conoscenti. Se le sentite dire frasi tipo: “io alla mia famiglia ci tengo”, “non potrei vivere lontano dalla mia famiglia”, “toccatemi tutto ma non la mia famiglia” (da cui l‘omonima famosa pubblicità di orologi), ecco ho un solo consiglio per voi: scappate. Fuggite, allontanatevi nottetempo e prendete una nave per Cuba, e se non ci sono navi fatevela a nuoto. Sarete più al sicuro su una zattera nel pacifico circondati da squali che non mangiano da sei mesi piuttosto che tra le sue grinfie.

Quelle che parlano in questo modo, difatti, sono normalmente figlie uniche, con otto zie, sedici cugine, di cui dieci sposate, due fidanzate, sette con prole. E tutte, dico tutte, vivono nel raggio di quattrocento metri l’una dall’altra. Queste famiglie qui, di solito, sono quelle che costruiscono un palazzetto a due piani dove al piano terra ci stanno loro, al primo piano mia figlia, quando si sposerà, al secondo è già pronto l’appartamento per il nipotino quando anch’egli si sposerà. A prescindere dal fatto che, in quanto esseri mortali, ipotecare così tanto futuro non è che porti benissimo, sappiate che andare a vivere sopra ai vostri suoceri significa essenzialmente che anche a Natale ve ne starete da soli, davanti alla tv, perché lei è giù dai suoi.

Siete al lavoro ed avete un problema? Inutile chiamare a casa. Chiamate vostra suocera, perché vostra moglie è lì. Mamma si sentiva poco bene. L’ho aiutata a fare i biscotti. Dovevamo parlare del nostro futuro. Sai chi ha incontrato la mamma? Quel mio ex che adesso è entrato come pilota all’Alitalia. Dice che s’è fatto ancora più bello e guadagna un sacco di soldi. Il classico doppio colpo, uno al cerchio, uno alla vostra autostima. Già perché lei, sostenuta dalla sua mamma, non ha nessuna intenzione di lavorare, ergo voi vi schianterete di ore di straordinari che vi ridurranno uno straccio mentre il già citato pilota esporrà abbronzature brasiliane e un corpo agile e atletico, che tra un volo e l’altro passano giorni e giorni.

Tornate a casa stanchi dal lavoro? Bene, evitatevi quel piano di scale in più, perché tanto a casa vostra non c’è nessuno, la mamma ha preparato sicuramente una qualche pietanza in quantità industriale e piuttosto che buttare, capirai, lo mangiamo noi. In situazioni di questo genere la cosa peggiore che si può fare è mettere al mondo dei figli. Cresceranno con due mamme,una più apprensiva dell’altra e voi un giorno vi troverete a guardare un diciottenne sconosciuto che vi dirà, serio: ma tu, chi diavolo sei?

Una soluzione però, per voi maschietti, in realtà c’è: avete una casa tutta per voi. Potrete organizzare feste, ritrovi, orge, addirittura dei rave, e nessuno se ne accorgerà.

Alcuni, i più scaltri, hanno addirittura intrapreso una nuova relazione portando in casa la ragazza e facendo passare la moglie per collaboratrice domestica.

Non preoccuparti amore, la signorina del piano di sotto ogni tanto viene su a sistemare le mie cose ma tu stai tranquilla. Sta qui un pochino e poi se ne va.” Questi uomini hanno capito tutto.

Poi c’è la famiglia dove lei è la fidanzata di papà. Si, ma non fino a 8, 10 anni. No. Anche dopo i 30! Entrare in una di queste famiglie è un po’ come decidere di partecipare ad un quiz perenne, dove non si vince niente ma se perdete siete fuori. Il vostro ruolo precipuo sarà quello di essere costantemente studiato e messo alla prova ora da lui, vostro suocero, ora da lei, vostra moglie. Domande, allusioni, confronti, piccole prove. Superarle diventerà il vostro lavoro principale, più importante di quello che fate per guadagnarvi da vivere. Con una piccola certezza che si farà sempre più strada dentro di voi: non sarete mai all’altezza di suo padre, non sarete mai degno di sua figlia. Se siete coscienti di ciò, e pronti a sopportarlo per il resto della vostra vita, allora andate fino in fondo. Ricordatevi solo che prima o poi le tette caleranno, le rotture di scatole no.

Infine c’è la famiglia il cui unico scopo è quello di sistemare la figlia, vuoi perché brutta, vuoi perché costosa, vuoi perché obiettivamente insopportabile. Ecco, questa è forse la famiglia ideale da avere come suoceri. Già perché questo tipo di famiglia ha l’indiscutibile vantaggio di volatilizzarsi non appena celebrate le tanto agognate nozze. Unica controindicazione, lei non potrà mai dire “torno da mamma” poiché la stessa, in previsione di ciò, ha provveduto da tempo a far perdere le proprie tracce.

In conclusione, prendersi un marito o una moglie significa, inevitabilmente, caricarsi sulle spalle un sacco di altra gente. Decidere perciò solo in funzione di un bel sedere o due begli occhi mi pare, francamente, inopportuno. Trascurare tremila altri elementi per concentrarsi su uno sguardo tenebroso o una quarta di reggiseno lo pagherete caro. Molto caro.

Ricordate: il tempo passa, le tette calano: una suocera è per sempre.

Vita di Coppia - 2° puntata

Lunedì, Maggio 15th, 2006

La coppia e la famiglia

La famiglia di lui

Care amiche che vi accingete al magico momento della prima presentazione, magari anche suggerita ed auspicata da voi (con frasi idiote tipo: “se non mi presenti ai tuoi non mi ami davvero” oppure “perché vuoi nascondermi? Ti vergogni di me?”), preparatevi: niente di tutto ciò che vedrete e sentirete sarà vero. Niente. E soprattutto sostituirete le precedenti frasi idiote con altre, altrettanto idiote del tipo: “ti ricordi com’era bello quando ci vedevamo di nascosto?” oppure “non trovi anche tu che era davvero più intrigante farlo in macchina?”.

Per rendervi meglio l’idea di ciò che vi aspetta pensate ad uno qualsiasi dei reality show tanto in voga attualmente. Ecco, il pranzo sarà tipo quelle riunioni paciose a bordo piscina dove tutti vanno d’accordo con tutti ed è uno sprecarsi continuo di “hai ragione”, “scusatemi”, “parole sante”, “sei davvero una gran bella persona”. La realtà, ovvero quello che pensano veramente di voi, è come ascoltare un confessionale condito da cattiverie, falsità e offese varie.

C’è una cosa fondamentale che dovete sapere: mentre voi sarete in macchina con il vostro amato, che premurosamente (e soprattutto prematuramente) vi sta accompagnando a casa, due persone staranno dicendo di voi tutto il male possibile e immaginabile. A partire dal vostro linguaggio, che sarà definito troppo forbito, troppo povero, troppo letterario, troppo volgare, per proseguire con il vostro abbigliamento, troppo anonimo, troppo vistoso, troppo grigio, troppo colorato, troppo castigato, troppo sexy. La questione è che comunque, qualunque cosa facciate, sarete in ogni caso “troppo” qualche cosa. In realtà, è bene che io ve lo dica, siete semplicemente “di” troppo.

Essenzialmente esistono in natura due tipologie classiche di “famiglia di lui“: quella patriarcale, che riterrà il vostro avvento come elemento di disturbo per la corretta crescita personale e professionale dell’amato figliolo, e quella matriarcale, che vedrà in vostra suocera l’acerrima nemica decisa a combattere colei vuole portarle via l’ometto di casa. Se non ci fossero di mezzo i sentimenti vi consiglierei senza indugio di cercarvi un sudamericano giunto in Italia senza parenti al seguito, un orfano, un estroso pittore ripudiato dalla famiglia che lo immaginava già a capo della fabbrichetta di papà. Evito di farlo perché so quanto siete capaci di essere testarde, quando si tratta di rovinarsi la vita.La famiglia patriarcale vi tratterà con risoluta fermezza. Probabilmente pretenderà il lei anche 20 anni dopo che avrete sposato il rampollo, e sul letto di morte sarete obbligata a chiedere a vostra suocera: “scusi mamma, vuole che le aggiusti un po’ il cuscino?”.

L’unica, flebile, fiammella di speranza è riposta nel vostro amato. Se egli sarà capace di percorrere il sentiero della vita senza commettere errori, allora forse, un giorno lontano, ascolterete queste parole:

“Mi devi scusare, avevo un’opinione sbagliata di te. Sei veramente una cara ragazza.”

Alcune, ma sono rarissimi casi, sostengono di avercela fatta, e pare conservino le registrazioni di queste parole per convincersi di non averle solo sognate. Per ascoltarle, ammesso che accada, dovrete aspettare il giorno in cui sarete obbligate ad accoglierle, vecchie e malate, in casa vostra perché non più autosufficienti. Dato importante, non vi lasciate mai andare a frasi del tipo: “quando sarà vecchia col cavolo che mi occuperò di lei” o “in casa mia? Mai e poi mai, piuttosto mi faccio monaca”. Non le dite, oppure al primo carnevale acquistate un abito talare, per essere pronte quando vi troverete obbligate dalla vostra coscienza a rimangiarvi tutto.

Se invece il vostro amato dovesse, per puro caso, interrompere gli studi, intraprendere una carriera poco remunerativa, acquistare una casa piccola e decentrata, litigare con la mamma, ecco, in tutti questi casi sarete sempre e comunque voi, le responsabili.

“Se non fosse stato per quella sciacquetta non sarebbe mai successo.”

“Lo ha rovinato la moglie.”

Purtroppo è così, sarà così, non c’è possibilità di salvezza.La famiglia matriarcale, invece, vi tratterà subito con apparente simpatia e garbo. Gentile, premurosa, accondiscendente, vi sembrerà di aver trovato una seconda famiglia. Bello, peccato solo che sarà illusoria e crudele apparenza. Sua madre, cinica e risoluta, non mancherà mai una sola occasione per ironizzare su una qualunque delle vostre manchevolezze. Non sapete cucinare? Stirate in maniera maldestra? Invitate le amiche in casa? Ecco, sappiate che sotto il potente microscopio di vostra suocera tutto questo diventerà la montagna che vi seppellirà.

“Sono davvero felice di avervi a pranzo, è sempre una gioia la vostra visita. E tu, figlio mio, così magro. Meno male che oggi ci pensa la mamma a farti mangiare come si deve.”

“Mi raccomando, domani al matrimonio di Carlo mettiti quel bel vestito grigio che ti sta così bene amore di mamma. Anzi, portamelo, che te lo stiro io, così almeno non sembrerà già usato come le cose che metti di solito”.

“Verrei io a trovarvi ma sapete com’è, detesto la confusione e gli estranei in giro per casa.”

Anche qui, come per la famiglia patriarcale, la vostra unica speranza sarà in lui (e quindi molto mal riposta). Se sarà capace di dire a sua madre che a 40 anni è perfettamente in grado di gestirsi la vita di coppia, bene. A tutt’oggi, però, non risulta ancora nessun caso del genere.

C’è solo un tipo di famiglia con la quale andrete perfettamente d’accordo, ed è quella che considera il proprio figlio un perfetto idiota. Ecco, in questo caso, trascorsi i primi mesi (nei casi più disperati un anno) in cui vedrete in lui il principe azzurro, vi accorgerete di avere molto in comune con i suoi genitori e qui, al termine di lunghe e proficue discussioni, intervallate da cenni poderosi di assenso da ambo le parti, loro concluderanno con un perentorio:

“Almeno a noi ci è capitato ma tu, mia cara, te lo sei pure scelto”.

Qui verrà sancita la Santa Alleanza, e vivrete per sempre felici e contente.

A domani per la famiglia di lei…

Vita di Coppia - 1° puntata

Venerdì, Maggio 12th, 2006

La coppia e le amicizie

Sezione: per lui.

Le amicizie sono un grosso scoglio per la buona riuscita di una relazione amorosa. Per questo motivo, per l’importanza che rivestono, è necessario suddividere il problema (perché di problema si tratta) in diverse sezioni. La prima divisione è tra amici pre e post relazione. La seconda tra gli amici di lei, quelli di lui, quelli di entrambi.

Nel caso delle amicizie pre-relazione, esse si suddividono ulteriormente in base al sesso. Gli amici maschi di lei, le amiche femmine di lei, gli omologhi di lui. Partiamo da questi per il nostro viaggio tra gli irti scogli dell‘amicizia.

Gli amici pre-relazione di lei.

Sono esseri asessuati. Sono eunuchi. Sono angeli pii e devoti. Cari amici maschi, toglietevi subito dalla testa la possibilità di esserne gelosi. Non esiste, non vi sarà concesso. Qualora lei vi sorprendesse nell’esprimere o manifestare velatamente del malumore le conseguenze saranno devastanti. Il meglio che vi potrà capitare sarà di essere etichettati come retrogradi, maschilisti, insicuri, sciovinisti. Il peggio, lei comincerà a dirvi che non vi fidate, che la vostra relazione così non ha futuro, che senza fiducia non è possibile andare avanti. Alla fine farà in modo di farvi sentire un idiota e soprattutto un essere cattivo e meschino, incapace di capire che esistono persone di buon cuore che le sono amiche senza per questo morire dal desiderio di portarla a letto. È ovvio che non è vero, altrettanto ovvio che lei adori essere corteggiata, ovvio che tutto questo non deve MAI essere detto, solo tacitamente accettato.

La diretta conseguenza sarà che dovrete subire l’ostentazione di baci, abbracci, balli scatenati, chiacchierate notturne, telefonate ambigue, pianti sulla pia spalla.

A questo problema non esistono contromosse, e toglietevi dalla testa la possibilità di rendere pan per focaccia, perché lei non ve lo permetterà mai, e lo capirete meglio quando parleremo delle amiche femmine di lui. La tolleranza è l’unico rimedio. Siate tolleranti. Fate della vostra casa, una casa di tolleranza. Anche perché secondo alcune importanti statistiche, durante le brevi separazioni in seguito a litigi che normalmente avvengono in una coppia, se lei va a letto con qualcuno, è uno di quelli che faceva l’amico. Lo so, non è consolante, ma almeno lo sapete prima.

Le amiche pre-relazione di lei.

Se non fosse per il dolore che vi provoca il dovervi reprimere dal desiderio di ritoccare i connotati dei suoi amici maschi, le sue amiche femmine sarebbero ancora peggio. Esse, grazie alla vostra comparsa, hanno perduto la possibilità di trascorrere il tempo libero insieme alla vostra compagna, e non vi illudete, non sono affatto felici di condividerla con voi. Di norma esse si mostreranno simpatiche e sorridenti in vostra presenza ma state accorti, poiché esse hanno un solo scopo nella vita: distruggervi. Non perderanno occasione per far notare alla vostra compagna una qualunque minima debolezza, non solo, nel caso che voi siate così astuto da non farle vedere, esse arriveranno perfino ad inventarne. Se commetterete il gravissimo errore di farvi vedere in giro con una donna a loro sconosciuta, sappiate che la notizia arriverà a casa prima di voi, e condita da una quantità tale di particolari aggravanti da rendervi il rientro in casa simile alla carcerazione a Guantanamo. Esse vi odiano, sappiatelo. Non lasciatevi distrarre dal loro atteggiamento compiacente. Esse mentono. Vivranno per distruggervi e solo l’eventualità, peraltro remota, che un uomo decida di prendersele, potrà salvarvi. Ma non ci sperate.

L’unica soluzione è quella di adularle. Adulatele, mentite spudoratamente, e che non vi venga mai in mente, qualora decidano di uscire, di impedirglielo. Se lo farete, non solo esse condurranno fuori di casa la vostra amata praticamente ogni giorno, ma tenteranno con ogni mezzo di metterle davanti uomini liberi e piacenti per strapparvela via. Perché se voi prendete un caffé con una collega siete un porco, ma se lei va a letto con un altro, è perché voi la trascurate. Non so se è chiaro.

Gli amici pre-relazione di lui.

Perdigiorno. Sfigati. Ubriaconi dissoluti, inguaribili dongiovanni. Questa è l’opinione che lei ha dei vostri amici maschi. Può dirvelo o meno. Può impedirvi di frequentarli oppure fare buon viso a cattivo gioco, ma è indubbio che questa è la sua opinione, e niente e nessuno potrà fargliela cambiare.

Una partita di calcetto? Un aperitivo prima di tornare a casa? Una domenica allo stadio? Tutte balle, i vostri amici vivono esclusivamente per portarvi sulla cattiva strada, a caccia di donne dai facili costumi, ancor più facili da togliere. La sua tattica iniziale sarà quella di fingere ogni volta un malessere diverso per impedirvi di portarli in casa. Questo taglierà via una buona metà dei vostri amici. Quelli che riusciranno ad evitare il blocco ed entrare nella fascia verde (in casa) subiranno trattamenti degni delle prigioni irachene. Gli ultimi resistenti assisteranno a liti furibonde che lei accenderà prendendo spunto da futili motivi per trasformarle in tragedie greche, con lancio di suppellettili e valigie con la vostra biancheria gettate aperte nella tromba delle scale.

Alla fine, rassegnatevi, resterete soli con il vostro dolore. No, volevo dire, con il vostro caro amore.

Le amiche pre-relazione di lui.

Puttane. Sono tutte puttane. O ve le siete fatte, o morite dalla voglia di farvele, e se non ve le siete fatte è solo perché loro non hanno voluto. Avrà da ridire su come parlano, su come si muovono, su come si vestono. Non esiterà, neanche in luoghi pubblici, dal fare commenti sarcastici su di loro, cercando di farsi ben intendere e scatenare una reazione. Dopo di che vi sottoporrà all’atavico dilemma: o lei o me, scegli.

Ascolterete frasi condite da uno sguardo attonito e candido che reciteranno più o meno così: hai sentito cosa mi ha detto? Hai visto come mi ha guardata? Ha alzato un sopracciglio e si è voltata! Ma tu lasci che mi tratti così??

Di fronte a questa situazione sarete tentati (lo so, sento che ci state pensando) dal fare un parallelo con i suoi amici maschi. Chi ha fatto questo errore ne ha pagato duramente le conseguenze. Alcuni sono rimasti così traumatizzati da non riuscire più ad instaurare un proficuo rapporto d’amicizia con una donna. L’unica soluzione che avete a disposizione è quella di magnificare le doti della vostra compagna davanti a loro, possibilmente facendo sempre paragoni tra lei e l’amica, chiaramente a favore di lei. In questo caso lei sarà disponibile ad accettare le vostre amiche, ma solo perché esse non saranno più disposte a frequentare uno stronzo come voi.

Gli amici post-relazione

Queste sono le amicizie che farete insieme, dopo, quando le amicizie di lui si saranno vaporizzate e quelle di lei avranno gettato la spugna, ognuna con i propri propositi belligeranti. Se avrete superato queste dure prove vi troverete circondati da coppie con figli che saranno lo specchio esatto del vostro futuro. Lei guarderà ogni dettaglio della loro vita per riferirvelo la sera, a letto, con la voce immalinconita e l’animo frustrato. Comincerà a chiedersi perché non l’avete ancora sposata, chissà mai quando avrete un figlio, chissà mai se potrete permettervi un salotto come quello dei Brambilla.

Ecco, guardatelo bene, quello specchio del futuro e chiedetevi, sinceramente: è davvero così, che immaginavate la vostra felicità?

Manuale per la vita di coppia

Giovedì, Maggio 11th, 2006

Intro

Le necessità nascono quotidianamente. Ogni giorno la vita ci mette davanti a nuovi problemi, nuove questioni, ed il nostro compito dovrebbe essere quello di affrontarle e superarle quanto più velocemente possibile, e possibilmente indenni. Non sempre accade, purtroppo.

Un paio di giorni fa il figlio di una mia amica, oggi 14enne (il figlio, non lei), a precisa domanda sulle origini del suo persistente malumore, ha affermato quanto segue: e certo, non c’ho la ragazza.

Lei ha trascorso diverse ore attonita, di fronte a questa lapidaria affermazione. Dopo la consueta rassegna di sensi di colpa, ci siamo decise ad interrogarci su dove e come poteva aver sbagliato. La mia decisione, alla fine, è stata quella di realizzare un manuale di vita di coppia, che possa essere d’aiuto per tutti quelli che si accingono ad affrontare questa prova. Non solo, ma anche per quelli che oggi sono completamente invischiati in una relazione stabile o per quelli che, incuranti dei precedenti insuccessi, ancora credono alle favole. Cercare la felicità nella coppia è come giocare i numeri suggeriti in sogno dalla nonna.

Perché, non lo dimenticate mai, non c’è coppia peggio assortita per vivere insieme di un uomo e una donna.

Il manuale affronterà tutti gli argomenti riferibili alla coppia. Gli amici, il sesso, la casa, le vacanze, il lavoro e tanti altri. Non stupitevi se, leggendo, vi accorgerete che sto parlando di voi. Non è così, o almeno non direttamente. Il fatto è che, finalmente, perderete il vizio di dire, subito dopo l’ennesima discussione: ma perché doveva capitare proprio a me, uno/a così?

Non siete i soli, sappiatelo. Vi basti per questo recarvi di fronte ad un cinema multisala e osservare le coppie che aspettano fuori. Non stanno fumando l’ultima sigaretta prima dello spettacolo. Si stanno prendendo una pausa, prima della lite sulla scelta del film. I gruppi di sole donne, e quelli di soli uomini, ecco chi è che ha capito tutto.

Buona lettura allora, e predisponetevi alla conoscenza di ciò che già sapete, in cuor vostro, ma che vi ostinate a negare.

Primo indizio

Sabato, Maggio 6th, 2006

All’inizio fu solo un piccolo malessere insignificante. Roba da nulla, pensò subito dopo, riducendo la portata dell’evento. Si era alzato troppo in fretta dalla sedia, a causa del trillo del telefono ed aveva percepito, netta, la possibilità di un capogiro. Aveva barcollato, s’era appoggiato al primo sostegno valido, aveva chiuso gli occhi cercando di riacquistare stabilità ma li aveva riaperti subito, spalancandoli, e avvertendo chiara la sensazione di essere sul punto di cadere a terra. La cucina aveva preso a girare vorticosamente, una violenta nausea s’era impadronita del suo stomaco salendo rapida fino alla gola bloccandogli il respiro e in tutto questo lui era già stramazzato al suolo. Pochi secondi dopo, impaurito, s’era tirato a sedere sul pavimento, con i palmi della mani a terra, per scrollare la testa e ritrovare lucidità, ma subito il freddo delle mattonelle s’era impossessato delle sue mani per poi propagarsi lungo le braccia e per tutto il corpo come una gelata invernale, insieme ad un curioso e inaspettato formicolio ai piedi e alle gambe. Che strano, aveva pensato, mentre con un estremo sforzo di volontà si era riportato in posizione eretta e con pochi passi, compiuti lentamente e con grande fatica, aveva raggiunto il letto, dove s’era adagiato preoccupandosi solo d’avere almeno un paio di cuscini sotto la testa.

Che strano, pensò nuovamente, non m’era mai successo. Neanche di morire t’è mai successo, disse una voce chissà da dove, eppure capiterà, prima o poi.

Scritture di Strada

Mercoledì, Maggio 3rd, 2006

Domenica 7 maggio è il giorno di:

Per tutte le informazioni sulla giornata romana potete leggere questo post sul blog dedicato. Inoltre, leggendo il blog, potete farvi un’idea di come le altre città hanno organizzato le loro. Inutile dire che, considerando il clima invidiabile di questo periodo a Roma, trascorrere un pomeriggio nella splendida Villa Celimontana sarebbe oltremodo piacevole, al di là dell’appuntamento con le parole e le scritture. Altre notizie anche su Repubblica di oggi, 3 maggio, tra le pagine della "Cultura", a firma Loredana Lipperini.

Nonostante la giornata per me lavorativa, non mancherò nel pomeriggio di godermi la villa e la compagnia. Mi auguro che tutti voi concittadini di luogo e di penna, mostriate il vostro grazioso visino.

Saranno vieppiù graditi baci e abbracci.

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