Vita di coppia - 5° puntata
Venerdì, Maggio 26th, 2006
La coppia e il dialogo
Il dialogo è un elemento fondamentale della socialità. Logico quindi che lo sia, a maggior ragione, all’interno di una coppia. Dal modo di dialogare, dagli argomenti affrontati, dai termini usati si comprende molto dello stato di salute della coppia, della sua serenità, complicità, intimità, e qualche altro “ità“ che adesso mi sfugge. Un noto filosofo del nulla, mio compagno di scuola all’asilo, diceva sempre (in quegli anni) che il dialogo è uno dei due termometri della coppia. Nello specifico, quello che misura la pressione del vostro rapporto (il sesso, secondo lui, misurerebbe la temperatura).
Lo scopo di un manuale non è tanto quello di fornire risposte certe, quanto quello di esporre una serie di casistiche generali, nel tentativo di aiutarvi a trovare la vostra e indicarvi le problematiche insite in ognuna delle pozze fangose nelle quali siete impantanati, per indurvi a riflettere su quale possa essere il modo migliore di uscirne. Possibilmente vivi.
Questo modo dovrà necessariamente essere originale, vostro, e quindi non è possibile esporlo qui, tra le righe di un pur valido e imperdibile manuale di “Vita di Coppia”. Il mio compito è fornirvi gli strumenti, utilizzarli al meglio sarà compito vostro.
Ecco a voi, quindi, una lista di casistiche tra le più note, quelle di maggior rilievo statistico, ordinate in numero crescente partendo dalla meno grave per arrivare a quella più prossima al decesso (del rapporto). È vero, pare che esistano in natura alcune coppie capaci di avere un dialogo sereno e proficuo, ricco di argomentazioni e dialetticamente impeccabile. Pare altresì che questo tipo di dialogo duri buona parte della giornata, salvo decadere nel momento in cui i due, la sera, inevitabilmente s’incontrano.
I casi analizzati da questo manuale saranno 6:
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Tipologia di dialoghi
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Stato della coppia
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Stato di rischio
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1
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Tra ciechi
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Buono
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10%
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2
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Tra sordi
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Discreto
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30%
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3
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Tra muti
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Discreto
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35%
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4
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Singoli (detti monologhi)
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Pericolo
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50%
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5
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Plurimi (detti cataloghi)
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Grave pericolo
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75%
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6
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Acerrimi (detti interrogatori)
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Fine imminente
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99%
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Dialogo tra ciechi:
Il dialogo tra ciechi è la naturale evoluzione di una romantica storia d’amore fatta di carezze e baci al chiar di luna. Ad un tratto, spesso poco dopo l’inizio della convivenza, i due partner si convincono che:
a) l’altro l’ami perdutamente
b) non sia più necessario dare, ogni tanto, una sbirciatina alla sua vita
c) non ci sia più niente di oscuro, o di nuovo, da scoprire dell’altro.
Quando una di queste condizioni si verifica, generalmente in modo reciproco, ecco che si inizia a parlare delle cose più futili e stupide con una dolcezza e una mielosità insostenibili. Entrambi stupiti da tutto ciò, in particolare dai toni usati (di norma lui), un po’ preoccupati per la propria privacy (di norma lei), tendono ad accettare questo tipo di relazione incoraggiandone il protrarsi.
Lui, per continuare a credere che lei lo ami davvero, e senza remore. Lei, per continuare a ricevere impunemente messaggi sul suo cellulare senza che a lui venga il minimo sospetto. Finché si resta nell’ambito di un dialogo tra ciechi, il rapporto non è in pericolo (la percentuale di rischio è del 10%), lo stato di salute della coppia si mantiene buono e lui potrà continuare a vantarsi con gli amici del bar dello splendido rapporto che ha con la partner. Lei, nel frattempo, va a letto con un altro. La cosa può essere tranquillamente ribaltata: lei si vanta con le amiche sfigate, lui va a letto con la collega d’ufficio. Solo che nel secondo caso, le amiche di lei assumeranno l’aria tipica di quelle che pensano: si, si, basta che ci credi tu.
Questo semplicemente perché le donne hanno accettato il fatto che, in tema di tradimenti, l’umanità si divide in due categorie: quelli che sanno di essere traditi, e quelli che ancora non lo sanno.
Dialogo tra sordi
Una delle più naturali evoluzioni del dialogo tra ciechi, uno degli sbocchi più gettonati, è il dialogo denominato “tra sordi”. È vero che il grado di rischio, in questo caso, sale al 30%, e che si abbassa il valore di stabilità della coppia, però si ottiene il vantaggio di vivere un rapporto molto meno stressante del precedente, in virtù del non obbligo all’ascolto, e si risulta decisamente più godibili da parte di chi vi frequenta.
Il dialogo tra ciechi, difatti, è quello che miete più vittime tra gli amici, incapaci di sopportare dialoghi fatti di “ciccina”, “tesorino”, “amore mio adorato”. Assistere alle performance di una coppia adusa al dialogo tra sordi, invece, è una valida alternativa ai comici dello Zelig. È sempre esilarante osservare qualcuno che parla senza ricevere la benché minima attenzione.
Ora devo chiedervi di riflettere sulle ultime battute scambiate con il/la vostro partner. Vi è capitato, durante questi dialoghi, di ricevere in risposta dei semplici cenni di assenso, fatti stancamente con il capo, mentre si fa qualcos’altro? Vi è capitato di ascoltare dei “già”, “certo”, “infatti” e “come no” a corredo delle vostre profonde elucubrazioni? Magari mentre state raccontando di come avete perso l’ultima, determinante sfida a biliardo, cosa di cui lei conosce perfettamente il valore, e l’influenza che ha sul vostro umore e sul vostro futuro? Bene, se questo si è verificato, se è già da un po’ che accade, sappiate che il vostro partner ha semplicemente smesso di ascoltarvi. Quei monosillabi che intercalano le vostre lunghe peripezie linguistiche, che si incastrano alla perfezione nelle studiate pause dei vostri appassionati discorsi servono unicamente per farvi continuare a parlare senza per questo dover seguire il filo di ciò che state dicendo. Sono uno scudo contro cui le vostre parole rimbalzano per tornarvi inascoltate senza colpo ferire, senza che voi ve ne accorgiate. Per esserne certi, e per provare la veridicità di quanto vado affermando, provate ad infilare nel discorso alcune frasi ad effetto. Ve ne regalo qualcuna. Immaginatevi nel pieno della vostra settimanale invettiva contro il capoufficio che vi ostacola la promozione e inserite, a piacere, queste frasi:
- sono andata/o a letto con il/la tuo/a migliore amica/o
-mi hanno diagnosticato un’ulcera perforante (questa è doppiamente valida, può cogliere la notizia o l’errore grammaticale)
-domani parto per il vietnam
-hanno sospeso i mondiali di calcio/la tua soap preferita
Se non otterrete alcuna reazione a queste frasi, beh, potete ritenervi a pieno titolo facenti parte della categoria “dialogo tra sordi”. Inoltre, se nel vostro curriculum figura anche il dialogo tra ciechi, questo significa che la vostra relazione ha preso una gran brutta piega, e vi state dirigendo a passi rapidi verso la fine.
Alcune soluzioni, invero poco funzionali, possono essere quelle di mandarvi dei fiori anonimi (lei), pagare una collega d’ufficio perché vi macchi di rossetto il colletto della camicia (lui). L’unica cosa da fare, in definitiva, è tentare di suscitare una reazione. Diversamente, e lo scoprirete nella prossima puntata, finirete dritti nella categoria “dialogo tra muti”, l’anticamera della fine.






