Vita di Coppia - 2° puntata

La coppia e la famiglia

La famiglia di lui

Care amiche che vi accingete al magico momento della prima presentazione, magari anche suggerita ed auspicata da voi (con frasi idiote tipo: “se non mi presenti ai tuoi non mi ami davvero” oppure “perché vuoi nascondermi? Ti vergogni di me?”), preparatevi: niente di tutto ciò che vedrete e sentirete sarà vero. Niente. E soprattutto sostituirete le precedenti frasi idiote con altre, altrettanto idiote del tipo: “ti ricordi com’era bello quando ci vedevamo di nascosto?” oppure “non trovi anche tu che era davvero più intrigante farlo in macchina?”.

Per rendervi meglio l’idea di ciò che vi aspetta pensate ad uno qualsiasi dei reality show tanto in voga attualmente. Ecco, il pranzo sarà tipo quelle riunioni paciose a bordo piscina dove tutti vanno d’accordo con tutti ed è uno sprecarsi continuo di “hai ragione”, “scusatemi”, “parole sante”, “sei davvero una gran bella persona”. La realtà, ovvero quello che pensano veramente di voi, è come ascoltare un confessionale condito da cattiverie, falsità e offese varie.

C’è una cosa fondamentale che dovete sapere: mentre voi sarete in macchina con il vostro amato, che premurosamente (e soprattutto prematuramente) vi sta accompagnando a casa, due persone staranno dicendo di voi tutto il male possibile e immaginabile. A partire dal vostro linguaggio, che sarà definito troppo forbito, troppo povero, troppo letterario, troppo volgare, per proseguire con il vostro abbigliamento, troppo anonimo, troppo vistoso, troppo grigio, troppo colorato, troppo castigato, troppo sexy. La questione è che comunque, qualunque cosa facciate, sarete in ogni caso “troppo” qualche cosa. In realtà, è bene che io ve lo dica, siete semplicemente “di” troppo.

Essenzialmente esistono in natura due tipologie classiche di “famiglia di lui“: quella patriarcale, che riterrà il vostro avvento come elemento di disturbo per la corretta crescita personale e professionale dell’amato figliolo, e quella matriarcale, che vedrà in vostra suocera l’acerrima nemica decisa a combattere colei vuole portarle via l’ometto di casa. Se non ci fossero di mezzo i sentimenti vi consiglierei senza indugio di cercarvi un sudamericano giunto in Italia senza parenti al seguito, un orfano, un estroso pittore ripudiato dalla famiglia che lo immaginava già a capo della fabbrichetta di papà. Evito di farlo perché so quanto siete capaci di essere testarde, quando si tratta di rovinarsi la vita.La famiglia patriarcale vi tratterà con risoluta fermezza. Probabilmente pretenderà il lei anche 20 anni dopo che avrete sposato il rampollo, e sul letto di morte sarete obbligata a chiedere a vostra suocera: “scusi mamma, vuole che le aggiusti un po’ il cuscino?”.

L’unica, flebile, fiammella di speranza è riposta nel vostro amato. Se egli sarà capace di percorrere il sentiero della vita senza commettere errori, allora forse, un giorno lontano, ascolterete queste parole:

“Mi devi scusare, avevo un’opinione sbagliata di te. Sei veramente una cara ragazza.”

Alcune, ma sono rarissimi casi, sostengono di avercela fatta, e pare conservino le registrazioni di queste parole per convincersi di non averle solo sognate. Per ascoltarle, ammesso che accada, dovrete aspettare il giorno in cui sarete obbligate ad accoglierle, vecchie e malate, in casa vostra perché non più autosufficienti. Dato importante, non vi lasciate mai andare a frasi del tipo: “quando sarà vecchia col cavolo che mi occuperò di lei” o “in casa mia? Mai e poi mai, piuttosto mi faccio monaca”. Non le dite, oppure al primo carnevale acquistate un abito talare, per essere pronte quando vi troverete obbligate dalla vostra coscienza a rimangiarvi tutto.

Se invece il vostro amato dovesse, per puro caso, interrompere gli studi, intraprendere una carriera poco remunerativa, acquistare una casa piccola e decentrata, litigare con la mamma, ecco, in tutti questi casi sarete sempre e comunque voi, le responsabili.

“Se non fosse stato per quella sciacquetta non sarebbe mai successo.”

“Lo ha rovinato la moglie.”

Purtroppo è così, sarà così, non c’è possibilità di salvezza.La famiglia matriarcale, invece, vi tratterà subito con apparente simpatia e garbo. Gentile, premurosa, accondiscendente, vi sembrerà di aver trovato una seconda famiglia. Bello, peccato solo che sarà illusoria e crudele apparenza. Sua madre, cinica e risoluta, non mancherà mai una sola occasione per ironizzare su una qualunque delle vostre manchevolezze. Non sapete cucinare? Stirate in maniera maldestra? Invitate le amiche in casa? Ecco, sappiate che sotto il potente microscopio di vostra suocera tutto questo diventerà la montagna che vi seppellirà.

“Sono davvero felice di avervi a pranzo, è sempre una gioia la vostra visita. E tu, figlio mio, così magro. Meno male che oggi ci pensa la mamma a farti mangiare come si deve.”

“Mi raccomando, domani al matrimonio di Carlo mettiti quel bel vestito grigio che ti sta così bene amore di mamma. Anzi, portamelo, che te lo stiro io, così almeno non sembrerà già usato come le cose che metti di solito”.

“Verrei io a trovarvi ma sapete com’è, detesto la confusione e gli estranei in giro per casa.”

Anche qui, come per la famiglia patriarcale, la vostra unica speranza sarà in lui (e quindi molto mal riposta). Se sarà capace di dire a sua madre che a 40 anni è perfettamente in grado di gestirsi la vita di coppia, bene. A tutt’oggi, però, non risulta ancora nessun caso del genere.

C’è solo un tipo di famiglia con la quale andrete perfettamente d’accordo, ed è quella che considera il proprio figlio un perfetto idiota. Ecco, in questo caso, trascorsi i primi mesi (nei casi più disperati un anno) in cui vedrete in lui il principe azzurro, vi accorgerete di avere molto in comune con i suoi genitori e qui, al termine di lunghe e proficue discussioni, intervallate da cenni poderosi di assenso da ambo le parti, loro concluderanno con un perentorio:

“Almeno a noi ci è capitato ma tu, mia cara, te lo sei pure scelto”.

Qui verrà sancita la Santa Alleanza, e vivrete per sempre felici e contente.

A domani per la famiglia di lei…

Comments

12 Responses to “Vita di Coppia - 2° puntata”

  1. giggimassi on Maggio 15th, 2006 18:52

    leggo questi tuoi post cinici e divertenti, e mi convinco sempre più dei danni che il muccinismo ha inferto alla società…

    Confessa: hai visto sette volte “L’ultimo bacio” e poi sei rimasta shoccata perché qualcuno t’ha fatto fare da Martina Stella ;-)

  2. PlacidaSignora on Maggio 15th, 2006 18:55

    Grande bimba mia! ;-D

  3. RobertoTossani on Maggio 16th, 2006 07:05

    ;-P

  4. toes on Maggio 16th, 2006 10:34

    Sei splendida!!!!

  5. fantasy64 on Maggio 16th, 2006 19:40

    mi stai facendo morire!!! dal ridere intendo! perchè i tuoi post, cinici e divertenti, come dice il nr 1, sono un bel ritratto di come vanno di solito le cose!!! tutto vero! soprattutto per quel che riguarda i commeti in famiglia e gli amici/e (i miei ovviamente perchè i suoi non li ho mai conosciuti: ma le mie amiche son tutte troppo troie o troppo noiose! kissà xkè

  6. spad on Maggio 17th, 2006 10:46

    i miei, se sai aprire una bottiglia di vino, sai rollare a bandiera e non sbagli i congiuntivi, chiedono di fare cambio e mi spediscono dai tuoi..

  7. Tittyna on Maggio 17th, 2006 11:20

    Giggi

    L’ultimo bacio? L’ho visto, si, una volta, non m’ha fatto impazzire.

    Il mio film culto è “Il grande Lebowski”, quindi credo d’essere abbastanza lontana da quella visione della vita :))

    Amo i fratelli Coen, David Lynch e Sergio Leone. Sarò normale?

  8. Tittyna on Maggio 17th, 2006 11:21

    Placida

    Qui si fa del proprio meglio, mamà. :))

  9. Tittyna on Maggio 17th, 2006 11:21

    Rob

    :-PPP

  10. Tittyna on Maggio 17th, 2006 11:22

    Toes

    ANche tu stellina, anche tu ;))

  11. Tittyna on Maggio 17th, 2006 11:23

    Fantasy64

    E’ per sostenere chi fa testimonianze come la tua, che mi batto ogni giorno.

    Hai tutta la mia solidarietà. :))

  12. Tittyna on Maggio 17th, 2006 11:26

    Spad

    Ti voglio troppo bene, non ti farei mai una cattiveria simile.

    Per andare d’accordo con mia madre devi avere un giubbino giallo con su scritto “Pronto Intervento Generico - 24 ore su 24″

    QUando mi parlava dell’uomo PIG credevo avessimo gli stessi gusti (io leggevo pig all’inglese), poi ho capito.

    E’ capace di chiamare alle tre di notte perché non le funziona lo scaldabagno.

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