
La coppia e il dialogo
Il dialogo è un elemento fondamentale della socialità. Logico quindi che lo sia, a maggior ragione, all’interno di una coppia. Dal modo di dialogare, dagli argomenti affrontati, dai termini usati si comprende molto dello stato di salute della coppia, della sua serenità, complicità, intimità, e qualche altro “ità“ che adesso mi sfugge. Un noto filosofo del nulla, mio compagno di scuola all’asilo, diceva sempre (in quegli anni) che il dialogo è uno dei due termometri della coppia. Nello specifico, quello che misura la pressione del vostro rapporto (il sesso, secondo lui, misurerebbe la temperatura).
Lo scopo di un manuale non è tanto quello di fornire risposte certe, quanto quello di esporre una serie di casistiche generali, nel tentativo di aiutarvi a trovare la vostra e indicarvi le problematiche insite in ognuna delle pozze fangose nelle quali siete impantanati, per indurvi a riflettere su quale possa essere il modo migliore di uscirne. Possibilmente vivi.
Questo modo dovrà necessariamente essere originale, vostro, e quindi non è possibile esporlo qui, tra le righe di un pur valido e imperdibile manuale di “Vita di Coppia”. Il mio compito è fornirvi gli strumenti, utilizzarli al meglio sarà compito vostro.
Ecco a voi, quindi, una lista di casistiche tra le più note, quelle di maggior rilievo statistico, ordinate in numero crescente partendo dalla meno grave per arrivare a quella più prossima al decesso (del rapporto). È vero, pare che esistano in natura alcune coppie capaci di avere un dialogo sereno e proficuo, ricco di argomentazioni e dialetticamente impeccabile. Pare altresì che questo tipo di dialogo duri buona parte della giornata, salvo decadere nel momento in cui i due, la sera, inevitabilmente s’incontrano.
I casi analizzati da questo manuale saranno 6:
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Tipologia di dialoghi
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Stato della coppia
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Stato di rischio
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1
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Tra ciechi
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Buono
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10%
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2
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Tra sordi
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Discreto
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30%
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3
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Tra muti
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Discreto
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35%
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4
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Singoli (detti monologhi)
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Pericolo
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50%
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5
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Plurimi (detti cataloghi)
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Grave pericolo
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75%
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6
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Acerrimi (detti interrogatori)
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Fine imminente
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99%
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Dialogo tra ciechi:
Il dialogo tra ciechi è la naturale evoluzione di una romantica storia d’amore fatta di carezze e baci al chiar di luna. Ad un tratto, spesso poco dopo l’inizio della convivenza, i due partner si convincono che:
a) l’altro l’ami perdutamente
b) non sia più necessario dare, ogni tanto, una sbirciatina alla sua vita
c) non ci sia più niente di oscuro, o di nuovo, da scoprire dell’altro.
Quando una di queste condizioni si verifica, generalmente in modo reciproco, ecco che si inizia a parlare delle cose più futili e stupide con una dolcezza e una mielosità insostenibili. Entrambi stupiti da tutto ciò, in particolare dai toni usati (di norma lui), un po’ preoccupati per la propria privacy (di norma lei), tendono ad accettare questo tipo di relazione incoraggiandone il protrarsi.
Lui, per continuare a credere che lei lo ami davvero, e senza remore. Lei, per continuare a ricevere impunemente messaggi sul suo cellulare senza che a lui venga il minimo sospetto. Finché si resta nell’ambito di un dialogo tra ciechi, il rapporto non è in pericolo (la percentuale di rischio è del 10%), lo stato di salute della coppia si mantiene buono e lui potrà continuare a vantarsi con gli amici del bar dello splendido rapporto che ha con la partner. Lei, nel frattempo, va a letto con un altro. La cosa può essere tranquillamente ribaltata: lei si vanta con le amiche sfigate, lui va a letto con la collega d’ufficio. Solo che nel secondo caso, le amiche di lei assumeranno l’aria tipica di quelle che pensano: si, si, basta che ci credi tu.
Questo semplicemente perché le donne hanno accettato il fatto che, in tema di tradimenti, l’umanità si divide in due categorie: quelli che sanno di essere traditi, e quelli che ancora non lo sanno.
Dialogo tra sordi
Una delle più naturali evoluzioni del dialogo tra ciechi, uno degli sbocchi più gettonati, è il dialogo denominato “tra sordi”. È vero che il grado di rischio, in questo caso, sale al 30%, e che si abbassa il valore di stabilità della coppia, però si ottiene il vantaggio di vivere un rapporto molto meno stressante del precedente, in virtù del non obbligo all’ascolto, e si risulta decisamente più godibili da parte di chi vi frequenta.
Il dialogo tra ciechi, difatti, è quello che miete più vittime tra gli amici, incapaci di sopportare dialoghi fatti di “ciccina”, “tesorino”, “amore mio adorato”. Assistere alle performance di una coppia adusa al dialogo tra sordi, invece, è una valida alternativa ai comici dello Zelig. È sempre esilarante osservare qualcuno che parla senza ricevere la benché minima attenzione.
Ora devo chiedervi di riflettere sulle ultime battute scambiate con il/la vostro partner. Vi è capitato, durante questi dialoghi, di ricevere in risposta dei semplici cenni di assenso, fatti stancamente con il capo, mentre si fa qualcos’altro? Vi è capitato di ascoltare dei “già”, “certo”, “infatti” e “come no” a corredo delle vostre profonde elucubrazioni? Magari mentre state raccontando di come avete perso l’ultima, determinante sfida a biliardo, cosa di cui lei conosce perfettamente il valore, e l’influenza che ha sul vostro umore e sul vostro futuro? Bene, se questo si è verificato, se è già da un po’ che accade, sappiate che il vostro partner ha semplicemente smesso di ascoltarvi. Quei monosillabi che intercalano le vostre lunghe peripezie linguistiche, che si incastrano alla perfezione nelle studiate pause dei vostri appassionati discorsi servono unicamente per farvi continuare a parlare senza per questo dover seguire il filo di ciò che state dicendo. Sono uno scudo contro cui le vostre parole rimbalzano per tornarvi inascoltate senza colpo ferire, senza che voi ve ne accorgiate. Per esserne certi, e per provare la veridicità di quanto vado affermando, provate ad infilare nel discorso alcune frasi ad effetto. Ve ne regalo qualcuna. Immaginatevi nel pieno della vostra settimanale invettiva contro il capoufficio che vi ostacola la promozione e inserite, a piacere, queste frasi:
- sono andata/o a letto con il/la tuo/a migliore amica/o
-mi hanno diagnosticato un’ulcera perforante (questa è doppiamente valida, può cogliere la notizia o l’errore grammaticale)
-domani parto per il vietnam
-hanno sospeso i mondiali di calcio/la tua soap preferita
Se non otterrete alcuna reazione a queste frasi, beh, potete ritenervi a pieno titolo facenti parte della categoria “dialogo tra sordi”. Inoltre, se nel vostro curriculum figura anche il dialogo tra ciechi, questo significa che la vostra relazione ha preso una gran brutta piega, e vi state dirigendo a passi rapidi verso la fine.
Alcune soluzioni, invero poco funzionali, possono essere quelle di mandarvi dei fiori anonimi (lei), pagare una collega d’ufficio perché vi macchi di rossetto il colletto della camicia (lui). L’unica cosa da fare, in definitiva, è tentare di suscitare una reazione. Diversamente, e lo scoprirete nella prossima puntata, finirete dritti nella categoria “dialogo tra muti”, l’anticamera della fine.

Prosegue questo manuale e seguo sempre con più interesse, ma anche rammarico, questa tua analisi ohimé così vera. Il dialogo vero è la cosa più difficile in una coppia, molto spesso non c’ è una reale volonta d’ascoltarsi e ciò è alla base di molti problemi. Continua così che vai bene.
Bruce Lee
Titty, ti sei presa la mia elaborazione fotografica. Hai fatto bene.
Però mandami con la posta, quando puoi, la 4a e la 5a puntata della “Vita di coppia” perché a farne un copia e incolla, significa che devo ripulire tutto il codice html, quindi un lavoraccio. ^____^
E non siamo ancora sposati, Bella Mia.
))
Il sesso è un termometro per il dialogo. Ma non sempre, anche per lui: qui sei un po’ femminista. Ci sono degli uomini che sono molto femminili, te lo assicuro, e che al sesso preferiscono fare i “petto-loghi” con tanto di coccole annesse.
E se uno appartiene a tutte e sei le classi? E’ un caso da manicomio?
Titty, quando vivremo insieme – mi raccomando al servizio buono, quello della mamma – non far volare troppi bicchieri, che poi qualcuno potrebbe scambiarli per degli UFO.
Ti lascio bella mia, ma non sarà per sempre: questo è il tuo solo problema. *_____^
Giuseppe
TI ADORO!!!!
sempre fortissima, titty!!!
Lei: …prima o poi mi troverò qualcuno solo per parlare…
Io: Pover’uomo.
Sei divertentissima. Io penso però che in una coppia il voler comunicare a tutti i costi è altrettanto dannoso, alla lunga, della mancanza di dialogo. Bisogna fondamentalmente rispettarsi per quello che si è, sta tutto lì il difficile.
Smack.
Bruce

))))
Senza volerlo sei stato l’origine di tutto questo, e non aggiungo altro.
Perciò sono felice di vedere che lo segui. Non prenderlo troppo alla lettera però, in due o tre punti ho esagerato un pochino. La realtà è ben peggiore
Scherzo!! Un bacio.
Giuseppe
)

Hai realizzato una copertina così azzeccata, per la pubblicazione di questo manuale, che non potevo evitare di farla diventare quella ufficiale.
Per quanto riguarda gli uomini, in parte hai ragione, ce ne sono di femminili e di indecisi. Sono gli uomini veri, quelli difficili da trovare. Ma in questo abbiamo molte responsabilità anche noi donne.
Sul mio essere sempre dalla parte delle donne, beh, ormai non è più un mistero per nessuno. E non lo faccio per partito preso, è che spesso trovo in loro meravigliose qualità. Tempo fa, in un giochino fatto sul web, costituendo un governo di blogger mi misero alle pari opportunità.
Sono felice di averti qui, sempre e comunque.
Un bacio.
Toes
Ti adoro anche io, specie se quella pausa che ti sei presa finisce alla svelta.
Un bacio
Anne
Grazie tesoro
GiggiMassi
Il rispetto è una base fondamentale del rapporto di coppia, primo tra tutti quello per se stessi.
E penso che dialogo sia anche il guardarsi negli occhi e capirsi al volo, senza parole.
Chiudiamo la fase seria (che mi rovina la reputazione:)).
Lui: amore devo parlarti assolutamente.
Io: non puoi aspettare due minuti, così esco?
Titty, ti faccio una domanda tecnico-psicologica: quando scrivi post così lunghi non hai paura che ti vengano “mangiati”? A me è capitato due-tre volte, sai che rabbia!!!
un esempio pratico fresco di giornata? sto parlando al telefono di casa col mio ragazzo; dopo un po’ mi squilla il cellulare: è lui!?!?
“amore si è scaricato il cordless scusa”
“ma se stiamo parlando? che dici?”
“amore… sono dieci minuti che cerco di richiamarti e mi dà occupato!”
…
:-/
vorrà dire che abbiamo buone speranze di restare insieme!
checca
mmm ma nn potrebbe andare tutto bene e senza intralci? chiedo troppo?

baci
ps: ho sperimentato ogni sorta di dialogo… povera me…
Anne
)
Non ho mai scritto, e mai scriverò, un post direttamente nel pannello di controllo. I post si scrivono su word, o similari, poi si salvano, e poi, solo poi, si apre il pannello di controllo e si fa un bel copia-incolla.
Con questo sistema ottieni due risultati:
1- archivio completo dei tuoi post sul tuo pc. Io sono eterna, Splinder non lo so.
2- se appare la famigerata pagina NOT FOUND mi ci faccio una risata, ctrl C e cntrl V, e via.
Un bacio.
Francesca
)
Non posso fare a meno di immaginare la tua faccia e ridere a crepapelle. Fosse anche solo per scoprire storie come la tua, e quella di GiggiMassi, vale la pena scrivere questo manuale.
Sei mitica, e lui deve amarti veramente tanto.
Niobe
))
Una storia di coppia felice e senza intralci?
Mmmmhhh, può essere, c’è una sonda che viaggia verso Plutone, forse da quelle parti, magari, troveremo tracce di storie così
Un bacio tesoro
Ieri la mia meravigliosa metà ha attaccato il mostro per un quarto d’ora su uno dei suoi innumerevoli hobbies….dopo cena…..eravamo andati a cena fuori…cenetta romantica….vino…..ma io non reggo il vino….vedevo pingioni e topi in tuta da pilota mentre lui parlava…..ad un certo punto gli ho detto testuali parole:” Ma, creatura meravigliosa, unico angelo del mio paradiso, asse del mio mondo, amore di tutte le mie vite passate e future…ti sei reso conto che non ho capito un c***o di quello che hai detto?”. A quel punto lui, resosi conto di aver parlato al vento, si è fatto una risata, ed ha capito che era arrivato il momento di andare a dormire…..io adoro la vita di coppia!!!
Chiaretta
CLAP-CLAP-CLAP!!!
Strepitosa ed impagabile!
Titty, ecco cosa differenzia la donna sapiens ( tu ) dalla donna unicellulare ( io )
sob sob
in questo periodo sarei salvo dalla categoria dei sordi.. appena sento la parola Mondiali, mi agito sensibilmente..
Cara Titty, al di là del fatto che mi diverto come un matto a leggere questo tuo manuale, devo confessarti una cosa: non sono d’accordo con quello che scrivi.
Ok, questo è un manuale ironico e autoironico, per cui si potrebbe sorvolare sul difetto di ogni manuale e cioè che dovendo per forza di cose parlare in generale alla fine dice cose false (non sto dicendo non vere, che è diverso) e tendenziose.
E infatti su questo sorvolo: fa ridere e tanto basta.
Il punto è che secondo me ti rifai a degli stereotipi di coppia (stereotipi per forza, è un manuale) un po’ obsoleti e datati: troppe volte alcune tue ironie mi ricordano una vecchia trasmissione televisiva (che tu non puoi aver visto, sei troppo giovane) con Lando Buzzanca e Delia Scala: e il fatto che questa trasmissione fosse in bianco e nero all’epoca in cui neanche si immaginava potesse esistere un telecomando, fa intuire che forse certe cose che scrivi fanno parte di un immaginario collettivo ormai trasformatosi.
Detto questo, continuo a divertirmi leggendoti.
Ciao.
ehehe… fortissimo questo manuale!!! cmq è vero, osservare le coppie di fidanzati è sempre interessante… tranne quando cominciano a dirsi solo smancerie… in quei casi, una povera single come me, non può che odiarli!!!
bacione
juliet
Chiaretta
)

Sono troppo felice di leggerti qui per avere la lucidità necessaria a risponderti.
Vederti con lui, vederti così serena, così appagata eppure piena di entusiasmo e progetti, beh, non potevi farmi regalo più bello.
Oltre quello di averti ritrovata, finalmente.
Un bacio, ti voglio bene.
Johnny
)
Grazie. Piuttosto, perché non ti lanci nella stesura del “Manuale del Single”? Guarda che poi, se non lo fai tu, ci metto le mani io.
Anne
)
Si può sempre cominciare a inserire un po’ di sapiens in quell’unica cellula, no?
Un bacio, pazza.
Spad
)
Ho visto la tua foto su Grazia. Se hai bisogno, vengo a casa tua, a pigiare i tastini del telecomando, così eviti di stancarti.
Roberto
Indubbiamente questo è un “manuale per gioco”, il cui scopo primario è quello di divertire, strappare un sorriso, magari in qualche cosa riconoscere parte del proprio vissuto.
Sul motivo del tuo commento, sulla sostanza, direi che invece non sono d’accordo. Non conosco la trasmissione cui fai riferimento tu, però è anche vero che si tratta di un filone giunto fino ai giorni nostri. Per citare un esempio, Casa Vianello e quella con Gerry Scotti e la mitica Maria Amelia Monti (che mi pregio di aver conosciuto personalmente, e della quale posso affermare la fatidica frase: nella vita è esattamente così, come la vedi in televisione).
Credo che certi comportamenti e certe situazioni siano le stesse di trenta o quaranta anni fa. Certo, si sono evolute, in qualche caso aggravate, in altri migliorate, però determinate situazioni si ripetono ancora oggi, come se i rapporti di coppia si basassero sempre su quelli visti dai genitori, e simili.
Ecco, non credo che ci sia tutta la differenza che vedi tu, tra i luoghi comuni di allora e quelli di oggi.
Forse allora c’era un pizzico di raffinatezza in più, mentre oggi ci si manda allegramente al diavolo senza remore.
Un bacio
Juliet
)
Quanto hai ragione. Comunque, in simili casi, io ed il mio compagno usiamo la tecnica dell’adulazione. Lui ci prova con lei, io con lui, e alla fine o smettono o litigano.
In entrambi i casi è un successo
Un bacio e benvenuta
pensa che io volevo invece propormi per farti da telecomando..
Spad
)
Dov’è che vivi, tu?
se mi apri, a casa tua.. sono da mesi davanti alla porta con le valige in mano.. mi nutre il vicino del piano di sotto..
Ehi,gnoccona!
Ti ho appena linkata.
Besos,
JD
Spad
A farti entrare entri. E’ farti uscire che sarà un problema.
JD

Grazie, caro. E lunga vita a Macallan & cigarettes.
Baci
perché, m’ingrassi e non ci passo più dalla porta?.. guarda che parto svantaggiato.. sono uno stecchino..
MADONNA SE TI VOGLIO BENE…..
LA SIGNORIA VOSTRA
E’ INVITATA NEL MIO BLOG
ove fosse via troverà quello che la riguarda in UN PICCOLO OMAGGIO
Sto prendendo appunti
Un bacio.
Forse hai ragione tu, Titty.

Sarà che faccio parte di una generazione che pensava di aver buttato via tutti i luoghi comuni per costuirne di nuovi (non di quella precedente, che pensava di aver buttato via i luoghi comuni e basta: sono sempre un post-sessantottino).
Tu invece fai parte di una generazione che ha riscoperto i luoghi comuni precedenti, perché in fondo noi non siamo riusciti a creare un “sistema” diverso: alla fine ci siamo arresi e, mutato ciò che doveva mutare necessariamente, voi vi siete ritrovati a vivere un mondo che assomiglia più agli anni 50-60 che ai 60-70.
Considero tutto questo una sconfitta mia e dei miei coetanei.
Ciò non toglie che mi fai ridere di gusto
Bacio.
E’ un manuale attendibile il tuo?!
Spad
Di vizio si tratterà, ma non è la gola. No.
Kiara
)
Io di più.
Anne
Omaggio delizioso tesoro. Come lo sei tu, del resto. Un bacio
Eliselle
)
Dubito che tu ne abbia bisogno. Sei una maestrina per diritto acquisito.
Roberto
Quel che dici ha scatenato tante e profonde riflessioni, dubito che un commento di risposta possa bastare. Ne parleremo a quattr’occhi, è meglio.
Ma non sentirti in colpa anche per questo, ti prego. E’ vero che i maestri insegnano e propongono, ma gli allievi, credo, debbano far ricorso a valutazione e critica. Se responsabilità esiste, va divisa equamente in parti uguali.
Un bacio
Fallen Angel
Puro Vangelo.
Rose
Un bacio
mmmmm…mi e’ venuta la gastrite… cmq meglio meglio un dialogo tra sordi che tra coglioni! carine le tue foto sei fotogenica, ma si potrebbe far di meglio…
un pò tragico talvolta…massì…può andare!