Elogio della lentezza
Non ti curar di loro ma.. di te stesso.
Sembra proprio che sia la fretta, una della principali cause del mal di vivere. L’ansia, la fretta, questa nuova, folle moda del multitasking (fare più cose contemporaneamente) alla massima velocità, questo voler svolgere sempre più compiti in sempre minor tempo. Mi rendo conto che solo a scriverlo il cuore accelera i battiti ed il respiro diventa affannoso. Eppure, inutile negarlo, questa fretta fa ormai parte di noi e ci condiziona pesantemente la vita. In negativo.
Ti alzi al mattino ed hai già la testa piena d’impegni cui far fronte. Il memo del telefonino ti squilla in continuazione ricordandoti che sei già in ritardo per qualche cosa, l’orologio pare essersi messo a correre improvvisamente e mentre la caffettiera sbuffa e tu stai ancora lavandoti i denti pensi sgomento che un tempo ci volevano almeno dodici minuti prima che questo accadesse. Adesso quanti ne saranno passati? Tre, quattro, uno?
Non c’è scampo, non puoi tirarti indietro e forse, se farai abbastanza in fretta, riuscirai a prendere il caffè sulla soglia mentre con una mano ti pettini, con l’altra fai il nodo alla cravatta, con l’altra ancora tieni la tazzina e con la quarta, sbucata chissà da dove, cerchi le chiavi della macchina che ovviamente non sono mai dove le hai lasciate la sera prima.
Alla fine, se sarai abbastanza in gamba da sbrigare tutto al meglio, a velocità folle, allora forse ti resterà un po’ di tempo per te, per le tue cose, per il tuo svago.
È strano, anche quando ce la fai, anche quando, incredibilmente, tutti i tasselli della giornata vanno al loro posto, quando il giornaliero cubo di rubik mostra i suoi sei lati dello stesso colore, ecco che pure quelle ore di svago ti sembrano poche, insufficienti. E allora anche quello che dovresti fare semplicemente perché ne hai voglia, perché è una tua passione, un tuo hobby rilassante, ecco che anche quello diventa una sfida contro il tempo. Il cuore batte all’impazzata, il respiro si mozza, e ricominci a compiere gesti in rapida successione lasciando che infarto e ictus si siedano accanto a te, in trepida attesa. I benefici del tempo libero svaniscono, la gioia scompare, l’auspicata pace va a farsi benedire.
Tutto di fretta, tutto di corsa, con gli occhi e le orecchie tappate ed in testa solo il traguardo, il massimo risultato, a qualunque prezzo, senza concedersi un attimo per ragionare.
Ha ragione, l’analista, quando dice che se voglio vivere serenamente, se voglio dare un senso alla mia vita, se voglio godermi le ore della giornata, devo fare le cose con calma, con raziocinio, restando tranquillo anche quando tutti, intorno a me, si agitano, senza badare troppo a quelli che corrono come pazzi dietro i loro irraggiungibili traguardi.
Devo ignorarli, devo fingere che non esistano, devo immaginare un pianeta nuovo, con una nuova orbita intorno al sole, più lunga, più larga, più lenta. Devo pensare che il mondo abbia scalato una marcia, ridotto la velocità.
Io ci provo, con tutte le mie forze e si, mi accorgo che ha ragione, che è vero, che mi sento già meglio ed il cuore adesso batte tranquillo, che il respiro è più lungo e profondo e che infarto ed ictus sono usciti insieme a farsi una birra. Sento che ho più tempo per pensare, per sognare, per decidere cosa fare. Faccio progetti, valuto, immagino, determino, con lucidità, con raziocinio.
Epperò, devo ammetterlo, non è facile spiegare tutto questo al tizio sdraiato dietro, sulla barella, che continua a lamentarsi ed al dottore che, alle mie spalle, mi urla contro che non sto guidando un risciò, ma una fottuta ambulanza.
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17 Responses to “Elogio della lentezza”
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ti lascio un segno del mio passaggio… e a proposito del post…

CHI ARRIVA PRIMA ASPETTA
Tutti di fretta…
Ne so qualcosa.
Io la chiamo “Milanesità acuta e cronica“.
senti.. ma tu, domani?.. pure lentamente..
Ecco, appunto:ci sei, domani, all’aperitivo?
Ciò che dici corrisponde al vero: chissà come si è arrivati a dei ritmi di vita così forsennati, se questo è il frutto che ha partorito la cosiddetta società “moderna e tecnologica”, forse era meglio il passato.
Sarebbe bello poter viaggiare ad una velocità diversa, il problema è che così si rischia di rimanere indietro, mentre gli altri ci superano a destra e sinistra. “Per andare dove?” mi chiederai? Bella domanda, tutti di fretta e affannati, ma non si riesce a capire il punto d’arrivo.
Ciò che io faccio, di tanto in tanto, è staccare un pò la spina e concedermi qualche week end “ozioso”, nel quale svegliarmi con calma, farmi una passeggiata, godermi il sole e la natura circostante, dimenticando per un attimo di possedere un orologio, seguendo l’istinto del momento, senza pianficare nessuna azione.
Bruce Lee
A dirla tutta, io sul risciò mulinavo le gambe come in un cartoon
ehi johnny, si era detto che tu marpionavi selvaggia lucarelli, giulia blasi, macchianera e la fidanzata di personalitàconfusa, mentre io tittyna.. ’sta nel tuo blog!..
…per dirla con Stan Nadolny : “LA SCOPERTA DELLA LENTEZZA”
Johann
stanotte mi sono addormentato
con il PC acceso
con le cuffie nelle orecchie e il mouse in mano
Muovo la manoi
si illumina lo schermo leggo e stupisco
nomn posso aver scritto la mia vita
guardo bene e vedo che è il tuo
post
Il giorno 666 è gia’ passato
non puo’ essere un caso
Tony
Si chiama Fiocco
ha 8 mesi
e gia’ un eroe
mi ha visto svenuto alle 4 di notte
ha grattato furiosamente la porta
aperta di mia sorella miagolando
come non ha mai fatto
mi ha salvato la vita
Buona giornata
cAt
Sono un gatto cui hanno limato le unghie,
sono un angelo cui hanno tarpato le ali.
Hanno detto di me le cose peggiori
che si possono dire a un uomo.
Ma cos’è un uomo?
Un uomo è anche colui che regala una rosa
con l’innocenza di un bambino.
Un uomo è prima di ogni cosa
colui che sa amare con la purezza del cuore.
un abbraccio

cAT
.
hai cambiato avatar?
il tuo problema direi che è il problema di tanti di noi…almeno parlo per me stessa. Uhm sono molto stanca e nn connetto bene…volevo scrivere molto di più ma mi si attorcigliano i pensieri.
ciao cara!
Ieri sera ero talmente “fatta” che pensavo facessi l’autista di ambulanze…
Ciao bella!
4 mani. Ho una figlia polipessa. ;-*
bello quello che scrivi, io sono un elogio alla lentezza, per certe cose, cerco di non riempirmi troppo la vita di impegni ora.. però mi sono rimaste due cose da sistemare e non so come fare, chiedo disperatamente aiuto.. vorrei che i pensieri andassero più lentamente, si tanti mii va bene, ma che non si ingarbugliano tutti e poi vorrei riuscire a mangiare lentamente come da piccolo.. poi i miei hanno talmente insistito per 10 anni che non finivo più di mangiare ecc.. che ora non riesco più a mangiare lento.. puoi aiutarmi? mi piace come scrivi, addo il tuo blog, ciao
passavo…buon pomeriggio