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Archive for Luglio, 2006

Come diventare una scrittrice in 10 lezioni

Lunedì, Luglio 31st, 2006

Mi giungono ormai da ogni parte d’Italia richieste di consigli su come si diventa una scrittrice di successo. Non capisco perché io, voglio dire, potrebbero a questo punto chiedermi anche la ricetta del pesto alla genovese, ma tant’è, una volta che hai commesso il doppio errore di aver pubblicato qualcosa e avere un’email visibile non ti puoi più lamentare.

Tra le migliaia e migliaia ne scelgo una a caso, che mi arriva da una mia lontana cugina di Gallipoli, alla quale inviai, lo scorso anno, una copia dell’antologia “Tua con tutto il corpo” grazie alla quale anch’io ho acquisito a pieno diritto il titolo di scrittrice. È vero, alla copia inviata avevo strappato tutte le pagine con gli altri racconti, e lo avevo presentato come un libro tutto mio, ma questi, indubbiamente, sono dettagli irrilevanti.

Visto che anche la Melissa nazionale si è abbassata ad elargire consigli sul tema, io, nel mio piccolo, faccio altrettanto, certa di poter essere d’aiuto a tante ragazze che cercano nella scrittura un’ipotesi di riscatto.

Come diventare scrittrici in 10 lezioni è l’ideale sequel di come diventare magre in 4 settimane, avere addominali scolpiti in 15 giorni, farlo impazzire a letto così come lo è fuori.

 

1- Il computer

La prima cosa che vi serve è un computer ed una connessione ad internet. Grazie a questo potrete facilmente interloquire con case editrici, giornali, letterati. Sia chiaro, non vi servirà per chiedere aiuti, consigli, appoggi. L’utilità sarà quella di cominciare a far capire che siete una giovane ragazza di grande talento, il quale, ironia del destino, risiede interamente nel vostro reggiseno.

 

2- Photoshop

Un book fotografico è imprescindibile. Aprite un vostro sito, blog, o roba del genere, ed infarcitelo di vostre foto, possibilmente ammiccanti e sexy. Il lesbo-chic, attualmente, è quello che va più forte. Se siete fighe, esagerate pure con gli scatti, coprendovi unicamente con un lenzuolo di raso nero o con una borsetta Pukka. Se non lo siete, fatevi aiutare da un’amica baciata dalla sorte e scattatele a lei.

 

3- Anoressia

Dovete essere state anoressiche. Non è fondamentale che sia vero, però aiuta molto. Avrete così materiale per il vostro primo libro e tutti capiranno che avete avuto grossi problemi esistenziali. Questo, per una scrittrice, è fondamentale. Una scrittrice degna di tal nome non può aver avuto un’infanzia banalmente serena, deve aver sofferto, o fatto soffrire, o comunque essersi rotolata nel fango. Avete mai sentito di una scrittrice nata e vissuta benestante in qualche appartamento di lusso a New York o Los Angeles?

 

4- Sesso

Siate sessualmente disponibili. Non è necessario darla a tutti, ciò che conta è la potenzialità. Dovete fare in modo che qualunque maschio graviti nella vostra orbita percepisca netta la possibilità di potervi avere. I rischi sono limitatissimi. A meno che non viviate a Milano o Roma, ci sono buone possibilità che il tizio abiti così lontano da voi da accontentarsi di una rapida e indolore scopatina virtuale. Una webcam, una normale autopalpazione del seno in chat, ed il gioco è pressoché fatto.

 

5- Personaggio

Inventate un personaggio estremo. Guardatevi allo specchio, siete di una banalità sconcertante. Immaginate di essere alla presentazione del vostro libro: avete qualcosa di realmente shockante da mettervi? Avete qualcosa di cui la gente possa parlare tornando a casa, e che le consenta di dire alle amiche: hai letto il libro di quella che fa le presentazioni con il tanga di perline?

Quindi via, precipitatevi a scandagliare tutti i sexy shop che avete nei vostri pressi, e cercate cose assurde. Il segreto è questo: guardate bene le vetrine, ed ogni cosa che vi strappa un “oh madonna mia, ma è ridicolo!” quello fa per voi. Una maschera di cuoio che vi copre la faccia? Ottimo. Una frusta da portare infilata nel perizoma? Fantastico. Una collana fatta di palline cinesi? Eccezionale.

Se, uscendo dal negozio, la gente scoppierà a ridere guardandovi, vuol dire che avete lavorato bene. Ricordate, tutto ciò che per strada è ridicolo, in tv è puro spettacolo.

 

6- La storia

Inventate una storia. Un padre incestuoso. Una mamma prostituta. Una sorella vittima della tratta della bianche. Un compagno di scuola delle elementari che vi toccò la patata. Insomma, se davvero volete avere successo, bisogna che dal vostro passato emerga qualcosa di terribilmente devastante. Non basta che vostro padre vi abbia mollato un ceffone la prima volta che vi ha beccato a fumare. Ci vuole qualcosa che colpisca la fantasia popolare, che spinga la gente ad amarvi in quanto terribilmente sfortunata (la mamma preferiva fare l’amore con l’idraulico piuttosto che cambiarvi il pannolino sporco) o ad odiarvi profondamente (ero io quella che a tredici anni andava a letto con il maturando più figo di tutto il liceo).

 

 

7- Il linguaggio

Parlate strano. Dite cose a vanvera, senza senso, ciò che conta è lo sguardo trasognato, ispirato, che sembra inseguire concetti tanto elevati e profondi da non poter essere compresi da nessuno, forse neanche da voi. Scegliete parole precise, ridondanti, un po’ gotiche, e mettetele in fila senza curarvi della grammatica. Non serve. Per aiutarvi vi faccio un esempio:

Domanda: Cos’è per lei la notte?

Risposta: La notte scrivo, meandri vuoti circolari, sangue grondante e le urla, i demoni, presagi del nulla, le mani gridano, chiese che crollano e gli inferi, malaugurate anime che non conosco, ma ho dentro. Io sono il male, sono il bene, mi amo perché mi odio e per questo mi amo e amo il demone che combatto affinché il sangue non sia vita e possa celare le ombre fino all‘apocalisse.

Quelle in grassetto sono le parole chiave, che non devono mai mancare in un vostro discorso. Ricordatevi che siete una scrittrice sempre, anche al supermercato:

Cassiera: ha la carta fedeltà?

Scrittrice: fedeltà, demone dei demoni, eccola, ve la porgo, grondante sangue fin quando l’apocalisse risorgerà dal demonio le ceneri.

 

 

8- Ironia

Siate ironiche. Qualcuno, probabilmente, tenterà di mettere in dubbio le vostre qualità, qualcuno proverà a farvi passare per una scema ridicola che farebbe bene a farsi ricoverare. Prenderla sul serio, ancor più incazzarsi come iene e ricorrere le vie legali non serve, non aiuta, anzi è deleterio ai fini del personaggio. Se saprete ridere di voi la gente vi apprezzerà ancor di più. La gente ama l’auto-ironia, se è fatta dagli altri.

 

9- Prezzemolo

Partecipate a tutto, partecipate sempre. C’è un evento nella vostra città? Andateci e sfoggiate quanto letto sopra in fatto di personaggio, abbigliamento, dialogo. Qualcuno, sicuramente, scoverà in voi il genio, specie se avrà sentore di poterlo sperimentare nel proprio letto. Viaggiate, andate a fiere letterarie, incontri letterari, possibilmente intervenite cercando la polemica. Lo scrittore che presenta il libro afferma una cosa? Chiedete la parola e contradditelo. Con un po’ di fortuna diventerete l’argomento di discussione su centinaia di forum e siti letterari, con tutti i ritorni pubblicitari del caso.

Evangelisti afferma di essere il più grande scrittore vivente? Prendete la parola e ditegli che fa cagare.

David F. Wallace dice di essere un genio? Ditegli che in confronto a voi è una merdina.

Pirandello afferma di essere un premio nobel? Ricordategli che è morto da un pezzo.

Houllebecq dice che i suoi libri sono urticanti perché dicono la verità? Tirate fuori quel documento dove risulta che è un replicante.

Insomma, create un po’ di polemica sterile ed inutile intorno a voi, e sarete in vista del traguardo.

 

10- La casa editrice

Fatto questo scrivete ad una casa editrice importante e ditegli chi siete. C’è sicuramente un libro già pronto, senza neanche la fatica di doverlo scrivere voi.

IL VENERDI’ DEL TITTYNA BLOG

Venerdì, Luglio 21st, 2006

bannatobanner

 

Tu, che stai per acquistare la medaglietta con la faccia da pirla di Cannavaro tra trentadue anni, a 10 cents.

Tu, calciatore di una delle squadre penalizzate, che stai facendo la valigia per scappare all’estero, come un ladro.

Tu, maledetto anticiclone, da qualunque punto del mondo tu venga.

Tu, maledetto bastardo, che la sera del 6 agosto tenterai di metterti tra me e Lei, durante il suo epocale concerto, costringendomi a commettere un reato che prevede l‘ergastolo.

Tu, spacciatore di tariffe telefoniche “vantaggiose”, che scopro essere una fregatura dopo due giorni e sono obbligata a tenere per due anni.

Tu, che andrai in vacanza prima di me, e tornerai dopo di me, ma con un orchite cronica che rovinerà il resto dei tuoi giorni.

Tu, che mi hai agganciato in chat, mi hai mostrato le tue foto vestito e nudo, mi hai lusingata, corteggiata, convinta ad uscire con te. E poi non sei venuto. E forse non eri neanche quello delle foto.

Che tu sia bannato per sempre.

Mondiali Invernali

Sabato, Luglio 15th, 2006

Secondo voi, cosa ha detto il pinguino di sinistra a quello di destra?

Il filmato è giunto qui via Quarky, ed è a disposizione, ovviamente, della FIFA.

Cose dell’altro mondo

Sabato, Luglio 15th, 2006

Ti dico, guardandoti bene: come posso non amarti?

Dici: non mi hai guardato bene. Se lo avessi fatto, ti saresti già voltata dall’altra parte.

Ed io rispondo: non m’importa come appari, m’importa come sei, e che se ti chiedo di chiudere un occhio, devo ricordarmi di non farlo mentre stai guidando.

Dici: non ho nulla da offrirti, qui non ci sono case, o giardini, o reality show. Solo sabbia rossa e cielo grigiopirla.

Ti rispondo: è vero, ma vuoi mettere il panorama a perdita d’occhio (così mi spiego anche il tuo monocolo)? E poi, diciamolo, il rosso s’intona benissimo con i miei costumi da bagno.

Insisti: ma allora non c’è nulla che possa fare, per convincerti ad andare via? Io sono pazzo di te, ma so che un giorno tu mi lascerai per un terrestre, ed io non voglio soffrire.

Stai tranquillo, non accadrà mai. Anche perché l’astronave è guasta.

E allora?

E allora dai, andiamo, portami da qualche parte, un localino alla moda, quattro salti, un mojito.

Ho finito la mentuccia.

Lo vedo, devi averla mangiata tutta tu. Ma dimmi una cosa.

Cosa?

Hai davvero l’occhio azzurro, o sono lenti a contatto?

tittyalien!

 

Ps: quest’uomo realizza cose di questo tipo. Non si può proprio evitare di amarlo.

Buone Notizie

Martedì, Luglio 11th, 2006

calcioTrenta giorni effettivi alle sospirate vacanze. Trenta giorni di cui conterò ore minuti secondi con l’enfasi degna della prima missione spaziale. Non mancherò, con l’approssimarsi dell’evento, di regalarvi un prontuario gratuito di come si può evitare di rovinarsi le ferie ancor prima di partire, ma oggi voglio invece segnalare alcune buone notizie che, tra le righe, questi assolati giorni di metà luglio ci stanno regalando:

 Sciopero!

Negli anni 70 a scendere in piazza proclamando scioperi selvaggi erano i lavoratori delle fabbriche, i metalmeccanici, i siderurgici, i tessili, stanchi, o preoccupati, di prenderlo sempre e comunque in quel posto.

Come si fa a non provare un sottile piacere fisico leggendo dello sciopero degli avvocati? Su, non è il momento di fare gli ipocriti o gli economisti dell’ultima ora, l’idea che sentano un lontano e pericoloso bruciorino da quelle parti procura un brivido di lussuriosa goduria. E quindi diciamola, la verità: aspettiamo con ansia che si aggiungano ai togati anche commercialisti e dentisti.

 Campioni!

Siamo campioni del mondo. Si d’accordo, volevamo le dimissioni di Lippi, volevamo che Cannavaro abdicasse la fascia da capitano e bruciasse la sua maglia azzurra davanti alla procura di Napoli, volevamo Materazzi internato perché socialmente pericoloso. Temevamo che Buffon scommettesse sulla vittoria del Ghana contro di noi, che Del Piero si facesse beccare positivo al doping, che Totti sputasse in faccia a Nedved.

È vero, volevamo il ritiro della nazionale dalla Germania più di quello delle nostre truppe dall’Iraq. E poi, suvvia, volevamo due punte e un trequartista, Inzaghi dal primo minuto, Del Piero al posto di Totti, Totti al posto di Del Piero, Baggio al posto di tutti e due. A pensarci bene, non ci piacevano neanche le magliette, con quelle macchie scure sotto le ascelle che c’hanno fatto gridare allo scandalo noi, unica, vera patria della moda. E Lippi schiavo della GEA? E i giocatori imposti dai procuratori? E il calcio oppio dei popoli? E i ventidue idioti in mutande? E i giovani miliardari viziati, incapaci di correre dietro un pallone ma lestissimi a sovrapporre sulle fasce le veline?

Poi è successo che abbiamo vinto, ed in piazza sono scesi più italiani di quanti siano andati a votare per l’ultimo referendum. Perché noi, quando decidiamo di essere italiani, non siamo mica scemi. Magari capita una volta l’anno, ma quella volta ce la scegliamo con cura.

 Unità e crescita

Il grande successo ottenuto dai nostri ragazzi in Germania avrà ripercussioni positive in tutto il paese. Innanzitutto ritroveremo l’unità nazionale, e da Torino a Palermo, da Bolzano a Caltanissetta, ci sentiremo tutti fieri di essere italiani. O almeno fino alla prima giornata del prossimo campionato, quando i tifosi dell’Atalanta daranno dei terroni a quelli del Brescia.

Crescerà il PIL, aumenterà l’occupazione, migliorerà l’immagine del made in italy nel mondo, ed i cinesi decideranno di invadere tutta l’Europa tranne noi, che abbiamo vinto i mondiali. Anche se penso che più PIL di quello che abbiamo sullo stomaco, difficile davvero che ne cresca.

 E per concludere un semplice indovinello:

Durante la meravigliosa festa organizzata al circo massimo per omaggiare i nostri campioni, soltanto un giocatore aveva addosso qualcosa che non riguardava la nazionale, ma la propria squadra di club, segno inequivocabile di spiccata intelligenza e comprovata capacità di rendersi conto della situazione in cui vive. Chi era?

 

Valentino RossiDimenticavo: questo è il mio Campione del Mondo. Per 5 volte consecutive, cambiando moto ed avversari, rischiando vita, gambe e braccia ad ogni curva. Per uno come lui, però, di feste come quelle di Roma non se ne organizzano.

Titty Perù

Lunedì, Luglio 10th, 2006

E’ normale che se uno va in giro per Machu Picchu combinato così, poi ha poca voglia di farsi vedere in faccia. D’altra parte, però, l’italian blogging style fa passi da gigante.

TittyMacchu1

Talent Scout

Lunedì, Luglio 3rd, 2006

Qui avrebbe dovuto apparire un post. Se non è apparso, e non mi pare ci sia, è unicamente colpa vostra, o di buona parte di voi. Io quando torno a casa, dopo il lavoro, avrei realmente voglia di scrivere dei post. Anzi, durante il viaggio di ritorno ci penso e dico "si, ecco, questo potrebbe essere un gran bel post". Poi invece succede che accendo il pc e mi dico "leggiamo qualcosa, così mi rilasso, e poi scrivo". E finisce la giornata.

I casi sono due: o voi siete troppo in gamba, o io sono la migliore talent-blogger d’Italia.

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