Mi giungono ormai da ogni parte d’Italia richieste di consigli su come si diventa una scrittrice di successo. Non capisco perché io, voglio dire, potrebbero a questo punto chiedermi anche la ricetta del pesto alla genovese, ma tant’è, una volta che hai commesso il doppio errore di aver pubblicato qualcosa e avere un’email visibile non ti puoi più lamentare.
Tra le migliaia e migliaia ne scelgo una a caso, che mi arriva da una mia lontana cugina di Gallipoli, alla quale inviai, lo scorso anno, una copia dell’antologia “Tua con tutto il corpo” grazie alla quale anch’io ho acquisito a pieno diritto il titolo di scrittrice. È vero, alla copia inviata avevo strappato tutte le pagine con gli altri racconti, e lo avevo presentato come un libro tutto mio, ma questi, indubbiamente, sono dettagli irrilevanti.
Visto che anche la Melissa nazionale si è abbassata ad elargire consigli sul tema, io, nel mio piccolo, faccio altrettanto, certa di poter essere d’aiuto a tante ragazze che cercano nella scrittura un’ipotesi di riscatto.
Come diventare scrittrici in 10 lezioni è l’ideale sequel di come diventare magre in 4 settimane, avere addominali scolpiti in 15 giorni, farlo impazzire a letto così come lo è fuori.
1- Il computer
La prima cosa che vi serve è un computer ed una connessione ad internet. Grazie a questo potrete facilmente interloquire con case editrici, giornali, letterati. Sia chiaro, non vi servirà per chiedere aiuti, consigli, appoggi. L’utilità sarà quella di cominciare a far capire che siete una giovane ragazza di grande talento, il quale, ironia del destino, risiede interamente nel vostro reggiseno.
2- Photoshop
Un book fotografico è imprescindibile. Aprite un vostro sito, blog, o roba del genere, ed infarcitelo di vostre foto, possibilmente ammiccanti e sexy. Il lesbo-chic, attualmente, è quello che va più forte. Se siete fighe, esagerate pure con gli scatti, coprendovi unicamente con un lenzuolo di raso nero o con una borsetta Pukka. Se non lo siete, fatevi aiutare da un’amica baciata dalla sorte e scattatele a lei.
3- Anoressia
Dovete essere state anoressiche. Non è fondamentale che sia vero, però aiuta molto. Avrete così materiale per il vostro primo libro e tutti capiranno che avete avuto grossi problemi esistenziali. Questo, per una scrittrice, è fondamentale. Una scrittrice degna di tal nome non può aver avuto un’infanzia banalmente serena, deve aver sofferto, o fatto soffrire, o comunque essersi rotolata nel fango. Avete mai sentito di una scrittrice nata e vissuta benestante in qualche appartamento di lusso a New York o Los Angeles?
4- Sesso
Siate sessualmente disponibili. Non è necessario darla a tutti, ciò che conta è la potenzialità. Dovete fare in modo che qualunque maschio graviti nella vostra orbita percepisca netta la possibilità di potervi avere. I rischi sono limitatissimi. A meno che non viviate a Milano o Roma, ci sono buone possibilità che il tizio abiti così lontano da voi da accontentarsi di una rapida e indolore scopatina virtuale. Una webcam, una normale autopalpazione del seno in chat, ed il gioco è pressoché fatto.
5- Personaggio
Inventate un personaggio estremo. Guardatevi allo specchio, siete di una banalità sconcertante. Immaginate di essere alla presentazione del vostro libro: avete qualcosa di realmente shockante da mettervi? Avete qualcosa di cui la gente possa parlare tornando a casa, e che le consenta di dire alle amiche: hai letto il libro di quella che fa le presentazioni con il tanga di perline?
Quindi via, precipitatevi a scandagliare tutti i sexy shop che avete nei vostri pressi, e cercate cose assurde. Il segreto è questo: guardate bene le vetrine, ed ogni cosa che vi strappa un “oh madonna mia, ma è ridicolo!” quello fa per voi. Una maschera di cuoio che vi copre la faccia? Ottimo. Una frusta da portare infilata nel perizoma? Fantastico. Una collana fatta di palline cinesi? Eccezionale.
Se, uscendo dal negozio, la gente scoppierà a ridere guardandovi, vuol dire che avete lavorato bene. Ricordate, tutto ciò che per strada è ridicolo, in tv è puro spettacolo.
6- La storia
Inventate una storia. Un padre incestuoso. Una mamma prostituta. Una sorella vittima della tratta della bianche. Un compagno di scuola delle elementari che vi toccò la patata. Insomma, se davvero volete avere successo, bisogna che dal vostro passato emerga qualcosa di terribilmente devastante. Non basta che vostro padre vi abbia mollato un ceffone la prima volta che vi ha beccato a fumare. Ci vuole qualcosa che colpisca la fantasia popolare, che spinga la gente ad amarvi in quanto terribilmente sfortunata (la mamma preferiva fare l’amore con l’idraulico piuttosto che cambiarvi il pannolino sporco) o ad odiarvi profondamente (ero io quella che a tredici anni andava a letto con il maturando più figo di tutto il liceo).
7- Il linguaggio
Parlate strano. Dite cose a vanvera, senza senso, ciò che conta è lo sguardo trasognato, ispirato, che sembra inseguire concetti tanto elevati e profondi da non poter essere compresi da nessuno, forse neanche da voi. Scegliete parole precise, ridondanti, un po’ gotiche, e mettetele in fila senza curarvi della grammatica. Non serve. Per aiutarvi vi faccio un esempio:
Domanda: Cos’è per lei la notte?
Risposta: La notte scrivo, meandri vuoti circolari, sangue grondante e le urla, i demoni, presagi del nulla, le mani gridano, chiese che crollano e gli inferi, malaugurate anime che non conosco, ma ho dentro. Io sono il male, sono il bene, mi amo perché mi odio e per questo mi amo e amo il demone che combatto affinché il sangue non sia vita e possa celare le ombre fino all‘apocalisse.
Quelle in grassetto sono le parole chiave, che non devono mai mancare in un vostro discorso. Ricordatevi che siete una scrittrice sempre, anche al supermercato:
Cassiera: ha la carta fedeltà?
Scrittrice: fedeltà, demone dei demoni, eccola, ve la porgo, grondante sangue fin quando l’apocalisse risorgerà dal demonio le ceneri.
8- Ironia
Siate ironiche. Qualcuno, probabilmente, tenterà di mettere in dubbio le vostre qualità, qualcuno proverà a farvi passare per una scema ridicola che farebbe bene a farsi ricoverare. Prenderla sul serio, ancor più incazzarsi come iene e ricorrere le vie legali non serve, non aiuta, anzi è deleterio ai fini del personaggio. Se saprete ridere di voi la gente vi apprezzerà ancor di più. La gente ama l’auto-ironia, se è fatta dagli altri.
9- Prezzemolo
Partecipate a tutto, partecipate sempre. C’è un evento nella vostra città? Andateci e sfoggiate quanto letto sopra in fatto di personaggio, abbigliamento, dialogo. Qualcuno, sicuramente, scoverà in voi il genio, specie se avrà sentore di poterlo sperimentare nel proprio letto. Viaggiate, andate a fiere letterarie, incontri letterari, possibilmente intervenite cercando la polemica. Lo scrittore che presenta il libro afferma una cosa? Chiedete la parola e contradditelo. Con un po’ di fortuna diventerete l’argomento di discussione su centinaia di forum e siti letterari, con tutti i ritorni pubblicitari del caso.
Philip Roth afferma di essere il più grande scrittore vivente? Prendete la parola e ditegli che fa cagare.
Paul Auster dice di essere un genio? Ditegli che in confronto a voi è una merdina.
Pirandello afferma di essere un premio nobel? Ricordategli che è morto da un pezzo.
Houllebecq dice che i suoi libri sono urticanti perché dicono la verità? Tirate fuori quel documento dove risulta che è un replicante.
Insomma, create un po’ di polemica sterile ed inutile intorno a voi, e sarete in vista del traguardo.
10- La casa editrice
Fatto questo scrivete ad una casa editrice importante e ditegli chi siete. C’è sicuramente un libro già pronto, senza neanche la fatica di doverlo scrivere voi.

Fantastica! come sempre, del resto…
Fantastico è averti qui. A saperlo lo scrivevo prima, ‘sto post.
))
Un bacio
E’ davvero triste e patetico.
Se questa è la chiave del “successo” (ma chi ti conosce?) allora no, grazie.
Il TALENTO di questi tempi è merce rara in libreria.
Anonimo
Il talento, per come immagino lo intendi tu, esiste ma non è più richiesto. Non serve, come non serve tutto quanto non generi intorno a sé un mercato.
In ogni caso questo post è volutamente ironico ed esasperato, ma non credevo fosse necessario spiegarlo.
ironia l’è morta…
e pure anonimamente.
non capisco: il punto 4 e l’8 non sono all’antitesi? da quando le ragazze ironiche ci fanno sesso?.. no no.. che magari poi vi mettete pure a far battute sulle nostre dimensioni.. no no, niente ironia.. ci smonta..
naturalmente, ripassasse qui Malapuella, negherò di aver scritto il commento qui sotto..
Rael
Beh, almeno speriamo che l’anonimato la segua a ruota, l’ironia.
Spad
)
L’ironia va usata con parsimonia. Come pure l’intelligenza, è ovvio. Mia madre mi diceva sempre: non fargli mai capire che sei più sveglia di lui.
Ma tu puoi star tranquillo, se escludiamo il fattore dimensioni, sono sicura che hai un sacco di belle qualità.
Spad2
Naturalmente tu non hai mai sentito parlare di “solidarietà femminile”…
certo, sì, “solidarietà femminile”..
è quella cosa che sta tra le due frasi “si vede che è tutta rifatta, quella troia” e “ha ciucciato tutti i cazzi della zona, quella stronza”..
Ma no. E’ quella cosa che nasce quando si comincia a passarseli.
…il post è meraviglioso..manco a dirlo…grande davvero…
Ma la conversazione anche non è male…
Non so come si puo’ definire quella cosa che descrive spad, ma è più comune della solidarietà intesa da tittyna…..
@Tittyna, ma io sono sempre qui. E’ che non lascio traccia… ti leggo e mi viene l’ansia da prestazione per i commenti
@Spad, mi avevi detto che Tittyna non la conoscevi di persona e invece, senti qui “Ma tu puoi star tranquillo, se escludiamo il fattore dimensioni, sono sicura che hai un sacco di belle qualità”. Mentitore.
MissPulp

)
Hai ragione, mi sono lasciata prendere dal rispondere a Spad.
Però posso assicurarti che le mie amicizie più belle e profonde sono femminili. Anche e soprattutto quelle nate qui, tra i blog.
Un bacio
(Deve essere un giorno speciale questo. Tu e Malapuella qui. Allora Dio un pochino mi ama)
Malapuella
)
))
Eh no eh. Magari un “ciao” ma ti voglio leggere.
Per la questione delle dimensioni, è successo alle elementari. Io già allora confondevo spesso il bagno dei maschi con quello delle femmine e casualmente lui era lì che…
Devo dedurre quindi che Spad è cresciuto tutto intorno allora.
Sempre grande la mia Titti!!!
AVATAR NUOVO… eheheh
P.S. non faccio nomi ma su splinder ho trovato gente che ha seguito i tuoi consigli…
Sei forte, Tityna.
Non ti annoio con la mia storia (nonno che mi costringeva alla fellatio durante la messa di Natale, starnuto, nonno castrato).
Se vuoi passare a frustarmi sono qui al bar che scopo con mia sorella morta.
Un morso affettuoso.
Anne

Bella tesora mia. Lo so lo so, ne ho viste anch’io.
Tu invece continua come stai facendo, che scrivere è sempre la cosa migliore. E anche se non lascio segni sappi che ti leggo con molto, molto interesse. E mi piace.
Un bacio interminabile
PS: L’avatar l’ho cambiato preventivamente. Sto per uscire adesso
)))
Spartac
Passerò in un altro momento. Non vorrei coglierti nel vivo… dell’operazione.
La fortuna è che nel decalogo v’è sarcasmo, altrimenti non so, avrei provato terrore. Profondo terrore. Ma nell’incipit l’ “essere d’aiuto a tante ragazze che cercano nella scrittura un’ipotesi di riscatto” continua darmi tormento. E allora perchè?
Saluti salati, attori scritturati
l’ 11 di Spad è un commento meraviglioso: ammettiamolo, titty, nel 98% dei casi facciamo così.
è il 2 % restante a salvarci l’anima dalle fiamme dell’inferno.
Bellissimo e geniale questo post. Si vede che tu hai fatto tuo soprattutto il punto #8, adoro la tua ironia, la capacità di saper sempre cogliere l’essenziale e alla fine di presentare delle situazioni molto simili alla realtà (anche se volutamente esasperate).
Di una cosa son sicuro: che tu hai talento e non hai bisogno di applicare questo decalogo, ti basta la passione per la scrittura e la tua ironia.
Bruce Lee
Ecco, sì, perfetto.
Ma per diventare scrittori di successo?
Uguale?
Mi preoccupa l’autopalpazione delle mie tette.
@ Tittyna: più che l’ironia, è la nostra carta di credito che dovete usare con parsimonia
Comunque, post strepitoso e commenti da antologia.
Molto, ma molto, ma molto divertente. Non posso “competere” con cotanta cultura ma ti leggerò.
Il tutto funziona supponendo di avere a che fare con dei cretini.
Cmq, a volte, conviene pure fare la parte dei cretini
Insomma, è il gioco delle parti: uno fa il furbo e l’altro fa il cretino, ma chi è il vero cretino?
Psicoepatico
Quella parte riguarda l’annoso problema di come riuscire a liberarsi di un torbido passato.
Esempio: ti sei fatta due caserme di pompieri e una di carabinieri. Ti senti un po’ in colpa, diciamolo. (Perché poi, non lo so)
Allora scrivi un libro, racconti tutto, ti liberi l’anima ed ecco il tuo riscatto. E’ come se non fosse mai accaduto.
Rael
Non lo ammetterò mai. Primo perché non è vero, secondo perché l’ha detto Spad, e quindi non è vero.
Bruce
)
Le ho fallite quasi tutte. E poi, diciamoci la verità, tutto potrei fare tranne che l’anoressica.
Roberto
Non mi provocare sai, guarda che poi lo scrivo.
Ok, lo scrivo, autopalpazione del pene compresa.
Giggi
))
I commenti sono sempre la mia segreta speranza. Ma amo circondarmi di persone migliori di me, e spesso si vede.
Dunque dicevamo, le quattro cifre del codice quali sono?
Anonimo
))
Uhm, chissà perchè penso di sapere chi sei.
Mareprofondo
Diciamo che ciò che conta, in quel gioco, è che entrambe le parti ottengano quello che vogliono.
Brava la bimba mia sarcastica! ;-**
Questo post è brillante, intelligente, ironico, gronda sangue e cela le ombre fino all’apocalisse.
A parte le celie, sono passata diverse volte costì, ma siccome hai un template che fa veramente pena ( è lo stesso discorso dei libri che sugli scaffali devono avere una copertina accattvante o dell’autrice che deve fare la presentazione in tanga a perline), non mi sono mai fermata a leggere.
Che dire: lieta d’averlo fatto, piacevolmente sorpresa.
Mitì

*****
5 parole per il mio paradiso.
Grazie Mamà.
EvaCarriego
Hai perfettamente ragione, è tempo di restyling.
Se poi questo mi dona la tua presenza, allora accelero i tempi.
Grazie per questo regalo.
Perdonami ma ho a che fare con i miei ritardi mentali… sicchè non riesco a capire ancora cosa c’entri nel contesto la parola riscatto. E un vocabolario ce l’ho, piccolo ma ce l’ho. Sembrerebbe più un alibi (per certi versi) o voglia d’emergere in un momento in cui si emerge scoreggiando l’inno nazionale.
Comunque lasciam perder, inutile fossilizzarci su dettagli quando sono le grosse questioni ad attenderci (cristo, assomiglia a qualcosa del genere citazioni proverbiali filosofiche di basso livello).
Saluti salati
…ora che ci penso sembra più uno slogan statunitense (mi riferisco…va bè, insomma ci siam intesi).
Saluti salati
La ricetta del pesto alla genovese, please: mi serve. ^____*
g.
Ammetto di avere cominciato chiedendomi: il decalogo varrà anche per i maschi?
Poi mi sono lasciato prendere dal tuo sarcasmo e dalla tua ironia: immagino la faccia di tua cugina quando avrà scoperto che gli hai taroccato il libro.
Quale commento avrei voluto chiederti la ricetta per il pesto alla genovese, con la stessa ironia e senza farci mancare sangue, male, anime, apocalisse e demoni.
Grazie!
ma… ma… ma…
io non le faccio quelle cose lì, stai scherzando?
Un bacio a te, Titti mia!
Da dove hai copiato sta roba?
Psicoepatico
D’accordo, saltiamo oltre, altrimenti il riscatto mi toccherà pagartelo in cambio della mia pace mentale.
Ma perché i saluti sono salati?
KingLear
Ti consiglio di rivolgerti a Placida Signora, lei è sicuramente in grado di darti le giuste dosi. Io sono molto più brava a mangiarlo, e c’è un ristorantino a Genova che può sicuramente testimoniarlo.
Un bacio
Simone
Mia cugina non sa nulla, e non dovrà saperlo mai, almeno fin quando non uscirà, la prossima primavera, il mio libro, stavolta veramente tutto mio.
Mi raccomando.
Un bacio