Libri, lettori, editori

Alcuni giorni fa, ho letto questo articolo su “La gazzetta del mezzogiorno” online:

Libro sconosciuto: quasi 6 italiani su 10 non leggono mai "

E’ il desolante quadro che emerge dalla ricerca dell’Associazione Italiana Editori sul valore di sviluppo economico della lettura, presentata oggi a Roma durante gli Stati Generali dell’Editoria

ROMA - Libro, questo sconosciuto. Più della metà degli italiani, il 57,7 per cento, non ne ha letto neanche uno durante tutto il 2005, e il 20,1 per cento ne ha letti, sì e no, tre. Il che attarda inesorabilmente l’Italia nella corsa allo sviluppo, vista la strettissima relazione tra indice di lettura e Pil. E’ il desolante quadro che emerge dalla ricerca dell’Associazione Italiana Editori sul valore di sviluppo economico della lettura, presentata oggi a Roma durante gli Stati Generali dell’Editoria che hanno il significativo titolo «Investire per crescere».

 

Questa è solo una piccola parte dell’articolo, che potrete leggere integralmente sul sito del giornale. La riflessione che nasce, tra le altre, è questa:

interessanti le considerazioni sul valore storico e sociale del libro, sulla relazione tra lettura e crescita economica, tra lettura e risultati scolastici, tra lettura e maturazione del grano. Ma le motivazioni, le cause, quali sono?

Si legge sempre meno perché il libro è stato sostituito da altri oggetti, perché il tempo libero è sempre meno e lo si adopera per altre attività, perché leggere non è di moda quanto ascoltare musica con i lettori mp3, oppure è un problema che sussiste da tempo, troppo tempo?

Ci sono delle responsabilità per la poca educazione alla lettura che si fa in famiglia e a scuola?

Oppure c’è un problema nella catena scrittore-editore-lettore?

È possibile che, complessivamente, si scriva male, o si produca male, o si legga male?

Sottilmente, in questo genere d’inchieste, s’insinua sempre che il male sia lì, nell’ultimo anello della catena, quasi come se il fruitore ultimo del prodotto fosse un essere acritico devoto alla lettura a prescindere, solo perché leggere è cosa buona e giusta. Invece, a mio parere, il problema risiede negli anelli precedenti, ed in una critica che non sa più rapportarsi al lettore come essere umano fruitore di un opera d’ingegno, bensì ad un semplice consumatore di prodotti di mercato. E allora, invece di suggerire chiavi di lettura e misurare le qualità di un’opera, il critico ci dice solo qual è quella che lava più bianco.

O forse c’è dell’altro, ed io non ci ho ancora pensato.

Ovviamente la crescita di cui si parla nel titolo della ricerca, non è certo umana e morale.

PS: ovviamente trattasi di discorso al momento sui generis, in attesa di approfondimento, ergo non TUTTI gli scrittori, non TUTTI gli editori, non TUTTI i critici. Che qua, nel momento in cui tocchi certe caste, gli anatemi si sprecano.

Comments

34 Responses to “Libri, lettori, editori”

  1. noantri on Settembre 23rd, 2006 12:11

    Ma che razza di punto di vista può avere uno che non legge MAI.

    MAI!

    Che tipo di idee può avere sulla vità, la realtà e le altre cose? Che persona è uno di quei sei italiani su dieci che in un anno non legge MAI?

    Sono sconvolto: è come se mi avessi detto che sei italiani su dieci provengono da Urano.

    [Ste]

  2. Misspulp on Settembre 23rd, 2006 15:36

    …quello che mi sono sempre chiesta è perchè mai la lettura non abbia mai riscosso lo stesso successo del cinema…eppure…

  3. Tittyna on Settembre 23rd, 2006 16:11

    MissPulp

    Ciao tesoro. Non credo che il cinema versi in condizioni migliori della letteratura. Ricordo ancora quando, anni fa, le varie reti televisive si combattevano gli ascolti della prima serata a colpi di prime visioni, mentre adesso lo fanno a colpetti di reality.

    Ma tant’è, forse, per la parte di colpa che riguarda i fruitori delle opere (che per me non è il 100%) si tratta di un fenomeno di progressivo “impigrimento”. Studiare è più faticoso di leggere. Leggere è più faticoso di osservare. Osservare è più faticoso di guardare. Il fine ultimo, probabilmente neanche troppo lontano da venire, è quello di farci addormentare cerebralmente.

    Un bacio tesoro

  4. Tittyna on Settembre 23rd, 2006 16:16

    Ste

    Comprendo benissimo il tuo sdegno. Anche se ne compro molti di più di quanti riesca a leggerne, almeno 15 l’anno me li “faccio” senza alcun problema. Se riesco a fare una selezione accurata, ovvero riesco ad evitare quelli sui quali mi impunto a lungo prima di decidere che proprio non mi piacciono, anche di più.

    Però questa ricerca non mi stupisce. M’indigna, si, ma non mi stupisce. Vivo nel mondo, e l’imbarbarimento che vedo ovunque, intorno a me, a partire dal livello di educazione civica alla cultura rudimentale, non potrebbe indurmi a pensare altro che questo. Nessun libro, evviva le televendite.

    Un abbraccio

  5. Misspulp on Settembre 23rd, 2006 16:23

    …reality e fiction..diobuono, sono affranta…hai ragione anche stavolta…baci Piccola.

  6. kinglear on Settembre 23rd, 2006 17:39

    Il 90% della narrativa contemporanea fa letteralmente schifo: un buon motivo per non leggerla. Forse di più: il 95 per cento. Ma i Classici, quelli li dovrebbero leggere tutti: perlomeno quei “tutti” che non ci tengono ad essere degli ignoranti cafoni, camalli d’Abissinia, tra Babele e la Grande Mela.

    Colpa del sistema scolastico, della famiglia, dell’ambiente che si frequenta: una serie di congiunture che portano l’individuo a non leggere niente, a parte le istruzioni per la carta igienica e il solito giornalettino porno. Il critico è, il più delle volte, nel 99 per cento dei casi, uno stronzo che promuove un libro solo perché non deve dispiacere né all’editore né all’autore, altrimenti il critico non mangia più manco uno spaghetto uno. Però: se uno non vuol leggere, che non legga. Tutto di guadagnato, alla fin dei conti… Con quel che si pubblica: ci sono intere collane di grandi editori che vanno bene solo per i roghi, o meglio per le industrie della carta riciclata. I roghi fanno più effetto, ma non aiutano contro il disboscamento selvaggio di cui noi tutti siamo colpevoli vittime. E mettendo i puntini sulle “i”: il 99% dei libri su carta riciclati andrebbero riciclati di nuovo, usando lo sbiancante per la carta però questa volta.

    Per inciso, Titty, se te la tiri, anche di poco, non mi piace.

    Beppe

  7. giggimassi on Settembre 23rd, 2006 21:58

    Dalla ricerca emerge un’idea che io trovo bellissima e che non avevo mai sentito prima: la lettura rende ricchi, non solo in senso metaforico. Cito testualmente: “Se la Calabria avesse avuto negli anni Settanta il tasso di lettura della Liguria, oggi avrebbe una produttività del lavoro di cinquanta punti maggiore!”.

    Quanto ai critici, sai meglio di me che la critica letteraria non se la passa tanto bene e che tra marchette imposte dagli uffici stampa delle 3-4 case editrici dominanti e i favori agli amici degli amici, non resta molto spazio per l’esercizio di quella che una volta era la punta di diamante del giornalismo.

    Io mi riconsolo pensando all’unica nota positiva di tutto il discorso: l’Italia è prima in Europa come numero di lettori “forti” (> 50 libri l’anno).

  8. RoseBlueDream on Settembre 24th, 2006 16:03

    Come sempre gli italiani leggono pochissimo, non solo i libri ma anche i quotidiani. Sono anche il popolo con il titolo di studio più basso fra la media della popolazione rispetto algi altri paesi europei.

    Faciloneria, pigrizia e tanto altro…

    Chissà se cambierà, non lo so!

    Un grande abbraccio e a presto!

    Rose Blue Dream

  9. MarinaBellini on Settembre 24th, 2006 18:13

    Sull’Ineditablog c’è una recensione del Convegno. Io c’ero e due giornate di lavori hanno evidenziato numeri molto più allarmanti.

  10. utente anonimo on Settembre 25th, 2006 09:44

    Non è facile capire quali siano le vere cause del fenomeno, personalmente durante l’anno ho poco tempo per leggere libri e concentro tutto le mie letture durante le vacanze estive, quando stacco la spina e mi concentro solo sui miei libri, arrivano a leggerne anche 6-7 in meno di un mese.

    Riguardo al cinema, c’ è crisi anche lì, ma è più facile trovare due ore del proprio tempo per guardarsi un film, nonostante gli impegni quotidiani, molto più difficile trovare degli spazi giornalieri da dedicare alla lettura.

    Bruce Lee

  11. fabiogarbo on Settembre 25th, 2006 10:29

    Mi permetto di fare il “bastian contrario” della situazione.

    Per carità, l’analisi di fondo è giustissima: bisogna leggere di più, non fosse altro che sevre per un arricchimento culturale.

    Ma starei attento a non confondere ciò che è l’indagine svolta dal significato che invece si è voluto darne.

    Io ho gestito per 9 anni una biblioteca comunale, sono stati anni molto intensi e ricchi di iniziative per far avvicinare il potenziale lettore al libro. Molta soddisfazione. Tanta tanta gente che veniva a prendere, in prestito, 1 o 2 libri al mese.

    L’indagine in questione invece non può tenere conto di questi lettori e, questi lettori, non incidono nell’aspetto economico (i libri in biblioteca non si comprano ma si prestano).

    Quindi non punterei il dito contro all’italiano perché non vuole leggere, piuttosto perché non vuole spendere (in libri).

    Scusa se scrivo troppo, essere sintetico non è il mio forte.

  12. Tittyna on Settembre 25th, 2006 16:46

    KingLear

    Mi sembri vagamente catastrofista. :)
    D’accordo, però allora, da dove cominciamo? Come se ne esce? Istituiamo un collegio di critici pagati dallo Stato e fuori dalle logiche degli editori? E’ un’idea.

    Per inciso: io non me la tiro affatto. Non ne ho bisogno, ci ha già pensato Madre Natura, a farmi come sono. ;)
    Un bacio

  13. Tittyna on Settembre 25th, 2006 16:50

    Giggimassi

    E’ vero, questa ricerca ha una chiave di lettura veramente curiosa, diversa dalle ricerche sui libri che siamo abituati a leggere.

    Certo che questo problema della critica diventa sempre più determinante. Non che mi fossero sfuggite le varie diatribe sui più importanti lit-blog, però mi rendo conto che ogni qual volta si tocca il tema libri, il problema della critica viene subito fuori.

    Bisognerà fare qualcosa. Per cominciare, tirar fuori qualche buona idea.

    Un bacio

  14. Tittyna on Settembre 25th, 2006 16:52

    Rose

    SI, di problemi ce ne sono, ma non credo sia un problema tipicamente italiano. Diffido sempre dei discorsi esterofili fatti all’estero. E’ anche vero che quando si tratta di noi italiani convergono due precise perversioni: quella tutta italica di vedere il buono sempre oltre confine; quella straniera di vedere sempre il buono in casa loro. E il cerchio, normalmente, si chiude.

    Un bacio

  15. Tittyna on Settembre 25th, 2006 16:53

    Marina

    Ecco qui un’altra bella ventata di ottimismo. :))

    Il guaio, purtroppo, è che avete ragione.

    Un bacio “capa”.

  16. Tittyna on Settembre 25th, 2006 16:57

    Bruce

    Credo sia anche, come nel tuo caso, un fatto di abitudini. Io, per esempio, ho quasi completamente azzerato la televisione, e quindi il tempo libero che trascorro il casa lo divido tra internet e libri.

    Poi sai, basta decidere ogni sera di mettersi a letto una mezzoretta prima, e leggersi una ventina di pagine. Io qualche volta ci riesco, altre no, e faccio mattina pur di non lasciare a metà il libro. :))

    Ultimamente ho optato per i libri di racconti, almeno evito di guardare l’alba.

    Un bacio

  17. Tittyna on Settembre 25th, 2006 17:01

    FabioGarbo

    Ma quali scuse, scrivi scrivi. :))

    Bellissima testimonianza, e discorso di fondo che mi sento di condividere. La battaglia per i prezzi dei cd musicali è sacrosanta, ma anche 18 euro per un libro di Vespa mi sembra un’enormità.

    Però c’è da dire che, volendo, si può aspettare qualche tempo e comunque le edizioni economiche non mancano. Io, per esempio, ne ho approfittato per comprare, a 5.90, il libro di Piperno, quello di Mark Haddon, il primo Biondillo, insomma, con un po’ di pazienza e qualche pretesa in meno sulle rilegature e le sovraccopertine, ci si può costruire una discreta biblioteca.

    Grazie ancora, e non limitarti nelle parole, che qui ci dissetiamo con esse.

    Un bacio

  18. PlacidaSignora on Settembre 25th, 2006 17:23

    Ho sempre definito la lettura una “malattia genetica ereditaria”. Se leggono i padri leggono anche i figli; se nasci in una casa dove ci sono libri, li avrai nella tua. Se in una famiglia il libro è un oggetto sconosciuto, facilmente lo rimarrà per generazioni. E non è una questione di ricchezza o povertà; è proprio una questione di testa e di abitudine. Ti stupiresti ad entrare in certe case di personaggi celebri e dai cognomi altisonanti, e non vedere in giro manco un libro di cucina…

  19. kinglear on Settembre 25th, 2006 19:04

    Che facciamo? Semplice: iniziamo dalla A e finiamo con la Z. Gli autori contemporanei fanno un pò tanto ma tanto tanto schifo. Salviamo il salvabile, il resto per le industrie della carta riciclata.

    Però: per monito a quegli scrittorucoli che in futuro volessero tentar di scrivere altre castronerie, almeno un rogo, uno solo, simbolico, un solo libro che brucia in piazza, spettacolo che ovviamente verrà trasmesso in mondovisione.

    Tiratela, che ti devo dire allora? Se credi sia bello tirarsela.

    Beppe

  20. EvaCarriego on Settembre 25th, 2006 19:38

    non so, Tittyna, io credo che accostarsi a un libro, uno qualunque, sia quasi un fatto privato, anche se caldamente consigliato da altri

    far qui il circolo degli intellettuali devastati dal problema di far leggere di più il popolo bue mi mette a disagio

    mi mette a disagio la provocazione di chi invoca la censura della tv spazzatura

    mi mette a disagio chi sostiene che chi non legge mai non può sostenere punti di vista:conosco delle persone semianalfabete con cui parlerei per ore, se avessi tempo, giacché esiste anche la vita vissuta, oltre a quella scritta

    questa seriosità snobbish pseudo intellettuale, in sostanza, mi infastidisce

  21. Tittyna on Settembre 25th, 2006 20:53

    Mitì

    Quel che dici è verissimo, certe attitudini posso essere stimolate dall’ambiente in cui si cresce. Io posso dirlo con cognizione di causa, difatti la libreria del mio babbo credo di non essere riuscita neanche a scorrerla tutta in quanto a titoli. Però è vero che da bambina andavo a cercare tra quei volumi qualche spiegazione ai misteri che sentivo dentro di me.

    Oggi non potrei immaginare una casa senza libri, senza quadri alle pareti, senza musica. E’ una questione di educazione al gusto della vita.

    Un bacio

    PS: proposta estemporanea: perché non associare ai placidi tramonti anche le placide librerie? Sarebbe davvero interessante vedere come noi tuoi lettori riponiamo i libri. :))

  22. Tittyna on Settembre 25th, 2006 20:54

    KingLear

    Sono contraria ai roghi, mi ricordano qualcosa di una mia vita passata, anche se non ricordo bene quale. ;)

  23. Tittyna on Settembre 25th, 2006 21:14

    EvaCarriego

    No, seriosità no, piuttosto curiosità e, in qualche caso, dispiacere.

    Poi è ovvio che ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, e nessuna legge impone la lettura, ci mancherebbe.

    Nel post ho principalmente fatto domande, proprio per cercare una spiegazione a fenomeni che vengono in qualche modo studiati, e che incuriosiscono.

    Ben vengano le esperienze di vita ricche di insegnamento da parte di chi non ha mai letto un libro, ben venga la televisione che abbiamo, se fa star bene e nutre nel miglior modo i nostri cuori e i cervelli.

    Io però, e senza snobbish, nutro i miei dubbi. Preferirei farmi curare da un medico che ha studiato a lungo, più che da uno stregone analfabeta.

    Io credo che i nostri comportamenti dicano molto di noi. Una persona che legge molto dice di sè alcune cose, non tutte, ma alcune.

    Una persona che non legge, ma trova il tempo per vedere cinque ore di reality, ne dice altre. Non tutte, non necessariamente un quadro definitivo, ma qualcosa mi dice.

    A me dice che il primo è una persona attiva, che ha domande irrisolte, che cerca risposte, o semplicemente preferisce nutrire la propria mente senza far fare tutto il lavoro agli altri. Uno che ha voglia di crescere, di scoprire cose nuove, di rafforzare le proprie convinzione o metterle in discussione, per cambiarle con cognizione di causa.

    Il secondo, a mio modesto parere, vuole sgombrare la mente, e addormentarsi rassicurato.

    Ma sono opinioni, senza alcun intento snob. I veri snob non leggono, al limite si fanno raccontare. :)

  24. EvaCarriego on Settembre 25th, 2006 21:44

    Credo che si continui a parlare per categorie - poche - e non è facile catalogare le persone in base a quel che leggono o a quel che non leggono.

    L’esempio del medico dotto non è calzante - è un tecnico, non un intellettuale -, così come non è detto che uno stregone sia analfabeta, giacché noi non sappiamo nulla della medicina non tradizionale

    Credo che esistano diversi talenti, che non necessitino della lettura costante e metodica: A. ha fatto il minatore per tutta la vita, ha letto solo tutti i numeri di Tex Willer e tutte le poesie di P. Mereu, si esprime come un signore d’altri tempi e è un affabulatore, e io francamente non mi sento di tediarlo con le percentuali di italiani che, come lui, non leggono libri.

    B. è un broncopneumopatico cronico che legge solo il foglio locale - in particolare necrologi -, non dovrebbe fumare ma strappa di nascosto i fogli del breviario della sorella bigotta e rolla certe sigarette con trinciato forte: dice che le pagine sottili del breviario e la rabbia della sorella le rendono speciali. Lui racconta storie che io non mi stancherei d’ascoltare, se solo avessi più tempo.

    A. e B., ma anche altre lettere dell’alfabeto, non fanno parte di quella categoria di non lettori che utilizzano il loro tempo libero a guardare tv spazzatura, ma sono comunque persone che trasmettono emozioni, si mettono in discussione e ridono di se e degli altri, non vogliono svuotare la loro mente.

    Credo che li voterei, se si presentassero alle elezioni politiche

  25. Orkocane on Settembre 25th, 2006 21:57

    fantastica la relazione con la cresita del grano. Ti conosco poco e cercherò di approfondire… eh…eh… ma la relazione economica non tiene conto del sommerso.

    Può darsi che una lettura, magari pornografica ancorchè non misurata nell’articolo, dia conto in percentuale dell’economia “in nero”. (sig) ;°(

  26. Tittyna on Settembre 25th, 2006 22:16

    Orkocane

    Secondo me c’è un sacco di gente che nega di leggere per pura vergogna. Non ho ancora capito se perchè non va di moda leggere, o per paura di dover dire quel che ha letto. ;)

  27. Tittyna on Settembre 25th, 2006 22:19

    EvaCarriego

    Mi auguro che le metta su carta allora. I libri li inventarono anche per evitare di dover andare in giro per il mondo a raccontare belle storie.

    Dalle mie parti, purtroppo, le storie non le racconta più nessuno…

  28. utente anonimo on Settembre 26th, 2006 00:10

    ciao titty, come vedi sono di nuovo qui a leggere le tue parole. sei fantastica ^_^ mi sono letta tutto il regolamento per votarti e poi mi sono accorta che l’ultimo giorno utile era il 16 settembre. uffa! giusto per non essere totalmente off topic, secondo me la lettura di certi libri dovrebbe essere fortemente incentivata, non solo a scuola ma anche sul posto di lavoro, perchè no? Non c’è piaga più grande dell’ignoranza, io la ritengo la fonte principale di ogni male.

    Un bacione

    checca

  29. angelalover on Settembre 26th, 2006 14:12

    titty amore!

    uscita da una storia che mi ha deteriorata

    help me. io odio gli uomini.

  30. Synesius on Settembre 26th, 2006 14:52

    non so se i critici sono così determinanti. forse su chi già legge, ma sui non lettori?

    anche se sarebbe “bello” pensare a un non lettore che ogni settimana spulcia Tuttolibri alla ricerca del capolavoro e che, non trovandolo, rinuncia del tutto alla lettura.

    sarebbe un gran bell’esempio di non lettore, no?

    beh, critici prezzolati e paradossi traballanti a parte, negli ultimi 15-20 anni il numero dei lettori italiani è comunque aumentato. di poco, di troppo poco, è vero, ma a me sembra già un miracolo, visto il bombardamento mediatico (scusate il termine) a cui siamo sottoposti.

    per dire che forse i reality e la fiction TV hanno fatto e fanno più male all’audiovisivo (per non dire al cinema) che ai libri.

    ok, per la serie: poche idee, ma confuse.

    un saluto

  31. Tittyna on Settembre 26th, 2006 20:25

    Checca

    Bentornata da queste parti tesoro. Per il voto non preoccuparti, era solo un gioco divertente, se avessi creduto di potercela fare avrei fatto tonnellate di spam in tutti i blog amici. :))

    Leggere è fantastico, è un’esperienza ogni volta diversa, un viaggio di cui scegliamo i colori e i suoni, un’avventura dentro cui chi scrive ci conduce per poi lasciarci soli, a viverla appieno.

    Se a qualcuno non va di farlo, beh, son problemi suoi. :))

    Un bacio tesora.

  32. Tittyna on Settembre 26th, 2006 20:27

    Angela

    Ogni storia è bella per quel che ci ha dato. Non di più, non di meno. NOn odiare gli uomini, odia il male che fanno.

    Ti bacio e ti abbraccio forte, ci sono sempre.

  33. Tittyna on Settembre 26th, 2006 20:31

    Synesius

    I critici sono una componente della catena che dall’idea dello scrittore arriva al lettore. Tutti gli anelli sono importanti, così come in tutti gli anelli può esserci qualcosa che non va.

    Ecco, il post poneva domande alle quali, in parte, abbiamo risposto, anche se l’attenzione si è spostata su argomenti come il dovere e l’obbligo alla lettura, o il presunto snobismo degli intellettuali.

    Io invece continuo a chiedermi se, alla base della poca voglia di leggere, c’è solo il costume sociale, le abitudine, i tanti imput che abbiamo, o qualche errore nella sopracitata catena, da parte degli scrittori, dei critici, degli editori, dei lettori.

    Benvenuto :)

  34. GiovanniGAS on Settembre 28th, 2006 23:41

    Salve, leggo ogni tanto il tuo blog, mi piace molto!!!

    Spero che il mio ti piaccia!!!!

    Chi vuole partecipare è il BENVENUTO!!!!!

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