Miserabilandia
Ogni tanto capita, ad intervalli irregolari come l’apparizione del lume della ragione in alcune teste di eminenti luminari della scienza moderna, di leggere o ascoltare dichiarazioni di qualche presunto “esperto” della rete, di qualche “valente” studioso del fenomeno internet, il quale ci informa più o meno dettagliatamente che quello che stiamo facendo, online, è tutto inutile, sbagliato, irrilevante. Fastidioso quando addirittura stupido e dannoso. Internet, e più precisamente i blog. Blog come punta di un iceberg di gente per lo più perditempo, malata di protagonismo, paladini del nulla che hanno dentro. Pascal Lardellier, su Repubblica delle Donne.
Tutto questo pone dei quesiti ai milioni e milioni di matti che su internet, e attraverso i blog, hanno trovato prima di tutto un utile strumento di comunicazione, aggregazione, conoscenza, svago.
Gli aspetti che stuzzicano maggiormente la mia curiosità, e la mia vena polemica, quando mi capita di leggere interventi simili, sono prettamente due.
Il primo è che prendersela con i blog ed i blogger, benché appaia ormai lo sport mondiale per eccellenza di questi pseudo esperti, non fa che certificare l’importanza primaria che gli stessi rivestono in ambito internet. Ricordo ancora quando anche la tv nazionale si interrogava sul fenomeno chat, arrivando a fare trasmissioni in cui si mettevano in contatto persone che s’erano conosciute e innamorate attraverso questo mezzo. Tempi lontani, oggi di chat e di forum si parla sempre meno, specialmente sui grandi mezzi d’informazione. Si chiedono invece sempre più spesso pareri sui blog e questo, per chi ama e utilizza questo strumento tentando di conoscere e sfruttare appieno tutte le sue potenzialità, quand’anche scoprirne di nuove, è senza dubbio un bel successo.
Il secondo aspetto è che queste dichiarazioni non sono mai delle semplici opinioni. I toni sono sempre accesi, le parole spesso e volentieri sopra le righe, se non addirittura offensive e fuori luogo. Si percepisce facilmente il fastidio e l’astio che queste persone provano nei confronti del blog ma più ancora dei blogger. Non solo sembra impossibile riuscire a farne una critica obiettiva e costruttiva, non solo sembra impossibile che qualche blogger possa essere degno di stima, ma neanche sembra possibile, e questo è decisamente più grave, evitare di fare sempre il solito discorso generalista: i blogger sono…
Eppure personaggi degni di essere definiti esperti o studiosi dovrebbe usare l’accortezza di valutare che quando parlano di blog parlano di qualche milione di blog, con dietro e dentro qualche milione di persone. Se non mi stupisce la superficialità di chi, su un autobus o al bar, si lascia andare a considerazioni tipo “gli italiani sono…”, “i gay sono…”, ecc ecc, la cosa mi lascia invece esterrefatta quando si tratta, appunto, di persone che hanno funzione e fruizione pubblica, e che basano le proprie considerazioni su un tale, assoluto, qualunquismo, pressappochismo, razzismo culturale. Quando questo arriva da sedicenti studiosi, docenti, scienziati vari, la faccenda assume contorni diversi.
Possibile che sia così difficile accettare che il mondo vada avanti? È possibile che in ogni nuovo strumento si debba vedere sempre e comunque un pericolo? Non sarebbe il caso di smetterla di vedere fantasmi dappertutto?
Fonti: Babsi Jones - Manteblog
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17 Responses to “Miserabilandia”
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Io sono una perditempo, malata di protagonismo, disoccupata improduttiva… ma, dopo anni di blog, mi ero fatta l’idea di essere una rarità, nella giungla di milioni di netsurfer e blognauti.
Vuol dire che perdo originalità? Che sarebbe meglio trovarsi un posto fisso e passare le ore libere a guardare la tv o a passeggiare nei centri commerciali?
Non si finisce mai di imparare!
Grazie “valenti studiosi”
Quando qualcosa da fastidio la si critica duramente e gratuitamente.
Per quanto riguarda gli esperti… ma esperti di cosa?
Io sono un webmaster, ho attestazioni e certificazioni in materia di informatica, sicurezza informatica, sviluppo software, reti open e closed, telecomunicazioni, elettronica, ma ancora non posso considerarmi un esperto.
L’imbecille di giornalista che solo per il fatto che si è letto un sondaggio commissionato da chissà chi… pensa di parlare in nome degli esperti.
Ma perpiacere.
Giusta invece la tua osservazione.
Dietro ai blog ci sono i bloggers e tante tante storie di vita, tanti problemi, tanta voglia di evasione.
A me piace “parlare” con i bloggers, molti mi capiscono, altri no. Alcuni vogliono sapere di più su chi sono e cosa faccio. C’è un minimo comune multiplo che possa raggruppare tutti i bloggers in una unica categoria?
Credo di no!
Come accennavo prima, quando una cosa da fastidio si tende ad eliminarla, e il metodo più facile per eliminarla è quello di ridicolizzarla.
Non ci riusciranno. Per fortuna il mondo va avanti, non torna indietro mai. Nel bene e nel male.
Dania

Amore mio, se oggi mi capitasse davanti un uomo senza neanche un tatuaggio addosso gli direi: Tesoro,ma chi è che ti ha cancellato tutto?”
Un posto di lavoro a tempo indeterminato, una serata davanti alla tv, un pomeriggio di shopping senza lo style-expert alle calcagna, questa è la vera rivoluzione del prossimo secolo.
Anche mettere le mutande, per esempio.
FabioGarbo
Si, la generalizzazione è quel che più mi da fastido, in tutti i casi ed in questo in particolare. Un conto è voler fare dell’ironia, e allora è giusto e normale, ed anche divertente, generalizzare per mettere in risalto alcuni aspetti particolari di una determinata situazione. Nel mio “Manuale per la vita di coppia”, ad esempio, faccio ampio uso della “categorizzazione” proprio ad uso e consumo di questo scopo.
Un conto invece è parlare seriamente di un tema importante, e fare la classica tutta l’erba un fascio.
Un bacio
E’ certo che non sono tipo da generalizzare, e questo lo hai capito.
Mi è piaciuta molto la risposta che hai dato a Dania, se fosse proprio così mi prenoto per la rivoluzione.
Con simpatia.
Fabio
…e non c’e’ niente da fare…adorano appioppare definizioni.
Lasciamoli divertire. O lavorare….mah…
Bacio Piccola.
Non facciamola così catastrofica. I fantasmi sono poi la parte migliore degli uomini e di chi li gestisce, ovvero altri uomini. Niente di nuovo sotto la cenere che s’accende e si spenge più volte al giorno, come una lampadina malata di sé.
g.
Premesso che quest’intervista mi coglie assolutamente indifferente perchè di una superficialità che lascia senza parole ( ho superato brillantemente il periodo della play station e del tamagochi senza abbandonare la mia famiglia e perdere il lavoro), son qui a dirti, Tittyna, che non è vero che la geeralizzazione ti infastidisce moltissimo: nel precedente post hai generalizzato della grande: hai diviso le persone in lettori (squallidi e guardoni di trash-tv) e lettori ( vivaci e curiosi)
credo che tu sia una graziosa snob, perché negarlo
in non lettori, i primi
EvaCarriego
Premesso che non ho difficoltà ad ammettere di essere una graziosa snob (mi farebbe oltremodo piacere il “graziosa”), non credo affatto che questo si evinca dal precedente post, dove, pur leggendo e rileggendo, non sono riuscita a trovare traccia delle generalizzazioni di cui parla.
Anzi, a dire il vero ho posto delle domande, alle quali avrei avuto piacere di ricevere qualche risposta.
Di solito uso sempre termini come “alcuni”, “una parte”, “quelli che”, proprio per evitare di banalizzare i discorsi.
Epperò, se per caso mi è scappato qualche commento pedestre, le chiedo scusa. Tutto vorrei essere, fuorché superficiale.
E comunque, che lei lo voglia o no, la stimo e le voglio bene.
a-ha!
beccata!
preferiamo le laureate in medicina, ordunque, e le circuiamo con linguaggio forbito!
a-ha!
scordati che ti masterizzi la serie di Don Camillo, così impari.
Rael

Circuire la Carriego?? E come potrei. Ella mi detesta, cara Rael, ed io che ho pure accettato l’idea di cambiare template, per agevolarle la lettura. Sacrifici vani.
Per quanto riguarda il linguaggio, come sai, neanche in chat accetterei l’idea di lasciarmi andare ad un lessico spiccio e abbreviato, tanto che anche quando scrivo sms sono solita lasciare uno spazio vuoto dopo una virgola, sentendomi un’aliena quando mi giungono risposte tipo “km stai? c sent dp.”
In questo senso si, sono una vera snob. :))
Poi a lei voglio bene mentre con te, se non ho capito male, c’è in ballo una vera storia sentimentale. :))
Posso sperare almeno nell’ultima stagione di “una mamma per amica”?
Avete finito, voiàltre giovinastre, di dileggiare un’attempata signora?
EvaCarriego
La smetteremo solo quando ci concederà l’onore di chiamarla “zia”.
Ho l’impressione che questi sedicenti “esperti di Internet”, abbiano passato poco tempo a leggere sul serio qualche blog, per farsene un’idea precisa e che quindi parlino molto per sentito dire e si lascino trasportare dai preconcetti.
Il fenomeno dei blog è in ascesa, a me poco interessa se si fa di tutto per ridicolizzarli, posso comprendere che dia fastidio questo mezzo alternativo di comunicazione, ma non saranno queste critiche sterili e poco argomentate a scoraggiare chi ha voglia di aprirne uno. Si va avanti anche senza di loro, non c’ è bisogno della benedizione di questi “esperti”.
Bruce Lee
Bruce
Parola per parola Luca, parola per parola. :))
Un bacio
parenti?