Start again

Si riparte da qui, da questo nuovo blog ancora under construction, con il vestito nuovo ancora imbastito, con tutti i post di Splinder qui, a farmi compagnia e coraggio.

Sono pronta però, e la storia continua.

Just Do It

L’ho fatto. Non chiedetemi cosa, non ora almeno, che non saprei neanche spiegarvelo. Sappiate solo che l’ho fatto, e non credevo proprio che avrei mai osato tanto. Invece, forse in un momento di lucida follia, forse perché qualcuno di cui veramente ci si può fidare ad occhi chiusi mi ha regalato il suo aiuto, ho compiuto il grande passo.

Da quel momento, cioè da quando anche voi saprete, niente sarà più come prima. Sto vedendo cose che voi umani, e linguaggi sconosciuti appaiono sul monitor lasciandomi silente e attonita. Sigle misteriose delle quali ricerco un senso, rendendomi conto, nello stesso istante, che un senso ce l’hanno, ma non per me.

Lo so, è tutto molto oscuro, ma è proprio nell’oscurità che sto brancolando da ieri, mentre lui mi dice “tranquilla, non ti preoccupare e, soprattutto, non fare assolutamente niente”. Uno così, lo puoi solo amare.

Cosmo ed Eros

E’ uscito oggi Cosmopolitan di novembre. All’interno, nell’articolo a firma Barbara Sgarzi e che tratta di internet e nuove professioni, possibili e impossibili, una mezza colonna mi riguarda, con una breve intervista e qualche consiglio. Inutile negarlo, fa sempre piacere affacciarsi sulle pagine di una rivista tanto famosa e venduta. Voi, se volete, acquistatela e poi, dal parrucchiere, leggete la parte che mi riguarda vantandovi dell’amicizia che ci lega.

 

E’ in uscita il numero zero di “Bedroom Eyes”, una rivista di cultura dell’eros, alla quale ho offerto il mio contributo, accompagnata da artiste d’indubbio valore come Monica Maggi, Eliselle, Koshka, tanto per dire quelle che leggo e conosco. È possibile scaricare il pdf gratuito della rivista a questo indirizzo, mentre tra qualche giorno sarà acquistabile la versione cartacea sul sito lulù.com. Intanto però scaricatelo e dateci un’occhiata, che è interessante e gratis.

 

Infine un ringraziamento a Mister X di Comicomix, per la bella immagine che mi ha regalato, e che fa ora bella mostra di sé in alto a sinistra. Me ne ha regalata un’altra, ma quella finirà direttamente sul mio Flickr, altrimenti mi accusate di montarmi la testa. Queste tre belle cose, però, fanno di questo lunedì uno stranissimo, eccitante, inizio settimana.

Questione di tempo

Velocità fa rima con superficialità. Sei in rete, a millemila megabyte di velocità, adsl, bande larghe, connessione veloce, e poi hai un blog, e ci devi scrivere qualcosa, essere sulla notizia, che domani è già roba vecchia, passata, sostituita.

Velocità fa rima con superficialità, tanto che importa dov’è il torto e la ragione, stiamo parlando di bytes, mica di persone. Dovresti pensare, per farti un’opinione. Dovresti informarti, per farti un’opinione. Ma pensare costa fatica e informarti costa tempo. Magari sei un po’ a corto e non ne hai da spendere.

Potresti chiedere, chiamare, sentire un po’ di storie e poi, con calma, senza fretta, farti un’opinione. Ma non c’è tempo, la banda larga, la connessione veloce, il tempo stringe, e allora dammi un’opinione, la prima che ti capita, una semplice, che sembri buona. Tanto poi, domani, è tutto passato, andato, scaduto, c’è altra roba da valutare, con un’opinione presa in prestito. Pensare costa fatica, informarsi costa tempo. E non c’hai voglia.

Ha ragione il primo che parla, quello che strilla ai quattro venti, urlacchiando come una bimba viziata, che ce l’hanno tutti con lui. Quello che fa più casino, quello che scende nel suo baretto a farsi dar ragione dai compari.

E la gente che non ha coscienza, e soprattutto che non ha coerenza, che oggi abbraccia la vittima sacrificale e domani il carnefice, quella gente che va ai funerali con il fazzoletto in mano tacendo ipocrita il nome dell’assassino, mi fa sempre piacere scoprirla dall’altra parte della barricata. Mi fa sentire dalla parte giusta.

Loredana Lipperini

Loredana LipperiniÈ fresca di pubblicazione la seconda delle PiùBLOG-interviste. Stavolta abbiamo strappato al lavoro, all’affetto dei suoi cari ed ai super polemici commentatori del suo blog, niente meno che Loredana Lipperini, scrittrice, giornalista, blogger e tanto ma proprio tanto altro ancora. In una sorta di piccolo tentativo di erosione di pazienza altrui, ho aumentato di qualcosa le domande. La speranza è che gli intervistati non se ne accorgano e che, alla fine, si riesca a fargliene un bel po’.

L’intervistata dice parecchie cose interessanti, che non voglio anticipare qui, ma sulle quali mi piacerebbe discutere. Una? Questa:

 

(cit.) dopo svariati giorni passati a leggerli (i blog, ndr) mi sono resa conto che mi interessava molto di più questo tipo di lettura che la rassegna stampa quotidiana.

 

Non male vero, detto da lei.

Click sul banner per l’intervista integrale.

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Emozioni tra le righe

EmozioniTra le varie iniziative correlate al convegno “PiùBLOG” ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore. Noi tutti, scrittori e lettori di blog, abbiamo in comune almeno una particolare passione. La lettura. Il concorso “Emozioni tra le righe” è un modo diverso, particolare, per certi versi speciale, di rendere omaggio al libro che, più di tutti, ha in qualche modo segnato un momento particolare della nostra vita. Può essere il libro che consideriamo il capolavoro assoluto, o quello che ci è stato regalato da una persona per noi importante. Può essere il primo che abbiamo letto, o l’ultimo, o quello che tenevamo tra le mani quella volta che, improvvisamente, si è materializzato davanti a noi un sogno.

Dieci righe, non di più, non di meno, per fissare sulla carta un’emozione, un ricordo, o poche semplici parole. Su carta, certo, perché i migliori 200 post saranno pubblicati in un libro che sarà distribuito durante i giorni del convegno (dal 7 al 10 dicembre, PalaCongressi, Roma).

Questo è il link del regolamento, dove potrete trovare tutte le informazioni in merito al concorso.

Questo è la scheda che dovrete compilare per partecipare al concorso.

Qui, invece, i post già affrancati e spediti, pronti per essere selezionati.

Tra qualche giorno spedisco il mio, e poi vado a controllare. Vi aspetto lì.

Via col Vento

Riflettevo, ultimamente, su un fatto curioso che mi riguarda, ma che forse dovrebbe riguardare anche uno psicologo, a questo punto. E visto che probabilmente, tra le migliaia di blogger, qualcuno farà anche questo mestiere, lo metto qui sul mio blogghino, che viste le tariffe che girano, magari risparmio anche qualcosa.

Come alcuni di voi sapranno, su Babyface sto pubblicando una raccolta di tutti i racconti che ho scritto per la rete e mi sono accorta, rileggendoli, che tutti, ma proprio tutti, hanno come titolo un nome. Secondo voi c’è un motivo?

Diciamo la verità, domani è un giorno importante, io porto la “Storia di Norah”, e tutto questo serve a non pensarci troppo, che poi non dormo.

Vicoli ciechi

Alle volte m’infilo in discussioni che, so benissimo, non mi porteranno da nessuna parte. Non è amor di polemica, Dio me ne scampi, piuttosto voglia di scambiare opinioni, di considerare l’altrui ottica, mettere alla prova le proprie convinzioni, spesso su argomenti di poca importanza, che per le Grandi Questioni c’è chi mi fa il favore di pensare per me, e non sarò mai abbastanza grata.

Invece mi scontro, spesso e volentieri, con acrobati dell’opinione, virtuosi dell’arrampicata sugli specchi, gente che lancia il sasso e poi ti indica col dito, per dire “sei stata tu”.

Vedo adulti comportarsi da bambini e quando glielo fai notare, esattamente come farebbe un bambino t’insultano, pensando che tu non sappia leggere tra le righe o, peggio ancora, fregandosene.

Esempio pratico:

XX: Tu devi stare zitta, ti proibisco di parlare.

YY: Io non credo sia giusto impedire a qualcuno di parlare. Stai sbagliando.

XX: Siamo in un paese libero, posso dire ciò che voglio.

 

Cosa vogliamo aggiungere, a questo dialogo?

Selvaggia Lucarelli

Intervista a Selvaggia

Ed ecco la sorpresa alla quale mi riferivo nel precedente post, riguardo PiùBLOG. Ottenuto il via libera dalla Capa Assoluta e Sovrana Marina Bellini, eccomi nelle vesti di giovane reporter d’assalto alle prese con le celebrità del mondo dello spettacolo. Le "PiùBLOG-Interviste" vedranno sul banco degli inquisiti blogger, scrittori e scrittrici, cantanti, attori, sportivi, editori, insomma, tutto quel che la vostra "brava giornalista" riuscirà a catturare in rete.

Il fatto che per giovane s’intenda sotto i 25 anni e che le mie interviste le ho realizzate dal divano di casa, nulla toglie alla qualifica di giovane reporter d’assalto, questo sia ben chiaro. E questo bannerino conferma semplicemente il fatto che lo sono. Quindi, da adesso, tutti su PiùBLOG a leggere. Mi raccomando, caro lettore, accorri numeroso.

PS: lo ammetto prima che accada, se Selvaggia commenta qui, giuro, la nomino mia santa protettrice.

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Faccio Cose

Non faccio per vantarmi, ma qui c’è gente che lavora. E lavora sodo. E a proposito di sodo, dopo mesi di oscure fatiche sono riuscita a fare breccia in quel gelido pezzo di roccia che è il cuore di Rael, ed a farmi accettare una rubrica nel Collettivo Soda, una sorta di magazine letterario di cui si favoleggia abbia parlato addirittura il “Rolling Stone”.

Stufa di leggere le storielle misogino-depressive di Roberto Tossani per la rubrica “Passerotta non andare via”, ho inaugurato la serie de “Il passero solitario” con un pezzo da cui è facile capire chi, o cosa, sarà il protagonista assoluto dei miei deliri. Lui. Pedice. Perché insomma, e non si può mica sempre e solo parlare di Lei. Da oggi, quindi, sarò la vera anti-Tossani.

"Apice e Pedice" lo trovate a questo link, ma il consiglio, ovvio e banale, è di dare uno sguardo al tutto, poiché merita.

Proseguendo in una sorta di milanesità acuta (faccio tutto mi), aggiungo che sto preparando per PiùBLOG una sorpresa non da poco. Ancora pochi giorni di pazienza, e poi vi svelerò tutto. Sappiate solo che sono andata ben oltre quel che non osavo neanche sperare. Ma le vie del blog sono infinite, altro che.

In più qui, sul blog di Blimunda, trovate un bel post sulla manifestazione, a conferma che a volte non si è giornaliste per caso.

Bene, il post autocelebrativo può considerarsi concluso, ma non escludo il ritorno.

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