Happy new year

Vi voglio bene, testoni/e.
5 cose che non sapete di me
Il nuovo meme che sta girando per la rete è “Five things you don’t know about me” e consiste nel descrivere 5 piccole cose non note al grande pubblico riguardante se stessi e di linkare altri blogger per proseguire la catena. Normalmente non mi presto a queste cose ma sono stata chiamata in causa da Andrea Beggi ed a lui non potrei mai dire di no. Mi preme sottolineare però che, al grande pubblico, è ignoto soprattutto il fatto che esisto.
1- Non mi sveglio mai prima di mezzogiorno. Anche quando mi alzo alle 6.
2- Nel 1996, mentre ero in vacanza, sono stata condotta in caserma per abuso di alcool e marijuana. A La Spezia si ricordano benissimo di me.
3- Ho 5 animali: tre cani, una gatta e un uomo. Tutti presi dalla strada, a parte il rottweiler.
4- Nel 1994 ho riprodotto nel giardino di casa tutto il Blonde Ambition Tour di Madonna. Mio zio ha realizzato gli impianti audio e le luci, io ho cantato e ballato tutte le canzoni. 20 spettatori, incasso devoluto in beneficenza. Ho delle foto, ma non le avrete mai.
5- Sono stata nella stessa clinica di Michael Douglas ma, a differenza sua, io non sono guarita.
Passo il testimone (e mi prendo i vaffa di ritorno) a:
Dania (ammesso ci sia qualcosa che non sappiamo)
Dandyna (ammesso dica qualcosa di vero)
Phoebe (ammesso che ci caschi)
Blimunda (ammesso che trovi il tempo)
Tossani (ammesso che si trattenga)
Buon Natale

Volevo augurarvi serenità, pace, salute e voglia di vivere. Un’immagine mi sembrava la cosa migliore. Forse ho esagerato però, alla fine, ciò che conta è il pensiero.
Vi abbraccio, un felice Natale.
Una, nessuna…
Questo è il video del mio brano letto da Melina Martello a “PiùBLOG”. Grazie a Leo per il materiale e ad Andrea per il supporto tecnico.
Nina
Giovanna è un’autrice televisiva atipica. Innanzitutto è molto giovane e questo, nel videopanorama italiano, è già molto inconsueto. Inoltre fa tutto da sé, dall’ideazione ai temi proposti, dallo svolgimento alla realizzazione, dalle riprese ai testi. Gli esperti del settore la chiamerebbero “filmaker”.
Giovanna Palmieri, e questa è la cosa più strana in assoluto, fa tutto da sola, ma non appare mai. In un’epoca che ha, come cifra stilistica, la sovraesposizione mediatica da parte di chiunque riesca ad afferrare una telecamera lei, che la telecamera la usa, resta sempre dall’altro lato. Si sente la sua voce, agisce e si muove insieme ai suoi personaggi, condivide con loro case e strade e locali ma mai, neanche una volta, cede alla vanità di scivolare davanti all’obiettivo.
Di lei percepisci solo l’occhio, ora attento e curioso, ora dolce e comprensivo, ora fiero e indagatore. È l’occhio della videocamera, è quello che decide cosa guardare in ogni momento della trasmissione.
“I viaggi di Nina” è stato uno dei programmi più innovativi e interessanti della scorsa stagione. Un modo di fare televisione finalmente diverso, più attento alla realtà vissuta, all’odore della strada, evitando le tavole rotonde dei super-esperti che parlano, il più delle volte, di cose che conoscono solo attraverso gli studi e le riviste di settore. O peggio ancora, per sentito dire.
Avevo in mente d’intervistarla per conto di PiùBLOG ma poi, visto che purtroppo Nina un blog non ce l’ha, ho tenuto per me questa chiacchierata informale, fatta poco tempo dopo aver scoperto che la “mia” Nina era anche “quella” Nina. Mi ha fatto piacere scoprirlo dopo essere diventate amiche che era lei, quella Nina. Ha dato valore al mio giudizio sul suo lavoro.
Questa è la nostra breve intervista e per chi non ha avuto modo di vedere il programma, la seconda serie andrà in onda tra pochi mesi, mentre le puntate della scorsa stagione sono facilmente scaricabili in P2P digitando “I viaggi di Nina”, 4 puntate andate in onda su la7.
Resoconto Atipico 3
Lettera a Pulsatilla
La sala per l’incontro con Pulsatilla era quasi piena. Il monologo iniziale, di Filippo La Porta, ci ha condotto senza indugio verso la valutazione positiva del testo, lasciando intendere, alla fine, che “La ballata delle prugne secche” non è solo un libro umoristico o un piccolo manuale per le relazioni delle donne con gli uomini, con se stesse, con il lavoro ma anche un saggio umanistico, con elementi moralistici che riconducono ai valori sani del passato, passando per le antiche domande: chi sono, perché sono e dove vado.
L’ironia di Pulsatilla, spruzzata qua e là con intelligenza e tempi comici azzeccati, ha riportato con i piedi per terra un po’ tutti. Loredana Lipperini le ha posto alcune domande, per consentirle di spiegare il percorso del libro e quello umano, con un divertente intermezzo su come, una volta firmato il contratto con Castelvecchi al buio, cioè senza avere un libro già pronto, esso sia poi nato assemblando insieme vari pezzi (vogliamo chiamarli post?) che, grazie al lavoro in comune con l’editore, è diventato un “tutto” organico.
Fin qui tutto bene. Ottima Pulsatilla, che ha saputo tenere in mano la situazione in ogni contesto, ottimo La Porta, che non ha lesinato gli aggettivi positivi per la gioia di chi non va oltre il “bello, bello”, grande Loredana Lipperini che si è prodigata nel tentativo, riuscito, di andare più a fondo nelle tematiche emerse dal dibattito.
Poi, però, si è arrivati a parlare di blog, purtroppo. Un purtroppo che sottolineo. Perciò adesso, perdonatemi, ma devo parlare a quattr’occhi con lei.
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Emozioni in 10 righe
Il mio è stato il terzo brano ad essere letto, tra tutti quelli che hanno partecipato al concorso “Emozioni in 10 righe”, ideato da PiùBLOG e destinato, nel prossimo futuro, a diventare un libro. Anzi, ne approfitto per ricordare a tutti coloro che amano la lettura, e che hanno un libro del cuore, di affrettarsi perché c’è ancora tempo per inviare le proprie dieci righe. Non saranno lette al convegno di Roma, ma potranno entrare nella selezione per essere poi pubblicate.
Avete presente la voce italiana di Diane Keaton e di Mia Farrow? E’ la stessa di Kathleen Turner, e di Samantha di “Vita da strega”. L’elenco sarebbe lunghissimo, e cliccando sul link potrete scorrere tutte le protagoniste cui lei ha dato la voce, ma ciò che più conta è che Melina Martello, oggi, ha dato la voce alla mia emozione. Ve lo dico sinceramente, letto da lei, quel brano è sembrato bello anche a me.

A grande richiesta, questo è il link per ascoltare alcuni brani del concorso letti da questi grandi doppiaTTori.
Resoconto Atipico 2
ovvero: se non vi basta RAINET, c’è il podcast di RadioAlzoZero
Il venerdì pomeriggio si è aperto con il simposio su: voci degli autori o strumento di marketing.
Non mi dilungo nel resoconto di quanto detto sull’argomento. Quel che mi ha fortemente colpito è che la parola più usata, a proposito di scrittori e di libri è stata: prodotto. Un puro e semplice prodotto. Io personalmente sono d’accordo sul fatto che gli editori debbano giustamente vendere e guadagnare, e che debbano fare di tutto per pubblicizzare i loro libri. Però sentir definire uno scrittore, o un libro, prodotto, mi procura sempre un fastidioso malessere. Non so voi. In più, ripensando alle dichiarazioni fatte da Alberto Castelvecchi a Genova su blog ed editoria, mi ha sorpreso molto vederlo parlare del successo editoriale di Pulsatilla. La Mannoia canterebbe: come si cambia…
Un ringraziamento particolare a Francesca Chiappa della Halley, per le capacità comunicative, per il fascino, per la creazione della collana Hacca, dedicata in particolare alle donne che scrivono. E per queste parole: avrei voluto pubblicare tutti quegli autori esordienti che non hanno avuto la giusta cura e promozione.
Da seguire con attenzione i progetti della RGB, presentati da Massimo Esposti, conosciuti in rete grazie all’esperienza di “Scrittomisto” e che hanno come unico riferimento i blogger e la rete. Libri, certo, ma non solo, visto che ogni supporto possibile di comunicazione riscuote il loro interesse.
Ultimo incontro della giornata, il più divertente senza dubbio, quello con i nuovi autori ed i nuovi linguaggi. La conduzione di Leo Sorge è stata un piccolo capolavoro di teatralità, con la collaborazione dello scrittore troll Ciro Ascione, l’enigmatica essenzialità di Matteo Pelliti, l’ironia di Rinaldo Funari. Luca Ricci ha deliziato la platea con le sue considerazioni su blog e scrittura, ribaltando alcune definizioni che stanno velocemente diventando standard, come quella che prevede il passaggio dal blog alla carta, (lui afferma di aver percorso la via inversa, pubblicando libri con il solo scopo di aumentare le visite al blog, senza peraltro riuscirci), e quella per cui le regole secondo le quali andrebbero valutati i libri, oggi sono invece usate per scriverli. Luca, a mio parere, dovrebbe dedicarsi, a tempo perso, alla saggistica abbandonando per sempre il sogno di diventare una blogstar.
Mauro Biani ha tentato di mostrare, senza successo, il lato serio di un vignettista satirico. Non c’è verso, quando sei simpatico, ironico e intelligente non lo puoi proprio nascondere.
Al termine del programma di PiùBLOG sono salita al piano di sopra, ed ho assistito alla presentazione del libro di Pulsatilla, presente l’autrice, Loredana Lipperini e Filippo La Porta.
Ma questo sarà materiale per un altro post, i nemici me li faccio da lunedì.

(foto tratta da http://www.samuelesilva.net)
Resoconto Atipico 1
ovvero: per la fredda cronaca c’è RAINET
Il convegno di PiùBLOG, venerdì, ha proposto tre interessanti appuntamenti. Il primo, nel turno mattutino, ha visto protagonisti coloro i quali realizzano e/o operano su piattaforme e aggregatori. Il più rilassato di tutti è stato, senza dubbio alcuno, Marco Palombi, di Splinder. Unico momento di difficoltà quando Valerio Lo Monaco, di RadioAlzoZero gli ha chiesto, facendo riferimento alla recente vendita della piattaforma alla Dada, quanto valesse oggi un blog. Palombi ha risposto 14 euro, dividendo la somma sborsata da Dada per i blog presenti su Splinder, e tacendo pudicamente sul fatto che poi, in realtà, il patrimonio vero di una piattaforma sono i contenuti, ovvero i bloggers. Magari non lo pensa, o magari pensava già all’aperitivo serale.
La più accesa e battagliera è stata Tina Galante, aka Tisbe, la quale ha tenuto fede alla sua forte passione politica illustrando le diversità profonde che esistono tra l’aggregatore Kilombo e tutti gli altri. Ha ripetuto più volte il concetto suscitando qualche sorriso in chi, ormai integrato nel sistema, guarda con ironia agli idealisti. Ma degli idealisti che lavorano tenendo fede ai loro ideali non si dovrebbe mai sorridere.
Diego Bianchi, alias Zoro, ha mantenuto fede al suo personaggio (che a questo punto personaggio non è più), utilizzando il linguaggio più diretto e semplice possibile, e riuscendo nella non facile impresa di farsi capire anche da chi, fino a quel momento, poco ne capiva. Tipo me. Grazie Diego, Excite mi è sempre piaciuta, anche se, una volta andata via, mi hai simpaticamente proibito di rientrare.
Tony Siino ci ha, tra le righe, fatto finalmente capire perché, tra tutti gli aggregatori, il suo è quello più lento ad aprirsi (ho fatto un test modello quattroruote, non c’è niente da fare, si apre per ultimo, anche dopo Bookcafè, ho detto tutto). I problemi di Blogitalia paiono essere il traffico e la banda. Gli ho suggerito di trasferirlo in una città con meno feste patronali.
Tiziano Caviglia, di SocialDust, ha affermato che il suo aggregatore è nato per gioco e per passione e che riesce a ricavarne giusto quel che serve per pagare le spese. Non mi ha convinta, la nonna diceva che dove non c’è guadagno, la remissione è certa.
Francesco Magnocavallo e Antonio Saccoccio, invece, hanno seriamente affrontato il tema del pay for blogging. Esperienze diverse, prese in momenti diversi (Blogo.it nasce molto prima di PigiamaMedia), con premesse che non si discostano molto. I percorsi, poi, sono e saranno su direzioni diverse.
Anche Andrea Mancia ha affrontato il tema, considerando che il suo Tocqueville è forte di una vera e propria redazione. Ma il suo discorso è sfociato ben presto nel politico e lì i miei pochi neuroni attivi hanno perso conoscenza. O forse era già accaduto prima.
Giuseppe Granieri, da perfetta primadonna, si è fatto attendere oltre ogni ragionevole limite per cui, appena seduto, gli è stato messo un microfono in mano per fargli recuperare, in pochi minuti, il tempo perduto. Cosa che ha fatto magistralmente. Il blog non è più strumento ma canale, e quel che conta, e conterà, sono i contenuti ovvero i bloggers. Un brivido di compiacimento ha attraversato tutta la sala.

(foto tratta da http://www.samuelesilva.net)
Resoconto n°1
La prima giornata del convegno PiùBLOG è scivolata via secondo programma, l’organizzazione ha funzionato, i relatori sono stati pazienti e puntuali, il pubblico, considerando che si trattava della prima giornata di Fiera, sufficientemente numeroso. Non mi dilungo in relazioni sui dibattiti che troverete altrove, su PiùBLOG, su RAINET, su Blimunda.net, senza considerare che Radio Alzo Zero ha registrato tutto quanto è stato detto, oltre ad intervistare chiunque capitasse a tiro di microfono (indovinate chi è stata l’unica a sfuggirgli?).
Io, da parte mia, faccio come al solito considerazioni più sfacciatamente umane e sentimentali. Marina Bellini ha realizzato, in collaborazione con quell’autentico camaleonte dell’intelligenza che risponde al nome di Leo Sorge, un vero e proprio capolavoro di organizzazione. Molto bella la sala, nell’arredamento e nell’ideazione della formula “salotto” con ospiti, ottimali le varie postazioni per la radio ed il pc, meraviglioso il maxi schermo sul quale passavano ora le immagini riprese dalla tv, ora le pagine internet relative agli argomenti ed ai relatori che avevano la parola. Bello, soprattutto, lo spirito di squadra tra noi dello staff, cosa che mi ha reso tutto molto più facile, per quel poco che ho potuto fare.
Ho finalmente abbracciato Barbara Sgarzi, una persona per me molto speciale, una persona alla quale, al di là della stima professionale ed all’ammirazione che nutro, voglio semplicemente un gran bene. Un affetto che oggi ha potuto esprimersi fisicamente, con le parole, gli abbracci, gli sguardi, il mangiare un panino insieme, sulla scalinata del palazzo dei congressi, parlando di scritture e scrittrici, di Genova e di Milano, di lavoro e di vacanze.
Ho conosciuto persone che fino a poche ore prima erano solo dei nickname, come Stragatto, come Fiodor, come Tisbe. Ho scoperto colleghi bloggers che mi hanno piacevolmente sorpresa e ammaliata, come Gregorj e Loska.
Ho avvertito, pesante, l’assenza di persone che avrebbero dovuto essere qui, e che in ogni caso erano presenti, nel cuore e nei pensieri, perché non poteva essere altrimenti. Come Mitì, e come Manila. E come Andrea.
È stata una splendida giornata, faticosa certo, stressante, ma conclusa felicemente, con soddisfazione, e con la certezza che le prossime saranno altrettanto vive e piene di emozioni. Chissà che, alla fine, non riesca anche a dare un’occhiata agli stand al piano di sopra.
A domani allora, che se riesco a staccare Stefania dal computer, posto direttamente dalla Fiera.
Nella foto: Marina Bellini, Titty Cerquetti, Barbara Sgarzi.




