Resoconto Atipico 3

Pulsatilla a PiùLibri PiùLiberiLettera a Pulsatilla
La sala per l’incontro con Pulsatilla era quasi piena. Il monologo iniziale, di Filippo La Porta, ci ha condotto senza indugio verso la valutazione positiva del testo, lasciando intendere, alla fine, che “La ballata delle prugne secche” non è solo un libro umoristico o un piccolo manuale per le relazioni delle donne con gli uomini, con se stesse, con il lavoro ma anche un saggio umanistico, con elementi moralistici che riconducono ai valori sani del passato, passando per le antiche domande: chi sono, perché sono e dove vado.
L’ironia di Pulsatilla, spruzzata qua e là con intelligenza e tempi comici azzeccati, ha riportato con i piedi per terra un po’ tutti. Loredana Lipperini le ha posto alcune domande, per consentirle di spiegare il percorso del libro e quello umano, con un divertente intermezzo su come, una volta firmato il contratto con Castelvecchi al buio, cioè senza avere un libro già pronto, esso sia poi nato assemblando insieme vari pezzi (vogliamo chiamarli post?) che, grazie al lavoro in comune con l’editore, è diventato un “tutto” organico.
Fin qui tutto bene. Ottima Pulsatilla, che ha saputo tenere in mano la situazione in ogni contesto, ottimo La Porta, che non ha lesinato gli aggettivi positivi per la gioia di chi non va oltre il “bello, bello”, grande Loredana Lipperini che si è prodigata nel tentativo, riuscito, di andare più a fondo nelle tematiche emerse dal dibattito.
Poi, però, si è arrivati a parlare di blog, purtroppo. Un purtroppo che sottolineo. Perciò adesso, perdonatemi, ma devo parlare a quattr’occhi con lei.

Cara Pulsatilla, è inevitabile che parlando di/con te si parli di blog. Tu eri una blogger, sei stata notata in quanto blogger ed attraverso il blog qualcuno, nello specifico Castelvecchi, ha potuto scorgere le tue qualità di potenziale autrice di best-seller. Il blog, capisci? Non è stato un diario tenuto chiuso in un cassetto, e nemmeno il gran numero di manoscritti inviati alle case editrici perché, come tu stessa hai affermato, hai firmato un contratto con l’editore senza averlo, un libro scritto e pronto.
E allora perché dire “il blog lo scrivo per me, solo per me, è una cosa mia privata, personale”? Chi scrive per sé, e qui mi costringi a dire una banalità sconcertante, lo fa utilizzando altri supporti: un foglio di carta, l’agenda di Comix, un editor di testo. Un blog è pubblico, e proprio attraverso il blog pubblico sei diventata Pulsatilla. Se tu fossi stata una scrittrice che poi, in seguito, dopo, a posteriori, avesse aperto un blog avresti potuto anche essere condivisibile. Ma tu no. Il tuo essere scrittrice è figlio carnale dell’essere blogger.
Mi piacciono questi incontri, perché permettono di superare l’ostacolo “libro” e stabiliscono un contatto autore/lettori”. Questo è il blog, Pulsatilla. Lo strumento che permette di attraversare il testo scritto mettendo direttamente a confronto lettore ed autore esiste già e si chiama blog. Ma tu, nel tuo, hai chiuso i commenti, hai impedito la possibilità di superare l’ostacolo libro/testo adducendo pretesti francamente insostenibili, problemi che tutti/e hanno avuto senza necessariamente essere personaggi noti. Un buon troll, come direbbe la mia amica Dania, non si nega a nessuno.
Ora, per quale ragione non dovrei pensare che l’unica, sostanziale differenza tra il lettore del tuo libro e quello del tuo blog sta nel fatto che il primo paga per leggerti? È questo il punto? Vogliamo avallare e condividere quella bruttissima abitudine che ci vuole, in quanto “paganti”, sovrani assoluti sul “pagato” e che quindi sia accettabile ricevere elogi e critiche dal lettore del libro ma non dal lettore del blog?
Io credo che ricondurre tutto all’invidia o alla gelosia sia riduttivo. Ha fatto benissimo Loredana Lipperini a non sostenere questa tesi, anzi a contrastarla, quando un blogger del pubblico ha provato a chiederti se fosse quello, il problema. E tu, mentre il blogger sosteneva che c’era anche un problema di gelosia, sorridevi a confermare che per te il problema è proprio l’invidia. Tra giovedì e venerdì ho ricevuto tra le mani almeno 8 volantini che pubblicizzavano la tua presentazione. Un bravo scrittore senza aiuti promozionali potrebbe provare invidia, non un blogger.
Sei intelligente, arguta, hai la battuta pronta e l’ironia facile. Sei sempre, apparentemente, a tuo agio, sembri non prenderti troppo sul serio anche quando lo fai, e molto. Si vede che c’è una cultura solida, idee chiare e precise, e di certo anche la stoffa della presenzialista, oltre quella della scrittrice, alle tue spalle.
Non mi piace pensare che tieni in piedi un blog solo perché funzionale ad un prodotto da vendere. Spero non sia così. E quando leggerai queste righe, pensa che vengono da chi legge il tuo blog ed i tuoi libri e da chi, all’invidia, ha sempre preferito l’ammirazione.

Comments

47 Responses to “Resoconto Atipico 3”

  1. Noantri on Dicembre 13th, 2006 20:49

    Hai usato veramente troppe parole per Pulsatilla. Una che si commenta da sola.
    E la sala allestita per lei avrebbe dovuto essere democraticamente VUOTA. Oppure tutti seduti di spalle. Fine. Nient’altro da dire.
    [Ste]

  2. evacarriego on Dicembre 13th, 2006 22:13

    non regge il secondo, battage o meno

  3. Roberto Tossani on Dicembre 14th, 2006 07:24

    Facciamo che Pulsatilla non ha mai scritto un libro?
    Perché è questo il punto e lo ammette lei stessa: ha trasposto in un pseudo-romanzo dei post adattati.
    Il suo blog era un blog fuori dal comune (e in parte lo è tuttora, perché dagli ultimi post si sente qualcosa di fastidiosamente inadeguato che l’ha colpita, l’ha resa confusa, un po’ persa).
    Ma Pulsatilla non ha mai scritto un libro: ha fatto copia e incolla e adatta (anche bene) di un blog.
    Se non dicesse che i blog sono una cosa privata, Titty, cadrebbe il castello: in questo modo lei afferma la differenza sostanziale (anche se paradossale) tra il suo libro e il suo blog.
    Non può fare altro.
    C’è solo una cosa: da quello che ha sempre scritto, Pulsatilla è una persona intelligente.
    Spero che la giovane età e il successo non la fottano, perché è in grado di scrivere un libro-libro: se si ferma, cancella tutto e si mette a respirare in modo diverso.
    Castelvecchi le concederà questo tempo? Purtroppo ne dubito.

  4. Bruce Lee on Dicembre 14th, 2006 09:36

    Mi trovo in una condizione particolare nel commentare: non ho mai letto né seguito il blog di Pulsatilla, ho acquistato il suo libro spinto dalla curiosità, ma non ho ancora trovato il tempo di leggerlo. Dunque, non ho ancora tutti gli elementi a disposizione e posso basarmi solo su quanto ho udito alla presentazione, dalla sua stessa voce.

    Su una cosa sono completamente d’accordo con te, Titty: non credo affatto che il blog sia una cosa personale, perché se si decide di pubblicare qualcosa, lo si fa perché venga letto e condiviso da altre persone ed eventualmente commentato, insomma che ci sia un’interazione tra lettore e scrittore.

    Vorrei riprendere il discorso quando avrò terminato la lettura del libro e magari dato un’occhiata più approfondita al blog. Personalmente, sono sempre contrario all’idea di togliere la possibilità di commentare un blog, viene mente quel rapporto d’interazione di cui parlavo prima e si ha una sensazione di forte distacco, che non invoglia a tornare per leggere nuovi post.

  5. dandyna on Dicembre 14th, 2006 10:09

    oh, per una volta sono d’accordo con NOANTRI!!!! crocetta sul calendario!!!!

  6. dandyna on Dicembre 14th, 2006 10:11

    buuuuuuuuu :Ppp

  7. dandyna on Dicembre 14th, 2006 10:15

    ps ieri il bacino xxx era mio

  8. Dania on Dicembre 14th, 2006 11:24

    Fantastica Tittyna!

    Se magari un giorno dovessi pubblicare un libro (dura, la vedo durissssssima), smetterò di scrivere sul blog ma lascerò aperti i commenti. :)

  9. Blimunda on Dicembre 14th, 2006 14:45

    Da giornalista arrivata al blog per hobby molto dopo la carta stampata (e quindi che ha seguito un percorso inverso): sostanzialmente d’accordo con Tittyna. Ma perché non lo si dice chiaramente che, in molti casi, il blog è un modo per sfondare, o almeno provarci? E’ drammaticamente vero: arrivare a una redazione o peggio a una casa editrice è difficilissimo. Perché non ammettere, candidamente, che il blog può essere un modo per farsi notare, per aggirare le anticamere infinite e la lista di figli-di che passano sistematicamente davanti? Credo di sapere scrivere, non ho accesso ai mezzi tradizionali, bene, mi metto alla prova, mi do in pasto al pubblico online e poi vediamo come va a finire. Sarebbe più semplice e anche più onesto, anziché dire che si scrive per sé stessi, schifare a parole i cosiddetti mainstream media e poi fare carte false per entrarci. Voler avere successo (o anche semplicemente arrivare a pagare il mutuo) è del tutto lecito.

  10. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:15

    Noantri
    E vabbè, lo sai che io preferisco argomentare i miei dissensi. Non sono mica il grande Lebowski, che liquidava tutto con un “fanculo”.

  11. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:17

    EvaCarriego
    Lei dice? Secondo me dipende molto da come attraverserà il periodo tra i due. Le qualità letterarie le ha. I miei dissensi sono altrove.
    Un bacio Dettoressa.

  12. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:20

    Roberto
    Castelvecchi è sicuramente quanto di meglio potesse capitarle. Anzi, credo che sia proprio lo stile a la Pulsatilla che l’abbia spinto a promuoverla in questo modo. Credo che il prossimo sarà sulla falsariga di questo, con la differenza che dovrà essere scritto da zero.
    Vedremo.

  13. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:26

    Bruce
    Tu eri con me, alla presentazione, e credo che anche tu abbia avvertito, da blogger, quel senso di fastidio quando si è rivolta con toni concilianti verso i lettori del libro, e poi duramente verso i lettori del blog.
    Da lì in avanti la mia percezione di lei è stata negativa, e quello che ho ascoltato, in relazione ad invidia e gelosia, mi ha confermato la sensazione.
    Lo ripeto, per le cose personali esiste word o il blocco note. Scrivi, salvi in una cartella del pc, e finisce lì.
    Il libro è godibile, leggerlo ti strapperà qualche sorriso e qualche riflessione.
    Un bacio

  14. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:28

    Dandyna
    Beata te, io con Noantri non ci sono ancora mai riuscita, ad essere d’accordo. :)
    Un bacio, e grazie per il messaggio, era ora. :D

  15. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:29

    Dania
    Tesoro, ma tu sei talmente bella che il libro non devi neanche scriverlo. Ti basterebbe farti fotografare. :)
    Guai a te se chiudi il blog. Spesso da te i commenti sono anche meglio dei post. ;)

  16. Tittyna on Dicembre 14th, 2006 15:31

    Blimunda
    Sottoscrivo quello che hai detto parola per parola. O meglio, hai scritto quello che penso anche io, solo che tu sai farlo. :D

  17. Fiodor on Dicembre 14th, 2006 15:31

    Leggo da un bel po’ di tempo il suo blog e ho anche letto il libro che, peraltro, mi è apparso inferiore, come qualità, al blog.
    Perchè credo che ci sia una grossa differenza tra leggere un blog ed un libro, una differenza che nasce dal fatto che un blog è preso a piccole dosi quotidiane, un piccolo bignè da gustarsi ogni mattina.
    Un vassoio di bignè, invece, da mangiare tutti insieme è molto meno digeribile e magari già alla terza pasta c’hai un momento di imbarazzo…
    Scusa se non continuo, ma m’è venuta fame…

  18. evacarriego on Dicembre 14th, 2006 18:30

    E’ incredibile: non mi trovo completamente d’accordo con nessuno dei motivati commenti che mi hanno preceduta.
    Sul caso letterario Pulsatilla mi limiterò a dire che non è un caso letterario: il fatto che sia buffa, simpatica, intelligente, autoironica, che sfondi l’obbiettivo e che abbia terrazza con vista sul mare, mi induce comunque a dire che le Prugne siano una banale - quanto riuscitissima - operazione commerciale, e che non vi sia dubbio alcuno che Castelvecchi sia ciò che di meglio finora le sia accaduto. Se lei afferma che il suo blog non ha niente a che fare col suo libro è evidente che mente, e questo lo potrà confermare chiunque abbia letto stralci del suo blog e stralci del suo libro, che hanno invaso quotidiani e riviste con un’operazione mediatica degna di ben altre cause. Ora, Titty, dire che la ragazza si vedrà alla distanza come un cavallo di razza, lo trovo quanto meno azzardato: non ha scritto un libro, non hai nulla da spettare: ha messo su carta il blog, ergo deve ancora scrivere il suo primo libro. Credo che possa diventare titolare di rubriche soft - brevi e divertenti - su riviste paganti, o fare l’inviata speciale per eventi pop di qualche rivista alternativa. Ma un libro, questa ragazza, lo deve ancora scrivere, ribadisco. Cionondimeno mi diverto a leggere il suo blog, come mi diverto a leggere quello di S4ann o Dandyna o anche di Malboro: ma benché moderatamente abbiente, mi guarderei bene dal comprare un libro scritto da questi blogger, ché mi sembrerebbe di comprare il libri dei comici di Zelig che anni fa invasero le librerie.Però se qualcuno me li presta, potrei leggerli quando il semaforo è rosso oppure al bar durante la pausa caffè.

    A presto.

  19. dandyna on Dicembre 14th, 2006 20:20

    sono d’accordo anche con Evita. Cavolo mi succede oggi?

  20. PTMY on Dicembre 14th, 2006 21:20

    Ciao Tyttina, piu’ bello il tuo nuovo blog. Piu’ sobrio. A parte quel disegno di ragazza da fiaba sfigata in alto a detra. Cambia con una tua cospiscua, descrittiva, potente immagine. Poiche’ vedo che continui ad essere una gran figa.
    Piantala di sfrucugliare Pulsatilla (musetto simpatico) e fatti assumere da un magazine.
    Che aspetti?
    Bacetto

  21. GipuntoE on Dicembre 14th, 2006 23:18

    bah…i libri son cose serie, soprattutto son un’altra cosa, diversa da quei quattro fogli messi insieme da Pulsatilla. e poi la signorina sta diventando antipatica…quasi quanto dandyna!
    :-P

  22. MarinaBellini on Dicembre 15th, 2006 00:57

    Altolà, ragazzi!
    Oggi sono stata a registrare una trasmissione per TaxiChannel, dove con me erano ospiti Castelvecchi e Fabio Del Giudice, il direttore di Più Libri. Ebbene Alberto ha raccontato (pubblicamente) com’è andata veramente la storia del libro di Pulsatilla. Riassumo? Ma poi dovrete vedervi il programma! :P (vi farò sapere la data della messa in onda, naturalmente)
    Dunque Castelvecchi riceve una telefonata da un suo amico di una nota agenzia pubblicitaria, dove la nostra autrice lavorava come copy. Il tizio gli dice che c’è sta ragazza terribile che sta per essere licenziata perchè è “cattiva” e, siccome scrive molto bene, è meglio che se la cucchi lui prima che possa farlo qualche altro editore. Così, ad occhi chiusi, Castelvecchi chiede a Pulsatilla di mandargli dei racconti, qualsiasi cosa lei abbia scritto e lei gli manda spezzoni del blog.
    Punto.
    A capo :)

  23. evacarriego on Dicembre 15th, 2006 09:03

    MarinaBellini: finora nessuno ha affermato che l’estrosa Pulsatilla si sia macchiata di genocidio per pubblicare il suo libro. Si è parlato dell’eventualità che quello che è stato publicato possa non essere un libro ma un’operazione commerciale il cui beneficiario sia sopratutto Castelvecchi. Quanto lei racconta dà un tocco da sophisticated comedy alla vicenda, ma nulla aggiunge alla sostanza.
    Ora abbandono l’agone letterario e mi sedo pesantemente, ché ho un aereo da prendere.

    Buongiorno a tutti.

  24. JohnnyDurelli on Dicembre 15th, 2006 12:06

    Posto che liquiderei la faccenda come ha sapientemente fatto STE, EVA nel commento 18 ha centrato perfettamente il punto. Sì, lo so: pecco di originalità; il problema è che arrivo sempre tardi. E che EVA scrive molto molto ma mooolto meglio di me. :)

  25. Giuseppe Iannozzi on Dicembre 15th, 2006 12:19

    Ok.
    Ma l’avevo già detto: la critica è proprio morta e defunta.
    Non che una giornalista e un critico che lodano un diario in rete divenuto poi un librettino, con tanto di superediting, possano fare di una persona una scrittrice; però, inequivocabilmente, è segno dei tempi che la critica è defunta e continua, nonostante ciò, a produrre metastasi.
    Di simili fenomeni ne ho visti, e purtroppo letti tanti negl’anni, e son tutti naufragati dopo il primo, al massimo secondo libro: ciò forse m’induce a pensare che dio, nella sua perenne cecità, condanna il futile all’oblio eterno nonostante tutto, anche se poi non guarda a tutto il resto. Non è questa letteratura né narrativa: solo un fenomeno che intrattiene quattro parrucchieri e un po’ di bloggers, e… qualche critico, diamogli pure ’sto titolo.

    Amen. Nel senso: non ho altro da aggiungere Titty. Ho sprecato sin troppe parole per un fenomeno modaiolo del momento.

    Baci

    Beppe

  26. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:09

    Fiodor
    Sono dell’opinione che un blog sia utile, tra le altre cose, per cimentarsi nella scrittura ma non per essere trasposto integralmente in un libro.
    Credo che si possano intravedere le qualità, non i testi integrali.
    Vado a mangiare anch’io, adesso. :)

  27. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:13

    EvaCarriego
    Intendevo dire, con quel si vedrà, che il prossimo libro sarà illuminante sulla strada intrapresa. Se scriverà sul serio il suo primo libro, bene. Se scriverà un blog parte seconda, meno bene, e le critiche di oggi saranno confermate dai fatti. Quel “vedremo” è un dubitativo che, fino alla prossima prova, mi sento di concederle.
    A presto. ;)

  28. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:15

    Dandyna
    Non ti spaventare. Hai solo visto la Luce. :D

  29. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:17

    PTMY
    Non posso farmi assumere da un magazine da sola. Magari qualcuno ci cascasse. :)
    Per la grafica del blog, purtroppo io sono negata. Se la Dandyna si decidesse a metterci mano, sarei la prima ad esserne felice. Ma la ragazza ama farsi pregare, e non so ancora di quante preghiere necessiti, prima di cedere.

  30. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:19

    G.E
    Nessuno tocchi Dandyna. ;)
    Ci devo fare un bannerino.

  31. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:20

    Marina
    Immagino che tu abbia fatto lo stesso con me, vero? Gli hai detto che sono cattivissima? :D

  32. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:21

    Johnny
    Le firme tra questi commenti sono il mio più grande motivo di orgoglio. :)

  33. Tittyna on Dicembre 15th, 2006 21:24

    Beppe
    Sto leggendo il Diario di Virginia Woolf. Insomma, il suo blog. Lo recensirò, e spero mi perdonerai i toni entusiastici che già sento sorgere nell’anima per raggiungere la tastiera. :)
    Un bacio, anzi di più.

  34. dadevoti on Dicembre 15th, 2006 22:47

    É incredibile anch’io mi trovo completamente d’accordo con te e non ho neanche letto il post.

  35. Giuseppe Iannozzi on Dicembre 16th, 2006 10:26

    Ma hai letto le sue opere, i romanzi, i racconti?
    Non eri tu che mi dicesti che la Woolf non ti piaceva? Sì. La memoria m’è ancora lungamente buona.

    Se non hai letto la Woolf, o solamente poco o niente, a mio avviso, leggerti stralci di riflessioni che la Woolf scriveva intorno alla sua scrittura e alle sue letture, ti serviranno a… niente. I diari sono il complemento, non l’opera dell’Autrice: tanto più che sono stralci pubblicati postumi, nemmeno organizzati dalla scrittrice, ma dal marito, Leonard Woolf. Interessanti, ma se hai letto le opere della Woolf. Altrimenti non so davvero che nutrimento possa darti una lettura così “frammentaria”. Come se io, per assurdo, leggessi l’epistolario di Tolstoj senza aver letto manco un suo racconto. Mah.

    Baci

  36. Tittyna on Dicembre 16th, 2006 15:28

    Giuseppe
    Della Woolf ho letto Mrs. Dalloway, Gita al faro, Giorno e notte, La crociera.
    La memoria ti è buona però, a volte, fraintendi le mie parole. Nei commenti cui ti riferisci io non dicevo che non mi piaceva ma esattamente il contrario: ovvero che il tuo paragonarmi a lei, seppure in quel caso specifico unicamente come punto di riferimento, mi avrebbe indotto a gettare la tastiera. Questo perché, proprio in virtù della grandezza del personaggio, l’impresa mi sarebbe apparsa immediatamente improba.
    Il diario di una scrittrice è assolutamente da leggere, se si ama la Woolf. Ma anche no, nel senso che è una lettura che aiuta senza dubbio la successiva scrittura. Ci sono insegnamenti anche laddove non si pensa.
    Un bacio a te, uno alla mitica Woolf, lassù.

  37. GipuntoE on Dicembre 16th, 2006 22:48

    ma io adorooooooo Dandyna…solo non voglio che lei lo sappia!
    ;-P

  38. gaspare on Dicembre 17th, 2006 08:56

    molto puntuale come sempre, la nostra tittyna.

  39. Giuseppe Iannozzi on Dicembre 18th, 2006 14:25

    Specifichi adesso quali libri hai letto della Woolf, soltanto 3.
    In prima battuta dicesti solamente dell’impossibile confronto fra te e la scrittrice. E la battuta della tastiera.

    Hai letto comunque molto poco; a mio giudizio leggerti il diario della Woolf non ti servirà a molto, tanto più che quello edito da M.F. manca di note. Quindi: o compulserai altri libri, compresi quelli della Woolf, o capirai sì e no un 15% degli stralci diaristici. Non perché tu non sia capace o intelligente: semplicemente perché ignorante circa le opere della Woolf, che è scrittrice articolata e non all’acqua di rose. Come una Liala, esempio.

    Baci e buona fortuna… pardon, lettura :-)

  40. Giuseppe Iannozzi on Dicembre 18th, 2006 14:26

    O 4. Più un racconto lungo che non un romanzo. Comunque.

    Buona lettura… fortuna, pardon. :-D

  41. PTMY on Dicembre 18th, 2006 21:04

    Soltanto tre? Titty vergogna. Allora non hai capito che Woolf e Liala non sono la stessa cosa. Adesso lo sai. Il blog, che tramite di cultura.
    Forte questo Iannozzi.

  42. Giuseppe Iannozzi on Dicembre 19th, 2006 10:08

    @ PTMY

    Non mi piacciono gli anonimi.
    I vigliacchi.
    I codardi.
    Quelli che se la fanno sotto.

    Chi sei PTMY?
    Per quel che ne so io, nessuno. Quindi come un perfetto nessuno ti tratto.

    Era meglio prima, Titty: quando eri su splinder, così i coglioni anonimi fanno quel che diavolo gli pare. Quindi non me ne volere se uso il tono che meritano, e se diminuirò di molto i miei interventi, giacché non ho voglia proprio di stare a tirar calci in culo ai vigliacchi.

    Farewell

  43. Mauri on Dicembre 19th, 2006 12:26

    Vicino alla sala della presentazione c’è un bar.
    Entrando al Bar biturici incontri Gino detto il “maiale” che guarda il culo delle donne perdendo le bave, seduto davanti alla vetrina c’è il “cacccola” che incrementa la sua collezione attaccandole sotto il tavolino….poi c’è la “fatta” che vaga come una farfalla da uno all’altro vendendosi per una dose …
    ma il “rosso” da dietro il banco tiene sotto controllo tutta la situazione e versa alla “fatta” un doppio fernet che poi si farà pagare con un lavoretto da sotto il bancone….
    La donna del “rosso” , detta la “scrofa” controlla che la “fatta” non si avvicini al suo uomo e ripassa lo stesso straccio sporco su tutti i tavoli al di fuori di quello del “caccola” …….il “maiale” le guarda la scollatura dove ballano le tette e le fa un gesto di intesa …la “scrofa” e il “maiale si appartano un po’ e la “fatta” si fa il “rosso” e il “caccola” si fa il naso.
    un bar veramente “allucinante”

    i post sono quello che sono …i libri un’altra cosa….suggerisco di cambiare pusher
    Mauri

  44. remobassini on Dicembre 20th, 2006 17:28

    su pulsatilla, io, so niente.
    visto qualche volta il suo blog (prima): bello stile.
    letto di tutto su di lei: il che azzera.
    furbata editoriale? se, pubblicandola, castelvecchi A) non manda nessuno in cassintegrazione e B) pubblica magari, grazie agli introiti, un paio di nuovi scrittori in più che male c’è?
    forse la presentazione è stata eccessiva.
    mi piacerebbe vedere insigni critici che presentano qualcuno che non sia o un noto o un fenomeno.
    poi ci sono i noti fenomeni, e lì c’è un gran casino.
    chiari e freschi e limpidi post i tuoi, comunque, titty.
    titty, che male c’è se pulsatilla tiene su il blog per farsi pubblicità.
    vibrisse forse non fa pubblicità?
    e nazione indiana?
    e primo amore?
    e i wu ming?
    semmai: senza commenti che cacchio di blog è?
    r.
    (un saluto a iannozzi, a cui dico però: beppe, guarda che ce n’è poca di gente che legge tanto ma tanto. tempo fa una editor di grande casa editrice mi confidò di non aver mai letto tondelli. ma aveva una sfilza di autori stranieri letti che io, al confronto, mi son sentito una cacchetta).

  45. PTMY on Dicembre 20th, 2006 21:32

    Iannozzi, prenditela con me, che sono un coglione vigliacco, ma non con Tittyna. Ti pare cosa degna minnacciarla sotto Natale di diradare i tuoi interventi? Lei non c’entra, non puoi farle una crudelta’ cosi’. Comunque io glielo ho detto: “Titti, compulsa un po’ di piu’ ’ste cose di Virgina”; “Titti, non compulsi abbastanza, ti aiuto io?”. Ma lei niente. Sono mesi che compulsa pochissimo.
    Comunque non sono anonimo, sono stato il tipo (se mi caspisci) di Tittyna per un po’. Poi lei mi ha piantato, ha detto che non ho argomenti importanti da mettere sul piatto. Tengo a precisare che, qualora avessi certi argomenti, non li metterei su un piatto…ma tant’e’..tutto e’ finito.
    Ora non ricordo da dove ho cominciato e dove andavo. Mi viene in mente questo pensiero, non so perche’: Raskolnikov e’ un po’ vigliacco, ma la sua vittima e’ tutt’altro che innocente.

  46. william nessuno on Dicembre 30th, 2006 16:32

    Npn cndivido la tua ammirazione per il personaggio summenzionato ma la tua lettera è veramente bella e toccante.
    L’ho linkata nel mio ultimo post.

  47. william nessuno on Dicembre 31st, 2006 18:09

    La FAVOLA raccontata da Castelvecchi, cara MarBel, mi pare davvero paurosa.
    A meno di non essere in un film americano degli anni 40.

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