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Archive for Gennaio, 2007

Il sesso dei generi

Mercoledì, Gennaio 31st, 2007

Da non confondere con quello degli angeli, e neanche con la possibilità, quando saranno accettate situazioni che di torbido hanno solo la morbosità dei legislatori (vedi alla voce PACS), di dover chiedere se il marito di vostra figlia è un maschio o una femmina. (Sai Maria, ieri ho visto tuo genero – Chi, Giovanna?)

In questo caso parliamo di generi letterari perché, a pensarci bene, forse anche loro hanno un sesso. Prendiamo, ad esempio, la moda della chick-lit, esplosa in Italia con le avventure di Bridget Jones ed i libri della Kinsella. Questo genere è indubbiamente femmina. Il proliferare di questa letteratura, al di là del giudizio qualitativo, che non è questa la sede, offre oggi una discreta gamma di scrittrici di genere tutte rigorosamente donne.

E allora vediamo un po’ se, tra i tanti generi, ne esiste anche qualcuno unisex, o se la divisione è sempre netta e definita.

Erotismo: l’erotismo, un tempo terreno maschile anche e soprattutto per via di ovvie considerazioni moralistiche è diventato, nel tempo, campo di battaglia femminile. Oggi è spesso usato dalle stesse donne per entrare in ambiti più maschili, come il noir o il satirico. Non di rado, infatti, dopo debutti strettamente legati al solo erotismo, le virate verso eros-ironico o sesso e violenza sono sempre più frequenti.

Noir: il genere noir è in prevalenza maschile. Non mancano le firme femminili, anche di buona qualità, ma i successi editoriali di maggior spicco sono spesso maschili. È probabile che questo dipenda anche e soprattutto dalla facilità che hanno gli uomini di creare personaggi maschili credibili in ruoli di “cattivi”, visto che per le donne è molto più complicato. La stessa cronaca della realtà, difatti, ci mostra come serial killer e maniaci vari siano sempre uomini. Insomma, sono  molto più portati, anche se qualcosa sta cambiando. Sto leggendo le bozze di un’antologia di sole autrici che disegnano uomini tutt’altro che belli.

Comico: il genere comico surreale è spesso maschio. Sebbene negli ultimi anni le donne abbiano abbracciato l’ironia ed il sarcasmo, il comico classico resta ancora appannaggio degli uomini, vuoi per tradizione, vuoi anche per la disponibilità, introvabile in molte donne, di accettare di essere divertenti a scapito del sex-appeal. Le eccezioni però, almeno sul web, non mancano.

Chick-Lit: qui siamo in territorio esclusivamente femminile. Gli argomenti proposti e la modalità di affrontare il tema sono impossibili per qualunque uomo. Certo, a leggerli, spesso c’è poco di cui vantarsi.

Saga familiare: d’accordo, è territorio unisex, ma certo che ci vuole una donna per raccontare cento anni di storia familiare. Un uomo, al massimo, regge una ventina d’anni.

Fantascienza: altro campo prettamente maschile. Ma è per via della diversa ottica con cui si affronta il genere. Gli scrittori, per fantascienza, intendono astronavi, alieni,  pianeti sconosciuti e misteriosi. Una donna, se vuole darsi alla fantascienza, scrive un romanzo d’amore e va fuori categoria.

Racconto breve: ve lo devo dire? Conoscete una donna capace di usare meno di duemila parole per dire una cosa per la quale ne sarebbero sufficienti dieci?

Best seller: qui non si guarda in faccia nessuno. Il best-seller esula da qualunque regola, quindi può essere sia maschio che femmina. Spesso convivono entrambi nello stesso autore, per via del lavoro di squadra.

Capolavoro assoluto: spiegazione superflua, suvvia, non scherziamo. Il capolavoro assoluto è indiscutibilmente maschio. Non ce n’è per nessuno. Unica eccezione, se siete una donna, è aver avuto il buon gusto di morire da una cinquantina d’anni. Allora può darsi che qualche critico letterario dall’animo sensibile (un ossimoro?) decida di rivalutarvi. Ma non lo saprete mai. Imparate, fin da ora, ad accontentarvi di aver scritto un “buon libro”.

Anche noi siamo qui, Babsi

Martedì, Gennaio 30th, 2007

Include un racconto di Babsi Jones

E’ notizia di pochi giorni fa la pubblicazione di una nuova antologia di narrativa, questa volta edita da Minimum Fax. Il motivo della segnalazione è perché, all’interno di questa raccolta, figura una scrittrice che da tempo aspettavo di leggere. Finalmente qualcosa di suo giunge su carta e si accomoda negli scaffali delle librerie. In attesa del suo quasiromanzo, che quasi non è più, accolgo con gioia e favore questo libro, certa che accanto a lei saranno presenti altri scrittori e scrittrici di valore. Anche se, per me, è sufficiente la presenza di Babsi. Le auguro che questo sia solo l’inizio, e lo dico da semplice lettrice.

Una Blogger Romana

Sabato, Gennaio 27th, 2007

C’è qualcosa che ancora non sapete di me? Probabilmente si, e neanche questa intervista, realizzata da Chiara, in arte Stregatta, riuscirà a colmare la lacuna. Però è divertente e sicuramente offrirà qualche news a chi mi legge da poco. La trovate su 06, il blog del network Blogo.it dedicato alla mia città, Roma.

Faccio cadere altri veli quindi, ma in senso puramente figurato. A voi scegliere, se cliccare o meno la fotografia.

 

Intervista 06 blog

 

Io sono il Pater Familias

Mercoledì, Gennaio 24th, 2007

(Indovinare il titolo-citazione)

Le gioie della vita, a volte, stanno nelle piccole cose. Una di queste è ascoltare un ragazzo di 15 anni dire a suo padre le cose che quel padre, da un anno e mezzo, aspetta di sentirsi dire. Un anno e mezzo durante il quale quel padre ha tentato di spiegare, illustrare, far capire, l’importanza di proseguire gli studi fino al diploma, se non altro per darsi la possibilità, a 19 anni, di decidere del proprio futuro con un pizzico in più di maturità.

Con chiarezza, con onestà, senza ricatti né minacce, senza ricorrere ai trucchi dialettici, alla maggiore malizia, alla diversità dei ruoli. E quando il ragazzo, nella totale incapacità di comprendere la reale portata delle sue decisioni, ha fatto di tutto, riuscendoci, per farsi espellere dall’istituto, quel padre non ha ceduto di un metro. Ha rifiutato la rabbia, la paura, la preoccupazione, il desiderio che a volte nasce, davanti ad un adolescente “capiscotuttoioetuniente”, di dire “massì, fai come ti pare e sbattici la testa”.

Gli ha concesso la libertà di sbagliare rispettando la sua individualità, lo ha consigliato senza imporsi con la forza, lo ha criticato senza mostrarsi deluso, e soprattutto motivando le sue considerazioni con argomenti, e non con regole e leggi senza senso. Ha evitato di citare i numeri e le statistiche, limitandosi a fargli capire che un corso professionale da parrucchiere avrebbe potuto farlo anche dopo, se fosse stata una scelta ragionata e consapevole. Non voleva un dottore, voleva un ragazzo con le strade aperte, con la possibilità di scegliere. Era questo, il punto. Dargli la possibilità, domani, di scegliere.

Non lo ha abbandonato, ha seguito quel percorso cercando di sfruttare ogni apertura, ogni spiraglio, per entrare nella corazza dell’adolescente in crescita e mostrargli un’altra strada, un’altra possibilità. Niente urla, nessuna violenza fisica o morale, nessuna privazione ma solo attenzione costante. Partecipazione.

Quando improvvisamente, ieri, quel ragazzo ha chiesto a suo padre di aiutarlo a riprendere il cammino, quando insieme hanno parlato dell’indirizzo scolastico da cui ripartire, per adeguarlo alle inclinazioni ed alle esigenze del ragazzo, quando hanno valutato insieme l’opportunità di sfruttare questi mesi per rimettersi in pari con quella parte di programma lasciato a metà, iscrivendosi ad una scuola privata, ho capito che la felicità è veramente nelle piccole cose.

Anche se forse tenere un dialogo sempre aperto e leale, tra un genitore ed un figlio, anche quando uno dei due sta sbagliando, non è per niente una piccola cosa. È un piccolo miracolo.

A week later

Domenica, Gennaio 21st, 2007

(Una settimana dopo)

Dopo le delusioni adesso è l’ora dei finti sorrisi, della finta rinnovata complicità. Come se niente fosse accaduto, quelli, e quelle, che durante l’assenza forzata hanno dato fondo a tutte le più torbide fantasie, ottenuto lo scopo dell’avanzamento professionale (il quale, sia ben chiaro, non porta vantaggi economici, ma solo una specie di prestigio tutto da verificare), adesso tornano a mostrare il loro lato amichevole, come se fosse necessaria la mia benedizione alle loro ipocrite manovre.

Niente da fare. C’è, fortunatamente, un fattore determinante nell’ambito lavorativo: la professionalità. Chi ha ottenuto, grazie ai propri meriti e alle proprie capacità, dei grossi risultati sa bene che non è né la chiacchiera né tanto meno la millanteria quello che consentirà di emergere, e mantenere un certo ruolo. Anzi. Ottenere certe responsabilità senza avere la capacità di sostenerle è la cosa peggiore che può capitare loro.

Adesso aspetto. Questa prima settimana mi ha dato la convinzione che è solo questione di tempo, e che presto qualcuno mi verrà sotto, per tornare sui suoi passi. Sto riflettendo su questo, su come mi comporterò, quando avverrà. Al momento, se accadesse domattina, credo che non accetterei di riprendere il mio ruolo. Non è facile accettare di essere messe da parte sulla base di fatti riportati e non comprovati, e soprattutto quando hai dimostrato il tuo valore a differenza di chi ti critica alle spalle.

La voglia di andar via è soffocata solo da quanti, soprattutto qui sul blog, mi fanno capire che è così dappertutto, e non si può sfuggire.

Di certo c’è una cosa. Tornare indietro non sarà indolore, per la proprietà dell’azienda. Se accetterò di farlo, visto che sono stata colpita umanamente dove sono più vulnerabile, farò lo stesso con loro, colpendoli proprio là dove hanno il cuore.

Looking for honesty

Giovedì, Gennaio 18th, 2007

Novella 3000- Gossip - Dagospia - Lavoro

Sapevo con certezza assoluta che sarebbe accaduto, tanto quanto oggi sono stupita nel rendermi conto che avevo ragione. Dieci giorni di assenza per malattia dal posto di lavoro hanno prodotto una quantità di pettegolezzi sul mio conto pari a dieci numeri di novella 3000, tanto da istillarmi il dubbio: la mia è un’azienda seria oppure un’estensione reale di Dagospia?

Certezze già ampiamente ottenute e confermate dagli ultimi eventi sono:

 

1- Il primo a parlare è quello che dice la verità.

2- Non conta quel che hai fatto fino a quel giorno, contano solo le malelingue da quel giorno in poi.

3- Il numero di sorrisi che una collega ti fa dal giorno in cui viene assunta è pari, o inferiore, al numero delle menzogne e cattiverie che dirà sul tuo conto in tua assenza.

4- Per quanto tu puoi essere in basso nella scala gerarchica, c’è sempre qualcuno disposto a vendere la propria onestà per fregarti il posto.

 

Eppure io non riesco ad accettarlo. Non sono capace di ricambiare queste persone con la stessa moneta, continuo ad essere quella che anche raccogliendo la più intima delle confessioni, continuerà a custodirne il segreto. Quella che non farà mai delazione, quella che non ribatterà alle accuse ingiuste formulandone altre.

Certo è che vivere in questa situazione, oggi, è tanto difficile da impedirmi di guardare con serenità e continuità al futuro.

Che vedo altrove.

Iphone

Lunedì, Gennaio 15th, 2007

Ipod, Linux, Php, Wordpress, Html, Feed, MySQL, Apache, API, server, hosting, ajax

Quanti di noi possono realmente affermare di conoscere il significato di certe parole, e l’uso che si fa di certi programmi e applicazioni? Credo pochi, almeno nella ristretta cerchia dei miei lettori. Lo sviluppo della rete, davvero grande in questi ultimi anni, ci ha concesso l’opportunità di utilizzare applicazioni e programmi senza in realtà conoscerne l’anima. Un po’ come facciamo con le automobili: sappiamo guidarle ma certo non siamo capaci di aggiustare un motore o cambiare il colore della carrozzeria.
Per risolvere alcuni problemi, quindi, esistono un paio di strade. Rivolgersi ad un professionista, che dietro emissione di fattura realizza quello che noi siamo solo capaci di pensare (e a volte neanche con chiarezza) oppure, strada molto più battuta, ci sono in rete persone che hanno la disponibilità e l’altruismo di aiutarci nei nostri piccoli “drammi” internettiani. Ho usato la parola drammi non a sproposito. Una delle prime cose di cui bisognerebbe essere coscienti è che questi presunti drammi sono in realtà piccoli problemi e che sia noi, che le persone che dovrebbero risolverli, dovremmo avere una scala di valori un po’ più ragionata.
Andrea Beggi è il mio guru web. Senza il suo lavoro non esisterebbe questo sito, la grafica, non ci sarebbero i feed, non ci sarebbero le pagine, i link collegati a bloglines, insomma, non ci sarebbe niente. Andrea è una della persone più disponibili, capaci, altruiste che io conosca. Leggere questo post, ieri, mi ha prima sconcertata, poi mi ha fatto riflettere.
Mi capita, a volte, di voler fare qualcosa e di rendermi conto di non esserne capace. Il primo passo, lui direbbe step, è quello di cercare, in modo autonomo, notizie sul suo blog. Poi cerco sul web testi di persone che hanno lo stesso problema, a caccia di risposte. Poi provo a metterci le mani. Poi, nel caso in cui tutto questo si  riveli infruttuoso, valuto l’importanza della cosa. Una volta su dieci gli mando una mail. Senza temi accorati, con gentilezza, e soprattutto facendo ben capire che da quella faccenda non dipende la mia vita e che, se decide di risolverla, potrà farlo quando il tempo, di cui lui è signore e padrone, lo consentirà.
Dal suo post, però, emerge invece un comportamento che mi lascia basita. E mi rendo conto che l’essere buoni ancora oggi per molti equivale all’essere fessi. Io credo che persone come Andrea siano, in rete, preziose come e più di molte risorse. Perché sono persone prima che professionisti, perché mettono a disposizione di tutti notizie, tecniche e conoscenze che richiederebbero studio e lavoro, ed il solo fatto di metterle online, su un blog, a disposizione di tutti, dovrebbe essere già più che sufficiente.
Penso che sia un problema di educazione, prima di tutto, e ritengo veramente inaccettabile che si debba portare una persona a dover scrivere un post simile.
Credo che sia importante tenerci cari uomini come questi, ed evitare di entrare nella loro vita quotidiana se non espressamente e reciprocamente voluto.
Andrea Beggi, ed altri come lui, sono un bene, umano e tecnico, da salvaguardare.

La strage di Erba

Venerdì, Gennaio 12th, 2007

Sulla strage di Erba si sta dicendo, e si dirà, tutto e molto altro ancora. Sarà letta in tutti i modi possibili, si andrà a caccia di particolari sempre più raccapriccianti, si scandaglieranno i luoghi e le menti. Mostri, folli, gente qualunque, tutte le variabili saranno accettate e negate al tempo stesso, e le analisi sociologiche e psicologiche vedranno scendere in campo luminari e gente della strada, il professore e la commessa. Avranno tutti qualcosa da dire, seppure privati del divertimento più grande in assoluto, ovvero la possibilità di dividersi in due fazioni, innocentisti e colpevolisti. In compenso, però, ci sarà in omaggio l’opportunità di buttarla sul politico razzistico, e l’occasione irrinunciabile di iniziare un discorso con “io non sono razzista però…”.

Ciò nonostante c’è qualcosa che mi ha stupito molto. Dico che sono stupita perché, davanti a simili tragedie, credo che nessuno, se non parte in causa, abbia il diritto di giudicare.

Ma ascoltare dalla viva voce dei parenti delle vittime che non andranno ai funerali in Tunisia perché troppo lontano, che le famiglie degli assassini stanno peggio di loro, che loro perdonano senza indugio gli autori del massacro, e poi pensare che un uomo ha perso, in una notte, la moglie, la figlia ed il nipote, ecco, io mi stupisco.

E sinceramente non capisco. Non riesco a capire.

Quote Rosa

Venerdì, Gennaio 12th, 2007

Fernandel

Segnalo questa imminente uscita (si parla del 23 gennaio) per due motivi, ugualmente importanti e fondamentali.

Il primo motivo è che la copertina di questo libro-antologia si adatta in modo assolutamente perfetto al mio template.

Il secondo motivo è che, tra i racconti che ovviamente ancora non ho letto, si cela l’esordio cartaceo di una delle migliori menti della Nazione: Rael. Il suo racconto, anche da solo, vale il libro.

Oggi vi annuncio l’uscita. Poi, in seguito, parleremo dei contenuti. E di lei.

La presentazione ufficiale avverrà sabato 10 febbraio presso la libreria Irnerio di Bologna, nel tardo pomeriggio.

Non è un blog

Mercoledì, Gennaio 10th, 2007

C’è una mia piccola, delicata, recensione qui. Ne verranno delle altre.

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