Il sesso dei generi
Da non confondere con quello degli angeli, e neanche con la possibilità, quando saranno accettate situazioni che di torbido hanno solo la morbosità dei legislatori (vedi alla voce PACS), di dover chiedere se il marito di vostra figlia è un maschio o una femmina. (Sai Maria, ieri ho visto tuo genero – Chi, Giovanna?)
In questo caso parliamo di generi letterari perché, a pensarci bene, forse anche loro hanno un sesso. Prendiamo, ad esempio, la moda della chick-lit, esplosa in Italia con le avventure di Bridget Jones ed i libri della Kinsella. Questo genere è indubbiamente femmina. Il proliferare di questa letteratura, al di là del giudizio qualitativo, che non è questa la sede, offre oggi una discreta gamma di scrittrici di genere tutte rigorosamente donne.
E allora vediamo un po’ se, tra i tanti generi, ne esiste anche qualcuno unisex, o se la divisione è sempre netta e definita.
Erotismo: l’erotismo, un tempo terreno maschile anche e soprattutto per via di ovvie considerazioni moralistiche è diventato, nel tempo, campo di battaglia femminile. Oggi è spesso usato dalle stesse donne per entrare in ambiti più maschili, come il noir o il satirico. Non di rado, infatti, dopo debutti strettamente legati al solo erotismo, le virate verso eros-ironico o sesso e violenza sono sempre più frequenti.
Noir: il genere noir è in prevalenza maschile. Non mancano le firme femminili, anche di buona qualità, ma i successi editoriali di maggior spicco sono spesso maschili. È probabile che questo dipenda anche e soprattutto dalla facilità che hanno gli uomini di creare personaggi maschili credibili in ruoli di “cattivi”, visto che per le donne è molto più complicato. La stessa cronaca della realtà, difatti, ci mostra come serial killer e maniaci vari siano sempre uomini. Insomma, sono molto più portati, anche se qualcosa sta cambiando. Sto leggendo le bozze di un’antologia di sole autrici che disegnano uomini tutt’altro che belli.
Comico: il genere comico surreale è spesso maschio. Sebbene negli ultimi anni le donne abbiano abbracciato l’ironia ed il sarcasmo, il comico classico resta ancora appannaggio degli uomini, vuoi per tradizione, vuoi anche per la disponibilità, introvabile in molte donne, di accettare di essere divertenti a scapito del sex-appeal. Le eccezioni però, almeno sul web, non mancano.
Chick-Lit: qui siamo in territorio esclusivamente femminile. Gli argomenti proposti e la modalità di affrontare il tema sono impossibili per qualunque uomo. Certo, a leggerli, spesso c’è poco di cui vantarsi.
Saga familiare: d’accordo, è territorio unisex, ma certo che ci vuole una donna per raccontare cento anni di storia familiare. Un uomo, al massimo, regge una ventina d’anni.
Fantascienza: altro campo prettamente maschile. Ma è per via della diversa ottica con cui si affronta il genere. Gli scrittori, per fantascienza, intendono astronavi, alieni, pianeti sconosciuti e misteriosi. Una donna, se vuole darsi alla fantascienza, scrive un romanzo d’amore e va fuori categoria.
Racconto breve: ve lo devo dire? Conoscete una donna capace di usare meno di duemila parole per dire una cosa per la quale ne sarebbero sufficienti dieci?
Best seller: qui non si guarda in faccia nessuno. Il best-seller esula da qualunque regola, quindi può essere sia maschio che femmina. Spesso convivono entrambi nello stesso autore, per via del lavoro di squadra.
Capolavoro assoluto: spiegazione superflua, suvvia, non scherziamo. Il capolavoro assoluto è indiscutibilmente maschio. Non ce n’è per nessuno. Unica eccezione, se siete una donna, è aver avuto il buon gusto di morire da una cinquantina d’anni. Allora può darsi che qualche critico letterario dall’animo sensibile (un ossimoro?) decida di rivalutarvi. Ma non lo saprete mai. Imparate, fin da ora, ad accontentarvi di aver scritto un “buon libro”.
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21 Responses to “Il sesso dei generi”
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la scarsa presenza di donne in certi generi è quasi sempre colpa degli editori es Jenny Siler brava noir da Missoula MT ha avuto solo Shot pubblicato da Einaudi ..
Ne parlavo giusto oggi con un amico… Ma permettimi un appunto o due…
-Storia familiare… E Marquez? Lì a cent’anni ci siamo arrivati, tondo tondo!;)
- Fantascienza… Devo darti ragione, ma non dimentichiamo la LeGuin, povera figlia!
ciao!
Bene, allora, di Capolavori Assoluti non ce ne sono, almeno dalla morte di Pier Vittorio Tondelli.
Noir, Fantascienza, best seller: perlopiù schifezze, durano un anno, finita lì. Il 99% del pubblicato è dimenticato da un po’ tutti, perché fa schifo.
Racconti brevi: mah!
Comici: come per noir, ecc. ecc.
Erotismo: be’… ^_____* Dipende: ma non c’è un Bukowski in giro.
Titty, hai ricevuto la e-mail mia, quella bella che è proprio bella ma tanto bella, praticamente bellissima?
Baci
Beppe
la saga familiare è delle donne? Beh, a me viene in mente Franzen (Le correzioni), Philip Roth (Pastorale Americana)…
E come noir: Carlene Thompson!Fred Vargas!
Però hai ragione tu, i generi hanno un genere!
beh…e il fantasy? dove lo mettiamo il fantasy? Abbiamo ottimi scrittori di fantasy di entrambi i sessi.
PS: non confondiamo per favore fantasy e fantascienza: la fantascienza racconta eventi possibili, la narrativa fantastica eventi impossibili!prendendo ad esempio l’opera della Le Guin citata da Tanachvil il Ciclo di Earthsea è fantasy, mentre il Ciclo dell’Ekumene è fantascienza!
PPSS: peraltro…la fantascienza si colloca a destra, mentre il fantasy a sinistra.
(dicono)
Ops…che commento lungo…scusa Tittyna mi sono lasciato trasportare…
Raccoon
Si, ma anche noi dobbiamo darci da fare.
Ma Titti, che dici? La saga familiare????
I Buddenbrook e’ della cugina di Thomas?
La saga dei Forsyte e’ dell’amante di John?
Le donne sono brave a prendere il momento, non il disegno della storia.
Gipunto, glielo dici tu a Philip K e Ursula che sono di destra? A me scappa da ridere.
Tanachvil
Si beh, le eccezioni ci sono eccome. E i cent’anni di Marquez, per l’appunto, sono di solitudine.
Giuseppe
Mail ricevuta, ci sto lavorando sopra. Certo che tu la letteratura la sopporti davvero poco, eh?
Dontyna
Come ho detto prima, al di là dei nomi e delle eccezioni, è vero che alcuni generi trasmettono un genere. E poi è anche una scusa per tirar fuori qualche autore poco noto al grande pubblico, no?
G.E
E’ vero, ho dimenticato il fantasy. Sarà forse perché non l’ho mai letto?
Grazie per il commento lungo.
PTMY
Va bene, ti concedo che la saga familiare sia unisex. Uccelli di rovo, però, è di Kathleen Woodwiss.
Molto interessante questa panoramica sui generi letterari. Son convinto che la presenza delle autrici femminili in generi fino a questo momento regno incontrastato del mondo maschile, sia in rapida ascesa. Segno di un cambiamento, di una rinnovata consapevolezza delle loro potenzialità e accolgo con favore questi cambiamenti.
A me piace leggerti, perché in tutti i tuoi scritti, fantascienza a parte, hai toccato un i vari generi letterari, dimostrando il talento che possiedi. Un abbraccio.
No, è solo che i miei gusti sono difficili: poi, con la vecchiaia che avanza, Titty cara, divento sempre più esigente.
Oh, datti da fare: non censurarti, boccuccia a fiocchetto.
La fantascienza ha avuto dei grandi: Ursula LeGuin, Philip K. Dick, K.W. Jeter, Gregory Benford, qualche cosa di Bradbury, ma perlopiù è tutta schifezza: soprattutto quella che oggi viene spacciata per sci-fi. In ogni modo, ci sono altri generi che hanno preso il posto dells sf: e non è che questi siano migliori, anzi, disegnano solo un panorama desolante di idee liofilizzate.
Baci Titty, e datte da fa’ co’ ’sta cosetta
Beppe
Sono una donna ma scrivo solo racconti brevi. Erotici.
Anche perché, sappiamo bene, che spesso, oltre quei 6 minuti, l’”eros” non va
@ PTMY: parlavo di ideologia prevalente tra gli scrittori di fantascienza e di fantasy.
I primi sicuramente non sono amanti del comunismo. Esemplare è la figura di Robert A. Heinlein, definito il più americano di tutti gli scrittori americani di fantascienza. Naturalmente, non manca qualche voce critica nei confronti dell’establishment di destra, tra cui quella di Ursula K. Le Guin, come giustamente fai notare.Non dimenticare pero’ che la LeGuin avanza delle riserve anche verso i sistemi anarco-comunisti, come si evince dal suo romanzo I reietti dell’altro pianeta (1974).
CMQ sull’argomento si è tenuto un bel convegno “La letteratura fantastica e fantascientifica tra destra e sinistra” nell’ambito della rassegna generale «Fantastico - maghi, elfi, alieni, eroi: viaggio in universi misteriosi e paralleli»,il 28 ottobre scorso a Borgo San Lorenzo (FI).
Il mio genere preferito è il capolavoro assoluto
tyttina, credo che quanto tu abbia scritto sia un’accozzaglia di luoghi comuni
basità per tanta presunzione
corro a scrivere la mia letteratura per pllastrelle, ciao
senza accento
e con una o in più, accidenti
Forse che non meritano il titolo di “capolavoro assoluto” i romanzi di Virginia Woolf o quelli della Yourcenar? (Le Memorie di Adriano, per intenderci, e non solo…). La Yourcenar mi risulta fosse ancora perfettamente viva quando fu nominata Accademico di Francia, entrando così a far parte dell’Académie Française. E i libri della Allende non sono capolavori della narrativa attuale? E la Allende è ancora viva e vegeta. Quanto all’eccesso di parole, la prolissità non è esclusiva del genere femminile (forse è il contrario): nei romanzi fiume (saga e non-saga) il già nominato Thomas Mann docet… e non è affatto l’unico. Pensi invece ad Annie Proulx (Gente del Wyoming ripubblicato nel 2005 come I segreti di Brokeback Mountain ) Premio Pulitzer per la narrativa e premio Pen/Faulkner, la quale è riuscita a scrivere in forma di racconto breve un romanzo che qualunque altro scrittore non sarebbe riuscito a ridurre sotto le 200 pagine: “Il suo testo - sessantaquattro pagine in tutto - si fa leggere d’un fiato e lascia senza fiato, come capita solo con i romanzi ad alta concentrazione”: un bell’esempio di sintesi e concisione, che ogni scrittore, femmina o maschio che sia, dovrebbe prendere a modello.
E sarò prolisso anch’io, ma mi piace citare qualche autrice di “grandi capolavori” e non solo: Nadine Gordimer (premio nobel per la letteratura); Gabriella Mistral (idem nel 1945) Sigrid Undset Premio Nobel 1928 e Gran Croce di Sant’Olav per l’attività di scrittrice e per i meriti verso la patria. Senza dimenticare che l’italiana Grazia Deledda ebbe il Nobel nel 1926 (vivente), Nelly Sachs lo ricevette nel 1966, Pearl Buck, scrittrice statunitense, vinse il premio Nobel nel 1938, e la svedese Selma Lagerlof , autrice di vari capolavori, fu laurea honoris causa nel 1907, premio Nobel nel 1909 e prima donna accademica di Svezia, nel 1914…
Forse lei non le conosce, ma esistono. Probabilmente la pecca non è delle donne, ma dell’Italia che sembra essersi tagliata fuori dalla cultura internazionale…
E poi, chi lo decide se un libro è o non è un “capolavoro”? Ovviamente lei stessa. Non si lasci fuorviare dalle mode e dalla critica: pensi che dal 1400 al 1800 la Divina Commedia fu quasi ignorata, quando non disprezzata, dai critici… Povero Dante che per qualche secolo ha dovuto accontentarsi di aver scritto solo “un buon libro”!… Questo dovrebbe far riflettere chiunque.
E non dimentichiamo che le donne entrano di diritto nelle storia letteraria solo recentemente (fino agli inizi del secolo xx i loro ingressi erano sporadici: il più delle volte, perovvie ragioni, avvenivano sotto vesti maschili): direi che, per avere meno di un secolo di vera storia della letteratura alle spalle, i loro risultati sono quantomeno giganteschi!
Tittyna, tiri un po’ su la sua autostima… tramite una visione obiettiva della realtà. Yourcenar non si è accontentata di “buoni libri”, non si sono accontentate la Allende, né la Proulx, né la Lagerlof, ecc. ecc.
Cerchi di lavorare con sincerità e coraggio, e non si nasconda dietro le paure che si mascherano da pregiudizi.
Buon lavoro!