home

Quelli che… i commenti

Da questo post è nata un’interessante discussione. La mia opinione, nello specifico del tema, l’ho espressa nei commenti ma qui, oltre a segnalare il post ed i commenti che ritengo interessante materiale su cui riflettere, vorrei rilanciare alcuni temi che Babsi pone ai suoi lettori.

Punto primo: quando leggete un libro, vi sentite grati verso l’autore, oppure ritenete che sia lui a dover ringraziare voi per il tempo che gli avete dedicato? Oppure ritenete che l’oggetto “testo” (non il libro, il testo) sia fonte di scambio reciproco, tra l’autore ed il lettore?

Una volta compreso il tipo di approccio verso il testo di un libro, ritenete di avere lo stesso approccio nei confronti del testo di un post? In sostanza, cambia l’approccio se si tratta di un blogger invece che di uno scrittore?

Mi spiego meglio: io credo che scrivere sia un atto puramente altruista e che il transito sia a senso unico. Lo scrittore offre, consegna, dà. Il lettore prende. È come un rapporto d’amore dove c’è uno che ama, uno che usufruisce di questo amore. Non è vero, a mio parere, che il libro è un tramite tra l’autore ed il lettore. Il testo va oltre l’autore, il testo può anche prescindere dall’autore, il cui unico ruolo è quello di mettere su carta quel testo e lasciarlo andare. Il testo è lì, per tutti, a disposizione, in qualunque momento può essere consultato, letto, analizzato, riletto. L’autore no, l’autore ha esaurito il suo compito nella stesura del testo, ed a lui non dovrebbe essere richiesto altro, neanche l’esistenza in vita. Se così non fosse non sarebbero fruibili, ad esempio, i testi di autori non contemporanei, i testi anonimi, i testi di autori con pseudonimo, o scritti a più mani. Se domani, per esempio, si venisse a sapere che l’autore dell’Odissea non risponde al nome di Omero ma di tal Temistocle, il valore dell’opera e la sua fruibilità non ne risentirebbero affatto.

Pirandello non è in grado, oggi, di fare presentazioni dei suoi libri o di incontrare i suoi lettori, ma credo sia arduo dire che i suoi testi non giungano a noi interamente, pienamente, in tutta la loro forza e bellezza. Ho detto Pirandello, ma potevo dire Calvino, Pasolini , Dostoevski, Woolf.

Vorrei dire che non ci vedo, in questo, qualcosa di sbagliato. Lo scrittore, per sua natura, è anche lettore e quindi, se da un lato offre dall’altro, per merito di altri, sicuramente prende.

Come vi ponete dunque, di fronte al testo? Vi sentite più beneficiari o benefattori?

Punto secondo: quando leggete un blog, credete o meno alla buona fede di chi scrive? È una discriminante per la scelta delle vostre letture? È un fattore cui fate caso, o date per scontato l’una o l’altra?

Punto terzo: questo è indirizzato a chi ha un blog. Ogni blogger, attraverso i commenti che riceve, le mail, i contatti telefonici o tramite messaggistica istantanea, vede una propria immagine di ritorno che è figlia di questi mezzi. Quanto vi assomiglia? Vi sembra che la persona di cui parlano vi somigli, o vi sembra che sia parziale, inesatta, addirittura completamente diversa da quello che siete o credete di essere?

Vi siete mai stupiti/e per come qualcuno si è rapportato a voi scoprendovi a pensare: ma io non sono mica così.

Mi farebbe veramente piacere conoscere le vostre opinioni.

25 Responses to “Quelli che… i commenti”

  1. Bruce Lee
    Febbraio 12th, 2007 08:48
    1

    Come sempre, fornisci degli spunti interessanti di riflessione e risponderò nell’ordine ai tuoi quesiti:

    1) Mi sento più beneficiario del testo e hai ragione quando dici che il transito è a senso unico, il testo non è il tramite tra autore e lettore, è un rapporto asincrono e non è legato all’esistenza in vita o alla possibilità di interagire con l’autore. Il blog dunque, rappresenta solo un caso particolare, l’eccezione che conferma la regola.

    2) Io credo sempre nella buona fede delle persone, salvo poi ricredermi in seguito. Tutto questo, a costo di sembrare ingenuo e credulone, ma preferisco dar fiducia fino a prova contraria, anche verso chi non conosco affatto. Se poi è solo una costruzione artificiale, credo che l’autore del blog prenda in giro prima di tutto se stesso, piuttosto che i suoi ignari lettori.

    3) Cerco di esprimere il più possibile l’immagine di me nel blog, parzialmente ci sono riuscito, mi è capitato di chiedere a qualcuno come mi vede “dall’esterno” e l’immagine di me che è stata descritta è verosimile, ciò significa che sono riuscito nell’intento di trasmettere la mia essenza attraverso il blog. Mi rendo conto che non è un esercizio facile, vi sono numerosi ostacoli lungo il cammino.

  2. Roberto Tossani
    Febbraio 12th, 2007 09:22
    2

    1) Quando leggo un libro che mi piace sono grato all’autore che lo ha scritto e all’editore che lo ha pubblicato. Non esiste uno scambio reciproco: il libro non è l’autore (caso mai lo scambio avviene tra il testo e me). Diverso è un post, se posso commentare: si può instaurare, attraverso il testo, uno scambio reciproco tra blogger e me che però, se non si ferma a un post, diventa qualcosa che non ha più molto a che fare con il testo, ma con la persona. Resta il fatto che il post non è il blogger.
    2) Non me ne frega niente della buona fede di chi scrive. Se mi piace quello che scrive sono attirato dal testo. Poi il blogger può essere uno stronzo o una stronza galattici. Il giudizio si sposta sulla persona, a questo punto, ma rimane alterato il valore del testo (anche per gli scrittori, comunque: ne ho conosciuti alcuni che avevano scritto dei libri che mi erano piaciuti moltissimo, ma come persone proprio non mi sono andate giù).
    3) Questa è la conseguenza degli altri due punti. Ciò che scrivo, sia sulla carta che sul blog, non sono io. Se qualcuno si aspetta che i miei testi mi corrispondano rimarrà deluso (o piacevolmente sorpreso, dipende). Se la mia vita quotidiana fosse l’immagine esatta di ciò che scrivo non sarei una persona, ma un personaggio.

  3. Effe
    Febbraio 12th, 2007 11:48
    3

    (o.t.
    “Isabella Santacroce, Alessandra Amitrano, Monica Maggi, Daniela Gambino, Eliselle, Angela Buccella, Pix & Stef.
    (Così, su due piedi e una tastierina).
    Se occorre procuro link gratuiti. ;)”
    Essì, la prego, che tra nomi e nick si inzia a far confusione
    Anche le case editrici, se posso vieppiù esagerare.
    Eh.)

  4. Dania
    Febbraio 12th, 2007 14:30
    4

    1) Posso concordare sulla definizione di autore e dell’autonomia del testo. Dimentichi, però, che il blogger è qualcosa d’altro, foss’anche solo per il confronto sincronico con il lettore, che per l’autore “classico”, avviene solo in contesti particolari- letture pubbliche - e molto più gerarchizzati (alzi la mano chi ha una domanda).
    2) Chi legge un blog è spinto da interesse verso il testo, interesse verso l’autore o semplicemente interesse verso il sesso dell’autore… ed io e te ne siamo due vittime esemplari!
    3) Mi stupisco ogni giorno dei contatti che ricevo. Soprattutto quando qualcuno capisce “davvero” cosa stessi cercando di dire e cerca di spiegarmelo.

  5. GipuntoE
    Febbraio 12th, 2007 15:57
    5

    1) ritengo che si scriva (in primis) per egoismo. Nel senso che io scrittore ho bisogno di scrivere, voglio scrivere e lo faccio. Indipendentemente dal fatto che poi il testo venga dato alle stampe o meno. D’altra parte scrivendo trasferisco una parte di me e dei miei bisogni/sogni nel testo quindi nessuna autonomia del testo rispetto allo scrittore. O solo una certa (apparente?) autonomia.
    *Lo scrittore offre, consegna, dà. Il lettore prende.*
    beh anche il lettore da qualcosa: il piacere allo scrittore di veder letta la propia opera.
    (per non esser cinico e parlare di guadagno)
    Dunque un rapporto d’amore che non puo’ essere univoco.

    Diverso il caso del blog. In un blog il lettore puo’ commentare *in diretta* lo scritto.
    (naturalmente ci sono blog che non permettono i commenti: Pulsatilla o Arkangel, per esempio).

    2) Non mi interessa la buona fede, spesso la do per scontata. ma il testo. Se il testo è buono, mi piace, allora bene. Continuo a seguire il blog. Il blogger puo’ essere anche un gran figlio di… ma il valore di cio’ che scrive non cambia!

    3) Lo scritto non è lo scrittore.

  6. Gilgamesh
    Febbraio 12th, 2007 16:22
    6

    Come ho già scritto nei commenti di Babsi, ho trovato le tue riflessioni molto interessanti e largamente condivisibili.

    1) Concordo sul fatto che il testo, una volta scritto, non “appartiene” più all’autore: questo forse è il senso più vero del termine “pubblicato”, reso disponibilie al pubblico; e questo è vero quasi allo steso modo per carta stampata e blog, fatti salvi i distnguo espressi da Dania.

    2) Anche io faccio sempre salva la buona fede, salvo sia palese il contrario, e non potrei fare altrimenti.

    3) Su questo non saprei risponderti. Cerco sempre di non attribuire eccessiva importanza alla mia persona e di immedesimarmi in chi legge, è uno dei cardini del sistema cognitivo al quale mi attengo.

  7. Ars Scribendi : .:SevenHeaven:.
    Febbraio 12th, 2007 16:30
    7

    [...] fa delle domande, in questo post, sul rapporto Scrittore-Testo-Lettore. Dico la mia, ampliando il commento lasciato da [...]

  8. Tittyna
    Febbraio 12th, 2007 16:39
    8

    Bruce
    Grazie per esserti cimentato nell’ardua prova. :)
    Mi fa piacere trovarmi in sintonia con te sul punto 2. Sulla 3, visto che ti conosco di persona, posso dirti che la tua personalità traspare abbastanza corretta, nonostante, ovviamente, i “vizi” del mezzo.
    Bacio

  9. Tittyna
    Febbraio 12th, 2007 17:29
    9

    Roberto
    E’ molto interessante la diversità di vedute tra chi ha un blog letterario e chi, invece, un blog personale. Il secondo tende a presentarsi come persona, e riesce perciò, attraverso i feedback, a “vedersi” come persona. Il primo, invece, rilascia un testo e per questo ritiene che il rapporto sia tra il lettore ed il “personaggio”. In questo senso prende le distanze dalla percezione che i lettori hanno di lui attraverso i testi.
    Tutto ciò è molto stimolante. Grazie Rob. Un bacio.

  10. Tittyna
    Febbraio 12th, 2007 17:31
    10

    Effe
    Ho ottemperato. Adesso sono incuriosita dal luogo ove confluirà tutta questa massa di informazioni, tra l’altro in costante aumento.
    Le faccio i miei migliori auguri per la titanica impresa.

  11. Tittyna
    Febbraio 12th, 2007 17:35
    11

    Dania
    1- Non lo dimentico, per questo ho diversificato il tema. :D
    2- E’ per questo che mi sento sempre in dovere di ringraziare chi mi legge. ;)
    3- Ogni tanto qualcuno ci prova a spiegarmi le mie idee, ma non sempre riesco a capirle.
    Un bacio
    (Ho in preparazione un post monografico su di te, spero non ti dispiaccia)

  12. Tittyna
    Febbraio 12th, 2007 17:46
    12

    G.E
    Sul punto 1 ti rilancio una questione: lo scrittore, se scrive per una pubblicazione, non può fare a meno di pensare al lettore. E ci pensa nel momento in cui va a rileggere quanto scritto. In quel momento è un lettore, forse il più critico e difficile da convincere che esista.
    Il lettore, vicecersa, si rapporta al testo, come giustamente hai sottolineato tu, parlando della buona fede ma non pensa, se lo scrittore è bravo, allo scrittore medesimo.
    E’ un po’ come se, guardando un film, tu invece di vedere il personaggio vedessi l’attore che lo interpreta. In quel caso, secondo me, l’attore ha fallito. Se io non vedo Noodles ma Robert De Niro c’è qualcosa che non va.
    Ti chiedo, sei certo che Omero sia felice di sapere che lo stai leggendo con soddisfazione, e che sta, silenziosamente, pregustando i guadagni derivanti dalle vendite?
    Voglio dire che, a parte pochi famosi, e prima dell’avvento dei blog di scrittori, era molto difficile avere il tipo di soddisfazioni cui fai riferimento. Che ne pensi?
    Bacio

  13. Tittyna
    Febbraio 12th, 2007 17:49
    13

    Gilgamesh
    Ti ringrazio sia per quanto hai scritto da Babsi, sia per questo intervento. Siamo sostanzialmente d’accordo, ed io lo sono con te anche sul terzo punto.

  14. GipuntoE
    Febbraio 12th, 2007 21:00
    14

    “Ti chiedo, sei certo che Omero sia felice di sapere che lo stai leggendo con soddisfazione, e che sta, silenziosamente, pregustando i guadagni derivanti dalle vendite?”

    beh…sicuramente è contento che la sua opera (se sua è) gli sia sopravvissuta. Che io lo legga sicuramente gli parrà strano non avendola lui messa per iscritto (pare…).
    Per quanto riguarda i guadagni…ormai è morto sai che gliene puo’ importare, ma se fosse stato ancor vivo certo non gli sarebbero dispiaciute delle dracme in piu’!
    ^_^

  15. phoebe
    Febbraio 12th, 2007 21:08
    15

    1) penso si scriva per egoismo, perchè si ha voglia di tirare fuori qualcosa che urla dentro. perchè scrivere, spesso, è un rifugio non importa se serva a qualcosa o meno.
    2) leggo solo blog di persone con cui mi sento in sintonia o con cui sono così in disaccordo da diventare tignosa (ndr. testardissima in dialetto perugino). E sì, devo sentire che la persona è VERA.
    3)Non lo so, spesso sono iperbolica nel mio blog e non sempre si capisce il confine tra letteratura e vita. L’immagine di me che ne esce è di una persona molto più forte di quello che sono. Il casino che c’ho in testa, quello sì. Quello emerge bene.

  16. GipuntoE
    Febbraio 12th, 2007 21:27
    16

    @ phoebe: allora non sono il solo a far riferimento all’egoismo!
    ^_^

    riguardo il terzo punto…adesso passo a leggerti!

  17. Dania
    Febbraio 13th, 2007 14:35
    17

    Ullallà!
    Lusingata!

  18. Giuseppe Iannozzi
    Febbraio 14th, 2007 10:21
    18

    Non sono grato verso alcun scrittore. Il più delle volte penso che sarebbe stato meglio se lo scrittore avesse intrapreso una carriera in catena di montaggio.

    Non dò mai per scontato niente. Figuriamoci se leggendo un blog credo nella buona fede di chi scrive.

    Sono gli altri a disegnare l’immagine, io sono solo il loro complice, in quanto scrivente. (Odio il neologismo blogger).

    Credo che dietro ogni “scrivente” o “blogger” si nasconde una persona profondamente interessata a qualcosa. E’ questa l’unica certezza cui presto fede.

  19. giuse
    Febbraio 14th, 2007 13:50
    19

    Secondo me il testo è uno specchio che da entrambe le parti riflette l’immagine di chi scrive e di chi legge.
    Così che lo scrittore nel testo rivede la sua propria esperienza, le sue emozioni i pensieri come rielaborati dalla storia che appena scritta gli è scappata via e vive di vita propria.
    Mentre il lettore attraverso il testo reinterpreta sè stesso (sentimenti, pensieri, emozioni, esperienze, relazioni, …) e dona alla propria anima una dimensione nuova, come se aggiungesse una sfaccettatura ad un diamante.
    Ma in se stesso il testo è il limite oltre il quale nè lo scrittore nè il lettore possono andare.

  20. Dania
    Febbraio 14th, 2007 15:35
    20

    Buon san Valentino!

  21. Tittyna » » Fare la Rete
    Febbraio 14th, 2007 16:12
    21

    [...] che questo post è un’ulteriore estensione di quello pubblicato sotto, a sua volta estensione del post di Babsi, rispondo ad alcune domande che lei pone in seguito al [...]

  22. Tittyna
    Febbraio 14th, 2007 16:24
    22

    Giuse
    Secondo te vale anche per il blog? Il blog può essere il modo di superare la barriera testo, tra autore e lettore?

  23. giuse
    Febbraio 16th, 2007 18:35
    23

    A mio avviso non c’è differenza tra il blog e le altre forme di comunicazione umana, artistiche o meno, perchè tutte richiedono una fase interpretativa. Ciò che cambia è il media e la sua capacità di essere auto-esplicativo. Per esempio, il testo scritto è a un livello auto-esplicativo più alto della pittura. Il blog di genere letterario pur sfruttando l’ipertesto non si differenzia molto dal classico libro, mentre quello di tipo intimista, di riflessione personale, riproduce in forma asensoriale il normale parlare umano e in quanto tale si presta a tutte le interpretazioni e i fraintendimenti del caso. Solo le scienze esatte veicolano contenuti che di per sè sono persino più oggettivi della loro forma. Per intenderci, 2+3=5 sappiamo tutti cosa significa e per tutti significa esattamente la stessa cosa.
    Per dare un’idea di ciò che vado scrivendo provo a fare un esempio tratto da un film di Woody Allen (Manahattan) in cui il protagonista (Allen) è uno scrittore comico per la TV. Durante la messa in onda di un suo show si trova ad assistervi in cabina di regia insieme al personale addetto alla trasmissione. Allen cerca di convincere i presenti come lo show (scritto da lui) non sia buffo, non sia significante, i colleghi invece lo trovano significante e buffo, in sottofondo si ascoltano le risate del pubblico. Tre piani di significato e di interpretazione davanti allo stesso oggetto comunicativo, e l’autore che ha perso la proprietà di ciò che ha creato e la disconosce, ormai vive di vita propria.

  24. davide
    Febbraio 21st, 2007 14:50
    24

    Premetto che non sono uno “scrittore”.
    1) come esposto anche da Ars Scribendi, io considero lo scrivere (o il fotografare) un atto egoistico… magari, col tempo, elaborerò un post “visuale” sulla teoria della “cratività egoistica” perchè la posizione di A.S. è vera solo se c’è pubblicazione e riscontro da parte del pubblico. Mi sono di recente prescritto di aprire un blog proprio per questo.
    2) bona fide sì, ma solo sintonie interessanti, il tempo in più mi serve per l’atto egoistico del punto 1 ;-)
    3) ciò che fotografo/che scrivo è una proiezione di me che ricade fuori di me. non sono io. eppoi posso ritoccarlo, rifotografarlo, rileggerlo, riscriverlo. oppure farmelo ritoccare, rifotografre, rileggere, riscrivere…
    baci, d.g.

  25. Cavalcare
    Marzo 9th, 2007 18:17
    25

    Personalmente vorrei dire che l’immagine trasmessa dal mio blog non mi ritrae per niente… ma d’altra parte faccio un blog di puri deliri.

    “…ma adesso basta parlare di me. Parliamo un po di te. Cosa pensi di me?”

Leave a Reply

This entry was posted on Domenica, Febbraio 11th, 2007 at 23:24 and is filed under blog, letteratura, libri, segnalazioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Last 10 Posts

  • Numero Uno
  • Manila Benedetto, il primo romanzo
  • Un mondo a parte
  • Aggiornamento
  • New project
  • Eliselle presenta…
  • Appuntamento letterario
  • La Favola Rotonda
  • Security
  • Antonella Lattanzi
  •             BlogTime


    JujolBooksblog

    La Favola RotondaPiùBlog