Vallettopoli
Mercoledì, Marzo 28th, 2007Nina Moric, Fernanda Lessa, Aida Yespica, Francesco Totti. Molte tra le più famose bellezze del mondo dello spettacolo nostrano sono cadute nella rete di gente senza scrupoli, avida di denaro, pronta a tutto pur di fare soldi.
Tra queste, potevo forse mancare? Ebbene si, lo confesso, anche io sono caduta vittima di questa nuova professione italica, evoluzione della vecchia abitudine di infilare la testa nelle sagome di cartone per far finta di essere un pistolero del west o la regina d’Inghilterra nelle foto ricordo delle vacanze. Gente che ti viene messa accanto apposta per realizzare un foto compromettente da vendere, in maniera ricattatoria, allo stesso fotografato.
Quindi, prima che il pm di Potenza mi convochi, prima che Corona o Lele Mora mi tirino dentro lo scandalo, offro la mia confessione libera, nella speranza di uscirne fuori al più presto, e soprattutto pulita, anche se la vicenda Gregoraci mi ha fatto riflettere parecchio sulla bontà della scelta, considerando le offerte di lavoro che ha ottenuto dopo le visite a domicilio al Ministero.
È successo lo scorso anno. Mi trovavo al matrimonio di mia cugina, evento strettamente personale, la quale mi aveva anche rassicurata sul fatto che non era stata ceduta alcuna esclusiva per le foto della cerimonia e che, anzi, farsele fare le era costato un patrimonio.
Pertanto, in virtù di queste rassicurazioni, mi ero accompagnata e soffermata a chiacchierare con molte persone, senza ovviamente badare troppo a chi, in quel momento, si offriva di abbracciarmi e baciarmi, cosa peraltro abbastanza consueta in circostanza simili.
Non ho badato agli abbondanti scatti che mi sono stati rivolti, tanto meno ai flash che ci accecavano tutti senza parsimonia. Ingenuamente ho pensato che sarebbe finito lì e che, dopo qualche mese avrei potuto ammirare il meglio di quegli scatti durante le cena a casa dei novelli sposi, magari annoiandomi durante la lunga proiezione del famigerato filmino. E invece.
Durante il pranzo, in un noto ristorante fuori città, lontano da occhi indiscreti, immerso in uno splendido parco naturale, ecco che un tizio si avvicina alle mie spalle, furtivo e circospetto. Inaspettatamente, con un movimento rapido, lascia cadere sul mio tovagliolo un cartoncino per poi svanire nel nulla. Per niente intimorita apro il cartoncino e resto di sasso: sul lato sinistro c’è la foto dei novelli sposi nell’atto di scambiarsi l’anello e sul lato destro, orrore, io e mio zio Silvano. Abbracciati. Sorridenti, apparentemente felici e complici di chissà quale mistero.
Chiudo il cartoncino, mi guardo intorno, ma del fantomatico fotografo non c’è traccia. Del resto, quella che ho davanti è una semplice miniriproduzione, è evidente che il materiale scottante è ancora tutto nelle sue mani. Mi alzo, esco fuori dal ristorante per fumare una sigaretta e distendere i nervi quando il tizio di prima, sempre furtivo e alle spalle, mi raggiunge.
“Se la vuoi sono dieci euro”, mi sussurra.
Mi volto, lo squadro per bene. Ora, non che mi aspettassi Fabrizio Corona in persona, non che mi attendessi un foto meno nitida, magari fatta con un super teleobiettivo, per dare l’idea dello scatto rubato.
Ma dieci euro. Dieci euro.
Non ho ceduto al ricatto, caro Woodcock, e quella foto, se manderà i suoi 007 da “Poletti foto e figli”, la troverà ancora nel loro archivio. Sono una ragazza per bene io, sotto i duemila euro.






