Era il 24 febbraio del 2004. Le undici di sera, più o meno. Internet era entrato in casa mia da circa quattro mesi, e ne avevo sentite, in precedenza, di tutti i colori. C’erano amici che giocavano online e mi raccontavano meraviglie, amiche che facevano le loro spese sul web, magnificando le lodi di una pratica tipicamente on the road, lo shopping, diventato improvvisamente salottiero. Ogni tanto, quando paventavo il desiderio di annullare la distanza tra me e la tecnologia, ecco venir fuori aspiranti tecnici che mi mettevano in guardia contro i pericoli della rete: i virus, il porno, i maniaci. In parte avevano ragione, visto che beccai un virus che mi spegneva il computer trenta secondi dopo averlo acceso, con un countdown che, la prima volta, mi gettò nel panico totale. Pensare che allora, a parte accenderlo e spegnerlo, sapevo fare ben poco altro.
Il primo approccio fu minimalista. Non mi resi realmente conto della vastità di questo mondo, e mi limitai a qualche piccola ricerca con yahoo, seguendo le luci dei miei interessi: i libri, l’informazione, il cinema, le scarpe. I miei preferiti, in confronto ad oggi, erano una piccola, tristissima lista di siti ufficiali.
Poi ci fu il forum. Incontrai quello dello scrittore Andrea De Carlo. All’inizio pensai fosse un luogo di scambio culturale ed allora provai a seguire. Avevo letto parecchi suoi libri, un paio non mi erano dispiaciuti. Durò una settimana, e me ne allontanai subito. Sembrava un gioco per bambini cresciuti, tutti a cullare l’illusione che lo scrittore leggesse realmente quelle righe. Ma era un confronto unilaterale, monco, inutile. Lui non interveniva mai.
Da lì a poco scoprii la chat. Una fregatura. La chat ti frega sempre, all’inizio. Cominci per gioco, come con le sigarette, poi ti accorgi di voler tornare in fretta a casa, per accendere il pc e vedere chi c’è. Qualcuno comincia a cercarti con insistenza, nasce il circolo degli amici, nasce il desiderio di restare in contatto, di raccontarsi le cose, anche qualche maldestro tentativo di approccio sessuale.
Però, almeno per me, fu bello. Dopo qualche tempo creai una stanza tutta mia, il “Salotto di Titty”. Eravamo, più o meno, sempre gli stessi, c’incontravamo la sera, dopo cena, e spesso tiravamo tardissimo, bel oltre la mezzanotte, sempre con un sacco di cose da dirci. Alla fine, però, mi accorsi che il centro pulsante di tutto era il sesso. Tutto era mirato ad ottenere un numero di telefono, un appuntamento, una conclusione, sempre uguale. I primi tempi, quando qualcuno, ed in chat accade spesso, metteva in dubbio la mia femminilità, non perdevo tempo e davo il mio numero, per sbattere in faccia al malcapitato non solo il mio essere realmente donna, ma anche la mia rabbia per quella sfiducia a priori. Ci misi un po’ a capire, beata ingenuità, che era solo un modo per accelerare i tempi, per giungere prima al contatto reale e diretto. Furono quattro mesi belli, intensi, per me che vivevo tutto con stupore, con curiosità mai appagata, con entusiasmo.
Però avevo sentito già parlare dei blog. Non avevo ancora capito bene di cosa si trattasse, però sentivo uno strano richiamo, una voce che mi spingeva a capirci qualcosa di più. Quando il blog su Clarence prese vita, i miei primi lettori furono proprio gli amici del “Salotto”. All’inizio m’incoraggiarono, e lessero i primi post con interesse, quasi stupiti dei miei testi. Non sapevano che la scrittura per me era molto più che una passione, e che forse la chat era stata solo un periodo di ambientamento alla rete, alle modalità di scrittura e di rapporti su internet.
Quando cominciai ad abbandonare la chat per dedicarmi esclusivamente al blog non tutti capirono. Alcuni continuarono a leggermi per un po’, altri sparirono subito, seguiti poi, a breve distanza, da quelli che pensavano fosse solo una passione passeggera. Di loro, di tutti loro, è rimasta solo una persona a leggermi, una persona che ogni tanto, qua e là, mi lascia traccia della sua presenza, ed è, forse inconsapevolmente, il mio unico legame con il passato virtuale. Ma li ricordo con affetto tutti quanti.
Dal blog su Clarence al Tittyna Blog su dominio personale c’è stato un bellissimo intermezzo su Excite, blog nato dall’esigenza di dividere la mia necessità di postare da un lato i miei racconti, dall’altro la mia quotidianità. Su Excite, tra l’altro, si era creata una comunità di blogger, quasi tutti romani, della quale ho fatto parte e che è stata un’esperienza irripetibile. Un gruppo di almeno dieci, dodici blogger che scrivevano, si leggevano, commentavano, litigavano, si riappacificavano. Ricordo feste di compleanno e semplici pizze, ricordo telefonate, cene in casa, fotografie, discussioni fiume sul messenger, ed una volta, con Asia, arrivammo addirittura al mattino seguente. Vedemmo sorgere lo stesso sole, dopo un’intera notte passata a raccontarci vita, sogni e speranze, tutto condito da sentimenti così forti da lasciarci tanto stupite quanto felici di esserci incontrate. Di loro, di tutti loro, almeno qui, è rimasto solo Bruce Lee a leggermi. Lui è stato anche l’unico, di quel gruppo, a condividere con me il momento più bello vissuto da blogger: la presentazione del libro con il mio racconto. La prima copia che con estremo pudore e vergogna ho dedicato e firmato, è stata la sua.
Poi c’è stato il blog su Splinder, quello appena accennato su WordPress, e qualche altro tentativo a caccia della piattaforma migliore.
Sono passati tre anni. Sono successe tantissime cose, fuori e dentro il blog. Ho cambiato lavoro almeno tre volte, ho realizzato il sogno di veder pubblicato qualcosa di mio. Ho incontrato persone straordinarie, mi sono trovata in luoghi impensati, mi sono svegliata ed il primo volto che ho visto è stato quello di una donna unica e meravigliosa che, fino a poco tempo prima, era solo un nickname. Tre anni. Solo tre anni. Addirittura tre anni. È vero che questa esperienza è qualcosa di totalmente personale, è vero che ognuno di noi ha provato almeno una volta il desiderio di chiudere tutto e dire basta. È vero che ancora nessuno, tra quelli che lo hanno detto e anche fatto, sono riusciti a resistere abbastanza da non caderci più. Sono tornati tutti, in un modo o nell’altro. Da una porta o da una finestra.
Io ho un solo rammarico, in tutto questo: di aver cominciato solo tre anni fa.
Auguri, mio blog, e cento di questi giorni.

AUG
scusa quell’AUG ma è partito in automatico! AUGURI AUGURI AUGURI mia dolce Tittyna, a te e al tuo meraviglioso BLOG. TVTTTTTTTTTB BACI BACI
E’ stato bellissimo seguirti in questi 3 anni e tu lo sai quanto io adori leggerti. Ricordo quando con ansia aspettavo le stampe dei post di Calde Luci Rosse… Devo dire che ora che posso leggerti quando voglio è decisamente meglio! Ti adoro..
Ramy
Ma tre commenti perché il blog fa tre anni? Non oso immaginare cosa farai tra dieci.
Lo sai, se ripenso a quando ti leggevo i post prima ancora di pubblicarli, mi sembra passato un secolo da allora. E nonostante il primo anno del blog sia stato, per contro, uno dei più duri e difficili della mia vita, restano ricordi bellissimi. Mi rende felice pensare che le cose brutte sono passate e ormai svanite mentre le cose belle, come la nostra amicizia, resteranno sempre con noi.
Un bacio tesoro.
Ciao cara Tittyna.
Anch’io ero passata anni fa dalle chat di yahoo a msn poi dal blog di Excite ai blog di Splinder.
Pur essendo sempre stata una prudente di chat.
Doveroso il cellulare doppio, quello primario, il più importante con numero dato ai famigliari, fidanzato del momento, e usato principalmente per lavoro!
Ed il cellulare B col numero da dare tranquillamente in chat a chi ti aggrada in quel momento e te lo chiede e pensi, ma si sentiamoci pure.
Da spegnere quando non vuoi “rotture” di sorta.
Da qualche anno mi ritengo una BLOG-DIPENDENTE, spero non sia troppo grave.
Prima c’erano i libri, ora ammassati sul comodino che purtroppo vanno un po’ a rilento pur essendo ancora i miei amici più fedeli (almeno loro lo sono!)
Io però li ho traditi coi blog, mi piace leggere le storie, confrntarmi con altre donne, capire gli altri e me stessa, apprendere!
Bella la tua storia!
Un carissimo saluto!
Povero Bruce Lee…Ancora spera che tu gliela dia…
24 febbraio 2004: il mio primo figlio compiva 20 anni e le mie incursioni nel mondo virtuale erano appena cominciate: un forum, qualche gruppo su Yahoo, qualche incursione in chat.
Il blog sarebbe giunto qualche mese dopo, complice anche un periodo di semi-disoccupazione.
Da allora, con nick diversi, ho seguito anche una parte del tuo cammino (prima su splinder ed ora qui).
Siamo di due generazioni diverse (e forse fra di noi c`è anche un’altra generazione). Eppure è sorprendente come i cammini e le esperienze siano molto simili.
È per me anche un segno di speranza.
Grazie. E anche da parte mia, tanti, tanti auguri.
Eruner
Tanti auguri al tuo blog, non mi ero reso conto che sono già passati tre anni!
Sono commosso per la citazione in questo post, davvero, non me l’aspettavo. Sappi che in tutti questi anni, da quando cominciai a leggere il tuo blog su Clarence, non è mai diminuita la stima e l’ammirazione che ho per te, anzi sono cresciute a dismisura. In più di un’occasione hai dimostrato di saper scrivere bene su argomenti vari e questa è la prova lampante del tuo talento.
Sono anche felice di essere stato presente in momenti importanti della tua vita, come la presentazione del libro che hai ricordato: sappi che quella copia con dedica, è lì sullo scaffale della mia libreria e la custodisco gelosamente, è uno dei tesori più preziosi che possiedo e non potrei separarmene per nessuna ragione al mondo.
Sono felice di continuare a leggerti, di condividere con te questa passione per il blog, di leggere ogni tuo post, racconto, articolo, riflessione o altro, sei innamorata dello strumento Blog e questo amore è contagioso, coinvolge anche i lettori.
E’ stato bello ripercorrere questi tre anni leggendo il tuo post, ho nostalgia anche io di quel periodo in cui si era formata la comunità di blogger romani e ricordo perfettamente quelle splendide serate. Voglio sperare che non rimarranno solo dei bei ricordi e che si potrà ricreare quell’atmosfera che ci rendeva così uniti e felici.
Un abbraccio e ancora auguri per il blog, non mettere mai da parte l’entusiasmo.
Bhé…
Potevo mancare io?
Aggiungo, ai tanti, anche gli auguri miei.
E visto che, FINALMENTE, il proxi-server mi permette di farti visita interpreto il tutto come un buon auspicio.
Ciao
Fabio
Augurissimi tesorina!
Auguri auguri
Auguri e un bacione.
Tanti auguri a te e al blog. Il Fato ti sia benigno e le querce trasudino miele al tuo passaggio.
x Ego: guarda che l’ha gia’ data a Bruce Lee. Proprio in occasione del secondo compleanno del blog, febbraio 2006. Titti festeggio’ con gli amici da Romoletto er Frocio de Citta’, (Pizza in quantita’). Complice l’atmosfera romantica, Titti accetto l’invito a vedere la collezione di versioni di Dalla Cina con Furore a casa di Bruce. Una volta arrivati, mi raccontava Titti, lui, malandrino, mise come sottofondo musicale Qualcosa di Grande (versione dei Gem Boy).
E la sventurata rispose.
bella la desfrizione della chat.
io ho un blog da un anno e a volte mi pento: non di essere arrivato tardi ma di dedicare tropo tempo alle rete. e di perdere qualche passeggiata e qualche buon libro.
il problema è il dosaggio: ci vuole equilibrio.
cioé: ci vorrebbe.
comunque:
auguroni titty
Possono mai farti mancare i miei?
Rose
SI, abbiamo un percorso che a volte collima. Credo ce ne siano molte di storie come la mia, e la tua, in giro per la rete.
Ed anch’io, come te, da tempo privilegio la lettura di blog a quella dei libri, spesso rammaricandomi del poco tempo che dedico a mille altre cose. Ci vorrebbe più tempo, il tempo, che magnifica ossessione, il tempo.
Un bacio
Eruner
Credo fermamente che il blog, oltre ad annullare le distanze fisiche, sia capace di annullare le distanze temporali e generazionali. Credo sia un modo per confrontarsi più con le idee, le opinioni, i sentimenti, che con l’età anagrafica.
Credo sia un vantaggio, qualcosa di fortemente positivo, perché spesso, nella quotidianità, tendiamo a cedere più facilmente ai pregiudizi, e quindi a ritenere determinate persone troppo giovani, troppo vecchie, semplicemente con una rapida occhiata. Qui, invece, siamo idee, anime, senza alcun vincolo con l’età.
Un abbraccio, e grazie.
Bruce
Come potevo non citarti, tu ci sei sempre stato.
Questo post, è vero, oltre ad essere un resoconto di tre anni online, è anche un quadro sentimentale, affettivo, di quello che ha attraversato il nostro cuore in questi anni. Il guaio, o la cosa bella, non lo so, è che anche i nickname seguono il corso della vita dei loro proprietari. E’ inutile continuare a parlare di virtualità, quando la vita ci cambia i tempi e le abitudini, e magari ci porta lontano dal blog per tanto tempo, o a cambiare temi, amicizie, interessi. E’ la vita vera, per strada, al lavoro o sul blog.
Ti voglio bene, ti abbraccio forte, ti ringrazio di tutto.
Un bacio.
Fabio
Bentornato! Sono davvero felice soprattutto del fatto che tu sia tornato qui. Mi è dispiaciuto molto, ma non potevo mantenere anche il blog su Splinder.
Grazie per gli auguri, ti abbraccio forte.
Loska e Dania
Ma cosa ho fatto di tanto bello per avere voi due, qui, a farmi gli auguri?
Vi terrei strette in un abbraccio eterno, bellissime mie.
Roberto
Grazie Rob. Dimmi almeno, però, che ne dimostro solo due.
Un bacio
PTMY
Ti ringrazio per gli auguri.
Non credo che Ego necessitasse di una risposta, e soprattutto penso che tu abbia una tale creatività da meritare argomenti migliori.
Sfruttiamolo, questo talento, no?
Un bacio
Remo Bassini
Tutto giusto, sono d’accordo: equilibrio, dosaggio.
Però aggiungo: lo sai che attraverso i blog ho fatto passeggiate in luoghi dove non sono mai stata?
E poi, ti chiedo, e mi chiedo, sarà mai possibile essere equilibrati nella passione?
No, penso proprio di no. Che passione sarebbe?
Un bacio grandissimo.
Dirk
No, non puoi proprio, mi conosci anche tu da troppi anni.
Un bacio e grazie.
E senza i blog non ci saremmo conosciute…:-( W il blog! E augurissimi per tutto, tesoramia!
Ma tanti auguri da una ex chat dipedendente, che ha bazzicato per newsgroup, che ora bazzica per blog e forum e che la prossima estate festeggerà i suoi primi 10 anni di internet (il mio primo modem era un 14.4… ehm ehm…).
Ciao Tittyna e auguri
ammetto di non essere sempre passato sul blog però grazie ad Internet e a Lisa ho scoperto una bravissima scrittrice e una ragazza bella, intelligente e solare.
Sei grande !
Un bacione e auguri, per il blog e per tutto :*
Marco
P.S: sei ancora su Play Radio?
Un modo come un altro per farsi sentire, per sentirsi meno soli, per sfogare una passione, per leggere l’anima degli altri talvolta nascosta dal muro di un pc… Buon compleanno Blog. Auguri a te, Tyttina.
so cosa provi, auguri…
p.s.
e nemmeno una ruga..
Placida
*****
E’ vero Mamà, ma è una cosa alla quale non voglio neanche pensare. Ci sei, solo questo conta.
Imogene
Scommetto che internet era ancora in bianco e nero.
Un bacio
Marco
Grazie per gli auguri, e per aver ricordato il ruolo importante di Lisa quando, qualche anno fa, intorno a lei ed al suo blog ruotava un mondo fantastico, intenso, ricco di idee e di iniziative.
E’ parecchio che non vado in onda su Playradio, ma ho lasciato una sostituta migliore della titolare, Dania.
Un bacio
Mariella
Si, hai ragione. A me poi ha dato cose il cui valore è inestimabile, tipo le cose che non si possono comprare con Mastercard.
Un bacio
Hobbs
Hai visto? Tre anni e non sentirli.
Un bacio, e grazie per il commento al post precedente.
merito tuo…
TITTYNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
auguri auguri auguriiiiiiiiiiii
è commovente…io pure ci stavo quando eri “nata” e sei ancora una pupina!!!
Auguri, anche se in gran ritardo!
Ciao Tyttina. E’ la mia prima visita al tuo blog e credo che ce ne saranno altre. Anzi, ne sono certa. Leggendo il tuo blogversary, mi sembrava di rivivere la storia degli ultimi 4 mesi della mia vita, almeno nella prima parte. La chat … la noia di certi approcci! Da …? Anni? Lavoro? Sposata? Hai MSN? ecc. ecc. Io in chat, capito l’andazzo, ho rovesciato tutte le regole del gioco e ho bistrattato furiosamente decine di interlocutori, in un delirio da “angelo sterminatore” di cui mi vergogno anche un po’. Decisamente eccessivo. Stragistico. Una mattina di 20 giorni fa, mi sono svegliata ed ho deciso di aprire un blog. Ho chiuso in quel momento con la chat, senza possibilità di ripensamento, almeno credo. E qui finisce la parte comune dei nostri percorsi. Il resto è tutto da vedere e costruire! Mi piacerebbe farlo in tua compagnia. Vienimi a trovare se ne hai il tempo. Ciao. Giulia.
bellissimo post, complimenti.
ho ripercorso anche io mentalmente la mia quasi decennale “vita virtuale”, dalle prime chat su Caltanet, al forum Maidirenet… che tempi, ancora le forme di Social Networking erano le chat ed i forum! Dovevano ancora nascere i blog, gli spaces, le community vere e proprie!
Interessanti le riflessioni sull’invasività del web, ma alla fine mi sento di poter dire che ad oggi “uso” la rete, non ne vengo più usato.
Il bello della rete è che disaccoppia distanze fisiche e distanze emotive: un tempo “dovevi” essere amico di chi ti abitava vicino, anche se non avevi nulla in comune in termini di interessi. Oggi puoi essere amico di chi ti è vicino in termini di passioni, di interessi. E questo è meraviglioso!
Complimenti ancora!
Ciao!
billizzimo il tuo blog!…
Continua così…Baci8li!!!!!
^=^Gioitta^=^