Diario di una magnifica massaia quarantenne

Giovanna Hugues
“Diario di una magnifica massaia quarantenne”
Unwired media – collana Scrittomisto – 2006
Giovanna Hugues, in rete Viscontessa, per gli amici semplicemente Viss, è sempre stata una scrittrice. Lo era agli albori dei blog, lo è oggi, lo era probabilmente anche prima che qualcuno le mettesse davanti un computer.
Le sue storie, a volte brevi, spesso invece lunghe e articolate, ci offrono sempre dei personaggi ben delineati, precisi, immersi in realtà che sfuggono i confini precisi tra il verosimile e l’assurdo per consegnarci un mondo dove tutti viviamo a volte senza accorgerci. Perché lei, la Viss, spesso ti da la sensazione di osservare il mondo anche per te e che, tra quei personaggi che descrive con precisione, ci sei anche tu. Una delle caratteristiche più spiccate del suo stile, unico nel suo genere ed è anche per questo che non può sottrarsi all’appellativo di scrittrice, è quello di partire da un piccolo dettaglio insignificante per raccontare poi storie universali, all’interno delle quali quel piccolo dettaglio a volte scompare, altre mantiene inalterata la sua fondamentale importanza. I piani di lettura dei suoi racconti sono molti, dal semplice intrattenimento ironico e leggero, all’approfondimento dei comportamenti umani e sociali, laddove non sono presenti mai giudizi definitivi quanto la condivisione della scrittrice con i suoi lettori, alla ricerca delle proprie stesse debolezze. Questo crea, da subito, una preziosa empatia tra chi racconta e chi legge, sperimentata con successo già nel blog e trasposta, senza difficoltà, nel libro.
“Diario di una magnifica massaia quarantenne” è sì una raccolta dei migliori post pubblicati sul suo blog, ma quel che differenzia questo libro da altre esperienze analoghe risiede nel fatto che Viss era una scrittrice prima ancora di avere un blog. Lo era non perché avesse pubblicato libri precedenti (non è questo a fare di qualcuno uno scrittore), ma per la sua originale capacità di raccontare piccole storie universali con uno stile ed un linguaggio personale ed unico.
Scrittomisto ha avuto il merito di concedere alla scrittrice la possibilità di trasferire su carta, di fermare, di fare un bilancio ed un’analisi, il lavoro svolto in questi anni di blogging. Un punto di partenza, questo godibilissimo volumetto, che dovrebbe dare modo alla Hugues di cimentarsi in un lavoro più ampio, più ragionato, fosse anche una raccolta di racconti a tema. Libri che, come il “Diario”, possano essere letti tutti d’un fiato ma anche a distanza di tempo, oppure a piccole dosi, magari quando l’argomento di un racconto riguarda direttamente le vicende personali di chi legge.
Giovanna Hugues è un talento che andrebbe indirizzato, spronato, sostenuto, una di quelle scrittrici di cui ci si dovrebbe occupare con l’interesse che meritano il talento e lo stile. Permetterle di perdersi sarebbe un peccato.
La stampa.it
Oggi, grazie al sito web del quotidiano nazionale “La Stampa”, possiamo fare qualche osservazione su come si fa giornalismo in Italia, su come si può rendere un cattivo servizio ai lettori e, di conseguenza, come tentare di indirizzare l’opinione pubblica mediante la forzatura nell’uso delle testimonianze. La vicenda trattata è quella dell’omicidio di Vanessa Russo avvenuta a Roma, pochi giorni fa.
Come potrete leggere, seguendo il link, il titolo di questo articolo ci da in maniera inequivocabile un indirizzo ben preciso: è stata Vanessa Russo a spingere. Seguiamo un attimo le frasi evidenziate: titolo, sottotitolo, capoversi.
1-E’ stata Vanessa a spingerle.
2-Il racconto dei testimoni.
3-Vanessa l’ha spinta.
4-Costanza non c’entra.
È tutto chiaro? Anche la palese falsità tra titolo e secondo capoverso? (Spingerle-spinta)
Al lettore distratto, quello che legge il titolo e le prime righe, questa frase suscita il pensiero che sia stata lei, Vanessa Russo, a “cominciare”. Lasciando da parte facili considerazioni ovvie (seppure fosse stato così, nulla toglie alla gravità spropositata della reazione, e nulla giustifica un omicidio, a parte la legittima difesa) vado a cercare nell’articolo notizie più dettagliate.
Il capoverso che riguarda la testimonianza da cui prende spunto il titolo riprende nuovamente la frase: Vanessa l’ha spinta. Chi ha spinto? Ovviamente l’assassina. Vanessa ha spinto l’assassina. Già, ma quando?
S.S., la ragazza di Potenza che ha rilasciato questa testimonianza afferma che Vanessa ha spinto la sua assassina una volta uscita dal vagone, dopo che lei stessa si era lamentata, sul vagone, di essere stata a sua volta spinta dalla ragazza con l’ombrello.
Quindi, secondo la testimonianza, Vanessa Russo è stata spinta dalla ragazza con l’ombrello dentro il vagone, mentre attendeva l’apertura delle porte, alle sue rimostranze, citate dalla testimone, non ha ottenuto risposte, tanto meno scuse (come farebbe chi ha inavvertitamente urtato qualcuno), e poi, una volta fuori, è stata lei a spingere via la ragazza romena che l’ha successivamente colpita a morte.
L’articolista, in base a questa testimonianza afferma che: “Doina si è ancora una volta difesa parlando di «un tragico incidente», ribadendo di essersi difesa da un tentativo di aggressione da parte di Vanessa. E due testimoni sembrano confermare la difesa delle due rumene.
Il messaggio è: Costanza non c’entra nulla, Doina si è solo difesa da una pericolosa aggressione.
L’articolo su la stampa.it non è firmato. Le considerazioni sulla qualità del servizio giornalistico offerto le lascio a voi.




