“FICTION”
Serata vintage
Ma sì, dai, fingiamo, perché no. In fondo lo fanno tutti, e magari è meglio così, non credi? Tu soffri meno, io soffro meno, e fingendo insieme la finzione riesce meglio, con più gusto e reciproca soddisfazione. Immagina di tornare a casa, sorridente dopo una lunga giornata di lavoro, ma sereno perché già sai che fingerò di non sentire quell’odore diverso sulla tua giacca, quel capello biondo sul tuo maglione, tu che capelli non ne hai più da anni, ormai. Tu fingerai di non accorgerti che sto fingendo di non accorgermene ed io, a mia volta, fingerò altrettanto.
Fingerò di essere felice nel prepararti la cena, mentre tu, gioviale, fingerai di raccontarmi con dovizia di particolari, la tua noiosa giornata tra scartoffie e telefonate di lavoro. Dirai quello che è giusto dire fingendo accuratamente di dimenticarti i soldi spesi per il regalo alla segretaria, l’aperitivo preso al bar con la tua amica della palestra e la fugace scopata in macchina, nel vialetto dietro il supermercato, con l’insegnante della scuola di ballo. Fingerai stupore davanti al bigliettino con il numero di telefono caduto accidentalmente in terra, ed io fingerò di credere che accadano davvero fatti inspiegabili, a volte.
Dopo cena fingerai di essere interessato alla mia vita, e mi chiederai della mia giornata, fingendo di essere attento alle mie parole pur se stai seguendo la partita di calcio alla televisione. Io fingerò di raccontartela, ripetendo con monotona sacralità la litania dei compiti diligentemente svolti da brava donna di casa, ma fingendo di dimenticarmi l’uso smodato della tua carta di credito e le ore liete trascorse in compagnia di un amante occasionale nel nostro letto. Fingerò d’essermi annoiata nell’attesa del tuo ritorno, preda del desiderio di rivederti. Fingerò di trovare interessante la partita e poi, a letto, fingerò di aver voglia di te, delle tue passionali attenzioni tra le lenzuola, questo un po’ meglio di quanto lo fingerai tu.
Aspetterò paziente il momento giusto, e poi fingerò di godere come piace a te, mentre tu avrai finto, fino all’orgasmo, di scopare con me, e di non pensare all’insegnante di latino-americano.
Poi, domattina, fingeremo di essere allegri e speranzosi per la nuova giornata che inizia, e fingeremo ancor meglio d’essere dispiaciuti per il momentaneo distacco, aiutati dalla certezza che sta accadendo davvero, grazie al Cielo. E andremo avanti così, fingendo di amarci, e di essere felici, come tutte le coppie che conosciamo, quelle come noi, quelle “normali”. Fino a quando uno dei due sarà obbligato dalla sorte a fingere di morire, e lo farà così bene che tutti ci crederanno e sarà tumulato per questo. L’altro fingerà di essere distrutto da un dolore inconsolabile, mentre tutti intorno fingeranno di comprenderne la portata e mai come in quell’occasione, sarà tanto vero.
Poi partirà la sigla.
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9 Responses to ““FICTION””
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Ci caspisco sempre meno.
Questa storia mi sembra molto personale.
E allora giudico il racconto, evitando di capire se ci sono dei nessi “personali”, della tua sfera privata, da capire.
Sei ancora una bella penna.
Ma nel qual caso ti passasse per la testolina di entrare in JuJol, fammi un fischio o tirami uno schiaffo e capirò.
Beppe
…avvolte la realtà è ancora peggiore delle finzione…o la finzione rende la realtà migliore…
..in entrambi in casi, non si è felici.
Complimenti ho scoperto oggi questo blog,mi trovo perfettamente concorde con quanto tu scrivi,sono situazioni che riguardano il 90% delle coppie,si rimane insieme per abitudine,per non restare soli,e diventa tutto una grande farsa.Hai dato un bello schiaffo a queste pagliacciate,complimenti.
Ho saputo ieri sera, per caso purissimo, che qualcosa t’era andato storto. Spero che la nebbia si stia diradando, come sempre succede presto o tardi. Spero di rivederti in giro.
Aripijate, principe’
[Ste]
Beppe
No, niente di personale, solo uno sguardo un po’ più attento a quel che vedo intorno a me. Che in questi ultimi mesi ho avuto molto tempo per guardare.
Abbraccio e bacio.
Maxanima
Ho sempre preferito una pessima realtà ad una bella fiction. La vita si vive in diretta, meglio fare qualche errore, e magari pure pagarlo, che recitare un copione mal scrittto.
Ti abbraccio forte, e benvenuto qui.
Andrea
Grazie Andrea, era esattamente quel che volevo fare. Benvenuto e un bacio.
Ste
Lo farò lo farò, siamo gente tosta, noantri.
Un abbraccio e grazie di essere qui.
La tua analisi è molto amara ma lucida, sei un’attenta osservatrice e purtroppo, hai fotografato una situazione piuttosto diffusa nelle coppie. L’importante è fingere, con sé stessi, con gli altri (per far vedere agli amici che va tutto bene) e con il partner. Come a dire: basta salvare le apparenze. Non si può vivere una fiction perenne.