Mancano pochi giorni al Natale e l’aria di festa ancora non si percepisce. O almeno io no. Nelle case, nelle strade, perfino nei negozi, dove negli ultimi anni abbiamo visto comparire babbi natale già dopo ognissanti, la gente sembra aver dimenticato l’approssimarsi della festività più classica del nostro calendario. Qualche festone, qualche luminaria, ma niente in confronto al recente passato, quando natale durava due mesi ed era tutto uno spreco di luci, nastrini, pacchetti e gente per strada.
Cosa sta succedendo? Stiamo riscoprendo la sacralità di una festa tipicamente religiosa, oppure il consumismo si è acquattato dietro l’angolo ed aspetta l’ultimo momento per saltarci addosso ed azzannarci alla gola? O forse il consumismo è morto di fame e non abbiamo ancora ritrovato il cadavere? O forse ci siamo improvvisamente accorti di quello che ci succede intorno, dentro casa o appena varcata la frontiera?
Mi piace pensare che i regali, quest’anno, saranno baci ed abbracci. Saranno tempo da dedicare all’ascolto di chi ha voglia e bisogno di parlare, al sostegno di chi sta sul punto di mollare, alla condivisione del poco che si ha. Chissà se sarà davvero così…
Io domani comprerò un pandoro. Lo metterò sotto l’albero che farò domenica e poi cercherò di avere accanto a me solo chi mi vuole bene. Magari questa nuova casa mi sembrerà più calda e accogliente. Magari sarà un natale diverso dagli ultimi che ho trascorso, e magari, finalmente, mi sentirò serena, con meno pacchi da scartare e più occhi da tenere nei miei. Anche solo due, ma pieni d’amore. Qualcuno gradisce una fetta?

Siamo solo più poveri, Titty.
Soltanto il 54% degli italiani hanno un posto di lavoro fisso con uno stipendio tra i 1000 e i 1300 €, il resto, cioè metà della popolazione italiana è fatta di precari, disoccupati, pensionati. Nessuna riscoperta di sacralità – che cosa sarebbe poi? l’idiozia di Ratzinger che rifiuta d’incontrare il Dalai Lama?
Non mi sembra che oggi si sia più buoni: le morti bianche continuano, per le strade non puoi camminare che ti accoltellano per pochi spicci (parlo delle zone calde di Torino, per parlare di una realtà che conosco), i ladri ci sono, gli assassini pure e sempre in misura maggiore… Adesso a Natale usciranno i memorali di certi assassini delinquenti nonché una linea di vestiti… Titty, sarò negativo, ma questo è un tempo barbaro di vile medioevo tecnologico.
te lo dice uno che ci lavora col natale …macchè tutti si affannano all’ultimo minuto sarà il solito natale magari il panettone sarà quello da meno e il Dom Perignon sarà un Moet normale… in ogni caso auguro che il tuo sia quello che desideri
Io quella fetta la accetto molto volentieri e per davvero, non potresti farmi regalo più bello che la tua compagnia, sarebbe un Natale diverso dal solito, come hai detto tu. Per quanto riguarda la prima parte del tuo post, penso che le ragioni siano tutt’altro che nobili: la crisi si fa sentire e la gente ha meno soldi da spendere non solo in regali, ma anche in cenoni, abbigliamento nuovo per Capodanno, botti e tutto il resto, incluse decorazioni natalizie. Altro che valori riscoperti.
Temo anche io che sia la crisi… Però resta strano: io devo ancora fare l’albero (e tra l’altro quest’anno devo comprare tutto perché è il primo albero nella nuova casa “a due”) e stamattina ho vagato per ore ed ore tra negoz diversi senza trovare sugli scaffali un filo di luci, una pallina, un festone.
(Bellissimo il tuo post)
Io sì, grazie. Ricambio con una di pandolce. E tanti baci. :-*
Io credo in una sola cosa, l’amore. L’unica cosa che possiamo coltivare senza che nessuno possa tassarlo, è opera nostra, è gratis, ci appartiene. Buon Natale Titty, buono il pandoro.
Grazieee!!!
Bellissimo post…uno specchio in cui riflettere il mio spirito natalizio.
Da hefedra
La cosa più strana di tutto questo post (quasi surreale) è il commento di questa tal Fabiana che mette in campo faccende familiari (se poi sono vere) e fa una scenata sul blog. E’ da matti, oramai la fantasia è superata dalla realtà ed anche quella che era una “identità” alternativa forse per smania di protagonismo diventa piattamente uguale all’identità reale. Così Tyttina ha un volto, un corpo e parenti malati facendo diventare tutto incredibilmente piatto. Adorabile brunetta, mi sa che dovresti cambiare identità sulla rete, chiudere tutto e ricominciare daccapo…
manca la grana… of course
e si espande la paura… l’argentina è più vicina di quanto pensavamo. Non capita sempre agli altri.
Concordo con te anzi spero davvero che prima o poi sia così ma purtroppo mi viene da pensare che Giuseppe Iannozzi uno dei commentatori sopra abbia ragione. Siamo solo tutti un pò più poveri. Voglio sperare però che questa assenza di possibilità faccia risvegliare tutte le cose che tu hai elencato nel tuo post. Ti ho letto con piacere. Un saluto. W.S. Harris