Io sono leggenda
La prima domanda che sorge, uscendo dalla sala è: perché intitolarlo così? Poteva chiamarsi “Virus letale”, oppure “La rinascita della terra”, o in molti altri modi. Chiamarlo “Io sono leggenda”, confidando nel fatto che la maggior parte degli spettatori non sanno che l’idea di base è tratta da un romanzo di Richard Matheson che porta lo stesso titolo e poco altro in comune con il film, è una pura e semplice operazione di marketing.
Per evitare di sottolineare solo gli aspetti negativi, dirò che di notevole ci sono le locazioni, davvero ben realizzate, alcune scene di desolazione newyorkese con animali che scorazzano per Time Square, una discreta interpretazione di Will Smith, modello Indipendence Day. Però è bene non aver letto il libro, se si vuole godere appieno dello spettacolo, diversamente non si può fare a meno di restare delusi, all’uscita dal cinema, soprattutto per via di un finale politically-correct che dimentica completamente quanto accade nell’opera di Matheson e ci offre una soluzione finale consolatoria. Una storia che narra la fine dell’umanità trasformata in un trionfo dell’umano bene sul male. Finale fiacco e scontato, come pure la realizzazione di umanoidi già visti e rivisti, roba da far rimpiangere gli zombie di “Thriller”.
È vero che spesso la trasposizione cinematografica di un buon romanzo delude i suoi lettori, ma qui ci troviamo di fronte alla semplice ispirazione e sarebbe stato meglio saperlo fin dall’inizio, piuttosto che giocarsi la carta romanzo in maniera così tanto forzata. Il protagonista mantiene, rispetto all’originale, soltanto il nome. Al di là degli adattamenti temporali più che comprensibili (tutto ciò che usa Will Smith nel film ai tempi della stesura del libro neanche esisteva), i cambiamenti riguardano praticamente tutto, dalla psicologia del protagonista, Robert Neville, alla sua abitazione. Dal suo rapporto con i vampiri, alla mancata diversificazione tra vampiri morti e non morti, che poi è alla base della trama del romanzo. Anche le circostanze della morte della moglie sono diverse, lo stesso cane non è di proprietà del protagonista, come invece accade nel film, ma piuttosto l’unico essere vivente con cui Neville, nel romanzo, riesce a fatica ad allacciare un rapporto.
Non vi dico nulla sul finale, che ai lettori del libro risulterà totalmente riscritto, ma vi consiglio di non fare riferimento all’opera originale.
Se invece non sapevate neanche dell’esistenza del romanzo di Matheson, acquistatelo e godetevi lo spettacolo che la vostra fantasia saprà realizzare, certamente migliore di quello che vedrete al cinema. E allo stesso prezzo.
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7 Responses to “Io sono leggenda”
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Un saluto veloce da convalescente
Continuo ad avere dubbi atroci sull’andare a vederlo stò film….
Dania
Chi è, che ha detto convalescenza???
Un bacio e rimettiti subito, è un ordine.
Dirk
Se non hai letto il libro puoi andarci. Certo, si poteva fare qualcosina di più e di meglio.
porc…dovevo leggerti *prima* di andare al cinema…12 euro buttati!
La cosa potrebbe essere un pò impegnativa ma si potrebbe fare una triangolazione tipo: leggo il libro, mi rivedo “occhi bianchi sul pianeta terra”, vado a vedere il film con Will Smith ed alla fine mi faccio un’opinione in merito… Un saluto abbraccioso.
Incredibile, un’opinione sul film identica a quella che mi ero fatto io. Ho letto di tutto, tranne la cosa che mi sembra + ragionevole: il film non ha niente a che vedere col romanzo ne tradisce il filo conduttore e non è neanche bello in sé. Perde senso anche il titolo, se non gli avessero creato un appiglio alla fine del film (che regge pure poco).