Tutti ragazzi di buona famiglia

 

Ho tutto. Tutto quello che voglio. Non ho avuto un’infanzia difficile, non ho vissuto traumi e nemmeno drammi familiari. Non mi è mancato nulla, i miei genitori non si sono separati, ho seguito un normale percorso scolastico e non mi sono mancate le ragazze.

Eppure sto male. Eppure sono infelice. Hanno cercato di farmi credere che per stare male era necessario aver subito chissà quali violenze. Mi hanno mostrato storie di gente autorizzata a stare male e mi hanno fatto sentire in colpa. Poi mi sono guardato intorno ed ho capito che il vero dramma è proprio questo: stare male senza un perché. O almeno non quei perché. I motivi sono altri, sono altrove, ed i germi sono ovunque intorno a me. Questa inutilità, questa mancanza di futuro, questa assenza di sogni e di scopi. Questo mondo robotico, l’informazione distorta, i valori capovolti, la gioventù bruciata in troppo poco tempo per capirci qualcosa e l’impossibilità di crearsi una vita fatta di contenuti. Questi vestiti, queste auto, questi amici virtuali. È tutto inutile, vano, insoddisfacente.

E allora mi fermo, resto inchiodato a questa sedia e a questa stanza, dove il mondo arriva si, ma filtrato attraverso mille occhi e mille voci per diventare una finzione, qualcosa di distante, irreale.

Sto male, e non so a chi chiedere aiuto. Allora mi sfogo distruggendo tutto quello che mi capita. Anche se si tratta di un essere umano. Tanto non serve a niente, un barbone, un vecchio, un extracomunitario, un disabile, un omosessuale, una donna.

Non servono a niente, come non servo a niente io.

Comments

2 Responses to “Tutti ragazzi di buona famiglia”

  1. pupottinaNo Gravatar on gennaio 28th, 2009 08:26

    sono terribili queste parole, ma purtroppo è vero che anche senza avere traumi evidenti, ci portiamo dentro un senso di infelicità radicato con lo scorrere del tempo… e stiamo “male senza un perché”

  2. Bruce LeeNo Gravatar on gennaio 28th, 2009 11:14

    In effetti è questo tipo di sofferenza quella che spaventa di più, perché è come un male incurabile, di cui non si riesce a comprendere la causa e dunque la cura. Penso che sia capitato a molte persone, nel corso della loro vita, di stare male senza un motivo preciso o facilmente riconoscibile ed è molto difficile venirne fuori, ma è un percorso da affrontare da soli. Ben scritto come sempre.

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