My Time
Percorro queste nuove strade, provo ad imparare i loro nomi, cerco insegne luminose che possano fissare la memoria e rendere un angolo diverso da un altro. Avevo i capelli che sfioravano appena la base del collo quando decisi di lasciare tutto quello che avevo. Oggi scendono lungo le spalle, coprono i seni e solleticano quasi l’ombelico, ed io non ho ancora finito di cercare. Il mio posto nel mondo. La mia casa, lo so, sono io. Ma il posto, che ogni volta che penso di averlo trovato mi trovo ad andare via, quello mi sembra sempre più difficile da trovare. Non metto radici, continuo a vagare per le strade del mondo, forse perché una vita sola non mi basta, e ne voglio vivere più possibile.
Il mondo è mio. Il tempo è mio. Non lo rubo a nessuno. Tutto quello che uso, sappiatelo, è roba mia. Non ho rimpianti, grande cosa. Qualche rimorso, ma è poca cosa. La mia colpa, unica è vera, adesso la conosco e la accetto. So qual’è. Sono diversa. Diversa da troppi di loro. Diversa quando penso, diversa quando agisco, diversa perché per me è normale quel che per loro è straordinario, o strano, o incomprensibile. Sono diversa perché accetto che gli altri siano diversi da me. Diversa perché l’egoismo non è fare quello che ci pare, ma pretendere che gli altri agiscano come vogliamo noi. Io ti ho lasciato fare, con l’unica pretesa di poter fare altrettanto. La mia colpa è essere diversa. Troppo diversa. La differenza è che oggi questo non mi fa più male. Li ho osservati per tanti anni. La mia colpa, oggi, mi rende fiera di me.
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10 Responses to “My Time”
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Io credo che ognuno di noi è diverso a proprio modo. Ci sarebbe anche da discutere sul concetto di “diverso” ? Diverso dagli standard, dalle consuetudini, dalle convenzioni sociali? Chi stabilisce quale sia un comportamento normale rispetto ad un modo di agire diverso ed alternativo?
Non credo tu abbia colpe di nulla, sei così, è la tua natura.
la sai una cosa??questo tuo sito non permette i colloqui come quando avevi un blog vecchio stile;
o mi sto perdendo qualcosa o tu scrivi ma non c’è modo di interagire con te e capire, anche se non ci si conosce di persona o comunque veramente
Son successe un sacco di cose, tragedie piu’ o meno personali, ma chi ti legge talvolta vorrebbe sentire che ci sei dall’altra parte
Sai, mia bella Titty, prima o poi tutti ci crediamo diversi: perché imputiamo al mondo tante cose, sconfitte delusioni malanni. Io pensavo di essere diverso ed invece non lo sono: sono uguale a tutti quelli che si dicono diversi. Ed allora, dove sarebbe l’originalità in tutto questo? Non la vedo. Allo specchio vedo solamente uno: per l’universo non fa alcuna differenza che io mi specchi o che produca una opera bella o brutta. Non gliene frega del mio dolore né del mio amore. Non gliene frega se vivo o no, né se sono legato alla moralità degli società o meno.
Tutto qui.
E’ l’eterno ritorno nicciano, cara Titty. Un giorno questa axiologia nicciana (anarchica) la riconoscerai, come ho fatto io.
Bacioni,
Beppe
la diversità non è mai troppa.
un bacio
Niobe
vorrei poter scrivere un post così.
intuisco che tu abbia cambiato angolo di strada e me ne dispiaccio perchè, egoisticamente, ho trovato una persona che sa scrivere in modo lucido e però enigmatico come piace a me.
buon viaggio
Bruce
E’ vero, sono così e con il tempo sto imparando ad accettarmi, anzi, ad apprezzarmi proprio per questo mio essere così.
La diversità sta nel non accettare quel che fa la massa, la massificazione del pensiero, le pressioni di una società che ti impone determinati modelli, che non sono solo d’immagine, ma di veri e propri valori.
Io sento parlare con ammirazione di Fabrizio Corona e credimi, e non posso pensare di appartenere alla stessa razza dell’altro/a.
Un abbraccio
Bhaiti
Il tuo commento mi ha fatto pensare per parecchi giorni. La colpa non è del sito, ovviamente, visto che funziona esattamente come il mio vecchio blog. La colpa è mia. Sono io che mi sono distaccata dalla rete, vuoi per le mie vicissitudini, vuoi per tanti altri motivi che sarebbe ora noioso elencare.
Quel che conta è che mi piaceva quel modo di fare blogging, ed il tuo commento mi ha fatto anche capire cosa mi sto perdendo. Quel contatto e confronto quotidiano che era diventato parte determinante della mia vita e del mio lavoro.
Grazie per avermi riportato con i piedi per terra.
Beppe
Condivido la seconda parte del tuo discorso, non la prima. Tu sei una di quelle persone realmente diverse dalle altre, ed il tuo essere diverso sicuramente ti ha condotto dove sei ora, sicuramente lontano dalle facili strade umettate dalla lingua che tanti sanno benissimo usare per farsi largo. Già questo ti rende diversissimo da quasi tutti.
Che poi, per l’universo, tutto ciò sia un dettaglio insignificante, beh, è vero e vale per chiunque, anche per Nostro Signore Gesù Silvio.
Un bacio
Niobe
Ma neanche facile
Un bacio grande
Tessapurna
No cara, non ho cambiato angolo di strada, per lo meno non qui, in rete. Nella vita, negli ultimi due anni ho già cambiato tre case, ma questa è un’altra storia.
Sono qui, conto di esserci ancora a lungo, sempre che il Destino non decida diversamente.
Un abbraccio e un bacio