Come le foglie
Succedeva più o meno di questi tempi, ancora un mese, era giugno mi pare. Le valigie con le magliette a maniche corte, nelle tasche una promozione scolastica e la più fresca delle allegrie. C’era l’autostrada da fare, che pareva tanto lunga quanto ora non è più, ora che l’ho percorsa avanti e indietro tante volte. E poi c’era la casa da aprire, c’era da farle prendere aria, così diceva la mamma. C’erano i materassi un po’ umidi, le lenzuola pulite e fresche, le finestre di legno da spalancare ed un sole che qui, in città, te lo potevi sognare.
C’erano le amiche da ritrovare, quelle che solo durante le vacanze e allora c’è un anno intero da raccontare. Le avventure, quelle vere e quelle solo sognate, così belle da credere accadute. C’era il muretto, la sera il gelato, la passeggiata e gli sguardi rubati, le panchine per gli abbracci, le dichiarazioni d’amore, le dediche sul diario.
C’erano le macchine di quelli più grandi, la paura di salirci sopra che mamma non vuole, c’erano i trucchi nascosti nella borsetta che prima di tornare a casa serve una fontanella per sciacquarsi la faccia e una gomma da masticare che altrimenti si sente che hai fumato.
Mi sembra uguale come tornare qui. Un posto pieno di cose che forse adesso non esistono più, un posto per la nostalgia di ciò che è stato e che fa sorridere chi è andato oltre, bruciato i tempi e le avventure e non si eccita certo per uno sguardo, per una parola, per un sentimento.
Torno qui e provo a riaprire le finestre, a far prendere aria, per provare ancora a vivere come piace a me, con la mente lucida e la giusta velocità, perché non mi è mai piaciuto farmi raccontare la mia vita dagli altri, tanto meno correre così velocemente da perdermi la bellezza del panorama.
Piano ed in punta di piedi torno qui, perché quella che un giorno ho visto di spalle allontanarsi da me ad un tratto, inspiegabilmente, si è voltata, ed è tornata indietro per dirmi “sono ancora io… sei ancora tu”.
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8 Responses to “Come le foglie”
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voltarsi indietro, vale sempre un ricordo.
bentornata.
H.
Il bello del passato è che non può più tirarti brutti scherzi.
Bentrovato
quando torniamo nei luoghi dell’infanzia o dell’adolescenza, troviamo qualcosa che ci sorprendiamo di cercare.
E non c’è niente di più struggente del ricordo di noi, che tra quei luoghi e quelle cose abbiamo respirato, amato e vissuto, pensando che fossero attimi eterni e senza tempo.
La nostalgia riesce sempre ad avvolgerci, forse è questo che rende ancora più dolce il sapore del ritorno, quasi come a riscoprire cose che davamo per scontate, volti famigliari e tutto il resto che faceva parte del nostro mondo. Fa sempre piacere ritrovarti, quando torni.
Bruce
Fa piacere anche a me, perché questo posto è molto più che casa mia. E’ parte di me, della mia vita, delle emozioni che ho vissuto, di quelle che voglio ancora vivere.
Un bacio
sono ancora io. un bacio, mancavi.
Ti commento così, con questa scritta per te.
E ti bacio sulla boccuccia rossa, a fiocchetto. ^__*
Beppe
TITTY
Sei tornata!
Finalmente
Ho atteso
sotto
la sferza
dell’autunno
che tornassi
affacciata
alle finestre
che t’han vista
bambina
Cadute son
le foglie,
e bianchi
non son più
i gigli;
però ancor
non si stempera
lungo le valli
l’eco antica
di chi è stato
e più non sarà;
nell’osterie
vanno
come sempre
gl’ubriachi,
ma sul muretto
di questa grande
solitaria città
resistono invitti
due cuori, due
e una freccia
Qui dove
ora io sto
barcollante un po’
- sognatore -
in compagnia
d’una bottiglia
di vino
sino
in fondo
sincero
la certezza è
che bella sei,
uguale
a come per anni
ho amato
ricordarti, Titty