Return to innocence
Si torna indietro per raccogliere qualcosa perduto per strada. La speranza di ritrovarlo, che nessuno lo abbia raccolto e gettato via.
Non tutti sanno riconoscere un tesoro. Ciò che per noi ha un valore inestimabile, per altri è poco più che niente.
Si torna indietro per non morire, si torna indietro per ritrovare pezzi di se stessi ai quali si credeva di poter rinunciare. E invece no.
Si torna indietro per accorgersi di aver sbagliato, e trovare la forza di ammetterlo e riprendere il cammino dove si era interrotto. E non importa il tempo perso. Non importa gli errori commessi per un motivo sbagliato.
Ciò che conta è ritrovare quelle strade, cambiate si, ma l’odore è sempre quello, come l’atmosfera e il rumore della pioggia. E poi i tuoi occhi dove ancora, dopo mille anni, e tra mille altri ancora, io rivedo me stessa.
E un amore che, così, nessuno mai.
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2 Responses to “Return to innocence”
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Io credo che tornare sui propri passi non sia segno di debolezza o sinonimo di fallimento, è solo un gesto di grande saggezza. Spesso è dagli errori del passato che troviamo la forza e la determinazione per andare avanti e ritrovare nuova linfa vitale. E’ ciò che ti auguro e che ho sperimentato personalmente, non parlo per sentito dire. Un abbraccio.
Quand’è che tornerai fra noi
invece di cercar come Pulzella
la perduta innocenza?
Non sai forse che Dio
ha sacrificato il figlio
perché l’uomo avesse speranza
e in essa morire lentamente
sino al giorno del giudizio?
Quanto vani quei valori
che colle unghie e i denti
or difendi!
Ogni cosa ha in sé la Fine,
dalla sepoltura alla nascita
niente cambia mai veramente:
forse che un fiore colto
domani sarà forse lo stesso?
Così è il sentimento dell’uomo:
una volta adoprato non è più,
nemmeno concime buono
per coltivare di sé nuovo odio