Addis Abeba

Lei ha 26 anni, vive in Italia, a Roma, dove frequenta l’università e trascorre l’altra metà della giornata a lavorare, per pagarsi l’affitto e le spese.

Roman è una ragazza meravigliosa, che sorride sempre, che non si lascia abbattere da nulla, e che ogni tanto, anzi, ogni molto, riesce a tornare a casa, in Etiopia, dove è nata e dove c’è la sua famiglia.

Tra tanti pregi un difetto ce l’ha, è una fan del mio blog. E ci vogliamo bene e quando siamo insieme combattiamo il razzismo a modo nostro, con l’ironia, con dialoghi surreali dove io faccio battute e lei risponde dandomi corda, nella speranza che, nel nostro piccolo, possa servire a rendere questo mondo appena appena migliore.

 Romy - Addis Abeba

 

T: Ma come ci vai in Etiopia?

R: Con il cammello.

T: Non ti conviene l’aereo?

R: L’aereo?? E mica ci stanno gli aereoporti, in Africa.

 Romy - Addis Abeba 2

 

T: Posso chiamarti al cellulare mentre sei lì?

R: Solo il primo giorno.

T: E poi?

R: E poi basta, il secondo giorno mi si scarica la batteria e dove la trovo una presa elettrica nella capanna di fango e bambù.

5 anni

Era il 26 febbraio del 2004 quando cominciai. Niente di quanto accaduto da allora, lo avrei mai creduto possibile. Ho vissuto almeno tre vite, e non so se c’entri ma mai il tempo ha corso così veloce come in questi anni.
Non c’è rimasto quasi più nessuno, di chi c’era allora nella mia vita reale. Anzi, direi proprio nessuno. E forse la malinconia di questo momento è legata proprio alla certezza che ho, oggi: niente è per sempre. Anche quando per sempre è solo una semplice, breve vita.
Forse è per questo che resto ancora qui. Perché tutto quanto dipende da me, solo da me, è giusto che viva, per il bene e l’amore che mi ha dato, per il tempo speso, per la gioia ed il dolore ricevuto, tasselli unici e irripetibili della mia vita. In ogni fotogramma di questi 5 anni c’è, sempre, inevitabilmente, il mio cuore che batte per amore. In ogni fotogramma di questi 5 anni c’è la mia voglia, sempre e comunque, di perdonare e andare avanti. Quello che è cambiato, oggi, è che non ho più voglia di adeguarmi a chi non ha voglia di fare altrettanto con me.
Ma non sarò mai capace di camminare guardando solo avanti, che quella che sono oggi è solo la sorella maggiore di quella che ero ieri. Quella sera di febbraio, seduta sul divano, il primo pc sulle ginocchia, ho aperto il Tittyna Blog. Sembrava un gioco. Lo è stato, anche se poi gli impegni che ho preso erano seri. Solo 5 anni. Mi sembrano almeno il doppio.
Il mio pensiero è per chi può raccontare tutta la storia di questi 5 anni. Chi non è mai andato via, se non per poco tempo. A voi il mio abbraccio, a me l’augurio di tenere duro. Ancora. Nonostante tutto.

Intervista a BlogTime

Per sapere, o capire, qualcosa di più su BlogTime ecco un’intervista realizzata dalla scrittrice Mariella Calcagno alla sottoscritta. Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno inviato proposte di collaborazione, quelli che hanno inviato articoli, e quelli che hanno segnalato l’uscita della rivista, ultimamente anche in home page su BlogItalia. Un ringraziamento in più a chi ha esposto il banner del magazine. Il desiderio è che tutte queste attività e interesse crescano, per fare sempre di più e meglio.

Dall’intervista riporto alcune righe, il resto ovviamente potrete leggerlo di :

 

Perchè i bloggers dovrebbero leggere questa rivista?

La particolarità di BlogTime è quella di essere realizzata unicamente da bloggers, ma non è una rivista per bloggers. Nel senso che, a differenza di precedenti esperienze del genere, non si propone come cassa di risonanza per ottenere visibilità o per raccogliere racconti e poesie a tema. Non è, nonostante qualcuno abbia già tentato di dirlo, qualcosa di autoreferenziale. Tra i bloggers che scrivono per BlogTime sono annoverati giornalisti/e, scrittori, professionisti, artisti che certo non aspirano ad ottenere da questo progetto un link o una visita in più. Questa rivista è per chi ha voglia di leggere qualcosa di simile nell’abito alle riviste tradizionali, ma diverso nei contenuti.

Numero Uno

E’ uscito, è disponibile per essere scaricato, e sono quasi 50 pagine senza un filo di pubblicità. Come non bastasse è anche gratuito, e ci scrivono sopra penne (tastiere) mica da ridere. Voi godetevelo, se potete e volete. Io, adesso, mi riposo un po’.

BlogTime 1

Grazie a tutti coloro che lo stanno segnalando, a chi lo sta leggendo, a chi lo sta apprezzando e a chi, invece, sta muovendo critiche. E’ bello perché questo significa essere attivi, propositivi, passionali, insomma… blogger. C’è chi fa, e chi parla di coloro che fanno. Noi (blogger) facciamo. 

Aggiornamento

BlogTime n°1

Per saperne di più su BlogTime 

New project

Sta arrivando. E tu? Hai voglia di partecipare al progetto?

Greta

Su BOOKSBLOG è online la prima puntata di un mio inedito romanzo breve. Un omaggio ad un sito che parla di letteratura, uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda i contenuti e l’informazione, un regalo alla mia amica da sempre e per sempre Manila Benedetto.

Prima parte

Seconda parte

 

3

 

E’ uno degli ultimi uomini degni di questo nome. Freddo ma mai indifferente, distaccato eppure passionale, saggio eppure capace di follie estreme, tipo scendere i gradini due alla volta e poi, all’ultima rampa, saltarne addirittura tre. E’ un uomo che agli uomini preferisce le donne, alle donne brutte preferisce quelle belle ed a quelle belle, in ultima analisi, quelle che ci stanno. Un uomo capace di apparire lucido ogni giorno sebbene lo sia stato realmente, l’ultima volta, nel 1982, pochi istanti prima del goal di Tardelli.

E’ un uomo che sa scegliere anche se poi, diciamocelo, non butta via niente. E’ un uomo che sa farsi amare, e per questo è stato spesso vittima di feroci invidie e gelosie. A lui, però, non è mai importato. Quest’uomo, nonostante le illustri parentele, nonostante la compagnia di fanciulle splendide e sempre diverse, nonostante i successi nel lavoro, è rimasto comunque quello che era.

Un vero bastardo.

 

1- Una donna splendida, una donna intelligente. Cosa potrebbe spingerti verso la seconda, a parte un elevato tasso alcolico? 

Se rispondo diplomaticamente, i maschietti della Rete mi sbeffeggiano per i prossimi vent’anni. Tipo quello spot in cui Stallone dice di chiamarsi “Bubi”, ricordi? Ecco. Se non rispondo diplomaticamente, però, le femminucce della Rete mi fanno un rito voodoo e domani mi sveglio con la testa di Bill Kaulitz al posto dell’uccello.

 

2- L’amicizia tra uomo e donna. Il mostro di Lochness. Elvis Presley vivo. Simon Le Bon magro. Tiziano Ferro che canta bene. Quale tra queste 5 leggende metropolitane ritieni possa essere plausibile? 

Più che di leggende metropolitane qui si parla di fantascienza, ma anche di miracoli, quindi rilancio sontuosamente con la madre di tutte le doppiette paranormali: Catepol che smette di spammare e Orientalia4All che diventa autoironica.

 

3- Ti hanno definito in molti modi: cazzeggione, immaturo, pagliaccio, vecchio, donnaiolo, reliquia punk-rock, machetto di provincia. Ti senti di poter dire che tanto affetto ti commuove?

Mi commuove così tanto che, ormai, se ricevo un complimento vado in paranoia.  

 

4- Un uomo si vede dagli amici che ha. Non pensi sia giunto il momento di smentire questo luogo comune?

Mentre formulavi la domanda non ho potuto fare a meno di pensare a Davide: un mio compagno di scuola che amavo molto e che abbatteva i cartelli stradali a testate.

 

5- Berlusconi o Veltroni. Vespa o Mentana. Cesenatico o Milano Marittima. Moccia o Vanzina. Di fronte a queste scelte come pensi si possa sentire un uomo sano di mente?

Un uomo sano di mente ha il preciso dovere, il preciso obbligo etico, di conservarsi tale. Punto. E l’unico modo è affrontare l’unica scelta degna di questo nome: è meglio un Dvd oppure un fumettaccio, per disidratarsi lietamente di seghe?

 

6- Hai mai avuto il coraggio di dire, uscendo la mattina di casa: ciao io vado a lavorare?

Sì, mi è capitato. Nel 1992. I miei genitori stanno ancora ridendo. 

 

7- Il film della tua vita? 

Escludendo tutte le pornovariazioni sul tema lesbo? «Qualcuno volò sul nido del cuculo».

 

8- È vero che la cosa più strana che ti sei sentito dire, dopo aver fatto sesso con una ragazza, è stata: mi è piaciuto moltissimo?

Quando succederà, sarai la prima a saperlo.

 

9- Puoi spedire una persona su Marte, per rendere migliore questo mondo. Chi mandi?

Guarda, mi basterebbe bonificare la Blogosfera: biglietto di sola andata per tutti quei geek e quei nerd, orrendamente sdoganati/santificati da BlogBabel, che scrivono pippe informatiche in informatichese ma riescono a dire «Io creo contenuti DUNQUE sono un blogger».   

 

10- Sei stato spesso fotografato, insieme ad inquietanti personaggi, con una maglia che recitava “Furlans do it better”. Ma “do it” cosa? 

Bèh, non ho mai nascosto di essere un ottimo ventriloquo. E di ottimi ventriloqui, in Friuli, ce ne sono davvero a migliaia. Prendi Zoff, per esempio. Gli hai mai visto muovere la bocca, quando parla?

Un uomo, un mito, la risposta italiana a Will Smith. Io sono Leggenda.

 

 

 

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Dania Precaria

 

 

 

 

È la precaria più famosa d’Italia. Di lei si è detto tutto ed il contrario di tutto, dal web ai giornali, alle riviste patinate, ma una cosa ha sempre contraddistinto chiunque abbia parlato di lei o con lei: il rispetto. Daniela Farnese è una donna che sa quello che vuole, anche se non è ancora riuscita a trovare il modo di ottenerlo.

Abbiamo provato ad estorcerle qualche rivelazione, qualche segreto, abbiamo tentato di farle domande stupide per ottenere risposte intelligenti ma lei non c’è cascata. Neanche quando, alla fine, abbiamo contato sulla stanchezza per svelare il mistero della sua età.

Dania è un osso duro, nonostante la morbidezza del suo splendido corpo, nonostante la dolcezza del suo carattere, nonostante i modi amabili ed alla fine ha sciolto i cani, e siamo dovuti fuggire.

 

 

Una mente brillante dentro un corpo fantastico. Dov’è l’errore?


Le spese condominiali sono carissime

 

Ilary Blasi sposa Totti e conduce Le Iene, Elisabetta Gregoraci sposa Briatore e lavora a Buona Domenica. C’è una relazione tra il tuo compagno e la tua disoccupazione?

 

Da quando ci siamo conosciuti e siamo andati a vivere insieme, anche lui ha perso il suo lavoro. Sembra che si tratti di una forma molto evoluta di sfiga.

 

Quando un uomo dice ad una donna che è seduta sulla sua fortuna, conviene veramente alzarsi?

 

Non solo conviene alzarsi, ma anche camminare molto e fare le scale. La fortuna va allenata!

 

Amore, denaro, successo nel lavoro. Cosa è più importante per te, considerando che in tutti e tre i casi devi lavorare di fantasia?


Senza dubbio, le scarpe.

 

Sei stata spesso accusata di usare alcune tue parti anatomiche per avere più accessi. Non ti sei sentita offesa, considerando che molte altre utilizzano le stesse parti per avere più bonifici?

 

Mi sarei offesa molto di più se il mostrare le mie parti anatomiche avesse fatto calare gli accessi.

 

Babbo Natale, l’amore vero, il lavoro a tempo indeterminato. A che età hai smesso di credere in queste favole?

 

All’amore e al posto fisso non ho mai creduto. In Babbo Natale, invece, sì. Gli avevo anche mandato un curriculum per fargli da Pr.

 

Sei molto amata e apprezzata dalle donne. Questo conferma il fatto che l’intelligenza mette a disagio gli uomini?

 

Gli uomini si sentono minacciati da quello che non conoscono: l’intelligenza brillante delle donne, il ciclo mestruale, i preliminari sessuali, la tavoletta del water abbassata, ecc.

 

Sei diventata il simbolo del lavoro precario, l’emblema dell’inutilità degli studi, la bandiera dell’integrità morale, delle donne che non si vendono per ottenere qualcosa. Sono soddisfazioni?

 

Scusa, ero distratta. Stavo insaponando la corda.

 

Hai recitato in diversi cortometraggi, mostrando un’avvenenza ed una capacità recitativa pari se non migliori di una Monica Bellucci. Come ti spieghi, allora, la diversità dei percorsi professionali?

 

Io ho perso tempo a studiare e laurearmi (…)

 

Dania, dicci la verità… quanti anni hai?

 

Non ho capito la domanda

1

Andrea Beggi

È uno degli uomini più amati e stimati del web. Ogni discussione incentrata su problemi tecnici, pratici, estetici, riguardanti internet, pc, connessioni, server, template, si conclude sempre, immancabilmente, con la frase: hai provato a chiedere a Beggi?

Beggi c’è. Più veloce di Valentino Rossi, più affidabile di una Vaporella, si affranca dal luogo comune del genovese tirchio per regalare tempo e pazienza a schiere di tecnolesi/e come facevano i maestri degli anni 40 di fronte agli analfabeti. Però, dietro l’AndreaBeggi.net, c’è sicuramente un AndreaBeggi.human da conoscere. E allora proviamoci. 

Sei un punto di riferimento nazionale per quanto riguarda il tuo lavoro. Il sostegno di una splendida famiglia, vivi in una bellissima città, sei la risorsa primaria di parecchie tecnolese come me. Sei competente, generoso, dolce, paziente.Hai mai provato, visto che vivi a Genova, a camminare sulle acque? 

-         Nulla di tutto questo, sono un tipo qualunque con un lavoro normale. La rete amplifica troppo certe cose. 

Il cellulare, il computer, l’automobile. A cosa rinunci senza soffrirne troppo? 

-         L’auto. La uso solo, e mio malgrado, per accompagnare mia figlia all’asilo. Per il resto giro in scooter.  

Tutti conoscono il Beggi tecnologico, ma pochi l’uomo. Per te l’amore deve viaggiare con la linea veloce, o è meglio il vecchio modem 56k?

 -         56k, tranquillo, rilassato, affidabile. 

Cosa proverai il giorno in cui sarà tua figlia a spiegarti qualcosa di tecnologico? 

 -         E’ già successo. Ero contento che avesse capito qualcosa prima che io tentassi di spiegargliela. 

È vero che tua moglie, in prossimità delle ricorrenze, ti regala sempre 1 giga di ram? 

-         Nives mi regala vestiti, che fosse per me girerei sempre con la stessa roba. 

Sei in vacanza su una spiaggia di Santo Domingo. Osservi l’oceano, le ragazze in topless, o noti che manca la connessione wireless?

 -         L’oceano, poi le ragazze. Il WiFi in spiaggia serve poco, gli schermi dei portatili al sole non si vedono.

Cosa ti piacerebbe rispondere a tutti quelli che ti cercano per risolvere un problema? 

 -         RFTM  (prima di chiedere guardare qui)

Cosa suscita in te il pensiero che il 90% di quelli che ti leggono in rete non hanno la minima idea di cosa stai parlando?

 -         Me ne rendo conto, d’altra parte io non so nulla di economia, politica, cucina, vini, calcio, ed un mucchio di altre cose. Ogni gruppo ha il suo gergo. 

Un ricordo della tua infanzia che, a volte, torna a galla e ti strappa un sorriso. Escluso quella volta che, a sette anni, hai preso il controllo in remoto del pc del tuo avversario in amore per cambiargli le password.

 -         A 10 anni non avevo un computer, e mettevo la macchina da scrivere davanti al TV BN da 14 pollici, sognando di avere un terminale. 

Quale blogger vorresti essere, se non fossi Andrea Beggi? 

 -         Mai stato invidioso o desideroso di essere qualcun altro. Stimo molto parecchi amici che hanno un blog, ma non vorrei essere altri che me stesso. 

Non so se adesso ne sappiamo qualcosa di più. Di certo, però, ci siamo divertiti, per una volta.

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