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	<title>Titty Cerquetti &#187; letteratura</title>
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		<title>LA SCRITTURA D’AMORE E IL SUO FESTIVAL</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 10:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[Una fiera dell’editoria senza editori Sara’ la prima Fiera dell’editoria senza editori. Nessuno stand ufficiale, nessuna propaganda editoriale, nessuna promozione pubblicitaria. Solo scrittori di poesia e narrativa, esordienti e affermati, che parleranno, reciteranno, leggeranno d’amore. La prima Fiera del libro d’amore si terra’ a Montecosaro (Macerata) dal 15 al 17 agosto prossimi. Organizzata dal Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una fiera dell’editoria senza editori</strong></p>
<p>Sara’ la prima Fiera dell’editoria senza editori. Nessuno stand ufficiale, nessuna propaganda editoriale, nessuna promozione pubblicitaria. Solo scrittori di poesia e narrativa, esordienti e affermati, che parleranno, reciteranno, leggeranno d’amore.</p>
<p>La prima Fiera del libro d’amore si terra’ a <strong>Montecosaro (Macerata) dal 15 al 17 agosto</strong> prossimi. Organizzata dal Comune di Montecosaro, terra di poeti e scultori, offre una partecipazione gratuita ai privati. Per le associazioni una possibilita&#8217; unica: l&#8217;allestimento di uno stand attivo per tre giorni con un costo simbolico.<br />
Sono previste performance visive, appuntamenti musicali, danza e altro. Ogni poeta o scrittore avra’ a disposizione una o piu’ giornate per recitare la sua produzione e avra’, inoltre, la possibilità di offrire i suoi lavori al pubblico presente.</p>
<p>Ci si puo’ prenotare scrivendo a <a onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)" href="mailto:fierlida@enricofolcieditore.com"><strong>fierlida@enricofolcieditore.com</strong></a><span class="sg"><br />
</span></p>
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		<title>Manila Benedetto, il primo romanzo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 15:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ursula Dufour è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata. “In fondo, uccidere è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/crimeblog/nessuno.jpg" alt="NMHMB" width="171" height="240" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><a title="Il sito ufficiale di Ursula Dufour" href="http://www.manilabenedetto.it/ursuladufour/" target="_blank">Ursula Dufour</a> è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">“</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">In fondo, uccidere è molto più semplice che pensare di morire.”</span></em><span style="font-family: "> Dice lei stessa di fronte ad una nuova missione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Lavora per conto di una società internazionale, la “Safe&amp;Clean”, che si occupa di uccidere la gente su commissione, non importa chi né perché. Contano solo i soldi ed un lavoro rapido e pulito, e Ursula Dufour è la più brava, in questo campo. A lei le missioni più difficili, lei la personalità in grado di fronteggiare i superiori tanto da suscitare amori celati e insofferenze palesi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">“</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">Se i lavori erano troppo lunghi qualcosa si complicava sempre. Da quando entrava in contatto con la vittima al suo assassinio non dovevano passare più di 15 giorni. Di solito ci metteva sempre di meno.</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">”</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Questa è una storia. Una delle storie di “<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><a title="Acquista il libro online" href="http://www.enricofolcieditore.com/libri/ventida_libri_online/prodotto_307/collana_shadow_nessuno_mi_ha_mai_battezzata.html" target="_blank">Nessuno mi ha mai battezzata</a></strong>”. Non è l’unica, però, giacché in questo romanzo il tema del doppio si sdoppia, e si sdoppia ancora, in un gioco spiazzante di figure e di nomi così repentini nell’apparire e scomparire da lasciare in attesa fino alla fine, fino all’ultima riga, quando il cerchio si chiuderà … forse.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Non è una scrittura semplice, quella di <strong><a href="http://www.pproserpina.net/" target="_blank">Manila Benedetto</a></strong>, scorrevole certo ma ricercata, ricca, che induce a fermarsi sui pensieri impressi sulla carta e che non lasciano indifferenti, come quando leggi qualcosa che hai pensato anche tu, senza mai avere le parole giuste per dirlo. All’azione vera e propria, che potrebbe indurre a ritenerlo un giallo, si affiancano le considerazioni personali del personaggio principale (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) tipiche della letteratura noir, ma anche del romanzo nel senso più ampio del termine.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“Sì, gli uomini sono qualcosa che devo conquistare, che non mi deve essere dato così facilmente. No, non sapevo che farmene di un padre che fosse solo mio e che mi vivesse accanto. Il padre che mi era stato consegnato era parziale, metafisico quasi. Era un’entità per me. Un modello, un esempio, un dio personale. Che per restare tale doveva essere distante. Una presenza che c’era quando poteva esserci. Non c’era quando doveva esserci e forse solo di questo alcune volte, me ne sono dispiaciuta. Ma i dispiaceri di certe mancanze non sono così forti da restarti dentro.”</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">La voce narrante, nelle parti raccontate con il distacco della terza persona, si mantiene lontana da ogni forma di giudizio. Segue Ursula nelle sue azioni ma non le condanna, non le approva, non utilizza alcun metro. Si limita a testimoniare i fatti lasciando spesso, come capita anche nella vita reale, che vittime e carnefici si scambino i ruoli, perché, come dice la stessa Ursula:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“Questa cosa delle vittime e dei carnefici mi ha sempre affascinato: chi è chi?</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Un giorno credevo di essere una carnefice. Di aver fatto del male, di aver ucciso una cosa bella. Ma quando mi accorsi che il morto non è mai morto se non puoi portare a casa la sua testa, ma ti devi accontentare solo di qualche goccia del suo sangue, capii che la vera vittima ero io.”</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">La storia è lineare, il percorso interiore molto meno, perso dietro sentimenti dolorosi che segnano e portano a raccontare la propria vita a scatti, a flash improvvisi, come incubi che si affacciano nel sonno inattesi, segnalati solo dalla diversa modalità del testo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Struttura piacevole, che non permette mai al lettore di distrarsi o perdere il filo, di dover tornare indietro per comprendere meglio o per ricordare un evento. I fatti scorrono accanto alla coscienza di Ursula Dufour, in un altalena di paura e compassione, di rabbia e amore, perché alla fine ciò che vale per tutti è:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“La vita è pronta in ogni istante a sottrarci tutto quello che abbiamo”.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><a title="L'autrice" href="http://www.manilabenedetto.it/ursuladufour/?page_id=3" target="_blank">Manila Benedetto</a>, al suo primo romanzo, conferma in pieno le aspettative, il talento, e le qualità che le sono riconosciute da più parti, e giustamente. “<strong>Nessuno mi ha mai battezzata</strong>” a prescindere dalla strada che prenderà, è un grande esordio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<div></div>
<p><span style="font-family: "></p>
<h1 style="background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 10.5pt; color: #b00101; font-family: Tahoma;">Nessuno mi ha mai battezzata</span></h1>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;"><br />
Prezzo: </span><strong><span style="color: #b00101;"><span class="price1"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Tahoma;">10.00 € </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<table class="MsoNormalTable" style="width: 277.5pt; height: 210px; mso-cellspacing: 3.7pt;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="0" width="370">
<tbody>
<tr style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span><strong>ISBN</strong></span></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">978-88-89939-33-8</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 1;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Genere</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #ffcc00; font-family: Tahoma;">Collana SHADOW</span></strong></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 2;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Autore</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;"><a href="http://enricofolcieditore.googlepages.com/manilabenedetto"><strong>Manila Benedetto</strong></a></span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 3;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Anno</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">6/2008</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 4;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Pagine</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">156  -  <a href="http://enricofolcieditore.googlepages.com/%22nessunomihamaibattezzata%22"><strong>Leggi il prologo ed i primi due capitoli</strong></a></span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 5;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Rilegatura</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Brossura</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 6; mso-yfti-lastrow: yes;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Edizione</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Enrico Folci Editore</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eliselle presenta&#8230;</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2008/05/28/eliselle-presenta/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 16:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 31 maggio – ore  18,30  In occasione della manifestazione I Libri illuminano Un progetto di promozione della lettura promosso dal Comune di Biella con il patrocinio dell’ANCI  Presentazione del libro FIDANZATO IN AFFITTO Sarà presente l’Autrice  ArtCafè &#8211; Piazza Lamarmora 1 &#8211; 13900 Biella &#8211; tel. 015. 30432]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Sabato 31 maggio – ore  18,30 </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">In occasione della manifestazione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">I Libri illuminano</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Un progetto di promozione della lettura promosso </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">dal Comune di Biella con il patrocinio dell’ANCI </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Presentazione del libro</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">FIDANZATO IN AFFITTO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><em><span style="font-size: 10pt; font-family: "><a href="http://www.eliselle.splinder.com/" target="_blank"><img src="http://www.eliselle.com/public/Gallery/cover_fidanzato_tn.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a></span></em></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: "><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Sarà presente l’Autrice</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span><strong><em> </em></strong>ArtCafè &#8211; Piazza Lamarmora 1 &#8211; 13900 Biella &#8211; tel. 015. 30432</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Appuntamento letterario</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2008/05/27/appuntamento-letterario/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 10:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[graphe.it]]></category>
		<category><![CDATA[mariella calcagno]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 30 maggio p.v., Fidenza: cena erotico-letteraria con Mariella Calcagno (autrice del libro Paura) e Clara Vajthò (autrice delle Poesiole doppiosensuali). L’appuntamento è per venerdì 30 maggio, al Caffè Primo Piano di Fidenza, alle 20,30 (prenotazione obbligatoria – costo della cena: euro 30,00 – vini esclusi). Ecco il menù: Antipasti: Alici al peperoncino e involtini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.graphe.it/Afrodite/39-Non-baciarmi-sulla-bocca.html" target="_blank"></a></span></p>
<p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial; mso-no-proof: yes;"><a href="http://www.graphe.it/Afrodite/39-Non-baciarmi-sulla-bocca.html" target="_blank"></a></span><strong><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/afrodisiache.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-395" title="afrodisiache" src="http://www.tittyna.net/wp-content/afrodisiache.jpg" alt="" width="240" height="179" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Venerdì 30 maggio p.v., Fidenza</span></strong><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: cena erotico-letteraria con </span><span style="font-size: 13.5pt; color: #660000; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://schizofrenieletterarie.blog.tiscali.it//" target="_blank">Mariella Calcagno</a></span><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://schizofrenieletterarie.blog.tiscali.it//" target="_blank"> </a>(autrice del libro <em><span style="font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.graphe.it/Afrodite/29-Paura.html" target="_blank">Paura</a></span></em>) e </span><span style="font-size: 13.5pt; color: #660000; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Clara Vajthò</span><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><script></script> (autrice delle <em><span style="font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.graphe.it/Calligraphia/21-Poesiole-doppiosensuali.html" target="_blank">Poesiole doppiosensuali</a></span></em>).<br />
L’appuntamento è per venerdì 30 maggio, al <a title="Caffè Primo Piano" href="http://www.primopianocaffe.it/dove_siamo.php" target="_blank">Caffè Primo Piano di Fidenza</a>, alle 20,30 (<em><span style="font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">prenotazione obbligatoria – costo della cena: euro 30,00 – vini esclusi</span></em>). Ecco il menù: </span><span style="font-family: Arial;"></span></p>
<ul style="text-align: justify;" type="disc">
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Antipasti</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Alici al peperoncino e involtini di pesce spada</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Primo</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Zuppa di cozze e moscardini</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Secondo</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Trancio di salmone in crosta di Timo</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Dessert</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Frutta esotica al Gratin</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a title="Prenotazione cena erotico-letteraria" href="http://www.primopianocaffe.it/contatti_prenotazione.php" target="_blank">Qui</a> per prenotare. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Antonella Lattanzi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 07:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[  NEWTON COMPTON EDITORI  Giovedì 22 maggio ore 19,00    Presentazione del libro   GUIDA INSOLITA AI MISTERI, AI SEGRETI, ALLE LEGGENDE E ALLE CURIOSITA&#8217; DELLA PUGLIA di   ANTONELLA LATTANZI   Con l&#8217;Autrice intervengono    Gilda Camero, giornalista del Barisera, Antonella Gianfrancesco, presidente Fidapa e Giustina de Bartolo, docente di lettere, che effettueranno letture da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"> </p>
<p style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size: x-small; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 10pt;">NEWTON COMPTON EDITORI</span></span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt;"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: large; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 16pt;">Giovedì 22 maggio ore 19,00</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: large; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 16pt;"> </span></span></strong><span style="font-size: large;"><span style="font-size: 16pt;">Presentazione del libro </span></span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: large; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 16pt;"> <span style="font-size: 10pt;"><img class="alignnone" src="http://www.ilcardoselvatico.it/blog/wp-content/uploads/2008/03/copertina-piccola.jpg" alt="" /></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong><em><span style="font-size: large; font-family: Times New Roman;"><script type="text/javascript"></script><span style="font-weight: bold; font-size: 16pt; font-style: italic;">GUIDA INSOLITA AI MISTERI, AI SEGRETI, ALLE LEGGENDE E ALLE CURIOSITA&#8217; DELLA PUGLIA</span></span></em></strong><span style="font-size: x-small; color: #231f20;"><span style="font-size: 11pt; color: #231f20;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt;">di  </span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 14pt;">ANTONELLA LATTANZI</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 14pt;"> </span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt;">Con l&#8217;<strong><span style="font-weight: bold;">Autrice </span></strong>intervengono </span></span><strong><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 12pt; color: #231f20;"> </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 12pt; color: #231f20;"> <span style="font-size: medium;">Gilda Camero</span></span></span></strong><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: medium;">, giornalista del Barisera, </span></span></span><strong><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 12pt; color: #231f20;"><span style="font-size: medium;">Antonella Gianfrancesco</span></span></span></strong><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt; color: #231f20;"><span style="font-size: medium;">, presidente Fidapa e </span></span></span><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: medium;"><strong>Giustina de Bartolo</strong>, docente di lettere, che effettueranno letture da</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: x-large;"><strong>Leggende e racconti popolari della Puglia </strong></span><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: medium;">di Antonella Lattanzi<br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><script type="text/javascript"></script><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span><span style="font-size: medium; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt;"><strong></strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size: medium; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt; color: #231f20;">Libreria &#8220;Le Città invisibili&#8221; –Largo La Ginestra, 14 &#8211;  Terlizzi (Ba)</span></span><strong><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-weight: bold; font-size: 12pt; color: #231f20;"> </span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size: x-small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 11pt; color: #231f20;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- </span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 11pt; color: #231f20;"> </span></span><span style="font-size: x-small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 11pt; color: #231f20;"><strong><span style="font-weight: bold;">IL LIBRO: </span></strong> Che cosa c&#8217;è in una guida insolita della Puglia? Al di là delle tradizioni, dei miti, delle storie, dei luoghi che si raccontano da sempre a proposito di questo rettangolo di terra, il volume svela una serie di aspetti forse mai conosciuti del &#8220;tacco&#8221; dello stivale. Una Puglia diversa, avvincente, incantevole, ma anche la terra che ha dato i natali a personaggi come Mennea o come il mitico Rodolfo Valentino. Così, seguendo l&#8217;autrice nei suoi itinerari pugliesi, andremo a scoprire lo Scoglio delle due sorelle, a Melendugno, e ascolteremo la leggenda di un magico cervo a Francavilla Fontana; ci imbatteremo in uno dei pochi Alberi della Libertà sopravvissuti all&#8217;ira restauratrice dei giansenisti e andremo a immergerci nei segreti sconosciuti di Castel del Monte, diadema delle Murge pugliesi, sorta di cattedrale nel deserto; scopriremo le orme dei Templari e l&#8217;origine più segreta dei trulli, antiche dimore di origine cabalistico-esoterica. Ma non è finita: anche la grande Storia racconta vicende meravigliose e terribili nei territori della Puglia. Come la battaglia di Canne, leggendario, sanguinosissimo conflitto svoltosi proprio in questa regione tra Cartaginesi e Romani. Fu in Puglia, inoltre, che si svolse l&#8217;epica Disfida di Barletta, cantata dai poeti, ed è sulle coste di Barletta che fu rinvenuto il gigantesco Colosso, misteriosa statua sulla cui storia si sono intessute, nei secoli, moltissime leggende. Una Puglia insolita, raccontata con cura in questo libro, che ci promette un viaggio dei più straordinari e affascinanti in una terra che magari abbiamo sempre pensato di conoscere ma che si mostra, qui, policroma e caleidoscopica come mai avremmo osato immaginare.<script type="text/javascript"></script> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"> <strong>Antonella Lattanzi</strong> (Bari, 1979) vive e lavora a Roma. Tra le sue pubblicazioni, l&#8217;antologia di racconti <em>Col culo scomodo</em>, l&#8217;antologia di prosa poetica <em>Come ci avesse fatto la stessa stella</em>, la raccolta di saggi letterari-racconto <em>Viaggio al centro del libro</em>, e i racconti contenuti nelle antologie <em>Essere magri in Italia</em>, <em>La manutenzione della carne</em>, <em>Suicidi falliti per motivi ridicoli</em>, <em>Carte segrete</em>. Selezionata tra i vincitori della <em>Biennale dei Giovani Artisti dell&#8217;Europa e del Mediterraneo</em> (edizione 2005) col suo racconto <em>Testa di rinoceronte</em>, ha inoltre partecipato all&#8217;edizione 2007 del Seminario Tondelli con il saggio <em>Tondelli e la letteratura &#8220;cuore a cuore&#8221; degli Scarti</em>. Collabora con la rivista letteraria <em>L&#8217;accalappiacani</em> (DeriveApprodi) curata e ideata da Paolo Nori, con la manifestazione e il sito letterario <em>Romanoir</em> (Università La Sapienza) e con il sito letterario di Francesca Mazzucato, <em>Books and other sorrows</em>.<br />
Per la Newton Compton ha pubblicato <em>Leggende e racconti popolari della Puglia</em> e <em>Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Puglia.</em><strong></strong></span></div>
<p></span></div>
<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-weight: bold;"> </p>
<p></span></strong></span></span>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; color: #231f20; font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 12pt; color: #231f20;">Per informazioni complete sul libro e sull&#8217;attività di Antonella Lattanzi, il suo blog è: </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #0000ff;"> <a onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)" href="http://www.antonellalattanzi.blogspot.com/" target="_blank">http://www.antonellalattanzi.blogspot.com/</a> </span></span></p>
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		<title>Greta</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 15:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su BOOKSBLOG è online la prima puntata di un mio inedito romanzo breve. Un omaggio ad un sito che parla di letteratura, uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda i contenuti e l&#8217;informazione, un regalo alla mia amica da sempre e per sempre Manila Benedetto. Prima parte Seconda parte  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a title="Greta" href="http://www.booksblog.it/post/2802/un-racconto-erotico-a-puntate" target="_blank">BOOKSBLOG</a> è online la prima puntata di un mio inedito romanzo breve. Un omaggio ad un sito che parla di letteratura, uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda i contenuti e l&#8217;informazione, un regalo alla mia amica da sempre e per sempre <a title="Manila" href="http://www.pproserpina.net/" target="_blank">Manila Benedetto</a>.</p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/post/2802/un-racconto-erotico-a-puntate" target="_blank">Prima parte</a></p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/post/2803/greta-un-racconto-erotico-a-puntate-2" target="_blank">Seconda parte</a></p>
<p> </p>
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		<title>Amore e altre forme d’odio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 16:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è chiaro, a tutt’oggi, se sia nato prima il blogger o lo scrittore. Di certo Luca Ricci interpreta entrambi i ruoli in modo esclusivo ed originale. Il blogger si occupa quasi esclusivamente di letteratura, in larga parte altrui, offrendo strumenti e chiavi di lettura, critiche letterarie, consigli per lettori e scrittori, segnalazioni. Il tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt"><font face="Trebuchet MS"><a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788806182380/ricci-luca/amore-altre-forme.html"><img align="left" width="200" src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788806182380" height="286" style="width: 200px; height: 286px" /></a></font></span><span style="font-size: 12pt"><font face="Trebuchet MS"> </font></span><span style="font-size: 12pt"></span><span style="font-size: 12pt"></span><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt"></span><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span><font face="Trebuchet MS">Non è chiaro, a tutt’oggi, se sia nato prima il blogger o lo scrittore. Di certo <strong>Luca Ricci</strong> interpreta entrambi i ruoli in modo esclusivo ed originale. Il blogger si occupa quasi esclusivamente di letteratura, in larga parte altrui, offrendo strumenti e chiavi di lettura, critiche letterarie, consigli per lettori e scrittori, segnalazioni. Il tutto in maniera distaccata, senza enfasi, con lunghe e ponderate pause, restando sempre al di fuori delle dinamiche della rete, senza la smania delle classifiche e delle etichette, senza l’ansia dell’aggiornamento quotidiano e senza lasciare troppe tracce sui blog altrui, seppure sia intuibile che legga, e molto, la blogosfera.</font></span></p>
<p><span></span><span><font face="Trebuchet MS">Lo scrittore, mantenendo inalterate le qualità legate al suo essere originale e geniale, è invece prolifico e disposto alla socializzazione nonostante sia provvisto di quella curiosa espressione facciale tipica di chi pare essere capitato per puro caso anche al suo matrimonio.</font></span></p>
<p><span></span><span><font face="Trebuchet MS">“<strong><a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788806182380/ricci-luca/amore-altre-forme.html">L’amore e altre forme d’odio</a></strong>” è il secondo libro di Luca Ricci, che segue a breve distanza il successo di critica del precedente, “<strong><a target="_blank" href="http://http://www.internetbookshop.it/code/9788889603048/ricci-luca/piede-nel-letto.html">Il piede nel letto</a></strong>”, e ripropone la formula del racconto breve incentrato sulle tematiche della vita di coppia. </font></span><span><font face="Trebuchet MS">Questo secondo lavoro, nella sua bellezza stilistica e di contenuti, è la naturale prosecuzione del “Piede” e fa di Luca uno dei migliori scrittori italiani emergenti, cosa scritta troppo spesso ed a sproposito. Stavolta, invece, la definizione è azzeccata, poiché i due libri sono effettivamente dei piccoli gioielli e Luca è veramente giovane, anche anagraficamente. È un libro da leggere, un libro che resta dentro ben oltre il tempo della lettura, un libro che offre una varietà di situazioni, avvenimenti e personaggi da rendere impossibile non identificarsi in talune circostanze. </font></span><span><font face="Trebuchet MS">Personaggi che vengono fissati sulla carta nel momento esatto in cui qualcosa smette di andare per il verso giusto anzi, ancor meglio, quando uno dei due si rende conto che qualcosa non funziona come credeva fino ad un attimo prima. </font></span><span><font face="Trebuchet MS">Racconta dei sogni che tengono insieme una coppia solo fin quando entrambi sono disposti a crederci, parla delle nostre piccole quotidiane ipocrisie, delle manie, delle follie che a volte sfociano nei litigi, altre nelle separazioni, altre ancora nei gesti folli che finiscono tra le colonne della cronaca nera.</font></span></p>
<p><span></span><span><font face="Trebuchet MS">Lo scorso natale ho acquistato 10 copie di “Amore e altre forme d’odio”, per farne dono agli amici. Credo sia il modo migliore per presentare un libro che avrei apprezzato vedere nelle vetrine della grande distribuzione editoriale. Un’ottima lettura preparatoria visto che, proprio in questi giorni, è uscito il suo primo romanzo, “<strong>La persecuzione del rigorista</strong>”. A breve, sul Tittyna Blog, la recensione di questo nuovo lavoro.</font></span></p>
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		<title>“I cancelli dell’Eden”</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 13:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I cancelli dell’Eden” Ethan Coen Traduzione di Marco Pensante Intervista di Antonio Monda all’autore Einaudi – ET Scrittori – 2006 Euro 10,50 &#8211; ISBN 88-06-18303-6  Avete presente i fratelli Coen? Quelli che hanno appena vinto diversi Oscar con “Non è un paese per vecchi” ma lo avevano già ampiamente meritato con film splendidi quali “Fargo”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/senza-nome.bmp" title="Eden"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/senza-nome.bmp" title="Eden"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/senza-nome.bmp" title="Eden"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/senza-nome.bmp" title="Eden"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tittyna.net/wp-content/senza-nome.bmp" alt="Eden" /></p>
<p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><strong>“I cancelli dell’Eden”</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Ethan Coen</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Traduzione di Marco Pensante</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Intervista di Antonio Monda all’autore</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Einaudi – ET Scrittori – 2006</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Euro 10,50 &#8211; ISBN 88-06-18303-6</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Avete presente i fratelli Coen? Quelli che hanno appena vinto diversi Oscar con “<strong>Non è un paese per vecchi</strong>” ma lo avevano già ampiamente meritato con film splendidi quali “<strong>Fargo</strong>”, “<strong>Il grande Lebowski</strong>”, “<strong>Fratello, dove sei?</strong>”, “<strong>L’uomo che non c’era</strong>”?</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Ethan è quello più giovane, ha un sorriso perennemente stampato sul volto e gli occhi attenti sul mondo. Ed è con quegli occhi e quel sorriso che probabilmente si guarda intorno per raccontare la vita, usando un’ironia e una leggerezza che fanno delle sue storie qualcosa di surreale, si, ma in fondo neanche poi tanto.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>I cancelli dell’Eden</strong>” è composto di 14 racconti che potrebbero essere altrettanti spunti per altrettanti film. A dire il vero alcuni produttori hanno anche fatto qualche proposta, ma E.C. non ha voluto saperne. Questi racconti sono completi così come sono. Storie tagliate intorno a personaggi che possono nascere solo nella mente di uno come lui. Avete presente il barbiere di “L’uomo che non c’era” (se non lo avete visto affrettatevi a farlo)? Ecco, gente così.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">La scrittura di <strong>Ethan Coen</strong> è molto cinematografica. Dialoghi secchi, molto americani, laddove non è molto importante il luogo esterno quanto quello interiore. Anzi a dire il vero il luogo dove si svolgono le storie sembra quasi un’estensione del territorio emotivo dei protagonisti. Squallido quando lo è l’anima, claustrofobico quando il cuore è prigioniero. Che dire, per esempio, di “<strong>Johnnie Ga-Botz</strong>”, un racconto composto semplicemente dei dialoghi di tre telefonate in tre diversi momenti e che, senza farne assolutamente cenno, mostrano luoghi, azioni, personaggi con una semplicità e una comicità irresistibili. È impossibile, leggendo Coen, resistere alla tentazione di vedere scorrere davanti agli occhi quelle storie e quelle facce, quelle stanze e quelle strade.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Aprendo il libro, dopo la lettura dell’intervista che illumina sulle intenzioni e le motivazioni dell’autore, il racconto che apre la raccolta, “<strong>Destino</strong>”, è la cartina tornasole con la quale valutare la propria sintonia con i temi e lo stile dello scrittore. C’è tutto Ethan Coen, in questo racconto e amarlo significa proseguire con gioia la lettura per rammaricarsi poi al termine della stessa. Diversamente vorrà dire non essere in sintonia con le sue corde e sarà inutile proseguire una lettura che non darà soddisfazione alcuna.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Mi sento di consigliarlo senza dubbio alcuno a chi ama il cinema dei fratelli Coen: vi sembrerà di sbirciare non visti il loro tavolo di sceneggiatori. E poi a chi ama scrivere. A mio parere è un ottimo materiale di studio.</span></p>
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		<title>La giostra</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 13:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[scritture]]></category>
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		<description><![CDATA[“La giostra e altri racconti” &#8211; Marco Bertollini Edizioni Progetto Cultura &#8211; Collana Le scommesse Febbraio 2008 &#8211; Pag. 110 &#8211; Euro 12.00 &#8211; ISBN 978-88-6092-033-1 Quarta di copertina:quattro racconti sui problemi del sesso: l’omosessualità, l’impotenza, e la ricerca della propria identità sessuale. Un modo insolito di trattare temi così delicati, suscitando nel lettore a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tittyna.net/wp-content/copj132.jpg" alt="Bertollini" /></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“La giostra e altri racconti” &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Marco Bertollini</span></strong></p>
<p></span></p>
<p align="center"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Edizioni Progetto Cultura &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Collana <em>Le scommesse</em></span></p>
<p align="center"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Febbraio 2008 &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Pag. 110 &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Euro 12.00 &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">ISBN 978-88-6092-033-1</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><strong><em>Quarta di copertina</em></strong>:</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">quattro racconti sui problemi del sesso: l’omosessualità, l’impotenza, e la ricerca della propria identità sessuale. Un modo insolito di trattare temi così delicati, suscitando nel lettore a volte un sorriso, a volte una lacrima.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><strong>Marco Bertollini</strong> ha 41 anni. Scrittore e consulente, ha un<a target="_blank" href="http://www.cyrano66.splinder.com"> blog </a>sul quale scrive dal 2004. Collabora saltuariamente con il blog di Grazia e ha pubblicato racconti con le riviste online: Sagarana, Noluogo e Sacripante. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Altri racconti dell’autore sono disponibili in diverse antologie.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">È molto piacevole costatare che l’editoria, alla fine, o in qualche caso, premia chi utilizza la rete per mettere a disposizione di tutti le proprie qualità letterarie. Che poi siano quasi sempre le piccole realtà editoriali a farlo, questo rientra nelle logiche di mercato che, obtorto collo, siamo costretti attualmente ad accettare. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Marco Bertollini è in rete da molti anni, e da tempo gode meritatamente dell’apprezzamento di chi si occupa di letteratura. Era tempo, quindi, che gli fosse offerta l’opportunità di proporre un testo interamente suo, dopo la consueta trafila di racconti in antologie per le quali sembra inevitabile dover passare, a parte casi isolati.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">I quattro racconti che compongono questo libro hanno in comune lo stile, la scrittura curata più per sottrazione che per ridondanza, e quindi agile e asciutta, il ritmo narrativo ottimamente gestito e che consente al lettore di soffermarsi a riflettere, o a rileggere una riga ove necessario ma anche a saltare con gli occhi sulle righe per giungere più in fretta possibile al nodo focale. E lì la scrittura si fa rarefatta, liquefa aggettivi ed avverbi per accompagnare la lettura verso il centro pulsante della storia. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">L’attenzione, in tutti i racconti presentati, è incentrata come un grandangolo sul protagonista della storia. Gli altri, o l’altro, è qualcosa di sfocato, rincorso ma irraggiungibile, presente quasi sempre solo per la percezione che ha di lui il/la protagonista.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Come, per esempio, il Filippo del primo racconto “<strong>Sulla punta delle dita</strong>”. Egli non c’è, è scomparso, e tutti si chiedono dove sia, qualcuno lo cerca o incarica altri di cercarlo, ma la sua presenza è solo nei ricordi di Marta, un’amica d’infanzia, o nell’atteggiamento di Fabio, l’amico del cuore che dovrebbe cercarlo. In realtà, però, quel che Fabio cerca è qualcos’altro, qualcosa che riguarda se stesso, più che l’altro.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Per non parlare del secondo racconto, “<strong>La casa romana</strong>”, dove il padre morente di Mario esiste veramente solo per lui. Gli altri, i parenti, gli amici, la fidanzata, sono a volte fantasmi che riemergono dal passato, altre volte semplici ostacoli ai voleri di Mario. Una storia che, a dispetto di quanto afferma incompiutamente la quarta di copertina, affronta argomenti che vanno molto oltre l’identità sessuale. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">È un racconto che affronta il problema dell’accanimento terapeutico e della libertà di scelta. Affronta il discorso della famiglia intesa non più come è stata rappresentata fino agli anni 70, un focolare di affetti e di reciproco sostegno, e nemmeno con l’ipocrisia del ventennio seguente, laddove resistono ancora modelli improponibili in stile Cesaroni, dove convivono amabilmente genitori, 6 figli e magari pure una suocera e parenti che entrano ed escono dalle case altrui con naturalezza estrema. La famiglia di Bertollini, quella del protagonista Mario, è composta da un padre che ama il suo lavoro e trascura moglie e figlio per inseguire i suoi sogni. C’è un’amante che si accontenta del suo ruolo, un figlio costretto a </span><span> </span>frequentarla per mancanza di alternative. Liti e rancori tra fratelli che si protraggono per decenni. Sensi di colpa, ripicche, la scarsa frequentazione che porta a non avere neanche il desiderio di salutare una zia, o delle cugine.</p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>La giostra</strong>”, il racconto che da il titolo al libro, affronta il tema dell’omosessualità femminile con delicatezza e forse solo qui si percepiscono leggeri stereotipi che comunque non danneggiano la qualità complessiva della narrazione. La bellezza di questo testo è nell’aderenza con la realtà nel descrivere il modo in cui oggi i ragazzi under 18 vivono la sessualità. Rapportarlo al primo racconto significa comprendere nettamente la differenza tra la percezione dell’omosessualità in un piccolo centro, dove ci si conosce tutti, dove lo scandalo che colpisce una persona ricade poi sommariamente su tutti quelli che ha intorno, parenti, amici, colleghi ed il modo con cui oggi i ragazzi affrontano lo stesso tema. È consolante accorgersi che le nuove generazioni stanno abbattendo i tabù, affrontando le pulsioni verso il proprio stesso sesso senza terrore o vergogna e questo racconto dipinge un affresco quanto mai realistico.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>Un amore a prescindere</strong>”, il racconto che chiude il libro, affronta il tema dell’impotenza maschile. Qui, più che negli altri racconti, la presenza dell’altro diventa importante. È importante il collega di lavoro di Luca, sebbene il loro sia un rapporto irrisolto, che forse nasconde nelle pieghe cose non dette, e forse neanche compiutamente percepite. E poi c’è lei, la donna, la compagna, l’amore. Un amore che prescinde dal sesso e per questo rende il loro rapporto rivoluzionario. Una donna che ama nonostante, che ama l’uomo e non quello che fa, che diventa ora muro, ora cuscino, ora armatura protettiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">In conclusione, un libro molto più duraturo dell’effettivo tempo di lettura, un libro che scivola via leggero nelle pagine ma resta dentro a sussurrare che con certe cose, prima o poi, se non l’abbiamo già fatto, dovremo confrontarci tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Per l’autore un lavoro che ne presuppone altri, ovvero un libro preparatorio per qualcosa di più vasto e compiuto che mi auguro di poter leggere al più presto.</span></p>
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		<title>Eroticamente</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 09:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Uscito poco più di un mese fa, edito da Valter Casini, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo. 8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da Cristina Fabris e Riccardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/copj131.jpg" title="Eroticamente"><img src="http://www.tittyna.net/wp-content/copj131.jpg" alt="Eroticamente" /></a> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Uscito poco più di un mese fa, edito da <strong><a target="_blank" href="http://www.valtercasinieditore.com/collane.php?navigate=product-detail&amp;prod_id=978-88-7905-066-1">Valter Casini</a></strong>, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da<a target="_blank" href="http://www.cristinafabris.com/"> <strong>Cristina Fabris</strong> </a>e <strong>Riccardo Alfonsi</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.monicamaggi.it/">Monica Maggi</a></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.monicamaggi.it/"> </a>introduce così questo libro, nella prefazione:&#8221;</span><em><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Eroticamente è una seduta di analisi, sicuramente più piacevole ed eccitante, di otto donne alle prese con il loro corpo. Una sorta di gioco dove i momenti di sesso sono i puntini da tratteggiare, da unire uno con l’altro. La soluzione sarà un corpo di donna. Nuovo. (…) Eroticamente è un’antologia che diventa banda di cattive ragazze</span></em><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Ma può essere cattiva l’io narrante di “<strong>Con il sangue</strong>”? La splendida lettera d’amore, cuore del racconto di <strong><a target="_blank" href="http://www.pproserpina.net/">Manila Benedetto</a></strong>, parla di una sofferenza così intensa e profonda da sfociare si, nella cattiveria, ma contro sé stessa. Un dolore chiesto, invocato, perché poi <em>“quando uno ha perso tutto, niente più lo spaventa.”</em> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Nessuna meglio di <a target="_blank" href="http://www.pproserpina.net/"><strong>Manila Benedetto</strong> </a>poteva aprire questa antologia. Un racconto intenso e struggente ma anche duro, che non chiede pietà ma piuttosto altra crudeltà. Sofferenza così profonda da diventare l’unica via percorribile. L’unico traguardo da raggiungere. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">E poi, alla fine, quello che solo una donna può dire pensandolo veramente, nel profondo:</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<em>E’ questa la tua vittoria, amore mio. Perché chiunque può possedere il corpo di una persona. Ma solo un prescelto può possederne il cuore.</em>”</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Anche <strong><a target="_blank" href="http://www.eliselle.com/">Eliselle</a></strong> parla di dolore nel suo “<strong>Il morbo</strong>”. Un dolore che purtroppo troppe donne conoscono, quello provocato dalla violenza di un marito. Lilly, la protagonista, trova un’ancora di salvezza in un altro amore, fuori da quelle mura tra le quali, però, ogni sera si affretta a tornare. Ancora cattiveria subìta eppure, curiosamente, cercata.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a target="_blank" href="http://www.myspace.com/evaclesis">Eva Clesis</a></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">, con “<strong>Potrebbe essere importante</strong>”, racconta una storia originale, fortemente erotica, densa di atmosfere intense ed eccitanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Anna Segre</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> con “<strong>Pelle</strong>” affronta il tema doloroso “amore e morte”. Poche pagine ma così travolgenti da rapire fin dalla prima riga. E fino all’ultima.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Elisabetta Pendola</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">, la Dandyna del web, mette tanta rabbia nel suo racconto “<strong>Con Violenza</strong>”. Una scrittura a scatti, quasi un lucido delirio per raccontare dell’amore, del sesso, certo, ma soprattutto di una vita estrema.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a target="_blank" href="http://antonellalattanzi.blogspot.com/">Antonella Lattanzi</a></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> con “<strong>Un racconto blu</strong>”, ci porta tra i respiri e i sospiri di una coppia insana, folle, ponendosi come spettatrice che non giudica, non condanna, ma piuttosto osserva quasi complice. Anzi, sicuramente complice di giochi proibiti ed efferatezze estreme. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Monica Maggi</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">, oltre ad introdurre il libro con la sua prefazione, impreziosisce l’antologia con il suo racconto “<strong>Africa</strong>”, semplicemente da leggere.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Ed infine io, <strong>Titty Cerquetti</strong>, con “<strong>Storia di Norah</strong>”. Il mio racconto, a ben vedere, ha davvero poco di erotico. E, se devo essere sincera, penso di aver dato abbastanza, se non tutto, alla scrittura erotica. Il tema che affronto, in quello che è uno dei racconti più lunghi dell’intera antologia, è la pedofilia, l’incesto, la violenza sui minori. Fisica ma anche, e soprattutto, psicologica. Norah, la protagonista, è una donna segnata da un terribile trauma infantile. Un dramma vissuto di riflesso ma non per questo meno profondo. La sua psiche danneggiata in maniera irreparabile la spinge verso l’abisso, devastata dal terrore della morte fino a diventare una serial-killer. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">È un racconto molto forte, una storia che ho voluto raccontare nonostante gli argomenti siano terribilmente aspri e duri.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">E’ il terzo libro cui partecipo, mi auguro incontri il vostro favore.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">  </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>Eroticamente</strong>”, Valter Casini Editore, dicembre 2007, 107 pagine, 18,00 euro, isbn 978-88-7905-066-1</span></p>
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		<title>Remo Bassini “La donna che parlava con i morti”</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 11:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed. Newton &#38; Compton – Collana Nuova narrativa – 2007 &#160; È una storia d&#8217;amore, l&#8217;ultimo romanzo di Remo Bassini. Una tormentata, incompiuta, struggente e rabbiosa storia d&#8217;amore. Potrebbe bastare questo, forse, per dire tutto delll&#8217;ultimo romanzo di Remo Bassini. Ma sarebbe poco, forse addirirttura niente, ad essere sinceri. Perchè “La donna che parlava con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.tittyna.net/wp-content/bassini.bmp" alt="Bassini Remo" /></p>
<p align="center">Ed. Newton &amp; Compton – Collana Nuova narrativa – 2007</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">È una storia d&#8217;amore, l&#8217;ultimo romanzo di Remo Bassini. Una tormentata, incompiuta, struggente e rabbiosa storia d&#8217;amore. Potrebbe bastare questo, forse, per dire tutto delll&#8217;ultimo romanzo di Remo Bassini. Ma sarebbe poco, forse addirirttura niente, ad essere sinceri. Perchè “La donna che parlava con i morti” è anche una storia di dolore, che attraversa senza pietà quasi tutti i personaggi. È una storia di misteri, di segreti, di morti e di scomparse. È una storia di indagini all&#8217;italiana, tra le pieghe della provincia silenziosa e la città, con i suoi giochi di potere. È la storia di grandi donne come Anna Antichi, la protagonista. Ma è anche la storia di Cecilia, di Viviana, di Antonella. Personaggi vivi, completi, donne che potrebbero uscire da qualunque portone, lungo la via di casa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">È anche la storia di grandi uomini, laddove grande non sta per perfetto. Come Fabrizio, ispettore di polizia ed amore inseguito e sfiorato da Anna. Di Leone Antichi, il padre di Anna. È anche la storia di Attilio Gestacci, maresciallo dei carabinieri, e di Antonio, delinquente pentito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">È curioso, a volte impressionante, il modo in cui Remo Bassini riesce a far attraversare questa vicenda a personaggi che, per tutto il romanzo, non sono altro che morti. Morti più presenti, nella vita dei protagonisti, di tanti altri presunti vivi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">C&#8217;è tanto, in questo romanzo, ma mai troppo. C&#8217;è la crudeltà antica della provincia bigotta, c&#8217;è la superficialità e l&#8217;incapacità di alcuni giudici, poliziotti, giornalisti. C&#8217;è la colpa, l&#8217;espiazione, il dolore che schiaccia gli uomini fino alla follia, alla distruzione. Alla disperazione. C&#8217;è l&#8217;amore irrisolto di Anna, c&#8217;è il rimorso di Fabrizio, l&#8217;amicizia di Viviana e il tradimento. C&#8217;è una storia che, non appena cominciata, devi assolutamente seguire fino alla fine, perchè non ti molla più. Ci sono le pagine che volano via una dietro l&#8217;altra mentre accompagni Anna nel suo percorso altalenante, tra scatti d&#8217;ira e profonda disperazione, tra speranze quasi sempre disattese e momenti d&#8217;intensa felicità. C&#8217;è il presente, ma anche un passato ancora più presente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“La donna che parlava con i morti” è una storia che chiede solo di essere letta, non promette e non pretende. Illustra, mostra, coinvolge, emoziona e commuove. Ti fa pensare ma non t&#8217;impone strade o soluzioni da seguire. È una storia che non chiede pazienza perchè ci sei subito dentro. È una storia di persone che restano tali, anche tra le pagine di un libro e che mai, nemmeno per un attimo, puoi scambiare per “personaggi”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Perchè vivono la stessa vita che viviamo noi, gli stessi luoghi, gli stessi sogni, gli stessi possibili dolori nascosti dietro un angolo della vita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ed alla fine, proprio come le persone che incontri nella vita, ognuno di loro ti lascia dentro qualcosa. Una frase, una traccia, un&#8217;esperienza comune, un sentimento profondo, uno sguardo diverso sul piccolo mondo di ognuno di noi. E poi ci sono Genova, la Liguria e il mare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">C&#8217;è solo un problema, quando si tratta di Remo Bassini. Ed è che vorresti, non appena finita una storia, che fosse già pronto a raccontartene un&#8217;altra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Bibliografia</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il quaderno delle voci rubate – ed La sesia – 2002</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788842535669/bassini-remo/dicono-clelia.html">Dicono di Clelia </a>– Mursia – 2006</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Lo scommettitore – Fernandel – 2006</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788854109629/bassini-remo/donna-che-parlava.html">La donna che parlava con i morti </a>– Newton&amp;Compton – 2007</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Blog</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a target="_blank" href="http://www.remobassini.it">http://www.remobassini.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riavvio</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa mi sono persa, in tutti questi mesi? Ho aperto, giusto un paio di giorni fa, il mio feed reader e sono quasi svenuta. Non so come dire, ma rendersi conto di avere qualcosa come 1800 post da leggere mette dentro una leggera inquietudine. Chissà quante cose importanti, quanti progetti, quante discussioni, sono nate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa mi sono persa, in tutti questi mesi? Ho aperto, giusto un paio di giorni fa, il mio feed reader e sono quasi svenuta. Non so come dire, ma rendersi conto di avere qualcosa come 1800 post da leggere mette dentro una leggera inquietudine. Chissà quante cose importanti, quanti progetti, quante discussioni, sono nate in questo lungo letargo.</p>
<p>Nel frattempo, però, anche progetti ai quali avevo partecipato hanno visto la luce. Quello di cui vi parlo oggi è un libro edito da <em><a target="_blank" href="http://www.frillieditori.com/main.html">Fratelli Frilli</a></em>, casa editrice genovese, curato da <em><a target="_blank" href="http://www.mentelocale.it/contenuti/index_html/indice_varint_590">Adriana Albini</a></em>, ricercatrice, scrittrice, giornalista, e che vede 12 scrittrici raccontare di loro stesse, certo, ma anche e soprattutto di uomini. Uomini che, come potrete facilmente evincere dal titolo del libro, &#8220;<strong>Irresistibili bastardi</strong>&#8220;, non sono propriamente degli angeli. Meno ancora quelli di cui narro io nel mio racconto, &#8220;<strong>Milù</strong>&#8220;.</p>
<p>Una presentazione ottimamente realizzata da <em>Francesca Baroncelli</em> la trovate <a target="_blank" href="http://www.mentelocale.it/leggere_scrivere/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_19275" title="Irresistibili bastardi">qui, su Mentelocale.it</a>. Il libro lo potete visionare ed acquistare <a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788875633417/albini-adriana/irresistibili-bastardi.html" title="Il libro">qui, su IBS</a>. A breve avrete una mia recensione sull&#8217;intero volume, mentre, per quanto riguarda il mio racconto, ve ne parlerò o, magari, me ne parlerete voi.</p>
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		<title>Diario di una magnifica massaia quarantenne</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2007 21:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Giovanna Hugues Viscontessa “Diario di una magnifica massaia quarantenne” Unwired media – collana Scrittomisto – 2006 Giovanna Hugues, in rete Viscontessa, per gli amici semplicemente Viss, è sempre stata una scrittrice. Lo era agli albori dei blog, lo è oggi, lo era probabilmente anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" width="192" src="http://i108.photobucket.com/albums/n17/Tittyna/massaia.jpg" alt="Viscontessa" height="314" style="width: 192px; height: 314px" title="Viscontessa" /></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
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<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Giovanna Hugues</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><a target="_blank" href="http://www.scrittomisto.it/viscontessa">Viscontessa</a></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><a target="_blank" href="http://www.scrittomisto.it/viscontessa">“Diario di una magnifica massaia quarantenne”</a></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><a target="_blank" href="http://www.scrittomisto.it/viscontessa">Unwired media – collana Scrittomisto – 2006</a></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Giovanna Hugues, in rete <a target="_blank" href="http://viscontessa.com/">Viscontessa</a>, per gli amici semplicemente Viss, è sempre stata una scrittrice. Lo era agli albori dei blog, lo è oggi, lo era probabilmente anche prima che qualcuno le mettesse davanti un computer.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Le sue storie, a volte brevi, spesso invece lunghe e articolate, ci offrono sempre dei personaggi ben delineati, precisi, immersi in realtà che sfuggono i confini precisi tra il verosimile e l’assurdo per consegnarci un mondo dove tutti viviamo a volte senza accorgerci. Perché lei, la Viss, spesso ti da la sensazione di osservare il mondo anche per te e che, tra quei personaggi che descrive con precisione, ci sei anche tu. Una delle caratteristiche più spiccate del suo stile, unico nel suo genere ed è anche per questo che non può sottrarsi all’appellativo di scrittrice, è quello di partire da un piccolo dettaglio insignificante per raccontare poi storie universali, all’interno delle quali quel piccolo dettaglio a volte scompare, altre mantiene inalterata la sua fondamentale importanza. I piani di lettura dei suoi racconti sono molti, dal semplice intrattenimento ironico e leggero, all’approfondimento dei comportamenti umani e sociali, laddove non sono presenti mai giudizi definitivi quanto la condivisione della scrittrice con i suoi lettori, alla ricerca delle proprie stesse debolezze. Questo crea, da subito, una preziosa empatia tra chi racconta e chi legge, sperimentata con successo già nel blog e trasposta, senza difficoltà, nel libro.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">“Diario di una magnifica massaia quarantenne” è sì una raccolta dei migliori post pubblicati sul suo blog, ma quel che differenzia questo libro da altre esperienze analoghe risiede nel fatto che Viss era una scrittrice prima ancora di avere un blog. Lo era non perché avesse pubblicato libri precedenti (non è questo a fare di qualcuno uno scrittore), ma per la sua originale capacità di raccontare piccole storie universali con uno stile ed un linguaggio personale ed unico.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Scrittomisto ha avuto il merito di concedere alla scrittrice la possibilità di trasferire su carta, di fermare, di fare un bilancio ed un’analisi, il lavoro svolto in questi anni di blogging. Un punto di partenza, questo godibilissimo volumetto, che dovrebbe dare modo alla Hugues di cimentarsi in un lavoro più ampio, più ragionato, fosse anche una raccolta di racconti a tema. Libri che, come il “Diario”, possano essere letti tutti d’un fiato ma anche a distanza di tempo, oppure a piccole dosi, magari quando l’argomento di un racconto riguarda direttamente le vicende personali di chi legge.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Giovanna Hugues è un talento che andrebbe indirizzato, spronato, sostenuto, una di quelle scrittrici di cui ci si dovrebbe occupare con l’interesse che meritano il talento e lo stile. Permetterle di perdersi sarebbe un peccato.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maria tra quattro mura/2</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2007/02/23/maria-tra-quattro-mura2/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Feb 2007 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ticchettio dell’orologio rimbalza tra le pareti decorate a fiori azzurri su fondo bianco. La Madonna è ancora lì, appesa al muro, con lo sguardo fiero e il suo bimbo tra le braccia. Anche Remo è ancora lì. Perso e dissolto nel suo sonno profondo. Un sonno popolato da ricordi che fanno bramare la vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ticchettio dell’orologio rimbalza tra le pareti decorate a fiori azzurri su fondo bianco. La Madonna è ancora lì, appesa al muro, con lo sguardo fiero e il suo bimbo tra le braccia.<br />
Anche Remo è ancora lì. Perso e dissolto nel suo sonno profondo. Un sonno popolato da ricordi che fanno bramare la vita, se non fosse ormai solo attesa di morte.<br />
Maria si scuote. Sono ancora le quattro. Sente quel respiro pesante. Greve. Che invade la stanza e la sua vita, piena soltanto di solitudine.<br />
Lo sguardo cade su quel viso. Su quei lineamenti. È buffo pensare come un tempo fossero fonte di gioia e di vita. A guardarli adesso, sembrano solo solchi profondi, abbandonati da un aratro che non lavora più. Una vecchia, inutile vita gettata in un angolo, ad aspettare che finisca. Che si spenga.<br />
Lo fissa, Maria. Quel volto. Quei segni. E ci parla. Con quel volto. Maschera di un carnevale finito da secoli. E gli chiede, e s’infervora e accusa:<br />
Perché. Perché mi hai abbandonato, Remo? Perché sei andato via eppure sei ancora qui? Tu non hai idea di quello che ho nel cuore. I giorni che si fanno secoli. Gli anni persi su cui lascio le mie impronte fossili. E le tue grida, che hanno cancellato tutto lasciando solo questo male. Un male che oscura te, questa stanza e i miei occhi.<br />
Le viene da urlargli contro: ma come hai potuto, come hai potuto farmi questo? Avrei voluto appoggiarmi a te, esausta e docile, negli anni lunghi della vecchiaia e invece… Lavoro, sofferenze, catene, questo mi hai dato. Insieme alle tue grida, che mi trapassano il cuore, e il tuo odio, contro la vita e contro di me, che con te l’ho condivisa e te la conservo. Quella tosse maligna, perfida, che c’impedisce di dormire. Quelle medicine che annientano i miei pochi risparmi e mi costringono, ogni giorno, a nuove rinunce.<br />
Tutto ti sei preso Remo, tutto. La mia giovinezza. La mia maturità. Ora, non contento, stai torturando anche la mia vecchiaia.<br />
Un’anteprima d’inferno, sei questo per me adesso Remo. Giorni lividi d’odio e di rancore per le catene che mi hai imposto. Ti odio perché non sono capace di andare via. Lasciarti qui. Da solo. A morire finalmente. Finalmente anche per te.<br />
Mi hai sepolta viva, e ti odio per questo. Perché io sono ancora viva. Non c’è figlio che mi sia rimasto accanto, per colpa tua. Svaniti. Scomparsi. Tutti. E per colpa tua, Remo, per questa malattia che non si può mostrare ai bambini. Ai miei nipoti. Perché non è bello, non è giusto. Così li ho visti dissolversi nel nulla. Svanire. Loro insieme ai miei figli. Terrorizzati all’idea di doverti accudire. Di doverti accogliere in casa. Colpa tua Remo. Tutta colpa tua.<br />
Come hai potuto farmi questo, dimmi. Tu che mille anni fa dicevi di amarmi. Vorrei strozzarti con le mie stesse mani, se ne avessi la forza. Ma m’hai tolto anche quella. Vorrei soffocarti con il cuscino, avvelenarti l’acqua, staccarti l‘ossigeno. Vorrei vederti morire, te, e con te il tuo male. Maledetto. Quanto tempo è, che va avanti così? Quanti ne ho sentiti di dottori pietosi che ti concedono altri giorni e poi ti lasciano qui, con me, mentre loro, sereni, se ne tornano a casa. Dalle loro mogli. Dai loro figli. Dal loro denaro. Che una volta era anche il nostro. Il mio. Prima di finire nelle loro tasche senza fondo. Sempre pronti ad addentare il ferito. Il naufrago. Il moribondo.<br />
Sei mesi disse quel dottore, la prima volta che il male comparve. Sei mesi. E sono passati tre anni. Tre anni. Tutti così. Tutti uguali. Fatti da giorni tutti così. Tutti uguali. Tra medicine e brutte parole urlate alle mie spalle, nelle interminabili notti bianche. E da sola. Tutto da sola ho dovuto affrontare.<br />
Perché tu non ci sei più. Nessuno c’è più, per me. E nessuno ci sarà più. Restano solo queste urla, queste medicine, queste notti. Questi passi strascicati, ogni giorno, dalla cucina alla camera da letto. Per un bicchiere d’acqua. O una minestra. O un’altra pasticca. E poi la speranza. Che tu smetta di chiamare. Smetta davvero. Per sempre.<br />
Quando dalla finestra della cucina guardo la luna, e mi accorgo che è un po’ di tempo che non arrivano richiami, urla o bestemmie arrochite. Allora spero. Per pochi, lunghissimi, dolcissimi istanti, spero.<br />
Speranza vana. Tormento dell’anima. Per questa prova, che Dio mi chiede di superare. Con l’amore e la pietà che non riesco più a sentire, dentro di me. Esaurita. Svanita. Usata e consumata tutta. Per sempre.<br />
Rabbrividisce Maria, nel caldo torrido di quel luglio orvietano. Per quello che pensa, per ciò che dice. Anche se lui non l’ascolta più. Non l’ascolta mai. È il solo fatto di pensarlo. E le basta che, ad udirla, ci sia la sua coscienza.<br />
Guarda fuori Maria. Oltre i vetri e il davanzale e i fiori. E fuori c’è Orvieto. Lo sa. Lo sente. Per esperienza. Per memoria storica. C’è la via in discesa del rione stella. Il Duomo. L’angelo con il suo bel martello per battere le ore. Poi ancora più giù. Verso il pozzo di San Patrizio. La fortezza spagnola. La piana di tufo. C’è tutto, ancora. Tutto quello che c’era un miliardo di anni fa. Quando era viva. Quando era vivo Remo. E il loro amore.<br />
C’è tutto ma è come se non ci fosse più nulla. C’è tutto ma non c’è più per lei. E cosa vale allora, sapere che c’è. Cosa vale sapere che basterebbe aprire di nuovo il portone e percorrere ancora quel vialetto per vedere il Duomo, il maestoso portone, i bassorilievi e gli alabastri. Le navate e l’altare. Ma cosa vale saperlo, tanto non accadrà. Non accadrà mai. Mai più.<br />
Maria torna bambina, nel cuore e nei pensieri. E l’odio per Remo diventa quello di una figlia che non ha mai visto il mare. E non può capire, no, non può comprendere perché il padre glielo neghi. Con perfida cattiveria. Con lucida malignità.<br />
Orvieto è fuori. Con la vita e le strade e la gente e i prati, i fiori, i campi coltivati. Ma Maria è sull’altare. Ed è lei il sacrificio. È la sua vita, l’agnello. Quel che resta di lei. Una vecchia camicia da notte che a nessuno interessa più. Due vecchi reduci dalla battaglia della vita. Che ora non hanno più nemici, e si combattono tra loro. Vecchi e stanchi ed esausti. Logorati da mille guerre, combattute sul campo ogni giorno. Per mangiare, per una casa, per un futuro che andasse più in là del giorno dopo. Per qualcosa da lasciare ai figli. Figli che invece si sono affrettati a lasciare lei. Tanto soldi da prendere non ce ne sono. Solo fatica e noie. E nessuno ha voglia di prendersele. Senza un libretto postale in cambio. Abissi di crudeltà umana.<br />
Ma ora forse accetterebbe anche quello, Maria, anche quella brutalità. Quella barbarie. Pur di staccarsi da lui. Da quelle catene. Dall’odio e la rabbia che le soffocano il cuore e i polmoni. Ma è un esercizio inutile, quel pensiero. Non la porta da nessuna parte.<br />
Si volta ancora verso di lui. E posa una mano sulla sua bocca. Un flebile respiro le sfiora la pelle. Maria allora preme. Preme su quelle labbra secche e morenti. Con tutta la forza che ha. Forza che resta nei suoi pensieri, perché alla mano non arriva. Non può più arrivare. Si lamenta un po’, Remo. Volta impercettibilmente di lato il viso e Maria ritrae la mano. I suoi occhi sono rossi ora, e cerchiati. Lo guarda ancora una volta. Fisso. E dentro di sé pensa. Vorrei non arrivasse a domani. O che non arrivasse mai domani.</p>
<p><em><strong>E qui, purtroppo o per fortuna, ci dobbiamo fermare.</strong></em></p>
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		<title>Maria tra quattro mura</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 22:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo brano è parte di un lavoro più ampio. Lo condivido con voi, in anteprima, perché c&#8217;è ancora chi pensa che io scriva solo un genere di cose.  C’è mezza luna, fuori della finestra, e mezza vita dietro ai vetri. Mezze gioie, mezzi dolori, mezzi sorrisi, mezze misure. E due occhi azzurri a guardare.È mezzanotte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><font size="2"><em>Questo brano è parte di un lavoro più ampio. Lo condivido con voi, in anteprima, perché c&#8217;è ancora chi pensa che io scriva solo un genere di cose.</em></font><font size="2"> </font></span></p>
<p><span></span><span><font size="2">C’è mezza luna, fuori della finestra, e mezza vita dietro ai vetri. Mezze gioie, mezzi dolori, mezzi sorrisi, mezze misure. E due occhi azzurri a guardare.</font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">È mezzanotte e la cucina è in ordine. Il tavolo, le sedie, la credenza. Tutto ordinato, ben allineato, sistemato a modo. La tovaglia è stirata e i fiori, a centrotavola, sono ben curati.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">C’è un caldo torrido, estenuante, dentro casa. Ma è normale che sia così, che sia soffocante, a luglio. Il fatto è che quel caldo estrae i nervi dal corpo e li scuote, li frusta. A contatto con quell’aria bruciante s’infiammano, ardono, divampano.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Maria ha settantanni. Più o meno. Ne ha avuti meno, in passato. A volte ne ha avuti di più, e gli occhi che sfiorano quella mezza luna, sono i suoi. Quel che resta dei suoi sguardi. Dei suoi occhi. Occhi un tempo accesi e vivi. Oggi oscurati da tende pesanti. Grigie. Uno sbiadito tessuto di lacrime respinte al mittente. C’è rassegnazione nei gesti. Estranei a qualunque volontà.<span>  </span>Rigidi. Meccanici. Monotoni.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Come allontanarsi dalla finestra per raggiungere il lavandino, prendere un bicchiere e riempirlo. A metà. D’acqua. Sempre muovendosi come un dolente burattino. Un automa. Svuotato d’ogni energia.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Dalla stanza da letto, di tanto in tanto, giunge una voce. Un pianto. Un lamento. A volte è una preghiera. Altre volte un’invocazione. Altre ancora soltanto una lunga sequela d’imprecazioni. Volgari. Violente. Figlie del male. Di quel male. Che brucia dentro e corrompe l’anima.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Maria non sente. O meglio, non sente più. Perché non reagisce, a quei suoni. Sgraziati. Rochi. Faticosi. Faticati.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Le parole attraversano le stanze. Rimbalzano tra i muri e i mobili senza lasciare traccia. Sembrano arrivare da altri luoghi, da altre dimensioni.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E sembrano lì per caso. Di passaggio. Per altri luoghi ancora. Metafisici. Trascendentali. Ultraterreni.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Intanto Maria prende una pillola, la solita, e la lascia scivolare nel bicchiere. Non sente. Non vede. Dio solo sa se pensa, mentre tiene faticosamente insieme i pezzi del suo cuore.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Lo sfrigolio curioso della pillola, a contatto con l’acqua, le provoca un brivido. L’acqua diventa torbida. La schiuma bianca. Come i suoi occhi cerei. Come la sua pelle livida. Ma non c’è stupore. Non c’è meraviglia.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">È tutto normale. Tutto consueto. Ordinario. Come la vestaglia di lei. Di Maria. Come i lamenti di lui. Di Remo. Il vecchio Remo. Che in camera da letto consuma lenzuola e fragili respiri. Di quelli che ognuno può essere l’ultimo.</font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Trenta chili sì e no. Un fruscio di vita deposta tra i guanciali ingialliti. A fare l’abitudine all’eterno riposo che verrà. Che sta già arrivando. Nonostante le finestre chiuse, le porte sprangate. Sigillate. Che rendono quel caldo afoso ancor più insopportabile.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Si volta verso la mezzaluna, Maria. E i vetri riflettono il suo volto. Un gioco geometrico. Due mezze lune a formare un’unica, circolare, tristezza.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ipocondria da vedova bianca. Crocerossina invocata. Svociata. Sfocata. È un sottofondo muto di masochistico abbandono. Per il tempo fuggito. Sfuggito. Dilapidato.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Non ha parole, Maria. Non ne ha più. E allora restituisce silenzio, e presenza fisica. Minima. Labile. Aerea. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Passa il dorso della mano sulla fronte rugosa. Un gesto lento. Pesante. Carico solo d’angosciata stanchezza. D’inutilità.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Asciuga il sudore. Cerca di trattenere un urlo che sarebbe di rabbia e disperazione. Per quella mezza vita che scivola via stanca. Che si scioglie pigramente come la compressa nell’acqua.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Remo, nell’altra stanza, continua ad invocare. Ma più rabbioso, adesso. Arrochito. Sembra sia il male a parlare. Ad urlare. Non chiede adesso. Pretende. Impone. Di essere accudito. Assecondato. Aiutato. A tirare avanti. A sopportare il dolore. Chissà poi perché.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Per torturarla, questo pensa Maria. Che quel male, che cresce dentro Remo, ne stia annientando due, di vite. Lentamente, inesorabilmente, attimo dopo attimo, la malattia sgretola Remo e, con lui, Maria. Vinta, ogni giorno di più, dallo strazio. Dalla stanchezza. Dalla pena.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ma lui la vuole. La pretende. La invoca. E usa tutto quel che resta di lui pur d’averla lì, accanto. A condividere anche quello. Dopo aver condiviso una vita intera.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Sposati cinquanta anni prima. Ad Orvieto. Il viaggio di nozze fu una passeggiata al pozzo di S. Patrizio. Per gettare la preziosa monetina nell’acqua. Il prezzo di un desiderio. Quello di restarsi accanto per sempre.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E quel soldino il suo dovere lo fece. Lo fece in pieno. Anche se oggi Maria si getterebbe scalza nell’acqua pur di ritrovarlo, raccoglierlo e gettarlo via. Il più lontano possibile e spezzare così quell’incantesimo, oggi sventurato. Maligno. Beffardo.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Per lei. E anche per Remo. Compagno di viaggio inciampato per strada. Caduto in disgrazia. Dimenticato da Dio.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Si avvia, Maria. A passo lento. Misurato. Studiato. Con estrema cura spenge la luce, uscendo dalla cucina.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">La luna, adesso, occupa quasi tutta la finestra e travolge d’argento i suoi occhi. Mezzi aperti. Mezzi chiusi. Mezza lacrima ferma sul ciglio della strada.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ha il bicchiere in<span>  </span>mano, Maria. Mezzo pieno. Dentro c’è la compressa. Mezza sciolta. E c’è mezzo corridoio da fare, per raggiungere la camera da letto.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Una lucina gialla, impalpabile, illumina quel poco che resta di Remo. Indifeso e offeso. Come fosse tornato bambino. Gli solleva il capo, Maria. E ogni volta si stupisce di quanto sia fragile. Esile. Con delicatezza lo aiuta a bere. Momenti di persa umanità.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Infatti è in quel momento che accade. Solo e sempre in quel momento. Quando l’acqua attraversa le labbra secche e la lingua arida. Perché in quel momento i loro occhi s’incontrano. E si parlano. Gli occhi. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Unica cosa a restare uguale mentre il tempo passa e distrugge. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Perché non invecchiano con noi, gli occhi. Non invecchiano mai. Niente rughe né segni. Né colori sbiaditi. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ed è in quegli occhi che Maria cerca Remo. E per un attimo s’illude che ci sia ancora. Remo, il suo Remo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">In uno scintillio diverso. In uno sguardo antico di gioventù spavalda.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E se lo ricorda ancora, Maria, il suo Remo. Se lo ricorda bene. Quando folle d’amore, ebbro di gioia, la prese per la vita e per le mani e la condusse giù, per il rione Stella, di corsa fino al Duomo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E poi ancora più giù. Sempre di corsa. Il vento nei capelli. L’aria rosa nei polmoni, in un turbine di sorrisi e di parole. Fino alla fortezza spagnola. Ai bordi della piana di tufo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E finalmente quel bacio. Eterno. Liberatorio. Pianure verdi ai piedi che si concedono agli sguardi di chi si ama. E ama tutto ciò che lo circonda.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Nacque lì quell’amore. Su una panchina di legno verde, scheggiato qua e là da improvvisati poeti. Tra le parole d’amore sussurrate all’orecchio e i cuori disegnati con la punta delle scarpe, smuovendo la ghiaia bianca. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ora invece Remo è lì. Sul letto. Esanime. Spento. Uno straccetto bagnato gettato tra le lenzuola. Lo depone sul cuscino, Maria. Dolcemente, stavolta. Come farebbe una madre. Il bicchiere, ora vuoto, finisce sul comodino. Per l’ennesima volta la cerimonia è compiuta. Espletata. Formalità inutile da ripetere per tradizione senza più ragioni. Surrogato scientifico alle parole consolanti di un prete misericordioso.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Remo la chiama. Ancora. Ossessionante. Ossessionato. Ma stavolta per dirle grazie. Inaspettatamente. In un fugace lampo d’inattesa lucidità. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Poi torna subito roco. E cattivo. Per rinfacciarle il dolore che dentro lo divora. Lo lacera. Lo strazia. E Maria… </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Seduta su tre guanciali. La camicia da notte come non se ne vedono più. Il cuore frantumato. Lo sguardo perso che incrocia quello della Madonna, nel dipinto appeso davanti al letto mentre culla il bambino. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Dolce eppure fiera, nel dipinto davanti al letto. Ora solo una feroce metafora, per Maria. Che allunga una mano e sfiora quel poco di pelle che ancora protegge le fragili ossa di Remo. È un gesto che profuma d’umanità. Forse un saluto. Una buonanotte. O forse un addio. Per il Remo che non c’è più, in quel corpo straziato. In quella gelida voce roca.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Il respiro di lui si fa pesante, regolare. Si percepisce la fatica e lo sforzo che quel respiro impone. Ma per lo meno è riposo. Per quel che resta di Remo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E per quel che resta di Maria, che ha esaurito il suo compito quotidiano, e gli occhi finalmente possono chiudersi, mentre i cuscini l’accolgono. Soffici. Pietosi.</font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Il sonno la vince senza colpo ferire. In pochi istanti. Pochi istanti di silenziosa pace. Per una notte che sa, sarà ancora lunga.</font></span></p>
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		<title>Afrodite</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 15:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa ho ricevuto una mail, da parte di Mariella Calcagno, che annunciava (ovviamente non solo a me) la nascita di una nuova collana in seno alla giovane casa editrice Graphe.it. In considerazione di quanto si è spesso dibattuto in rete, nei lit-blog, a proposito di editoria, ho ritenuto fosse il caso di porre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Alcuni giorni fa ho ricevuto una mail, da parte di <strong>Mariella Calcagno</strong>, che annunciava (ovviamente non solo a me) la nascita di una nuova collana in seno alla giovane casa editrice <a target="_blank" href="http://www.graphe.it/">Graphe.it.</a> In considerazione di quanto si è spesso dibattuto in rete, nei lit-blog, a proposito di editoria, ho ritenuto fosse il caso di porre qualche domanda, nel comune interesse di tutti noi blogger, per fare maggiore luce sul progetto e non limitarsi al semplice comunicato-stampa.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Sono felice di averlo fatto, le risposte che ho avuto dall’editore e da Mariella sono risposte importanti, precise, e ci offrono l’immagine di una casa editrice seria, attenta e aperta alla Rete.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Vogliono leggervi, vogliono le vostre storie, sono disposti a dare attenzione agli autori a prescindere da nome e titolo. Cercano testi, emozioni, storie, senza preclusioni e pregiudizi. Questa la nostra breve chiacchierata con <strong>Mariella Calcagno</strong>, direttrice di <strong>Afrodite</strong>, e <strong>Roberto Russo</strong>, direttore di <a target="_blank" href="http://www.graphe.it/">Graphe.it</a>.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS"><strong>1 – Prima di tutto, parlaci della tua casa editrice, e del tuo ruolo all’interno di essa.</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS">La Graphe.it è una piccola casa editrice sorta nel 2005, e nata dal desiderio di realizzare un sogno, quello di poter pubblicare i sogni degli altri.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Riuscire a dare voce agli sconosciuti, agli esordienti, a chi ha voglia di raccontarsi in modo nuovo, non banale, forse meno commerciale ma vero.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Il mio ruolo è quello di direttrice di una collana di romanzi erotici, <strong>Afrodite</strong>. Collaboro anche con altre idee e con entusiasmo coltiviamo piccoli progetti da poter realizzare.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>2 – La collana “Afrodite”. Come nasce, cosa si propone, quali sono le linee guida sulle quali vi muoverete.</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Afrodite nasce da un mio desiderio di dare voce ai sensi, quelli veri e viscerali. Nasce anche dalla voglia di dare voce a tutti quegli autori che sparsi nella rete non trovano un loro spazio, mi capita di leggere pezzi di autori davvero belli e che magari non vedranno mai luce in un libro.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La collana si propone di raccogliere romanzi erotici dove chi legge possa ritrovare un po’ se stesso, non amo il sesso troppo romanzato, la realtà è quella che vorrei leggere, una realtà che sappia anche eccitarmi e farmi sognare, ma reale deve rimanere. I testi erotici che valuteremo riguarderanno tutti gli aspetti erotici, eterosessuali, omosessuali, transessuali, tutti avranno la loro voce.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>3 – Afrodite sarà, a sua volta, suddivisa in &#8220;Imero&#8221; e &#8221;Phobos&#8221;. Perché due percorsi, due anime all’interno dello stesso cuore?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">I due percorsi sono stati scelti per segnare due aspetti della sessualità in modo diverso, <strong>Phobos</strong> coprirà tutte le trasgressioni forti, illegali, maniache, le fobie da nascondere, i segreti indicibili. La parte gialla dell’eros, dove il sesso viene usato per sfogare istinti diversi da quelli che <strong>Imero</strong> invece accompagnerà in una narrativa più sensuale, più erotica, più segnata dai sensi e dalla passione, dalle voglie lussuriose che talvolta desideriamo leggere perché nella realtà ci verrebbe difficile realizzare.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>4 – Gli autori. La vostra scelta seguirà quali motivazioni? Sarà possibile per tutti inviare manoscritti, con la certezza di essere letti, oppure, come molte altre realtà editoriali, sarà il direttore commerciale a decidere le pubblicazioni?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Qui ti rispondo in sinergia con Roberto Russo, direttore di Graphe.it.</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Tutti potranno inviare i manoscritti e la casa editrice con la direttrice della collana assicurano che leggeranno tutto. Del resto è politica della casa editrice leggere tutto quello che le viene sottoposto. La decisione di quale opere pubblicare sarà presa valutando tutti gli aspetti dell’opera e operando in sinergia tra la direttrice della collana e la casa editrice. (<strong>Roberto Russo</strong>).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Gli autori saranno scelti per la loro bravura nel riuscire ad emozionare chi legge con i loro testi, è mia intenzione come direttrice della mia collana rispondere sempre ad ogni autore comunicando l’esito della lettura. (<strong>Mariella Calcagno</strong>)</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>5 – La Graphe.it sosterrà i suoi autori, organizzando reading, presentazioni e quant’altro, nel tentativo di promuovere i libri nel comune interesse?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Anche qui interviene Roberto Russo editore.</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Nel corso dell’anno la casa editrice organizza varie presentazioni. Alcune sono legate alla presentazione dei singoli libri altre sono eventi “collettivi”. Per quel che riguarda le presentazioni di singoli libri, la casa editrice prevede sempre uno spazio per presentare anche gli altri testi attinenti all’argomento trattato. Le presentazioni collettive sono organizzate in “serate sotto le stelle”, “tè con l’autore” e simili. Un occhio di riguardo poi è sempre dato alla stampa locale: solitamente i giornali tendono a porre in evidenza le opere letterarie nate all’interno del proprio bacino di utenza. “Fissazione” della casa editrice, poi, è quella di abbinare alle presentazioni un buffet o un drink in modo da poter stringere rapporti diretti con gli intervenuti e fra l’autore e i suoi lettori. (<strong>Roberto Russo</strong>).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Io credo che non solo la casa editrice debba organizzare, ma anche l’autore stesso deve essere motivato con idee e proposte per poter promuovere al meglio il proprio libro, spesso, specialmente nell’erotismo si ha un po’ paura ad esporsi. (<strong>Mariella Calcagno</strong>)</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>6 – La Rete. Un luogo dove pensate di poter incontrare autori, o solo veicolo pubblicitario?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Senza dubbio, un luogo dove poter incontrare autori… e anche veicolo pubblicitario. I modi possono essere vari e siamo sempre disponibili a nuove proposte.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Per questo l’idea di proporre la collana a blog e non solo a siti o giornali è un modo per comunicare meglio con gli autori, credo sinceramente che fra i bloggers si trovino spesso bravi scrittori, sono in cerca di questi soggetti pazzi e pieni di voglia di dire qualcosa, di scrivere, di dare voce ai propri sogni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Purtroppo non tutti sono capaci poi di arrivare a scrivere un romanzo intero, non è facile, ci vuole anche tecnica di scrittura, non solo una buona idea e un racconto breve scritto bene, reggere per duecento pagine è diverso. Spero anche grazie a te che mi concedi il tuo spazio e tempo, di poter trovare (è questo il mio intento), autori nuovi e non banali, scrittori già affermati ma che ancora non lo sanno.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Io, Mariella, sono qui. In attesa di vostre idee, dei vostri testi, dei vostri sogni, anche incubi, l’importante è che li abbiate scritti bene.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Non credete sia il momento di aprire quella cartella segreta nel vostro computer e mettersi in gioco? Io dico di si.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Altre informazioni, oltre che sul sito della casa editrice, le trovate qui, su <a target="_blank" href="http://www.delirio.net/default.asp?id=339">Delirio.net</a>, con un&#8217;altra intervista ad opera di Eliselle.</font></p>
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		<title>Quelli che… i commenti</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 22:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Da questo post è nata un’interessante discussione. La mia opinione, nello specifico del tema, l’ho espressa nei commenti ma qui, oltre a segnalare il post ed i commenti che ritengo interessante materiale su cui riflettere, vorrei rilanciare alcuni temi che Babsi pone ai suoi lettori. Punto primo: quando leggete un libro, vi sentite grati verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Da <a target="_blank" href="http://babsijones.typepad.com/babsi/2007/02/lettera_aperta_.html">questo post </a>è nata un’interessante discussione. La mia opinione, nello specifico del tema, l’ho espressa nei commenti ma qui, oltre a segnalare il post ed<a target="_blank" href="http://babsijones.typepad.com/babsi/2007/02/lettera_aperta_.html#comments"> i commenti </a>che ritengo interessante materiale su cui riflettere, vorrei rilanciare alcuni temi che <a target="_blank" href="http://babsijones.typepad.com/babsi/">Babsi</a> pone ai suoi lettori.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS"><strong>Punto primo</strong>: quando leggete un libro, vi sentite grati verso l’autore, oppure ritenete che sia lui a dover ringraziare voi per il tempo che gli avete dedicato? Oppure ritenete che l’oggetto “testo” (non il libro, il testo) sia fonte di scambio reciproco, tra l’autore ed il lettore?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Una volta compreso il tipo di approccio verso il testo di un libro, ritenete di avere lo stesso approccio nei confronti del testo di un post? In sostanza, cambia l’approccio se si tratta di un blogger invece che di uno scrittore?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mi spiego meglio: io credo che scrivere sia un atto puramente altruista e che il transito sia a senso unico. Lo scrittore offre, consegna, dà. Il lettore prende. È come un rapporto d’amore dove c’è uno che ama, uno che usufruisce di questo amore. Non è vero, a mio parere, che il libro è un tramite tra l’autore ed il lettore. Il testo va oltre l’autore, il testo può anche prescindere dall’autore, il cui unico ruolo è quello di mettere su carta quel testo e lasciarlo andare. Il testo è lì, per tutti, a disposizione, in qualunque momento può essere consultato, letto, analizzato, riletto. L’autore no, l’autore ha esaurito il suo compito nella stesura del testo, ed a lui non dovrebbe essere richiesto altro, neanche l’esistenza in vita. Se così non fosse non sarebbero fruibili, ad esempio, i testi di autori non contemporanei, i testi anonimi, i testi di autori con pseudonimo, o scritti a più mani. Se domani, per esempio, si venisse a sapere che l’autore dell’Odissea non risponde al nome di Omero ma di tal Temistocle, il valore dell’opera e la sua fruibilità non ne risentirebbero affatto.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Pirandello non è in grado, oggi, di fare presentazioni dei suoi libri o di incontrare i suoi lettori, ma credo sia arduo dire che i suoi testi non giungano a noi interamente, pienamente, in tutta la loro forza e bellezza. Ho detto Pirandello, ma potevo dire Calvino, Pasolini , Dostoevski, Woolf.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Vorrei dire che non ci vedo, in questo, qualcosa di sbagliato. Lo scrittore, per sua natura, è anche lettore e quindi, se da un lato offre dall’altro, per merito di altri, sicuramente prende.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Come vi ponete dunque, di fronte al testo? Vi sentite più beneficiari o benefattori?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS"><strong>Punto secondo</strong>: quando leggete un blog, credete o meno alla buona fede di chi scrive? È una discriminante per la scelta delle vostre letture? È un fattore cui fate caso, o date per scontato l’una o l’altra?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS"><strong>Punto terzo</strong>: questo è indirizzato a chi ha un blog. Ogni blogger, attraverso i commenti che riceve, le mail, i contatti telefonici o tramite messaggistica istantanea, vede una propria immagine di ritorno che è figlia di questi mezzi. Quanto vi assomiglia? Vi sembra che la persona di cui parlano vi somigli, o vi sembra che sia parziale, inesatta, addirittura completamente diversa da quello che siete o credete di essere?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Vi siete mai stupiti/e per come qualcuno si è rapportato a voi scoprendovi a pensare: <em>ma io non sono mica così</em>.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mi farebbe veramente piacere conoscere le vostre opinioni.</font></p>
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		<title>Chiacchiere letterarie</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2007 15:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul blog di Remo Bassini, giornalista, scrittore e, perché no, anche blogger, si parla spesso e volentieri di letteratura, editoria, scrittori conosciuti ed esordienti. Si parla anche di pre-scrittori, di aspiranti scrittori, di non-scrittori. Nel suo ultimo post ho rilasciato, riflettendo mentre scrivevo, un commento che desidero riportare anche qui, sviluppandolo, incurante del fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Sul blog di <a target="_blank" href="http://www.remobassini.it/blog/">Remo Bassini</a>, giornalista, scrittore e, perché no, anche blogger, si parla spesso e volentieri di letteratura, editoria, scrittori conosciuti ed esordienti. Si parla anche di pre-scrittori, di aspiranti scrittori, di non-scrittori. Nel suo <a target="_blank" href="http://www.remobassini.it/blog/?p=593">ultimo post </a>ho rilasciato, riflettendo mentre scrivevo, un commento che desidero riportare anche qui, sviluppandolo, incurante del fatto che qualcuno le considererà chiacchiere sterili, di cui nulla resterà. Forse si, forse parlare delle cose, quali che siano, ha invece ancora il suo senso.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Acquistare un libro è diverso, molto diverso, dall’acquistare un qualsiasi altro oggetto. Perché è, principalmente, un atto di fiducia. Questa fiducia viene riposta fondamentalmente in tre persone: l’Autore, l’Editore, il Libraio. Nelle grandi città, dove la distribuzione privilegia le grandi catene di librerie, l’ultima figura sta lentamente scomparendo, lasciando il posto a megastore del libro dove l’unica persona che potete incontrare è la cassiera.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Del libro che andiamo ad acquistare sappiamo poco o nulla. Possiamo leggere i risvolti di copertina, possiamo dare uno sguardo alle recensioni (altro discorso relativo alla fiducia), possiamo ascoltare i consigli del libraio (a meno di non trovarsi nelle grandi librerie di cui sopra ed allora neanche quello). Durante</p>
<personname ProductID="la Fiera" w:st="on"></personname>la Fiera della piccola e media editoria, svoltasi a Roma nello scorso dicembre, sono rimasta abbastanza colpita da una serie di interviste fatte dalla televisione, dalle quali emergeva il dato, sconfortante, che molte delle persone interpellate sceglievano i libri basandosi sulla copertina. </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Un’automobile possiamo guardarla, entrarci dentro, al limite anche provarla. Lo stesso vale per un qualunque altro prodotto. Un profumo di cui abbiamo ricevuto un campione da provare è già il prodotto, nella sua completezza. Due pagine di un libro, invece, non lo sono e non lo possono essere. Lo stesso vale per un detersivo, per una bibita che possiamo provare al bar e poi acquistare in confezione famiglia. Un libro non cessa mai di essere un libro. Non lo getti via, una volta letto. Non si consuma, non si esaurisce, non termina mai di essere utile. Al tempo stesso il libro, non essendo un genere di consumo e non esaurendosi, non può essere riacquistato, una volta finito. Un libro non necessita di manutenzione, non ha bisogno di essere revisionato ed intorno al libro non può prosperare altra industria. </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Ecco perché, in ultima analisi, continuo a dire che un libro, la letteratura, non può essere un prodotto come gli altri, e non può sottostare allo stesso modo alle regole del mercato. Quello che è necessario, secondo me, è sostituire al concetto di marketing quello di fiducia.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Per questo trovo interessante e valida l’idea di Remo di realizzare un’inchiesta seria sull’editoria. Vorrei che le case editrici aprissero le porte al pubblico per mostrare come si lavora, quali sono le vere linee editoriali e commerciali, quali i meccanismi che regolano il tutto. Ed anche gli autori dovrebbero parlare. Senza vergogna, senza celare niente, e raccontare la loro esperienza, come sono arrivati o come non sono arrivati alle case editrici e quali sono i loro rapporti. Storie come quella di <a target="_blank" href="http://biogiannozzi.splinder.com/">Giuseppe Iannozzi</a>, che con uno stratagemma riesce a farsi rispedire il manoscritto dalla casa editrice scoprendo che non è stato neanche letto debbono essere conosciute, per far cambiare le cose.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Che si faccia luce, vivaddio.</font></p>
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		<title>Le invasioni barbariche</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Feb 2007 23:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, ospiti di Daria Bignardi c’erano, tra gli altri, Gian Arturo Ferrari di Mondadori, Nicola Lagioia di Minimum Fax, e tre autori inseriti nell’antologia “Voi siete qui”, da me segnalata alcuni post fa, per via della presenza di Babsi Jones: Piero Sorrentino, Marco De Marco e Flavia Piccinni. L’introduzione al tema fatto da Daria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Ieri sera, ospiti di <a target="_blank" href="http://www.la7.it/invasioni/index.asp">Daria Bignardi</a> c’erano, tra gli altri, Gian Arturo Ferrari di Mondadori, Nicola Lagioia di Minimum Fax, e tre autori inseriti nell’antologia <a target="_blank" href="http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=346">“Voi siete qui”</a>, da me segnalata alcuni post fa, per via della presenza di <a target="_blank" href="http://babsijones.typepad.com/babsi/">Babsi Jones</a>: Piero Sorrentino, Marco De Marco e Flavia Piccinni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">L’introduzione al tema fatto da Daria è stato, come suo solito, volutamente provocatorio: oggi pubblicare è facile, e vi spiegheremo come. La cosa ha suscitato lo stupore dei presenti e, ovviamente, acceso il dibattito. Ma non voglio annoiarvi.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Due cose mi hanno colpito, nel corso della discussione che ha fatto seguito alle interviste che la redazione ha registrato presso alcune importanti case editrici.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La prima: il rapporto tra i manoscritti di aspiranti esordienti che questi editori ricevono e quelli che poi vengono pubblicati. Feltrinelli ha dichiarato di riceverne circa 4000, di cui 4, al massimo 5, diventano libri. Baldini e Castoldi dichiara circa 1000 manoscritti ricevuti, forse uno pubblicato, quando va bene. Altri addirittura non menzionano il quantitativo, ma piuttosto lo zero assoluto nella categoria esordienti pubblicati.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">A questo punto mi è sorta spontanea un’osservazione: giorni fa il signor <a target="_blank" href="http://herzog.splinder.com/">Effe</a> ha deciso, imprudentemente, di fare una <a target="_blank" href="http://herzog.splinder.com/1170148252#10758693">giocosa mappatura </a>dei blogger che sono approdati alla carta stampata. È partito dal proprio orto, ovvero da ciò che sapeva, e grazie all’interazione con gli altri blogger, nei commenti si sono via via aggiunti altri nomi, altri libri, fino a superare abbondantemente i cento autori pubblicati. Di questi, almeno due terzi lo hanno fatto dell’arco degli ultimi due anni. Parliamo, quindi, di almeno 80 esordienti. 40 l’anno. Non credo che ci siano, in Italia, più di 5000 blog di aspiranti scrittori, e quindi mi sorge spontanea la domanda: forse che il blog, come palestra letteraria per autori emergenti ed esordienti, funziona davvero? Può essere, i numeri dicono questo, ma non spargete la voce, che poi qualcuno ci rimane male.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La seconda: un’affermazione di Nicola La gioia: pubblicare non deve essere facile. Credo di aver compreso il senso che Nicola ha voluto dare alla frase, e mi dichiaro assolutamente d’accordo con lui. Pubblicare non deve essere facile. Deve essere difficile, deve essere frutto di talento, applicazione, duro lavoro, qualità, intuizione e perché no, quando capita, anche genio.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Pubblicare non deve essere facile per nessuno, nemmeno, come ha simpaticamente sottolineato lui, se sei il sindaco di Roma.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Deve essere semplice ed automatico, aggiungo io, soltanto per chi lo merita.</font></p>
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		<title>Il sesso dei generi</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 11:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da non confondere con quello degli angeli, e neanche con la possibilità, quando saranno accettate situazioni che di torbido hanno solo la morbosità dei legislatori (vedi alla voce PACS), di dover chiedere se il marito di vostra figlia è un maschio o una femmina. (Sai Maria, ieri ho visto tuo genero – Chi, Giovanna?) In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Trebuchet MS" size="2">Da non confondere con quello degli angeli, e neanche con la possibilità, quando saranno accettate situazioni che di torbido hanno solo la morbosità dei legislatori (vedi alla voce PACS), di dover chiedere se il marito di vostra figlia è un maschio o una femmina. (Sai Maria, ieri ho visto tuo genero – Chi, Giovanna?)</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2">In questo caso parliamo di generi letterari perché, a pensarci bene, forse anche loro hanno un sesso. Prendiamo, ad esempio, la moda della chick-lit, esplosa in Italia con le avventure di Bridget Jones ed i libri della Kinsella. Questo genere è indubbiamente femmina. Il proliferare di questa letteratura, al di là del giudizio qualitativo, che non è questa la sede, offre oggi una discreta gamma di scrittrici di genere tutte rigorosamente donne.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2">E allora vediamo un po&#8217; se, tra i tanti generi, ne esiste anche qualcuno unisex, o se la divisione è sempre netta e definita.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Erotismo</strong>: l’erotismo, un tempo terreno maschile anche e soprattutto per via di ovvie considerazioni moralistiche è diventato, nel tempo, campo di battaglia femminile. Oggi è spesso usato dalle stesse donne per entrare in ambiti più maschili, come il noir o il satirico. Non di rado, infatti, dopo debutti strettamente legati al solo erotismo, le virate verso eros-ironico o sesso e violenza sono sempre più frequenti.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Noir</strong>: il genere noir è in prevalenza maschile. Non mancano le firme femminili, anche di buona qualità, ma i successi editoriali di maggior spicco sono spesso maschili. È probabile che questo dipenda anche e soprattutto dalla facilità che hanno gli uomini di creare personaggi maschili credibili in ruoli di “cattivi”, visto che per le donne è molto più complicato. La stessa cronaca della realtà, difatti, ci mostra come serial killer e maniaci vari siano sempre uomini. Insomma, sono  molto più portati, anche se qualcosa sta cambiando. Sto leggendo le bozze di un’antologia di sole autrici che disegnano uomini tutt’altro che belli.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Comico</strong>: il genere comico surreale è spesso maschio. Sebbene negli ultimi anni le donne abbiano abbracciato l’ironia ed il sarcasmo, il comico classico resta ancora appannaggio degli uomini, vuoi per tradizione, vuoi anche per la disponibilità, introvabile in molte donne, di accettare di essere divertenti a scapito del sex-appeal. Le eccezioni però, almeno sul web, non mancano.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Chick-Lit</strong>: qui siamo in territorio esclusivamente femminile. Gli argomenti proposti e la modalità di affrontare il tema sono impossibili per qualunque uomo. Certo, a leggerli, spesso c’è poco di cui vantarsi.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Saga familiare</strong>: d’accordo, è territorio unisex, ma certo che ci vuole una donna per raccontare cento anni di storia familiare. Un uomo, al massimo, regge una ventina d’anni.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Fantascienza</strong>: altro campo prettamente maschile. Ma è per via della diversa ottica con cui si affronta il genere. Gli scrittori, per fantascienza, intendono astronavi, alieni,  pianeti sconosciuti e misteriosi. Una donna, se vuole darsi alla fantascienza, scrive un romanzo d’amore e va fuori categoria.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Racconto breve</strong>: ve lo devo dire? Conoscete una donna capace di usare meno di duemila parole per dire una cosa per la quale ne sarebbero sufficienti dieci?</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Best seller</strong>: qui non si guarda in faccia nessuno. Il best-seller esula da qualunque regola, quindi può essere sia maschio che femmina. Spesso convivono entrambi nello stesso autore, per via del lavoro di squadra.</font></p>
<p><font face="Trebuchet MS" size="2" /></p>
<p><font size="2" /><font face="Trebuchet MS"><strong>Capolavoro assoluto</strong>: spiegazione superflua, suvvia, non scherziamo. Il capolavoro assoluto è indiscutibilmente maschio. Non ce n’è per nessuno. Unica eccezione, se siete una donna, è aver avuto il buon gusto di morire da una cinquantina d’anni. Allora può darsi che qualche critico letterario dall’animo sensibile (un ossimoro?) decida di rivalutarvi. Ma non lo saprete mai. Imparate, fin da ora, ad accontentarvi di aver scritto un “buon libro”.</font></p>
]]></content:encoded>
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