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Archive for the 'scritture' Category

Manila Benedetto, il primo romanzo

Venerdì, Luglio 4th, 2008

NMHMB

Ursula Dufour è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata.

In fondo, uccidere è molto più semplice che pensare di morire.” Dice lei stessa di fronte ad una nuova missione.

Lavora per conto di una società internazionale, la “Safe&Clean”, che si occupa di uccidere la gente su commissione, non importa chi né perché. Contano solo i soldi ed un lavoro rapido e pulito, e Ursula Dufour è la più brava, in questo campo. A lei le missioni più difficili, lei la personalità in grado di fronteggiare i superiori tanto da suscitare amori celati e insofferenze palesi.

Se i lavori erano troppo lunghi qualcosa si complicava sempre. Da quando entrava in contatto con la vittima al suo assassinio non dovevano passare più di 15 giorni. Di solito ci metteva sempre di meno.

Questa è una storia. Una delle storie di “Nessuno mi ha mai battezzata”. Non è l’unica, però, giacché in questo romanzo il tema del doppio si sdoppia, e si sdoppia ancora, in un gioco spiazzante di figure e di nomi così repentini nell’apparire e scomparire da lasciare in attesa fino alla fine, fino all’ultima riga, quando il cerchio si chiuderà … forse.

Non è una scrittura semplice, quella di Manila Benedetto, scorrevole certo ma ricercata, ricca, che induce a fermarsi sui pensieri impressi sulla carta e che non lasciano indifferenti, come quando leggi qualcosa che hai pensato anche tu, senza mai avere le parole giuste per dirlo. All’azione vera e propria, che potrebbe indurre a ritenerlo un giallo, si affiancano le considerazioni personali del personaggio principale (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) tipiche della letteratura noir, ma anche del romanzo nel senso più ampio del termine.

“Sì, gli uomini sono qualcosa che devo conquistare, che non mi deve essere dato così facilmente. No, non sapevo che farmene di un padre che fosse solo mio e che mi vivesse accanto. Il padre che mi era stato consegnato era parziale, metafisico quasi. Era un’entità per me. Un modello, un esempio, un dio personale. Che per restare tale doveva essere distante. Una presenza che c’era quando poteva esserci. Non c’era quando doveva esserci e forse solo di questo alcune volte, me ne sono dispiaciuta. Ma i dispiaceri di certe mancanze non sono così forti da restarti dentro.”

La voce narrante, nelle parti raccontate con il distacco della terza persona, si mantiene lontana da ogni forma di giudizio. Segue Ursula nelle sue azioni ma non le condanna, non le approva, non utilizza alcun metro. Si limita a testimoniare i fatti lasciando spesso, come capita anche nella vita reale, che vittime e carnefici si scambino i ruoli, perché, come dice la stessa Ursula:

“Questa cosa delle vittime e dei carnefici mi ha sempre affascinato: chi è chi?

Un giorno credevo di essere una carnefice. Di aver fatto del male, di aver ucciso una cosa bella. Ma quando mi accorsi che il morto non è mai morto se non puoi portare a casa la sua testa, ma ti devi accontentare solo di qualche goccia del suo sangue, capii che la vera vittima ero io.”

La storia è lineare, il percorso interiore molto meno, perso dietro sentimenti dolorosi che segnano e portano a raccontare la propria vita a scatti, a flash improvvisi, come incubi che si affacciano nel sonno inattesi, segnalati solo dalla diversa modalità del testo.

Struttura piacevole, che non permette mai al lettore di distrarsi o perdere il filo, di dover tornare indietro per comprendere meglio o per ricordare un evento. I fatti scorrono accanto alla coscienza di Ursula Dufour, in un altalena di paura e compassione, di rabbia e amore, perché alla fine ciò che vale per tutti è:

“La vita è pronta in ogni istante a sottrarci tutto quello che abbiamo”.

Manila Benedetto, al suo primo romanzo, conferma in pieno le aspettative, il talento, e le qualità che le sono riconosciute da più parti, e giustamente. “Nessuno mi ha mai battezzata” a prescindere dalla strada che prenderà, è un grande esordio.

 

Nessuno mi ha mai battezzata


Prezzo:
10.00 €

ISBN

978-88-89939-33-8

Genere

Collana SHADOW

Autore

Manila Benedetto

Anno

6/2008

Pagine

156  -  Leggi il prologo ed i primi due capitoli

Rilegatura

Brossura

Edizione

Enrico Folci Editore

 

 

Aggiornamento

Lunedì, Giugno 16th, 2008

BlogTime n°1

Per saperne di più su BlogTime 

Eliselle presenta…

Mercoledì, Maggio 28th, 2008

Sabato 31 maggio – ore  18,30 

In occasione della manifestazione

I Libri illuminano

Un progetto di promozione della lettura promosso

dal Comune di Biella con il patrocinio dell’ANCI 

Presentazione del libro

FIDANZATO IN AFFITTO

Sarà presente l’Autrice

 ArtCafè - Piazza Lamarmora 1 - 13900 Biella - tel. 015. 30432

Appuntamento letterario

Martedì, Maggio 27th, 2008

Venerdì 30 maggio p.v., Fidenza: cena erotico-letteraria con Mariella Calcagno (autrice del libro Paura) e Clara Vajthò (autrice delle Poesiole doppiosensuali).
L’appuntamento è per venerdì 30 maggio, al Caffè Primo Piano di Fidenza, alle 20,30 (prenotazione obbligatoria – costo della cena: euro 30,00 – vini esclusi). Ecco il menù:

  • Antipasti: Alici al peperoncino e involtini di pesce spada
  • Primo: Zuppa di cozze e moscardini
  • Secondo: Trancio di salmone in crosta di Timo
  • Dessert: Frutta esotica al Gratin

Qui per prenotare.

La Favola Rotonda

Venerdì, Maggio 23rd, 2008

Finalmente, dopo tanto, troppo tempo, questa idea nata in rete e poi diventata progetto, poi lavoro, poi ancora lavoro, vede la luce dopo essere stata accompagnata sempre, in ogni istante da due sentimenti imprescindibili: l’amore e la passione.

Di cosa si tratta lo spiega, meglio di me, Marina su PiùBlog. Io mi limito a mostrarvi la copertina e ad invitarvi a partecipare nell’unico modo possibile quando si tratta di solidarietà. Prendere questo libro vuol dire fare un regalo ad un bambino, e a tanti altri bambini.

Per info rivolgetevi alla casa editrice oppure contattatemi.

Greta

Lunedì, Maggio 12th, 2008

Su BOOKSBLOG è online la prima puntata di un mio inedito romanzo breve. Un omaggio ad un sito che parla di letteratura, uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda i contenuti e l’informazione, un regalo alla mia amica da sempre e per sempre Manila Benedetto.

Prima parte

Seconda parte

 

La giostra

Martedì, Marzo 4th, 2008

Bertollini

“La giostra e altri racconti” - Marco Bertollini

Edizioni Progetto Cultura - Collana Le scommesse

Febbraio 2008 - Pag. 110 - Euro 12.00 - ISBN 978-88-6092-033-1

Quarta di copertina:quattro racconti sui problemi del sesso: l’omosessualità, l’impotenza, e la ricerca della propria identità sessuale. Un modo insolito di trattare temi così delicati, suscitando nel lettore a volte un sorriso, a volte una lacrima. 

Marco Bertollini ha 41 anni. Scrittore e consulente, ha un blog sul quale scrive dal 2004. Collabora saltuariamente con il blog di Grazia e ha pubblicato racconti con le riviste online: Sagarana, Noluogo e Sacripante. Altri racconti dell’autore sono disponibili in diverse antologie. È molto piacevole costatare che l’editoria, alla fine, o in qualche caso, premia chi utilizza la rete per mettere a disposizione di tutti le proprie qualità letterarie. Che poi siano quasi sempre le piccole realtà editoriali a farlo, questo rientra nelle logiche di mercato che, obtorto collo, siamo costretti attualmente ad accettare. Marco Bertollini è in rete da molti anni, e da tempo gode meritatamente dell’apprezzamento di chi si occupa di letteratura. Era tempo, quindi, che gli fosse offerta l’opportunità di proporre un testo interamente suo, dopo la consueta trafila di racconti in antologie per le quali sembra inevitabile dover passare, a parte casi isolati.

I quattro racconti che compongono questo libro hanno in comune lo stile, la scrittura curata più per sottrazione che per ridondanza, e quindi agile e asciutta, il ritmo narrativo ottimamente gestito e che consente al lettore di soffermarsi a riflettere, o a rileggere una riga ove necessario ma anche a saltare con gli occhi sulle righe per giungere più in fretta possibile al nodo focale. E lì la scrittura si fa rarefatta, liquefa aggettivi ed avverbi per accompagnare la lettura verso il centro pulsante della storia. L’attenzione, in tutti i racconti presentati, è incentrata come un grandangolo sul protagonista della storia. Gli altri, o l’altro, è qualcosa di sfocato, rincorso ma irraggiungibile, presente quasi sempre solo per la percezione che ha di lui il/la protagonista.

Come, per esempio, il Filippo del primo racconto “Sulla punta delle dita”. Egli non c’è, è scomparso, e tutti si chiedono dove sia, qualcuno lo cerca o incarica altri di cercarlo, ma la sua presenza è solo nei ricordi di Marta, un’amica d’infanzia, o nell’atteggiamento di Fabio, l’amico del cuore che dovrebbe cercarlo. In realtà, però, quel che Fabio cerca è qualcos’altro, qualcosa che riguarda se stesso, più che l’altro.

Per non parlare del secondo racconto, “La casa romana”, dove il padre morente di Mario esiste veramente solo per lui. Gli altri, i parenti, gli amici, la fidanzata, sono a volte fantasmi che riemergono dal passato, altre volte semplici ostacoli ai voleri di Mario. Una storia che, a dispetto di quanto afferma incompiutamente la quarta di copertina, affronta argomenti che vanno molto oltre l’identità sessuale. È un racconto che affronta il problema dell’accanimento terapeutico e della libertà di scelta. Affronta il discorso della famiglia intesa non più come è stata rappresentata fino agli anni 70, un focolare di affetti e di reciproco sostegno, e nemmeno con l’ipocrisia del ventennio seguente, laddove resistono ancora modelli improponibili in stile Cesaroni, dove convivono amabilmente genitori, 6 figli e magari pure una suocera e parenti che entrano ed escono dalle case altrui con naturalezza estrema. La famiglia di Bertollini, quella del protagonista Mario, è composta da un padre che ama il suo lavoro e trascura moglie e figlio per inseguire i suoi sogni. C’è un’amante che si accontenta del suo ruolo, un figlio costretto a  frequentarla per mancanza di alternative. Liti e rancori tra fratelli che si protraggono per decenni. Sensi di colpa, ripicche, la scarsa frequentazione che porta a non avere neanche il desiderio di salutare una zia, o delle cugine.

La giostra”, il racconto che da il titolo al libro, affronta il tema dell’omosessualità femminile con delicatezza e forse solo qui si percepiscono leggeri stereotipi che comunque non danneggiano la qualità complessiva della narrazione. La bellezza di questo testo è nell’aderenza con la realtà nel descrivere il modo in cui oggi i ragazzi under 18 vivono la sessualità. Rapportarlo al primo racconto significa comprendere nettamente la differenza tra la percezione dell’omosessualità in un piccolo centro, dove ci si conosce tutti, dove lo scandalo che colpisce una persona ricade poi sommariamente su tutti quelli che ha intorno, parenti, amici, colleghi ed il modo con cui oggi i ragazzi affrontano lo stesso tema. È consolante accorgersi che le nuove generazioni stanno abbattendo i tabù, affrontando le pulsioni verso il proprio stesso sesso senza terrore o vergogna e questo racconto dipinge un affresco quanto mai realistico.

Un amore a prescindere”, il racconto che chiude il libro, affronta il tema dell’impotenza maschile. Qui, più che negli altri racconti, la presenza dell’altro diventa importante. È importante il collega di lavoro di Luca, sebbene il loro sia un rapporto irrisolto, che forse nasconde nelle pieghe cose non dette, e forse neanche compiutamente percepite. E poi c’è lei, la donna, la compagna, l’amore. Un amore che prescinde dal sesso e per questo rende il loro rapporto rivoluzionario. Una donna che ama nonostante, che ama l’uomo e non quello che fa, che diventa ora muro, ora cuscino, ora armatura protettiva.

In conclusione, un libro molto più duraturo dell’effettivo tempo di lettura, un libro che scivola via leggero nelle pagine ma resta dentro a sussurrare che con certe cose, prima o poi, se non l’abbiamo già fatto, dovremo confrontarci tutti.

Per l’autore un lavoro che ne presuppone altri, ovvero un libro preparatorio per qualcosa di più vasto e compiuto che mi auguro di poter leggere al più presto.

Eroticamente

Mercoledì, Febbraio 6th, 2008

Eroticamente 

Uscito poco più di un mese fa, edito da Valter Casini, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo.

8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da Cristina Fabris e Riccardo Alfonsi.

Monica Maggi introduce così questo libro, nella prefazione:”Eroticamente è una seduta di analisi, sicuramente più piacevole ed eccitante, di otto donne alle prese con il loro corpo. Una sorta di gioco dove i momenti di sesso sono i puntini da tratteggiare, da unire uno con l’altro. La soluzione sarà un corpo di donna. Nuovo. (…) Eroticamente è un’antologia che diventa banda di cattive ragazze.”

Ma può essere cattiva l’io narrante di “Con il sangue”? La splendida lettera d’amore, cuore del racconto di Manila Benedetto, parla di una sofferenza così intensa e profonda da sfociare si, nella cattiveria, ma contro sé stessa. Un dolore chiesto, invocato, perché poi “quando uno ha perso tutto, niente più lo spaventa.”

Nessuna meglio di Manila Benedetto poteva aprire questa antologia. Un racconto intenso e struggente ma anche duro, che non chiede pietà ma piuttosto altra crudeltà. Sofferenza così profonda da diventare l’unica via percorribile. L’unico traguardo da raggiungere. E poi, alla fine, quello che solo una donna può dire pensandolo veramente, nel profondo:E’ questa la tua vittoria, amore mio. Perché chiunque può possedere il corpo di una persona. Ma solo un prescelto può possederne il cuore.

Anche Eliselle parla di dolore nel suo “Il morbo”. Un dolore che purtroppo troppe donne conoscono, quello provocato dalla violenza di un marito. Lilly, la protagonista, trova un’ancora di salvezza in un altro amore, fuori da quelle mura tra le quali, però, ogni sera si affretta a tornare. Ancora cattiveria subìta eppure, curiosamente, cercata.

Eva Clesis, con “Potrebbe essere importante”, racconta una storia originale, fortemente erotica, densa di atmosfere intense ed eccitanti.

Anna Segre con “Pelle” affronta il tema doloroso “amore e morte”. Poche pagine ma così travolgenti da rapire fin dalla prima riga. E fino all’ultima.

Elisabetta Pendola, la Dandyna del web, mette tanta rabbia nel suo racconto “Con Violenza”. Una scrittura a scatti, quasi un lucido delirio per raccontare dell’amore, del sesso, certo, ma soprattutto di una vita estrema.

Antonella Lattanzi con “Un racconto blu”, ci porta tra i respiri e i sospiri di una coppia insana, folle, ponendosi come spettatrice che non giudica, non condanna, ma piuttosto osserva quasi complice. Anzi, sicuramente complice di giochi proibiti ed efferatezze estreme.

Monica Maggi, oltre ad introdurre il libro con la sua prefazione, impreziosisce l’antologia con il suo racconto “Africa”, semplicemente da leggere.

Ed infine io, Titty Cerquetti, con “Storia di Norah”. Il mio racconto, a ben vedere, ha davvero poco di erotico. E, se devo essere sincera, penso di aver dato abbastanza, se non tutto, alla scrittura erotica. Il tema che affronto, in quello che è uno dei racconti più lunghi dell’intera antologia, è la pedofilia, l’incesto, la violenza sui minori. Fisica ma anche, e soprattutto, psicologica. Norah, la protagonista, è una donna segnata da un terribile trauma infantile. Un dramma vissuto di riflesso ma non per questo meno profondo. La sua psiche danneggiata in maniera irreparabile la spinge verso l’abisso, devastata dal terrore della morte fino a diventare una serial-killer. È un racconto molto forte, una storia che ho voluto raccontare nonostante gli argomenti siano terribilmente aspri e duri.

E’ il terzo libro cui partecipo, mi auguro incontri il vostro favore.  Eroticamente”, Valter Casini Editore, dicembre 2007, 107 pagine, 18,00 euro, isbn 978-88-7905-066-1

Grazie, Grazia

Mercoledì, Dicembre 19th, 2007

Da oggi, e per una settimana, sarò ospite sul blog di “Grazia”. Ho atteso pazientemente che tutte le mie più titolate amiche vivessero la loro settimana di gloria ed eccomi qua, pronta a festeggiare il rientro online dopo 7 lunghi mesi con questo bellissimo regalo.

Ringrazio Laura, che mi ha concesso questo privilegio, e mi auguro di offrire un contributo all’altezza del compito. Anche se ci sarà da ridere.

UPDATE: ovviamente sulla rivista “Grazia” in edicola da ieri, e per una settimana, c’è un trafiletto a pagina 19 che mi riguarda. Sarà pure autoreferenziale, ma di questi tempi è musica.

Riavvio

Giovedì, Novembre 22nd, 2007

Cosa mi sono persa, in tutti questi mesi? Ho aperto, giusto un paio di giorni fa, il mio feed reader e sono quasi svenuta. Non so come dire, ma rendersi conto di avere qualcosa come 1800 post da leggere mette dentro una leggera inquietudine. Chissà quante cose importanti, quanti progetti, quante discussioni, sono nate in questo lungo letargo.

Nel frattempo, però, anche progetti ai quali avevo partecipato hanno visto la luce. Quello di cui vi parlo oggi è un libro edito da Fratelli Frilli, casa editrice genovese, curato da Adriana Albini, ricercatrice, scrittrice, giornalista, e che vede 12 scrittrici raccontare di loro stesse, certo, ma anche e soprattutto di uomini. Uomini che, come potrete facilmente evincere dal titolo del libro, “Irresistibili bastardi“, non sono propriamente degli angeli. Meno ancora quelli di cui narro io nel mio racconto, “Milù“.

Una presentazione ottimamente realizzata da Francesca Baroncelli la trovate qui, su Mentelocale.it. Il libro lo potete visionare ed acquistare qui, su IBS. A breve avrete una mia recensione sull’intero volume, mentre, per quanto riguarda il mio racconto, ve ne parlerò o, magari, me ne parlerete voi.

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