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	<title>Titty Cerquetti &#187; scritture</title>
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		<title>Manila Benedetto, il primo romanzo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 15:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
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		<description><![CDATA[Ursula Dufour è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata. “In fondo, uccidere è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/crimeblog/nessuno.jpg" alt="NMHMB" width="171" height="240" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><a title="Il sito ufficiale di Ursula Dufour" href="http://www.manilabenedetto.it/ursuladufour/" target="_blank">Ursula Dufour</a> è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">“</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">In fondo, uccidere è molto più semplice che pensare di morire.”</span></em><span style="font-family: "> Dice lei stessa di fronte ad una nuova missione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Lavora per conto di una società internazionale, la “Safe&amp;Clean”, che si occupa di uccidere la gente su commissione, non importa chi né perché. Contano solo i soldi ed un lavoro rapido e pulito, e Ursula Dufour è la più brava, in questo campo. A lei le missioni più difficili, lei la personalità in grado di fronteggiare i superiori tanto da suscitare amori celati e insofferenze palesi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">“</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">Se i lavori erano troppo lunghi qualcosa si complicava sempre. Da quando entrava in contatto con la vittima al suo assassinio non dovevano passare più di 15 giorni. Di solito ci metteva sempre di meno.</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">”</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Questa è una storia. Una delle storie di “<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><a title="Acquista il libro online" href="http://www.enricofolcieditore.com/libri/ventida_libri_online/prodotto_307/collana_shadow_nessuno_mi_ha_mai_battezzata.html" target="_blank">Nessuno mi ha mai battezzata</a></strong>”. Non è l’unica, però, giacché in questo romanzo il tema del doppio si sdoppia, e si sdoppia ancora, in un gioco spiazzante di figure e di nomi così repentini nell’apparire e scomparire da lasciare in attesa fino alla fine, fino all’ultima riga, quando il cerchio si chiuderà … forse.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Non è una scrittura semplice, quella di <strong><a href="http://www.pproserpina.net/" target="_blank">Manila Benedetto</a></strong>, scorrevole certo ma ricercata, ricca, che induce a fermarsi sui pensieri impressi sulla carta e che non lasciano indifferenti, come quando leggi qualcosa che hai pensato anche tu, senza mai avere le parole giuste per dirlo. All’azione vera e propria, che potrebbe indurre a ritenerlo un giallo, si affiancano le considerazioni personali del personaggio principale (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) tipiche della letteratura noir, ma anche del romanzo nel senso più ampio del termine.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“Sì, gli uomini sono qualcosa che devo conquistare, che non mi deve essere dato così facilmente. No, non sapevo che farmene di un padre che fosse solo mio e che mi vivesse accanto. Il padre che mi era stato consegnato era parziale, metafisico quasi. Era un’entità per me. Un modello, un esempio, un dio personale. Che per restare tale doveva essere distante. Una presenza che c’era quando poteva esserci. Non c’era quando doveva esserci e forse solo di questo alcune volte, me ne sono dispiaciuta. Ma i dispiaceri di certe mancanze non sono così forti da restarti dentro.”</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">La voce narrante, nelle parti raccontate con il distacco della terza persona, si mantiene lontana da ogni forma di giudizio. Segue Ursula nelle sue azioni ma non le condanna, non le approva, non utilizza alcun metro. Si limita a testimoniare i fatti lasciando spesso, come capita anche nella vita reale, che vittime e carnefici si scambino i ruoli, perché, come dice la stessa Ursula:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“Questa cosa delle vittime e dei carnefici mi ha sempre affascinato: chi è chi?</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Un giorno credevo di essere una carnefice. Di aver fatto del male, di aver ucciso una cosa bella. Ma quando mi accorsi che il morto non è mai morto se non puoi portare a casa la sua testa, ma ti devi accontentare solo di qualche goccia del suo sangue, capii che la vera vittima ero io.”</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">La storia è lineare, il percorso interiore molto meno, perso dietro sentimenti dolorosi che segnano e portano a raccontare la propria vita a scatti, a flash improvvisi, come incubi che si affacciano nel sonno inattesi, segnalati solo dalla diversa modalità del testo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Struttura piacevole, che non permette mai al lettore di distrarsi o perdere il filo, di dover tornare indietro per comprendere meglio o per ricordare un evento. I fatti scorrono accanto alla coscienza di Ursula Dufour, in un altalena di paura e compassione, di rabbia e amore, perché alla fine ciò che vale per tutti è:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“La vita è pronta in ogni istante a sottrarci tutto quello che abbiamo”.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><a title="L'autrice" href="http://www.manilabenedetto.it/ursuladufour/?page_id=3" target="_blank">Manila Benedetto</a>, al suo primo romanzo, conferma in pieno le aspettative, il talento, e le qualità che le sono riconosciute da più parti, e giustamente. “<strong>Nessuno mi ha mai battezzata</strong>” a prescindere dalla strada che prenderà, è un grande esordio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<div></div>
<p><span style="font-family: "></p>
<h1 style="background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 10.5pt; color: #b00101; font-family: Tahoma;">Nessuno mi ha mai battezzata</span></h1>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;"><br />
Prezzo: </span><strong><span style="color: #b00101;"><span class="price1"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Tahoma;">10.00 € </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<table class="MsoNormalTable" style="width: 277.5pt; height: 210px; mso-cellspacing: 3.7pt;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="0" width="370">
<tbody>
<tr style="mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-firstrow: yes;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span><strong>ISBN</strong></span></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">978-88-89939-33-8</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 1;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Genere</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #ffcc00; font-family: Tahoma;">Collana SHADOW</span></strong></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 2;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Autore</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;"><a href="http://enricofolcieditore.googlepages.com/manilabenedetto"><strong>Manila Benedetto</strong></a></span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 3;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Anno</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">6/2008</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 4;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Pagine</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">156  -  <a href="http://enricofolcieditore.googlepages.com/%22nessunomihamaibattezzata%22"><strong>Leggi il prologo ed i primi due capitoli</strong></a></span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 5;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Rilegatura</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Brossura</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="mso-yfti-irow: 6; mso-yfti-lastrow: yes;">
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><strong><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Edizione</span></strong></p>
</td>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 0.75pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 11.25pt;"><span style="font-size: 9pt; color: #000000; font-family: Tahoma;">Enrico Folci Editore</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2008/06/16/aggiornamento-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 08:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per saperne di più su BlogTime ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jujol.com/2008/06/14/blogtime-istruzioni-per-luso/"><img class="alignnone size-medium wp-image-402" title="BlogTime-numero1" src="http://www.tittyna.net/wp-content/numero1-pagina1-211x300.jpg" alt="BlogTime n°1" width="211" height="300" /></a></p>
<p>Per saperne di più su <a href="http://www.tittyna.net/wp-content/num1.zip">BlogTime</a> <a href="http://www.tittyna.net/wp-content/zip.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-406" title="zip" src="http://www.tittyna.net/wp-content/zip.gif" alt="" width="49" height="44" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eliselle presenta&#8230;</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2008/05/28/eliselle-presenta/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 16:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 31 maggio – ore  18,30  In occasione della manifestazione I Libri illuminano Un progetto di promozione della lettura promosso dal Comune di Biella con il patrocinio dell’ANCI  Presentazione del libro FIDANZATO IN AFFITTO Sarà presente l’Autrice  ArtCafè &#8211; Piazza Lamarmora 1 &#8211; 13900 Biella &#8211; tel. 015. 30432]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Sabato 31 maggio – ore  18,30 </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">In occasione della manifestazione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">I Libri illuminano</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Un progetto di promozione della lettura promosso </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">dal Comune di Biella con il patrocinio dell’ANCI </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Presentazione del libro</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">FIDANZATO IN AFFITTO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><em><span style="font-size: 10pt; font-family: "><a href="http://www.eliselle.splinder.com/" target="_blank"><img src="http://www.eliselle.com/public/Gallery/cover_fidanzato_tn.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a></span></em></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: "><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Sarà presente l’Autrice</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span><strong><em> </em></strong>ArtCafè &#8211; Piazza Lamarmora 1 &#8211; 13900 Biella &#8211; tel. 015. 30432</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Appuntamento letterario</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2008/05/27/appuntamento-letterario/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 10:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[graphe.it]]></category>
		<category><![CDATA[mariella calcagno]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 30 maggio p.v., Fidenza: cena erotico-letteraria con Mariella Calcagno (autrice del libro Paura) e Clara Vajthò (autrice delle Poesiole doppiosensuali). L’appuntamento è per venerdì 30 maggio, al Caffè Primo Piano di Fidenza, alle 20,30 (prenotazione obbligatoria – costo della cena: euro 30,00 – vini esclusi). Ecco il menù: Antipasti: Alici al peperoncino e involtini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.graphe.it/Afrodite/39-Non-baciarmi-sulla-bocca.html" target="_blank"></a></span></p>
<p><span style="font-size: 13.5pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial; mso-no-proof: yes;"><a href="http://www.graphe.it/Afrodite/39-Non-baciarmi-sulla-bocca.html" target="_blank"></a></span><strong><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/afrodisiache.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-395" title="afrodisiache" src="http://www.tittyna.net/wp-content/afrodisiache.jpg" alt="" width="240" height="179" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Venerdì 30 maggio p.v., Fidenza</span></strong><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: cena erotico-letteraria con </span><span style="font-size: 13.5pt; color: #660000; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://schizofrenieletterarie.blog.tiscali.it//" target="_blank">Mariella Calcagno</a></span><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://schizofrenieletterarie.blog.tiscali.it//" target="_blank"> </a>(autrice del libro <em><span style="font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.graphe.it/Afrodite/29-Paura.html" target="_blank">Paura</a></span></em>) e </span><span style="font-size: 13.5pt; color: #660000; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Clara Vajthò</span><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><script></script> (autrice delle <em><span style="font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;"><a href="http://www.graphe.it/Calligraphia/21-Poesiole-doppiosensuali.html" target="_blank">Poesiole doppiosensuali</a></span></em>).<br />
L’appuntamento è per venerdì 30 maggio, al <a title="Caffè Primo Piano" href="http://www.primopianocaffe.it/dove_siamo.php" target="_blank">Caffè Primo Piano di Fidenza</a>, alle 20,30 (<em><span style="font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">prenotazione obbligatoria – costo della cena: euro 30,00 – vini esclusi</span></em>). Ecco il menù: </span><span style="font-family: Arial;"></span></p>
<ul style="text-align: justify;" type="disc">
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Antipasti</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Alici al peperoncino e involtini di pesce spada</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Primo</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Zuppa di cozze e moscardini</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Secondo</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Trancio di salmone in crosta di Timo</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">Dessert</span></em><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial;">: Frutta esotica al Gratin</span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a title="Prenotazione cena erotico-letteraria" href="http://www.primopianocaffe.it/contatti_prenotazione.php" target="_blank">Qui</a> per prenotare. </span></p>
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		<title>La Favola Rotonda</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 17:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente, dopo tanto, troppo tempo, questa idea nata in rete e poi diventata progetto, poi lavoro, poi ancora lavoro, vede la luce dopo essere stata accompagnata sempre, in ogni istante da due sentimenti imprescindibili: l&#8217;amore e la passione. Di cosa si tratta lo spiega, meglio di me, Marina su PiùBlog. Io mi limito a mostrarvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://files.splinder.com/66601a943c0a626c14f79695a0093063.gif" alt="" width="300" height="424" /></p>
<p>Finalmente, dopo tanto, troppo tempo, questa idea nata in rete e poi diventata progetto, poi lavoro, poi ancora lavoro, vede la luce dopo essere stata accompagnata sempre, in ogni istante da due sentimenti imprescindibili: l&#8217;amore e la passione.</p>
<p>Di cosa si tratta lo spiega, meglio di me, <a href="http://piublog.splinder.com/post/17216787/La+Favola+Rotonda%3A+Prossima+us">Marina su PiùBlog</a>. Io mi limito a mostrarvi la copertina e ad invitarvi a partecipare nell&#8217;unico modo possibile quando si tratta di solidarietà. Prendere questo libro vuol dire fare un regalo ad un bambino, e a tanti altri bambini.</p>
<p>Per info rivolgetevi alla <a href="http://www.sinnoseditrice.com/contatti.html" target="_blank">casa editrice</a> oppure contattatemi.</p>
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		<title>Greta</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 15:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su BOOKSBLOG è online la prima puntata di un mio inedito romanzo breve. Un omaggio ad un sito che parla di letteratura, uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda i contenuti e l&#8217;informazione, un regalo alla mia amica da sempre e per sempre Manila Benedetto. Prima parte Seconda parte  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a title="Greta" href="http://www.booksblog.it/post/2802/un-racconto-erotico-a-puntate" target="_blank">BOOKSBLOG</a> è online la prima puntata di un mio inedito romanzo breve. Un omaggio ad un sito che parla di letteratura, uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda i contenuti e l&#8217;informazione, un regalo alla mia amica da sempre e per sempre <a title="Manila" href="http://www.pproserpina.net/" target="_blank">Manila Benedetto</a>.</p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/post/2802/un-racconto-erotico-a-puntate" target="_blank">Prima parte</a></p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/post/2803/greta-un-racconto-erotico-a-puntate-2" target="_blank">Seconda parte</a></p>
<p> </p>
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		<title>La giostra</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 13:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La giostra e altri racconti” &#8211; Marco Bertollini Edizioni Progetto Cultura &#8211; Collana Le scommesse Febbraio 2008 &#8211; Pag. 110 &#8211; Euro 12.00 &#8211; ISBN 978-88-6092-033-1 Quarta di copertina:quattro racconti sui problemi del sesso: l’omosessualità, l’impotenza, e la ricerca della propria identità sessuale. Un modo insolito di trattare temi così delicati, suscitando nel lettore a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.tittyna.net/wp-content/copj132.jpg" alt="Bertollini" /></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“La giostra e altri racconti” &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Marco Bertollini</span></strong></p>
<p></span></p>
<p align="center"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Edizioni Progetto Cultura &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Collana <em>Le scommesse</em></span></p>
<p align="center"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Febbraio 2008 &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Pag. 110 &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Euro 12.00 &#8211; </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">ISBN 978-88-6092-033-1</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><strong><em>Quarta di copertina</em></strong>:</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">quattro racconti sui problemi del sesso: l’omosessualità, l’impotenza, e la ricerca della propria identità sessuale. Un modo insolito di trattare temi così delicati, suscitando nel lettore a volte un sorriso, a volte una lacrima.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><strong>Marco Bertollini</strong> ha 41 anni. Scrittore e consulente, ha un<a target="_blank" href="http://www.cyrano66.splinder.com"> blog </a>sul quale scrive dal 2004. Collabora saltuariamente con il blog di Grazia e ha pubblicato racconti con le riviste online: Sagarana, Noluogo e Sacripante. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Altri racconti dell’autore sono disponibili in diverse antologie.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">È molto piacevole costatare che l’editoria, alla fine, o in qualche caso, premia chi utilizza la rete per mettere a disposizione di tutti le proprie qualità letterarie. Che poi siano quasi sempre le piccole realtà editoriali a farlo, questo rientra nelle logiche di mercato che, obtorto collo, siamo costretti attualmente ad accettare. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Marco Bertollini è in rete da molti anni, e da tempo gode meritatamente dell’apprezzamento di chi si occupa di letteratura. Era tempo, quindi, che gli fosse offerta l’opportunità di proporre un testo interamente suo, dopo la consueta trafila di racconti in antologie per le quali sembra inevitabile dover passare, a parte casi isolati.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">I quattro racconti che compongono questo libro hanno in comune lo stile, la scrittura curata più per sottrazione che per ridondanza, e quindi agile e asciutta, il ritmo narrativo ottimamente gestito e che consente al lettore di soffermarsi a riflettere, o a rileggere una riga ove necessario ma anche a saltare con gli occhi sulle righe per giungere più in fretta possibile al nodo focale. E lì la scrittura si fa rarefatta, liquefa aggettivi ed avverbi per accompagnare la lettura verso il centro pulsante della storia. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">L’attenzione, in tutti i racconti presentati, è incentrata come un grandangolo sul protagonista della storia. Gli altri, o l’altro, è qualcosa di sfocato, rincorso ma irraggiungibile, presente quasi sempre solo per la percezione che ha di lui il/la protagonista.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Come, per esempio, il Filippo del primo racconto “<strong>Sulla punta delle dita</strong>”. Egli non c’è, è scomparso, e tutti si chiedono dove sia, qualcuno lo cerca o incarica altri di cercarlo, ma la sua presenza è solo nei ricordi di Marta, un’amica d’infanzia, o nell’atteggiamento di Fabio, l’amico del cuore che dovrebbe cercarlo. In realtà, però, quel che Fabio cerca è qualcos’altro, qualcosa che riguarda se stesso, più che l’altro.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Per non parlare del secondo racconto, “<strong>La casa romana</strong>”, dove il padre morente di Mario esiste veramente solo per lui. Gli altri, i parenti, gli amici, la fidanzata, sono a volte fantasmi che riemergono dal passato, altre volte semplici ostacoli ai voleri di Mario. Una storia che, a dispetto di quanto afferma incompiutamente la quarta di copertina, affronta argomenti che vanno molto oltre l’identità sessuale. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">È un racconto che affronta il problema dell’accanimento terapeutico e della libertà di scelta. Affronta il discorso della famiglia intesa non più come è stata rappresentata fino agli anni 70, un focolare di affetti e di reciproco sostegno, e nemmeno con l’ipocrisia del ventennio seguente, laddove resistono ancora modelli improponibili in stile Cesaroni, dove convivono amabilmente genitori, 6 figli e magari pure una suocera e parenti che entrano ed escono dalle case altrui con naturalezza estrema. La famiglia di Bertollini, quella del protagonista Mario, è composta da un padre che ama il suo lavoro e trascura moglie e figlio per inseguire i suoi sogni. C’è un’amante che si accontenta del suo ruolo, un figlio costretto a </span><span> </span>frequentarla per mancanza di alternative. Liti e rancori tra fratelli che si protraggono per decenni. Sensi di colpa, ripicche, la scarsa frequentazione che porta a non avere neanche il desiderio di salutare una zia, o delle cugine.</p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>La giostra</strong>”, il racconto che da il titolo al libro, affronta il tema dell’omosessualità femminile con delicatezza e forse solo qui si percepiscono leggeri stereotipi che comunque non danneggiano la qualità complessiva della narrazione. La bellezza di questo testo è nell’aderenza con la realtà nel descrivere il modo in cui oggi i ragazzi under 18 vivono la sessualità. Rapportarlo al primo racconto significa comprendere nettamente la differenza tra la percezione dell’omosessualità in un piccolo centro, dove ci si conosce tutti, dove lo scandalo che colpisce una persona ricade poi sommariamente su tutti quelli che ha intorno, parenti, amici, colleghi ed il modo con cui oggi i ragazzi affrontano lo stesso tema. È consolante accorgersi che le nuove generazioni stanno abbattendo i tabù, affrontando le pulsioni verso il proprio stesso sesso senza terrore o vergogna e questo racconto dipinge un affresco quanto mai realistico.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>Un amore a prescindere</strong>”, il racconto che chiude il libro, affronta il tema dell’impotenza maschile. Qui, più che negli altri racconti, la presenza dell’altro diventa importante. È importante il collega di lavoro di Luca, sebbene il loro sia un rapporto irrisolto, che forse nasconde nelle pieghe cose non dette, e forse neanche compiutamente percepite. E poi c’è lei, la donna, la compagna, l’amore. Un amore che prescinde dal sesso e per questo rende il loro rapporto rivoluzionario. Una donna che ama nonostante, che ama l’uomo e non quello che fa, che diventa ora muro, ora cuscino, ora armatura protettiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">In conclusione, un libro molto più duraturo dell’effettivo tempo di lettura, un libro che scivola via leggero nelle pagine ma resta dentro a sussurrare che con certe cose, prima o poi, se non l’abbiamo già fatto, dovremo confrontarci tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Per l’autore un lavoro che ne presuppone altri, ovvero un libro preparatorio per qualcosa di più vasto e compiuto che mi auguro di poter leggere al più presto.</span></p>
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		<title>Eroticamente</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 09:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Uscito poco più di un mese fa, edito da Valter Casini, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo. 8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da Cristina Fabris e Riccardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/copj131.jpg" title="Eroticamente"><img src="http://www.tittyna.net/wp-content/copj131.jpg" alt="Eroticamente" /></a> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Uscito poco più di un mese fa, edito da <strong><a target="_blank" href="http://www.valtercasinieditore.com/collane.php?navigate=product-detail&amp;prod_id=978-88-7905-066-1">Valter Casini</a></strong>, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da<a target="_blank" href="http://www.cristinafabris.com/"> <strong>Cristina Fabris</strong> </a>e <strong>Riccardo Alfonsi</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.monicamaggi.it/">Monica Maggi</a></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a href="http://www.monicamaggi.it/"> </a>introduce così questo libro, nella prefazione:&#8221;</span><em><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Eroticamente è una seduta di analisi, sicuramente più piacevole ed eccitante, di otto donne alle prese con il loro corpo. Una sorta di gioco dove i momenti di sesso sono i puntini da tratteggiare, da unire uno con l’altro. La soluzione sarà un corpo di donna. Nuovo. (…) Eroticamente è un’antologia che diventa banda di cattive ragazze</span></em><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Ma può essere cattiva l’io narrante di “<strong>Con il sangue</strong>”? La splendida lettera d’amore, cuore del racconto di <strong><a target="_blank" href="http://www.pproserpina.net/">Manila Benedetto</a></strong>, parla di una sofferenza così intensa e profonda da sfociare si, nella cattiveria, ma contro sé stessa. Un dolore chiesto, invocato, perché poi <em>“quando uno ha perso tutto, niente più lo spaventa.”</em> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Nessuna meglio di <a target="_blank" href="http://www.pproserpina.net/"><strong>Manila Benedetto</strong> </a>poteva aprire questa antologia. Un racconto intenso e struggente ma anche duro, che non chiede pietà ma piuttosto altra crudeltà. Sofferenza così profonda da diventare l’unica via percorribile. L’unico traguardo da raggiungere. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">E poi, alla fine, quello che solo una donna può dire pensandolo veramente, nel profondo:</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<em>E’ questa la tua vittoria, amore mio. Perché chiunque può possedere il corpo di una persona. Ma solo un prescelto può possederne il cuore.</em>”</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Anche <strong><a target="_blank" href="http://www.eliselle.com/">Eliselle</a></strong> parla di dolore nel suo “<strong>Il morbo</strong>”. Un dolore che purtroppo troppe donne conoscono, quello provocato dalla violenza di un marito. Lilly, la protagonista, trova un’ancora di salvezza in un altro amore, fuori da quelle mura tra le quali, però, ogni sera si affretta a tornare. Ancora cattiveria subìta eppure, curiosamente, cercata.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a target="_blank" href="http://www.myspace.com/evaclesis">Eva Clesis</a></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">, con “<strong>Potrebbe essere importante</strong>”, racconta una storia originale, fortemente erotica, densa di atmosfere intense ed eccitanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Anna Segre</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> con “<strong>Pelle</strong>” affronta il tema doloroso “amore e morte”. Poche pagine ma così travolgenti da rapire fin dalla prima riga. E fino all’ultima.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Elisabetta Pendola</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">, la Dandyna del web, mette tanta rabbia nel suo racconto “<strong>Con Violenza</strong>”. Una scrittura a scatti, quasi un lucido delirio per raccontare dell’amore, del sesso, certo, ma soprattutto di una vita estrema.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"><a target="_blank" href="http://antonellalattanzi.blogspot.com/">Antonella Lattanzi</a></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"> con “<strong>Un racconto blu</strong>”, ci porta tra i respiri e i sospiri di una coppia insana, folle, ponendosi come spettatrice che non giudica, non condanna, ma piuttosto osserva quasi complice. Anzi, sicuramente complice di giochi proibiti ed efferatezze estreme. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Monica Maggi</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">, oltre ad introdurre il libro con la sua prefazione, impreziosisce l’antologia con il suo racconto “<strong>Africa</strong>”, semplicemente da leggere.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">Ed infine io, <strong>Titty Cerquetti</strong>, con “<strong>Storia di Norah</strong>”. Il mio racconto, a ben vedere, ha davvero poco di erotico. E, se devo essere sincera, penso di aver dato abbastanza, se non tutto, alla scrittura erotica. Il tema che affronto, in quello che è uno dei racconti più lunghi dell’intera antologia, è la pedofilia, l’incesto, la violenza sui minori. Fisica ma anche, e soprattutto, psicologica. Norah, la protagonista, è una donna segnata da un terribile trauma infantile. Un dramma vissuto di riflesso ma non per questo meno profondo. La sua psiche danneggiata in maniera irreparabile la spinge verso l’abisso, devastata dal terrore della morte fino a diventare una serial-killer. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">È un racconto molto forte, una storia che ho voluto raccontare nonostante gli argomenti siano terribilmente aspri e duri.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">E’ il terzo libro cui partecipo, mi auguro incontri il vostro favore.</span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">  </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS'">“<strong>Eroticamente</strong>”, Valter Casini Editore, dicembre 2007, 107 pagine, 18,00 euro, isbn 978-88-7905-066-1</span></p>
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		<title>Grazie, Grazia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi, e per una settimana, sarò ospite sul blog di “Grazia”. Ho atteso pazientemente che tutte le mie più titolate amiche vivessero la loro settimana di gloria ed eccomi qua, pronta a festeggiare il rientro online dopo 7 lunghi mesi con questo bellissimo regalo. Ringrazio Laura, che mi ha concesso questo privilegio, e mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Trebuchet MS, sans-serif">Da oggi, e per una settimana, sarò ospite sul blog di “</font><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><strong><a target="_blank" href="http://grazia.blog.it/">Grazia</a></strong></font><font face="Trebuchet MS, sans-serif">”. Ho atteso pazientemente che <a target="_blank" href="http://www.blimunda.net/">tutte</a> le <a target="_blank" href="http://www.dottoressadania.it/">mie</a> più <a target="_blank" href="http://malapuella.splinder.com/">titolate</a> <a target="_blank" href="http://viscontessa.com/">amiche</a> vivessero la loro settimana di gloria ed eccomi qua, pronta a festeggiare il rientro online dopo 7 lunghi mesi con questo bellissimo regalo.</font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm"><font face="Trebuchet MS, sans-serif">Ringrazio <a target="_blank" href="http://www.bambolescente.com/">Laura</a>, che mi ha concesso questo privilegio, e mi auguro di offrire un contributo all’altezza del compito. Anche se ci sarà da ridere.</font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm"><font face="Trebuchet MS"><strong>UPDATE</strong>: ovviamente sulla rivista &#8220;Grazia&#8221; in edicola da ieri, e per una settimana, c&#8217;è un trafiletto a pagina 19 che mi riguarda. Sarà pure autoreferenziale, ma di questi tempi è musica.</font></p>
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		<title>Riavvio</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa mi sono persa, in tutti questi mesi? Ho aperto, giusto un paio di giorni fa, il mio feed reader e sono quasi svenuta. Non so come dire, ma rendersi conto di avere qualcosa come 1800 post da leggere mette dentro una leggera inquietudine. Chissà quante cose importanti, quanti progetti, quante discussioni, sono nate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa mi sono persa, in tutti questi mesi? Ho aperto, giusto un paio di giorni fa, il mio feed reader e sono quasi svenuta. Non so come dire, ma rendersi conto di avere qualcosa come 1800 post da leggere mette dentro una leggera inquietudine. Chissà quante cose importanti, quanti progetti, quante discussioni, sono nate in questo lungo letargo.</p>
<p>Nel frattempo, però, anche progetti ai quali avevo partecipato hanno visto la luce. Quello di cui vi parlo oggi è un libro edito da <em><a target="_blank" href="http://www.frillieditori.com/main.html">Fratelli Frilli</a></em>, casa editrice genovese, curato da <em><a target="_blank" href="http://www.mentelocale.it/contenuti/index_html/indice_varint_590">Adriana Albini</a></em>, ricercatrice, scrittrice, giornalista, e che vede 12 scrittrici raccontare di loro stesse, certo, ma anche e soprattutto di uomini. Uomini che, come potrete facilmente evincere dal titolo del libro, &#8220;<strong>Irresistibili bastardi</strong>&#8220;, non sono propriamente degli angeli. Meno ancora quelli di cui narro io nel mio racconto, &#8220;<strong>Milù</strong>&#8220;.</p>
<p>Una presentazione ottimamente realizzata da <em>Francesca Baroncelli</em> la trovate <a target="_blank" href="http://www.mentelocale.it/leggere_scrivere/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_19275" title="Irresistibili bastardi">qui, su Mentelocale.it</a>. Il libro lo potete visionare ed acquistare <a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788875633417/albini-adriana/irresistibili-bastardi.html" title="Il libro">qui, su IBS</a>. A breve avrete una mia recensione sull&#8217;intero volume, mentre, per quanto riguarda il mio racconto, ve ne parlerò o, magari, me ne parlerete voi.</p>
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		<title>Inversioni di marcia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 14:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lei rientrò in casa per l’ora di cena. Appese il soprabito, posò la borsetta sulla mensola, poi senza neanche piegarsi sfilò le scarpe. A piedi nudi sentì il fresco del pavimento raggiungere le caviglie e si beò di quella sensazione di ritrovato benessere. Nella sua testa il programma per la serata era già pronto: doccia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Lei rientrò in casa per l’ora di cena. Appese il soprabito, posò la borsetta sulla mensola, poi senza neanche piegarsi sfilò le scarpe. A piedi nudi sentì il fresco del pavimento raggiungere le caviglie e si beò di quella sensazione di ritrovato benessere. Nella sua testa il programma per la serata era già pronto: doccia, profumo, vestiti freschi, un rapido bacio al bambino e poi in macchina, per raggiungere il ristorante dove, con amici e colleghi aveva qualcosa da festeggiare. Attraversò il salone, diretta verso la camera da letto e gettò un’occhiata al divano. L’uomo adagiato sopra era in pigiama, barba di un paio di giorni, capelli che avevano ormai preso una forma tanto curiosa quanto ridicola. In un altro momento avrebbe sorriso ma ora no, ora aveva fretta, e nessuna intenzione di perdere tempo dietro una discussione sterile e inutile. Scorse l’archivio delle frasi fatte ed estrasse un ciao adatto all’occasione: abbastanza udibile per il suo concetto di educazione, discreto il giusto per passare inosservato. Chiuse la porta, si spogliò, ed entrò in bagno.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">“Ti sei accorta che il bambino sta male?”, disse lui da dietro la porta chiusa a chiave. Nonostante la voce<span>  </span>bassa dal tono trapelò ugualmente tutto il disprezzo che provava. “Gli hai dato qualcosa? Hai chiamato il dottore?” chiese lei senza neanche preoccuparsi di fingere interesse, o quanto meno un minimo di coinvolgimento. “Certo, che pensavi, che aspettassi te?” rispose lui trattenendo a stento l’ira che montava ad ogni sillaba pronunciata da lei. Quel tono, quel modo di fare, quel totale disinteresse per loro lo rendeva al tempo stesso rabbioso ed esausto. Nell’istante in cui, cedendo all’istinto, avrebbe preso a calci e pugni la porta per proseguire, una volta entrato, con il viso arrogante di lei, comprendeva quanto sarebbe stato inutile tentare di farle capire qualcosa. Un muro, con lo sguardo cieco rivolto oltre loro, oltre quella casa, quella famiglia. Il suo mondo era fuori o meglio, loro erano fuori dal suo mondo, dal suo campo visivo.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Lei uscì dal bagno fresca e profumata. Quel breve dialogo era riuscito a contrariarla ma sapeva bene che, messo piede fuori di casa, le sarebbe passato in fretta il malumore, e la coinvolgente allegria degli amici le avrebbe senza dubbio reso piacevole la serata. E poi stasera c’era anche lui, finalmente.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Sullo specchio dove ammirava l’ottimo risultato che otteneva sul suo corpo il vestito acquistato pochi giorni prima, comparve nuovamente l’uomo in pigiama, con un bambino piccolo in braccio, evidentemente scosso dalla febbre e dai brividi.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">“Esci anche stasera?” chiese lui con il tono di chi ti offre un appiglio, una scappatoia, la possibilità di essere umana, di dimostrare la presenza di un sentimento anche dove ormai si crede non esista più.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">“Si, devo andare, lo sai, si tratta di lavoro. Non posso proprio mancare.” Disse trascinando le parole in una cantilena che sapeva di già ripetuto mille volte, e che conteneva, nel tono, il rimprovero per averla costretta a ripeterla per l’ennesima volta. Lui restò sulla porta, il bambino in braccio, l’espressione di chi non sa proprio come fare ad andare avanti.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Lei accelerò i tempi, raccolse alcune cose sul letto, si diresse verso l’ingresso e mise tutto in borsa. Tornò indietro superando l’uomo ed il bambino ma ignorandoli palesemente, prese dall’armadio il soprabito adatto e senza indossarlo tornò alla porta, evitando nuovamente di posare gli occhi su di loro, ancora fermi in corridoio nella loro posizione. Mise al braccio anche la borsa, oltre al soprabito, aprì la porta e proprio quando lo spiraglio stava per chiudersi sussurrò un altro ciao, molto simile al precedente.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La porta chiusa separò definitivamente le due coppie. L’uomo ed il suo bambino rimasero dentro. La donna, ed i suoi affari, di fuori.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mentre saliva in macchina le squillò il cellulare. Chiuse lo sportello e rispose con frenesia, come se quel suono la disturbasse, o temesse che arrivasse ad orecchie indiscrete.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">“Si tutto a posto. No, niente, le solite stupide lagne che fa sempre. Ma lo sai che è così, certo. Io sono pazza di te. Si, certo che lo lascio, che voglio stare con te, solo che non è ancora il momento. Dammi ancora un po’ di tempo e sistemo tutto. Certo, stasera resto a casa, c’è il bambino che sta male. Ci sentiamo domani.”</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Chiuse il telefono, girò la chiave e mise in moto la macchina. Controllò il trucco nello specchietto retrovisore, svuotò il portacenere per eliminare mozziconi indiscreti e partì. Giunta davanti al locale non ebbe neanche bisogno di aprire la portiera. Un uomo la fece scendere, l’abbracciò, e poi le disse “sei bellissima, amore mio”.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">L’uomo, in casa, portò il bambino a letto. Lo coprì con cura, gli mise un fazzoletto fresco sulla fronte, poi lo baciò. Domani andiamo via, gli sussurrò baciandolo. Domani, te lo prometto, ce ne andiamo via.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">L&#8217;uomo al cellulare si voltò verso sua moglie e pensò: uno di questi giorni me ne vado via con lei. Uno di questi giorni.</font></p>
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		<title>Maria tra quattro mura/2</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Feb 2007 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ticchettio dell’orologio rimbalza tra le pareti decorate a fiori azzurri su fondo bianco. La Madonna è ancora lì, appesa al muro, con lo sguardo fiero e il suo bimbo tra le braccia. Anche Remo è ancora lì. Perso e dissolto nel suo sonno profondo. Un sonno popolato da ricordi che fanno bramare la vita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ticchettio dell’orologio rimbalza tra le pareti decorate a fiori azzurri su fondo bianco. La Madonna è ancora lì, appesa al muro, con lo sguardo fiero e il suo bimbo tra le braccia.<br />
Anche Remo è ancora lì. Perso e dissolto nel suo sonno profondo. Un sonno popolato da ricordi che fanno bramare la vita, se non fosse ormai solo attesa di morte.<br />
Maria si scuote. Sono ancora le quattro. Sente quel respiro pesante. Greve. Che invade la stanza e la sua vita, piena soltanto di solitudine.<br />
Lo sguardo cade su quel viso. Su quei lineamenti. È buffo pensare come un tempo fossero fonte di gioia e di vita. A guardarli adesso, sembrano solo solchi profondi, abbandonati da un aratro che non lavora più. Una vecchia, inutile vita gettata in un angolo, ad aspettare che finisca. Che si spenga.<br />
Lo fissa, Maria. Quel volto. Quei segni. E ci parla. Con quel volto. Maschera di un carnevale finito da secoli. E gli chiede, e s’infervora e accusa:<br />
Perché. Perché mi hai abbandonato, Remo? Perché sei andato via eppure sei ancora qui? Tu non hai idea di quello che ho nel cuore. I giorni che si fanno secoli. Gli anni persi su cui lascio le mie impronte fossili. E le tue grida, che hanno cancellato tutto lasciando solo questo male. Un male che oscura te, questa stanza e i miei occhi.<br />
Le viene da urlargli contro: ma come hai potuto, come hai potuto farmi questo? Avrei voluto appoggiarmi a te, esausta e docile, negli anni lunghi della vecchiaia e invece… Lavoro, sofferenze, catene, questo mi hai dato. Insieme alle tue grida, che mi trapassano il cuore, e il tuo odio, contro la vita e contro di me, che con te l’ho condivisa e te la conservo. Quella tosse maligna, perfida, che c’impedisce di dormire. Quelle medicine che annientano i miei pochi risparmi e mi costringono, ogni giorno, a nuove rinunce.<br />
Tutto ti sei preso Remo, tutto. La mia giovinezza. La mia maturità. Ora, non contento, stai torturando anche la mia vecchiaia.<br />
Un’anteprima d’inferno, sei questo per me adesso Remo. Giorni lividi d’odio e di rancore per le catene che mi hai imposto. Ti odio perché non sono capace di andare via. Lasciarti qui. Da solo. A morire finalmente. Finalmente anche per te.<br />
Mi hai sepolta viva, e ti odio per questo. Perché io sono ancora viva. Non c’è figlio che mi sia rimasto accanto, per colpa tua. Svaniti. Scomparsi. Tutti. E per colpa tua, Remo, per questa malattia che non si può mostrare ai bambini. Ai miei nipoti. Perché non è bello, non è giusto. Così li ho visti dissolversi nel nulla. Svanire. Loro insieme ai miei figli. Terrorizzati all’idea di doverti accudire. Di doverti accogliere in casa. Colpa tua Remo. Tutta colpa tua.<br />
Come hai potuto farmi questo, dimmi. Tu che mille anni fa dicevi di amarmi. Vorrei strozzarti con le mie stesse mani, se ne avessi la forza. Ma m’hai tolto anche quella. Vorrei soffocarti con il cuscino, avvelenarti l’acqua, staccarti l‘ossigeno. Vorrei vederti morire, te, e con te il tuo male. Maledetto. Quanto tempo è, che va avanti così? Quanti ne ho sentiti di dottori pietosi che ti concedono altri giorni e poi ti lasciano qui, con me, mentre loro, sereni, se ne tornano a casa. Dalle loro mogli. Dai loro figli. Dal loro denaro. Che una volta era anche il nostro. Il mio. Prima di finire nelle loro tasche senza fondo. Sempre pronti ad addentare il ferito. Il naufrago. Il moribondo.<br />
Sei mesi disse quel dottore, la prima volta che il male comparve. Sei mesi. E sono passati tre anni. Tre anni. Tutti così. Tutti uguali. Fatti da giorni tutti così. Tutti uguali. Tra medicine e brutte parole urlate alle mie spalle, nelle interminabili notti bianche. E da sola. Tutto da sola ho dovuto affrontare.<br />
Perché tu non ci sei più. Nessuno c’è più, per me. E nessuno ci sarà più. Restano solo queste urla, queste medicine, queste notti. Questi passi strascicati, ogni giorno, dalla cucina alla camera da letto. Per un bicchiere d’acqua. O una minestra. O un’altra pasticca. E poi la speranza. Che tu smetta di chiamare. Smetta davvero. Per sempre.<br />
Quando dalla finestra della cucina guardo la luna, e mi accorgo che è un po’ di tempo che non arrivano richiami, urla o bestemmie arrochite. Allora spero. Per pochi, lunghissimi, dolcissimi istanti, spero.<br />
Speranza vana. Tormento dell’anima. Per questa prova, che Dio mi chiede di superare. Con l’amore e la pietà che non riesco più a sentire, dentro di me. Esaurita. Svanita. Usata e consumata tutta. Per sempre.<br />
Rabbrividisce Maria, nel caldo torrido di quel luglio orvietano. Per quello che pensa, per ciò che dice. Anche se lui non l’ascolta più. Non l’ascolta mai. È il solo fatto di pensarlo. E le basta che, ad udirla, ci sia la sua coscienza.<br />
Guarda fuori Maria. Oltre i vetri e il davanzale e i fiori. E fuori c’è Orvieto. Lo sa. Lo sente. Per esperienza. Per memoria storica. C’è la via in discesa del rione stella. Il Duomo. L’angelo con il suo bel martello per battere le ore. Poi ancora più giù. Verso il pozzo di San Patrizio. La fortezza spagnola. La piana di tufo. C’è tutto, ancora. Tutto quello che c’era un miliardo di anni fa. Quando era viva. Quando era vivo Remo. E il loro amore.<br />
C’è tutto ma è come se non ci fosse più nulla. C’è tutto ma non c’è più per lei. E cosa vale allora, sapere che c’è. Cosa vale sapere che basterebbe aprire di nuovo il portone e percorrere ancora quel vialetto per vedere il Duomo, il maestoso portone, i bassorilievi e gli alabastri. Le navate e l’altare. Ma cosa vale saperlo, tanto non accadrà. Non accadrà mai. Mai più.<br />
Maria torna bambina, nel cuore e nei pensieri. E l’odio per Remo diventa quello di una figlia che non ha mai visto il mare. E non può capire, no, non può comprendere perché il padre glielo neghi. Con perfida cattiveria. Con lucida malignità.<br />
Orvieto è fuori. Con la vita e le strade e la gente e i prati, i fiori, i campi coltivati. Ma Maria è sull’altare. Ed è lei il sacrificio. È la sua vita, l’agnello. Quel che resta di lei. Una vecchia camicia da notte che a nessuno interessa più. Due vecchi reduci dalla battaglia della vita. Che ora non hanno più nemici, e si combattono tra loro. Vecchi e stanchi ed esausti. Logorati da mille guerre, combattute sul campo ogni giorno. Per mangiare, per una casa, per un futuro che andasse più in là del giorno dopo. Per qualcosa da lasciare ai figli. Figli che invece si sono affrettati a lasciare lei. Tanto soldi da prendere non ce ne sono. Solo fatica e noie. E nessuno ha voglia di prendersele. Senza un libretto postale in cambio. Abissi di crudeltà umana.<br />
Ma ora forse accetterebbe anche quello, Maria, anche quella brutalità. Quella barbarie. Pur di staccarsi da lui. Da quelle catene. Dall’odio e la rabbia che le soffocano il cuore e i polmoni. Ma è un esercizio inutile, quel pensiero. Non la porta da nessuna parte.<br />
Si volta ancora verso di lui. E posa una mano sulla sua bocca. Un flebile respiro le sfiora la pelle. Maria allora preme. Preme su quelle labbra secche e morenti. Con tutta la forza che ha. Forza che resta nei suoi pensieri, perché alla mano non arriva. Non può più arrivare. Si lamenta un po’, Remo. Volta impercettibilmente di lato il viso e Maria ritrae la mano. I suoi occhi sono rossi ora, e cerchiati. Lo guarda ancora una volta. Fisso. E dentro di sé pensa. Vorrei non arrivasse a domani. O che non arrivasse mai domani.</p>
<p><em><strong>E qui, purtroppo o per fortuna, ci dobbiamo fermare.</strong></em></p>
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		<title>Maria tra quattro mura</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 22:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo brano è parte di un lavoro più ampio. Lo condivido con voi, in anteprima, perché c&#8217;è ancora chi pensa che io scriva solo un genere di cose.  C’è mezza luna, fuori della finestra, e mezza vita dietro ai vetri. Mezze gioie, mezzi dolori, mezzi sorrisi, mezze misure. E due occhi azzurri a guardare.È mezzanotte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><font size="2"><em>Questo brano è parte di un lavoro più ampio. Lo condivido con voi, in anteprima, perché c&#8217;è ancora chi pensa che io scriva solo un genere di cose.</em></font><font size="2"> </font></span></p>
<p><span></span><span><font size="2">C’è mezza luna, fuori della finestra, e mezza vita dietro ai vetri. Mezze gioie, mezzi dolori, mezzi sorrisi, mezze misure. E due occhi azzurri a guardare.</font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">È mezzanotte e la cucina è in ordine. Il tavolo, le sedie, la credenza. Tutto ordinato, ben allineato, sistemato a modo. La tovaglia è stirata e i fiori, a centrotavola, sono ben curati.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">C’è un caldo torrido, estenuante, dentro casa. Ma è normale che sia così, che sia soffocante, a luglio. Il fatto è che quel caldo estrae i nervi dal corpo e li scuote, li frusta. A contatto con quell’aria bruciante s’infiammano, ardono, divampano.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Maria ha settantanni. Più o meno. Ne ha avuti meno, in passato. A volte ne ha avuti di più, e gli occhi che sfiorano quella mezza luna, sono i suoi. Quel che resta dei suoi sguardi. Dei suoi occhi. Occhi un tempo accesi e vivi. Oggi oscurati da tende pesanti. Grigie. Uno sbiadito tessuto di lacrime respinte al mittente. C’è rassegnazione nei gesti. Estranei a qualunque volontà.<span>  </span>Rigidi. Meccanici. Monotoni.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Come allontanarsi dalla finestra per raggiungere il lavandino, prendere un bicchiere e riempirlo. A metà. D’acqua. Sempre muovendosi come un dolente burattino. Un automa. Svuotato d’ogni energia.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Dalla stanza da letto, di tanto in tanto, giunge una voce. Un pianto. Un lamento. A volte è una preghiera. Altre volte un’invocazione. Altre ancora soltanto una lunga sequela d’imprecazioni. Volgari. Violente. Figlie del male. Di quel male. Che brucia dentro e corrompe l’anima.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Maria non sente. O meglio, non sente più. Perché non reagisce, a quei suoni. Sgraziati. Rochi. Faticosi. Faticati.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Le parole attraversano le stanze. Rimbalzano tra i muri e i mobili senza lasciare traccia. Sembrano arrivare da altri luoghi, da altre dimensioni.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E sembrano lì per caso. Di passaggio. Per altri luoghi ancora. Metafisici. Trascendentali. Ultraterreni.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Intanto Maria prende una pillola, la solita, e la lascia scivolare nel bicchiere. Non sente. Non vede. Dio solo sa se pensa, mentre tiene faticosamente insieme i pezzi del suo cuore.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Lo sfrigolio curioso della pillola, a contatto con l’acqua, le provoca un brivido. L’acqua diventa torbida. La schiuma bianca. Come i suoi occhi cerei. Come la sua pelle livida. Ma non c’è stupore. Non c’è meraviglia.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">È tutto normale. Tutto consueto. Ordinario. Come la vestaglia di lei. Di Maria. Come i lamenti di lui. Di Remo. Il vecchio Remo. Che in camera da letto consuma lenzuola e fragili respiri. Di quelli che ognuno può essere l’ultimo.</font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Trenta chili sì e no. Un fruscio di vita deposta tra i guanciali ingialliti. A fare l’abitudine all’eterno riposo che verrà. Che sta già arrivando. Nonostante le finestre chiuse, le porte sprangate. Sigillate. Che rendono quel caldo afoso ancor più insopportabile.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Si volta verso la mezzaluna, Maria. E i vetri riflettono il suo volto. Un gioco geometrico. Due mezze lune a formare un’unica, circolare, tristezza.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ipocondria da vedova bianca. Crocerossina invocata. Svociata. Sfocata. È un sottofondo muto di masochistico abbandono. Per il tempo fuggito. Sfuggito. Dilapidato.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Non ha parole, Maria. Non ne ha più. E allora restituisce silenzio, e presenza fisica. Minima. Labile. Aerea. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Passa il dorso della mano sulla fronte rugosa. Un gesto lento. Pesante. Carico solo d’angosciata stanchezza. D’inutilità.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Asciuga il sudore. Cerca di trattenere un urlo che sarebbe di rabbia e disperazione. Per quella mezza vita che scivola via stanca. Che si scioglie pigramente come la compressa nell’acqua.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Remo, nell’altra stanza, continua ad invocare. Ma più rabbioso, adesso. Arrochito. Sembra sia il male a parlare. Ad urlare. Non chiede adesso. Pretende. Impone. Di essere accudito. Assecondato. Aiutato. A tirare avanti. A sopportare il dolore. Chissà poi perché.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Per torturarla, questo pensa Maria. Che quel male, che cresce dentro Remo, ne stia annientando due, di vite. Lentamente, inesorabilmente, attimo dopo attimo, la malattia sgretola Remo e, con lui, Maria. Vinta, ogni giorno di più, dallo strazio. Dalla stanchezza. Dalla pena.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ma lui la vuole. La pretende. La invoca. E usa tutto quel che resta di lui pur d’averla lì, accanto. A condividere anche quello. Dopo aver condiviso una vita intera.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Sposati cinquanta anni prima. Ad Orvieto. Il viaggio di nozze fu una passeggiata al pozzo di S. Patrizio. Per gettare la preziosa monetina nell’acqua. Il prezzo di un desiderio. Quello di restarsi accanto per sempre.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E quel soldino il suo dovere lo fece. Lo fece in pieno. Anche se oggi Maria si getterebbe scalza nell’acqua pur di ritrovarlo, raccoglierlo e gettarlo via. Il più lontano possibile e spezzare così quell’incantesimo, oggi sventurato. Maligno. Beffardo.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Per lei. E anche per Remo. Compagno di viaggio inciampato per strada. Caduto in disgrazia. Dimenticato da Dio.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Si avvia, Maria. A passo lento. Misurato. Studiato. Con estrema cura spenge la luce, uscendo dalla cucina.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">La luna, adesso, occupa quasi tutta la finestra e travolge d’argento i suoi occhi. Mezzi aperti. Mezzi chiusi. Mezza lacrima ferma sul ciglio della strada.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ha il bicchiere in<span>  </span>mano, Maria. Mezzo pieno. Dentro c’è la compressa. Mezza sciolta. E c’è mezzo corridoio da fare, per raggiungere la camera da letto.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Una lucina gialla, impalpabile, illumina quel poco che resta di Remo. Indifeso e offeso. Come fosse tornato bambino. Gli solleva il capo, Maria. E ogni volta si stupisce di quanto sia fragile. Esile. Con delicatezza lo aiuta a bere. Momenti di persa umanità.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Infatti è in quel momento che accade. Solo e sempre in quel momento. Quando l’acqua attraversa le labbra secche e la lingua arida. Perché in quel momento i loro occhi s’incontrano. E si parlano. Gli occhi. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Unica cosa a restare uguale mentre il tempo passa e distrugge. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Perché non invecchiano con noi, gli occhi. Non invecchiano mai. Niente rughe né segni. Né colori sbiaditi. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ed è in quegli occhi che Maria cerca Remo. E per un attimo s’illude che ci sia ancora. Remo, il suo Remo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">In uno scintillio diverso. In uno sguardo antico di gioventù spavalda.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E se lo ricorda ancora, Maria, il suo Remo. Se lo ricorda bene. Quando folle d’amore, ebbro di gioia, la prese per la vita e per le mani e la condusse giù, per il rione Stella, di corsa fino al Duomo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E poi ancora più giù. Sempre di corsa. Il vento nei capelli. L’aria rosa nei polmoni, in un turbine di sorrisi e di parole. Fino alla fortezza spagnola. Ai bordi della piana di tufo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E finalmente quel bacio. Eterno. Liberatorio. Pianure verdi ai piedi che si concedono agli sguardi di chi si ama. E ama tutto ciò che lo circonda.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Nacque lì quell’amore. Su una panchina di legno verde, scheggiato qua e là da improvvisati poeti. Tra le parole d’amore sussurrate all’orecchio e i cuori disegnati con la punta delle scarpe, smuovendo la ghiaia bianca. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Ora invece Remo è lì. Sul letto. Esanime. Spento. Uno straccetto bagnato gettato tra le lenzuola. Lo depone sul cuscino, Maria. Dolcemente, stavolta. Come farebbe una madre. Il bicchiere, ora vuoto, finisce sul comodino. Per l’ennesima volta la cerimonia è compiuta. Espletata. Formalità inutile da ripetere per tradizione senza più ragioni. Surrogato scientifico alle parole consolanti di un prete misericordioso.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Remo la chiama. Ancora. Ossessionante. Ossessionato. Ma stavolta per dirle grazie. Inaspettatamente. In un fugace lampo d’inattesa lucidità. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Poi torna subito roco. E cattivo. Per rinfacciarle il dolore che dentro lo divora. Lo lacera. Lo strazia. E Maria… </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Seduta su tre guanciali. La camicia da notte come non se ne vedono più. Il cuore frantumato. Lo sguardo perso che incrocia quello della Madonna, nel dipinto appeso davanti al letto mentre culla il bambino. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Dolce eppure fiera, nel dipinto davanti al letto. Ora solo una feroce metafora, per Maria. Che allunga una mano e sfiora quel poco di pelle che ancora protegge le fragili ossa di Remo. È un gesto che profuma d’umanità. Forse un saluto. Una buonanotte. O forse un addio. Per il Remo che non c’è più, in quel corpo straziato. In quella gelida voce roca.</font></span></p>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Il respiro di lui si fa pesante, regolare. Si percepisce la fatica e lo sforzo che quel respiro impone. Ma per lo meno è riposo. Per quel che resta di Remo. </font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">E per quel che resta di Maria, che ha esaurito il suo compito quotidiano, e gli occhi finalmente possono chiudersi, mentre i cuscini l’accolgono. Soffici. Pietosi.</font></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS'"><font size="2">Il sonno la vince senza colpo ferire. In pochi istanti. Pochi istanti di silenziosa pace. Per una notte che sa, sarà ancora lunga.</font></span></p>
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		<title>Afrodite</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 15:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa ho ricevuto una mail, da parte di Mariella Calcagno, che annunciava (ovviamente non solo a me) la nascita di una nuova collana in seno alla giovane casa editrice Graphe.it. In considerazione di quanto si è spesso dibattuto in rete, nei lit-blog, a proposito di editoria, ho ritenuto fosse il caso di porre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Alcuni giorni fa ho ricevuto una mail, da parte di <strong>Mariella Calcagno</strong>, che annunciava (ovviamente non solo a me) la nascita di una nuova collana in seno alla giovane casa editrice <a target="_blank" href="http://www.graphe.it/">Graphe.it.</a> In considerazione di quanto si è spesso dibattuto in rete, nei lit-blog, a proposito di editoria, ho ritenuto fosse il caso di porre qualche domanda, nel comune interesse di tutti noi blogger, per fare maggiore luce sul progetto e non limitarsi al semplice comunicato-stampa.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Sono felice di averlo fatto, le risposte che ho avuto dall’editore e da Mariella sono risposte importanti, precise, e ci offrono l’immagine di una casa editrice seria, attenta e aperta alla Rete.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Vogliono leggervi, vogliono le vostre storie, sono disposti a dare attenzione agli autori a prescindere da nome e titolo. Cercano testi, emozioni, storie, senza preclusioni e pregiudizi. Questa la nostra breve chiacchierata con <strong>Mariella Calcagno</strong>, direttrice di <strong>Afrodite</strong>, e <strong>Roberto Russo</strong>, direttore di <a target="_blank" href="http://www.graphe.it/">Graphe.it</a>.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS"><strong>1 – Prima di tutto, parlaci della tua casa editrice, e del tuo ruolo all’interno di essa.</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Trebuchet MS">La Graphe.it è una piccola casa editrice sorta nel 2005, e nata dal desiderio di realizzare un sogno, quello di poter pubblicare i sogni degli altri.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Riuscire a dare voce agli sconosciuti, agli esordienti, a chi ha voglia di raccontarsi in modo nuovo, non banale, forse meno commerciale ma vero.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Il mio ruolo è quello di direttrice di una collana di romanzi erotici, <strong>Afrodite</strong>. Collaboro anche con altre idee e con entusiasmo coltiviamo piccoli progetti da poter realizzare.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>2 – La collana “Afrodite”. Come nasce, cosa si propone, quali sono le linee guida sulle quali vi muoverete.</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Afrodite nasce da un mio desiderio di dare voce ai sensi, quelli veri e viscerali. Nasce anche dalla voglia di dare voce a tutti quegli autori che sparsi nella rete non trovano un loro spazio, mi capita di leggere pezzi di autori davvero belli e che magari non vedranno mai luce in un libro.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La collana si propone di raccogliere romanzi erotici dove chi legge possa ritrovare un po’ se stesso, non amo il sesso troppo romanzato, la realtà è quella che vorrei leggere, una realtà che sappia anche eccitarmi e farmi sognare, ma reale deve rimanere. I testi erotici che valuteremo riguarderanno tutti gli aspetti erotici, eterosessuali, omosessuali, transessuali, tutti avranno la loro voce.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>3 – Afrodite sarà, a sua volta, suddivisa in &#8220;Imero&#8221; e &#8221;Phobos&#8221;. Perché due percorsi, due anime all’interno dello stesso cuore?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">I due percorsi sono stati scelti per segnare due aspetti della sessualità in modo diverso, <strong>Phobos</strong> coprirà tutte le trasgressioni forti, illegali, maniache, le fobie da nascondere, i segreti indicibili. La parte gialla dell’eros, dove il sesso viene usato per sfogare istinti diversi da quelli che <strong>Imero</strong> invece accompagnerà in una narrativa più sensuale, più erotica, più segnata dai sensi e dalla passione, dalle voglie lussuriose che talvolta desideriamo leggere perché nella realtà ci verrebbe difficile realizzare.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>4 – Gli autori. La vostra scelta seguirà quali motivazioni? Sarà possibile per tutti inviare manoscritti, con la certezza di essere letti, oppure, come molte altre realtà editoriali, sarà il direttore commerciale a decidere le pubblicazioni?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Qui ti rispondo in sinergia con Roberto Russo, direttore di Graphe.it.</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Tutti potranno inviare i manoscritti e la casa editrice con la direttrice della collana assicurano che leggeranno tutto. Del resto è politica della casa editrice leggere tutto quello che le viene sottoposto. La decisione di quale opere pubblicare sarà presa valutando tutti gli aspetti dell’opera e operando in sinergia tra la direttrice della collana e la casa editrice. (<strong>Roberto Russo</strong>).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Gli autori saranno scelti per la loro bravura nel riuscire ad emozionare chi legge con i loro testi, è mia intenzione come direttrice della mia collana rispondere sempre ad ogni autore comunicando l’esito della lettura. (<strong>Mariella Calcagno</strong>)</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>5 – La Graphe.it sosterrà i suoi autori, organizzando reading, presentazioni e quant’altro, nel tentativo di promuovere i libri nel comune interesse?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Anche qui interviene Roberto Russo editore.</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Nel corso dell’anno la casa editrice organizza varie presentazioni. Alcune sono legate alla presentazione dei singoli libri altre sono eventi “collettivi”. Per quel che riguarda le presentazioni di singoli libri, la casa editrice prevede sempre uno spazio per presentare anche gli altri testi attinenti all’argomento trattato. Le presentazioni collettive sono organizzate in “serate sotto le stelle”, “tè con l’autore” e simili. Un occhio di riguardo poi è sempre dato alla stampa locale: solitamente i giornali tendono a porre in evidenza le opere letterarie nate all’interno del proprio bacino di utenza. “Fissazione” della casa editrice, poi, è quella di abbinare alle presentazioni un buffet o un drink in modo da poter stringere rapporti diretti con gli intervenuti e fra l’autore e i suoi lettori. (<strong>Roberto Russo</strong>).</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Io credo che non solo la casa editrice debba organizzare, ma anche l’autore stesso deve essere motivato con idee e proposte per poter promuovere al meglio il proprio libro, spesso, specialmente nell’erotismo si ha un po’ paura ad esporsi. (<strong>Mariella Calcagno</strong>)</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>6 – La Rete. Un luogo dove pensate di poter incontrare autori, o solo veicolo pubblicitario?</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Senza dubbio, un luogo dove poter incontrare autori… e anche veicolo pubblicitario. I modi possono essere vari e siamo sempre disponibili a nuove proposte.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Per questo l’idea di proporre la collana a blog e non solo a siti o giornali è un modo per comunicare meglio con gli autori, credo sinceramente che fra i bloggers si trovino spesso bravi scrittori, sono in cerca di questi soggetti pazzi e pieni di voglia di dire qualcosa, di scrivere, di dare voce ai propri sogni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Purtroppo non tutti sono capaci poi di arrivare a scrivere un romanzo intero, non è facile, ci vuole anche tecnica di scrittura, non solo una buona idea e un racconto breve scritto bene, reggere per duecento pagine è diverso. Spero anche grazie a te che mi concedi il tuo spazio e tempo, di poter trovare (è questo il mio intento), autori nuovi e non banali, scrittori già affermati ma che ancora non lo sanno.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Io, Mariella, sono qui. In attesa di vostre idee, dei vostri testi, dei vostri sogni, anche incubi, l’importante è che li abbiate scritti bene.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Non credete sia il momento di aprire quella cartella segreta nel vostro computer e mettersi in gioco? Io dico di si.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Altre informazioni, oltre che sul sito della casa editrice, le trovate qui, su <a target="_blank" href="http://www.delirio.net/default.asp?id=339">Delirio.net</a>, con un&#8217;altra intervista ad opera di Eliselle.</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cortissimi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 22:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[scritture]]></category>

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		<description><![CDATA[Frammenti di progetto filmico &#160; &#160; Max, 30enne, indica una foto appesa alla parete in cui appare bambino, su una spiaggia, con un cucchiaino in mano. SCENA  2 Esterno &#8211; Spiaggia &#8211; Giorno Max, bambino, cammina sulla spiaggia come se fosse alla ricerca del posto ideale. Trovatolo si siede ed inizia a mangiare la sabbia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Frammenti di progetto filmico</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Max, 30enne, indica una foto appesa alla parete in cui appare bambino, su una spiaggia, con un cucchiaino in mano.</font></p>
<p align="center" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>SCENA<span>  </span>2</strong></font></p>
<p align="center" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Esterno &#8211; Spiaggia &#8211; Giorno</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Max, bambino, cammina sulla spiaggia come se fosse alla ricerca del posto ideale. Trovatolo si siede ed inizia a mangiare la sabbia con il cucchiaino che aveva in mano nella fotografia. Dopo un paio di cucchiaiate viene raggiunto dalla madre che gli strappa il cucchiaino dalle mani e lo sculaccia mentre, trascinandolo per un braccio, lo riconduce all’ombrellone.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>(Voce fuori campo di Max adulto)</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Ero piccolo e facevo già cose un po&#8217; insolite. Niente di eccezionale, sia chiaro, non voglio passare per un bambino prodigio, però ero già molto avanti rispetto ai miei coetanei. Sicuramente ero più pronto, più svelto come si diceva allora.</font></p>
<p align="center" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>SCENA<span>  </span>3</strong></font></p>
<p align="center" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>Studio medico &#8211; Interno &#8211; Giorno</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Max bambino e sua madre sono nello studio del medico di famiglia. Il dottore, dietro la scrivania, ha un atteggiamento molto professionale, mentre la donna appare disperata e nevrotica. Max, nel frattempo, mastica gomma americana e si distrae continuamente.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: Ma lei si rende conto, dottore!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La sabbia! Mangia la sabbia!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Con il cucchiaino!! </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mio figlio mangia la sabbia con il cucchiaino!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Santo Dio, ma si rende conto!!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: Vede, signora &#8230;.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: Mangia la sabbia.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mio marito fa dei sacrifici incredibili. Lavora tutta l’estate per fargli fare tre mesi di mare e questo che fa?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mi mangia la sabbia!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: Ma non deve allarmarsi, signora &#8230;.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: Non mi devo allarmare!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Mio figlio mangia la sabbia ed io non mi devo allarmare!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Dottore, ma si rende conto che questo mangia la sabbia?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Qui non stiamo parlando di dieci gelati al giorno.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Parliamo di sabbia!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Sabbia, capisce!!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: Io credo che &#8230;.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: Noi siamo una famiglia normale, dottore.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Non gli facciamo mancare niente. Nessun bambino ha quello che ha lui. Non ha bisogno di fare cose assurde. Non è che gli manchino i vestiti o i giocattoli. Ha tutto. Tutto!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">E allora perché mi mangia la sabbia! Perché!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: Forse ha solo bisogno di ferro.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: FERRO!!!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Ma cosa vuole che ne sappia mio figlio di ferro!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Crede che si faccia analizzare la sabbia prima di mangiarla?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Crede forse che abbia un senso quello che fa questo qui!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Questo si mangia la sabbia dottore, la sabbia!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Intanto Max apre una vetrina dove sono conservate scatole di medicinali facendone cadere alcune.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: Io non credo che sia il caso di preoccuparsi, signora.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La madre va a recuperare Max e lo riporta sulla sedia trascinandolo per un braccio, sempre continuando a rivolgere l’attenzione al medico.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: E probabilmente tra un paio di mesi smetterà da solo e senza traumi.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: Bella scoperta, tra un paio di mesi le vacanze saranno finite. Dove vuole che vada a trovare della sabbia a Roma!! Mangerà l’asfalto.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Il problema è un’altro. Io voglio sapere perché mangia la sabbia. Voglio sapere cosa c’è che non va nel suo cervello!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><em>(Molla a Max un ceffone sulla testa)</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Dopo tutto quello che ho fatto per lui, questo mi mangia la sabbia!!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: ( Scrive una ricetta )</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Non c’è niente che non vada nel cervello di suo figlio, signora, e comunque questa cura a base di ferro non potrà fargli che bene.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: A chi? Certo non a mio figlio!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Questo ha bisogno di uno psicologo, ecco di cosa ha bisogno!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">E poi, con quello che costano le medicine!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>DOTTORE</strong>: Forse suo figlio sta solo cercando di avere più attenzioni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS"><strong>MADRE</strong>: Più attenzioni!! Più di quelle che ha!! Vuole scherzare!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Non esiste bambino al mondo che abbia più attenzioni di lui. Questo ha il cervello bacato, ecco cos’ha!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">Ma la conosco io la cura giusta. A base di legno. Sul sedere sotto forma di cucchiarella!!</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Trebuchet MS">La madre si alza dalla sedia e, incurante del disordine che Max ha disseminato nello studio e della ricetta che il medico le ha preparato, prende Max per un braccio e lo conduce fuori dalla stanza.</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anche noi siamo qui, Babsi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jan 2007 14:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di pochi giorni fa la pubblicazione di una nuova antologia di narrativa, questa volta edita da Minimum Fax. Il motivo della segnalazione è perché, all&#8217;interno di questa raccolta, figura una scrittrice che da tempo aspettavo di leggere. Finalmente qualcosa di suo giunge su carta e si accomoda negli scaffali delle librerie. In attesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=346" target="_blank"><img title="Include un racconto di Babsi Jones" alt="Include un racconto di Babsi Jones" src="http://www.minimumfax.com/foto/2006/12/27%20voisietequi%20x%20giornaliG.jpg" /></a></p>
<p>E&#8217; notizia di pochi giorni fa la pubblicazione di una nuova antologia di narrativa, questa volta edita da <a href="http://www.minimumfax.com/home.asp" target="_blank">Minimum Fax</a>. Il motivo della segnalazione è perché, all&#8217;interno di questa raccolta, figura una <a href="http://babsijones.typepad.com/babsi/" target="_blank">scrittrice</a> che da tempo aspettavo di leggere. Finalmente qualcosa di suo giunge su carta e si accomoda negli scaffali delle librerie. In attesa del suo <em>quasiromanzo</em>, che <em>quasi </em>non è più, accolgo con gioia e favore <a href="http://babsijones.typepad.com/babsi/2007/01/noi_siamo_qui.html" target="_blank">questo libro</a>, certa che accanto a lei saranno presenti altri scrittori e scrittrici di valore. Anche se, per me, è sufficiente la presenza di Babsi. Le auguro che questo sia solo l&#8217;inizio, e lo dico da semplice lettrice.</p>
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		<title>Quote Rosa</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 09:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo questa imminente uscita (si parla del 23 gennaio) per due motivi, ugualmente importanti e fondamentali. Il primo motivo è che la copertina di questo libro-antologia si adatta in modo assolutamente perfetto al mio template. Il secondo motivo è che, tra i racconti che ovviamente ancora non ho letto, si cela l&#8217;esordio cartaceo di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Fernandel" alt="Fernandel" src="http://www.fernandel.it/upload/Upload/Quote-rosa.jpg" /></p>
<p>Segnalo questa imminente uscita (si parla del 23 gennaio) per due motivi, ugualmente importanti e fondamentali.</p>
<p>Il primo motivo è che la copertina di questo libro-antologia si adatta in modo assolutamente perfetto al mio template.</p>
<p>Il secondo motivo è che, tra i racconti che ovviamente ancora non ho letto, si cela l&#8217;esordio cartaceo di una delle migliori menti della Nazione: <a title="Il sito di Rael" href="http://www.rael-is-real.org/rael/" target="_blank">Rael</a>. Il suo racconto, anche da solo, vale il libro.</p>
<p>Oggi vi annuncio l&#8217;uscita. Poi, in seguito, parleremo dei contenuti. E di lei.</p>
<p>La presentazione ufficiale avverrà sabato 10 febbraio presso la libreria Irnerio di Bologna, nel tardo pomeriggio.</p>
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		<title>Non è un blog</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 20:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[graffiti]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una mia piccola, delicata, recensione qui. Ne verranno delle altre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://goldrake.splinder.com/post/10513158/Era+giusto+sbagliare" target="_blank"><img src="http://static.flickr.com/99/274608371_bbbda094f4_m.jpg" /></a></p>
<p>C&#8217;è una mia piccola, delicata, recensione <a href="http://goldrake.splinder.com/post/10513158/Era+giusto+sbagliare" target="_blank">qui</a>. Ne verranno delle altre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Belle Storie</title>
		<link>http://www.tittyna.net/2007/01/09/belle-storie/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 14:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Immagine e testo raccolti dal signor Effe, che temo abbia precise e circostanziate responsabilità, in merito a questo progetto. online il primo numero di Buràn Ci sono mondi che raccontano e si raccontano, là fuori. Mondi distanti e differenti, voci che chiedono ascolto. Buràn annulla il silenzio che rende mute le voci, superando distanze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Buran" href="http://www.buran.it/menu.asp" target="_blank"><img src="http://i108.photobucket.com/albums/n17/Tittyna/buran.jpg" /></a></p>
<p>Immagine e testo raccolti dal <a title="Herr Effe" href="http://herzog.splinder.com/" target="_blank">signor Effe</a>, che temo abbia precise e circostanziate responsabilità, in merito a questo progetto.</p>
<p><span style="font-size: 12pt"><font color="#ff0000"><br />
online il primo numero di <strong><a href="http://www.buran.it/" target="_blank"><em><font color="#990000">Buràn</font></em></a></strong></font><br />
<a href="http://www.buran.it/" target="_blank" /><br />
<font size="2">Ci sono mondi che raccontano e si raccontano, là fuori. Mondi distanti e differenti, voci che chiedono ascolto.<br />
</font><a href="http://www.buran.it/" target="_blank"><font color="#990000" size="2">Buràn</font></a><font size="2"> annulla il silenzio che rende mute le voci, superando distanze e lingue altre.<br />
In questo primo numero, la rivista ascolta <strong>25</strong> autori di <strong>18</strong> Paesi diversi (Angola, Antartide, Argentina, Corea, Francia, Guatemala, Hong Kong, India, Iran, Malesia, Marocco, Messico, Polonia, Portorico, Russia, U.S.A., Venezuela, Zimbabwe).<br />
</font><a href="http://www.buran.it/" target="_blank"><font color="#990000" size="2">Buràn</font></a><font size="2"> si articola secondo due scenari:<br />
il <em>Materiale</em> morde la realtà, raccogliendo racconti, articoli, saggi, immagini e altri contributi intorno a temi concreti. Il tema di questo primo numero è <em>il Lavoro</em>, raccontato e visto da zone estreme del mondo;<br />
l’<em>Immaginario</em> propone invece atmosfere e respiri e storie, portando sulla rivista l’altro e l’altrove della narrazione in rete.<br />
Oltre agli autori, alla realizzazione di questo primo numero hanno contribuito 15 persone, tra redattori, progettisti grafici, webmaster, traduttori e navigatori della rete.</font></span><span style="font-size: 12pt"><font size="2"><span style="font-size: 12pt"><font size="2"><a href="http://www.buran.it/" target="_blank"><em><font color="#990000" size="2">Buràn</font></em></a><em><font size="2"> è nuovamente in viaggio per superare altre frontiere, e attende il contributo di tutti coloro che vorranno condividerne il viaggio.<br />
Per contattare la rivista, </font><a href="mailto:redazione@buran.it" target="_blank"><font color="#990000" size="2">redazione@buran.it</font></a><font size="2">.<br />
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<p /></font></span></font></p>
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		<title>Via col Vento</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 21:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflettevo, ultimamente, su un fatto curioso che mi riguarda, ma che forse dovrebbe riguardare anche uno psicologo, a questo punto. E visto che probabilmente, tra le migliaia di blogger, qualcuno far&#224; anche questo mestiere, lo metto qui sul mio blogghino, che viste le tariffe che girano, magari risparmio anche qualcosa. Come alcuni di voi sapranno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: &quot;Trebuchet MS&quot;"><font size="2">Riflettevo, ultimamente, su un fatto curioso che mi riguarda, ma che forse dovrebbe riguardare anche uno psicologo, a questo punto. E visto che probabilmente, tra le migliaia di blogger, qualcuno far&agrave; anche questo mestiere, lo metto qui sul mio blogghino, che viste le tariffe che girano, magari risparmio anche qualcosa.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: &quot;Trebuchet MS&quot;"><font size="2">Come alcuni di voi sapranno, su <a target="_blank" href="http://babyface.splinder.com/">Babyface</a> sto pubblicando una raccolta di tutti i racconti che ho scritto per la rete e mi sono accorta, rileggendoli, che tutti, ma proprio tutti, hanno come titolo un nome. Secondo voi c&rsquo;&egrave; un motivo?<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: &quot;Trebuchet MS&quot;"><font size="2">Diciamo la verit&agrave;, domani &egrave; un giorno importante, io porto la &ldquo;Storia di Norah&rdquo;, e tutto questo serve a non pensarci troppo, che poi non dormo.<o:p></o:p></font></span></p>
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