Olimpiadi
Lo sport, certo, è bello. E’ sano, fa bene alla salute, e certi gesti atletici sono splendidi da vedere. Lo sport catalizza l’attenzione di tantissime persone e, nel caso di eventi planetari, come i Mondiali di calcio o le Olimpiadi, il mondo intero.
Io non credo che lo sport, come lo spettacolo, possa e debba andare comunque avanti. Penso sia un’occasione per riflettere sui problemi veri, e su come l’informazione, in generale, tenda a mostrarci un mondo che non c’è. Proviamo, una volta tanto, a sforzarci per avere un’opinione che sia nostra.
http://biogiannozzi.splinder.com/post/17862863/Pechino+2008%3A+non+%C3%A8+ancora+tr
Un mondo a parte
Lunedì mattina, Roma. Un giorno qualunque, un giorno feriale. E’ vero, sono chiusi i parrucchieri, quindi qualcuno che può andare in giro a bighellonare per negozi c’è. Qualcuno… tutti parrucchieri?
In effetti la crisi economica in Italia si fa sentire. Ecco alcune persone in attesa, davanti alla Caritas, per un pasto caldo, o almeno tiepido.
Però gli Italiani, ed i romani in particolare, sono gente dal buon cuore. Ed ecco un’immagine che raffigura i giovani volontari che si occuperanno, durante l’estate, di fare compagnia agli anziani rimasti soli nella grande città
L’Italia è un paese meraviglioso. Un paese dove si protesta per questo:
e per questo no
Apertura di Euroma2 il centro commerciale più grande d’Italia. Perchè, diciamocelo, di cosa potevamo avere più bisogno, oggi come oggi?
immagini tratte dal sito Repubblica.it
La Favola Rotonda

Finalmente, dopo tanto, troppo tempo, questa idea nata in rete e poi diventata progetto, poi lavoro, poi ancora lavoro, vede la luce dopo essere stata accompagnata sempre, in ogni istante da due sentimenti imprescindibili: l’amore e la passione.
Di cosa si tratta lo spiega, meglio di me, Marina su PiùBlog. Io mi limito a mostrarvi la copertina e ad invitarvi a partecipare nell’unico modo possibile quando si tratta di solidarietà. Prendere questo libro vuol dire fare un regalo ad un bambino, e a tanti altri bambini.
Per info rivolgetevi alla casa editrice oppure contattatemi.
La Favola Rotonda
Di una favola si tratta. Un’idea nata poco più di un anno fa su PIU’ BLOG e che, grazie all’impegno di Marina Bellini, alla collaborazione di tanti bloggers, alla forza e alla serenità di tutti i Comicomix, è diventata una splendida realtà.
A marzo uscirà questo libro, edito da Sinnos, dove sono raccolte le favole scritte dai bloggers che hanno deciso di dare il loro sostegno alla ricerca per la lotta contro il Neuroblastoma, una malattia che colpisce in modo particolare l’infanzia. I ricavi delle vendite saranno devoluti interamente a questa causa, e mi sembra veramente un buon motivo per farne dono a tanti e tanti bambini.
Per saperne di più su questa terribile malattia.
Tutti coloro che hanno contribuito all’iniziativa con un racconto.
Gli autori pubblicati nel libro “La favola rotonda”.
A marzo, mi raccomando… siateci.
…
Raccontami una storia

Il più è stato fatto, adesso serve la collaborazione attiva della blogosfera. Serve che chi sa scrivere scriva, che chi ama leggere legga, che chi ha veramente a cuore la solidarietà, la beneficenza, non quella fatta attraverso sms i cui costi ingrassano solo le compagnie telefoniche e le strutture enormi che gestiscono il denaro destinato agli aiuti, si dimostri pronto a farla, soprattutto perché stiamo parlando di una malattia che colpisce in particolar modo i bambini.
La storia nasce qui, su PiùBLOG, e sono felice di raccontarlo perché l’idea è stata casualmente mia. Attraverso il sito di Comicomix, che già da tempo si occupa del problema, siamo venuti a conoscenza della situazione. Quindi la grande partecipazione nei commenti a questo post, poi la mobilitazione, l’entusiasmo, le capacità organizzative ed il tempo dedicato da parte di Marina Bellini, il lavoro tecnico di Stragatto, l’interesse dell’AIE e poi della casa editrice Sinnos, tutto questo ha contribuito a fare il resto.
Oggi siamo qui per invitare tutti coloro che amano scrivere a farlo. Una storia per bambini, non più di 2000 battute, che saranno abbinate ai disegni degli stessi bambini, per un volume che sarà presentato alla prossima Fiera della piccola e media editoria di Roma, ed i cui proventi saranno tutti, interamente (escluse solo le spese di realizzazione del volume) devoluti alla ricerca per la cura del Neuroblastoma.
Su PiùBLOG troverete tutte le informazioni necessarie, i link all’associazione che si occupa di raccogliere fondi per questa causa, il sito dove potrete inserire il vostro racconto, la casa editrice e tutto il resto.
Inutile aggiungere che mi aspetto molto, soprattutto da coloro che hanno le qualità per dare al libro non solo la connotazione benefica, ma anche e soprattutto di grande cifra letteraria.
Penso, per esempio, a Luca Ricci, a Remo Bassini, a Roberto Tossani, a Giulia Blasi, a Manila Benedetto, a Babsi Jones, a Effe, a Mitì Vigliero Lami. Penso a Giammatteo Pellizzari, a Barbara Sgarzi, a Mariella Calcagno, a Giovanna Hugues, a Daniela Farnese, a Barbara Delfino, Pix e Stef. E poi Giuseppe Iannozzi, Stefano di Noantri, Spad, Malapuella, Phoebe. Insomma, siete tanti, considerando anche tutti quelli che al momento mi sono sfuggiti di mente, e soprattutto capaci di rendere questo progetto un’opera di valore.
Vi prometto che, se risponderete all’appello, eviterò di rovinare tutto scrivendoci anch’io. Dovrebbe bastare questo a rendervi entusiasti. In compenso acquisterò più copie possibile, perché è l’unica cosa che conta.
Vi ringrazio di cuore.
Iphone
Ipod, Linux, Php, Wordpress, Html, Feed, MySQL, Apache, API, server, hosting, ajax
Quanti di noi possono realmente affermare di conoscere il significato di certe parole, e l’uso che si fa di certi programmi e applicazioni? Credo pochi, almeno nella ristretta cerchia dei miei lettori. Lo sviluppo della rete, davvero grande in questi ultimi anni, ci ha concesso l’opportunità di utilizzare applicazioni e programmi senza in realtà conoscerne l’anima. Un po’ come facciamo con le automobili: sappiamo guidarle ma certo non siamo capaci di aggiustare un motore o cambiare il colore della carrozzeria.
Per risolvere alcuni problemi, quindi, esistono un paio di strade. Rivolgersi ad un professionista, che dietro emissione di fattura realizza quello che noi siamo solo capaci di pensare (e a volte neanche con chiarezza) oppure, strada molto più battuta, ci sono in rete persone che hanno la disponibilità e l’altruismo di aiutarci nei nostri piccoli “drammi” internettiani. Ho usato la parola drammi non a sproposito. Una delle prime cose di cui bisognerebbe essere coscienti è che questi presunti drammi sono in realtà piccoli problemi e che sia noi, che le persone che dovrebbero risolverli, dovremmo avere una scala di valori un po’ più ragionata.
Andrea Beggi è il mio guru web. Senza il suo lavoro non esisterebbe questo sito, la grafica, non ci sarebbero i feed, non ci sarebbero le pagine, i link collegati a bloglines, insomma, non ci sarebbe niente. Andrea è una della persone più disponibili, capaci, altruiste che io conosca. Leggere questo post, ieri, mi ha prima sconcertata, poi mi ha fatto riflettere.
Mi capita, a volte, di voler fare qualcosa e di rendermi conto di non esserne capace. Il primo passo, lui direbbe step, è quello di cercare, in modo autonomo, notizie sul suo blog. Poi cerco sul web testi di persone che hanno lo stesso problema, a caccia di risposte. Poi provo a metterci le mani. Poi, nel caso in cui tutto questo si riveli infruttuoso, valuto l’importanza della cosa. Una volta su dieci gli mando una mail. Senza temi accorati, con gentilezza, e soprattutto facendo ben capire che da quella faccenda non dipende la mia vita e che, se decide di risolverla, potrà farlo quando il tempo, di cui lui è signore e padrone, lo consentirà.
Dal suo post, però, emerge invece un comportamento che mi lascia basita. E mi rendo conto che l’essere buoni ancora oggi per molti equivale all’essere fessi. Io credo che persone come Andrea siano, in rete, preziose come e più di molte risorse. Perché sono persone prima che professionisti, perché mettono a disposizione di tutti notizie, tecniche e conoscenze che richiederebbero studio e lavoro, ed il solo fatto di metterle online, su un blog, a disposizione di tutti, dovrebbe essere già più che sufficiente.
Penso che sia un problema di educazione, prima di tutto, e ritengo veramente inaccettabile che si debba portare una persona a dover scrivere un post simile.
Credo che sia importante tenerci cari uomini come questi, ed evitare di entrare nella loro vita quotidiana se non espressamente e reciprocamente voluto.
Andrea Beggi, ed altri come lui, sono un bene, umano e tecnico, da salvaguardare.
Un link
G.B. Show











