TeleSaturno
Roberto ha 30 anni e si è laureato, con un’ottima valutazione, da poco tempo. Fa un lavoro temporaneo, che nulla ha a che vedere con gli studi svolti e che non offre alcuna garanzia, tanto meno qualche soddisfazione personale. Sa bene che quel lavoro potrebbe durare pochi mesi come parecchi anni, si sa che non è facile trovare occupazione nel proprio campo.
Roberto guadagna 1100 euro al mese, uno stipendio nella media nazionale. Nella media nazionale anche gli affitti che trova in giro, visto che un mutuo per comprarsi casa, a lui, con un lavoro precario, quello stipendio e da solo, non lo darebbe nessuno. 800 euro per un paio di stanze, il massimo che può trovare.
Roberto ha fatto un giro per mobilifici. Per acquistare il necessario dovrebbe impegnare almeno 200 euro mensili per i prossimi 3 anni. Per l’assicurazione dell’auto, invece, ne occorrerebbero 150, sempre al mese. Roberto mangia poco, e non è molto attento ai gusti della moda, ma ha calcolato che per le due cose, in media, ci vorrebbero altri 300 euro al mese, sempre che utilizzi l’auto solo il fine settimana, altrimenti l’incidenza di benzina e usura auto gli porterebbero via altri 100 euro al mese.
Roberto prega il Signore che nessuno lo inviti a compleanni e matrimoni, che nessuno tenti di aggregarlo per una vacanza in crociera o semplicemente in abruzzo sulla neve, perché sa che gli costerebbe altri 100/200 euro mensili, e ci sono già dietro ogni angolo i famigerati imprevisti: una visita specialistica, un guasto alla caldaia, un motore che non va. Roberto ha cominciato a capire che la famiglia non è più il nucleo affettivo centrale dell’uomo, ma una società per azioni.
Roberto ha scoperto guardando la televisione, che l’opinione pubblica lo ritiene un mammone, visto che non vuole saperne di farsi una vita propria, e continua a vivere con i propri genitori. Questi ragazzi, dice più di qualcuno, preferiscono starsene a casa con la mamma che gli fa tutto, piuttosto che prendersi qualche responsabilità. Roberto ci pensa un po’ su, e poi controlla l’antenna. Il dubbio, forte, è che la parabola sul tetto abbia cominciato a tramettere il segnale di un emittente di un altro pianeta.
Poi ascolta quel tizio della lista pro-life e capisce che si, il pianeta è proprio questo e che il problema non è tanto far nascere un bambino. E’ dargli la possibilità di essere un Uomo, la battaglia da vincere.
L’anno che verrà – parte quarta
Settembre: Inizia l’anno scolastico, il budget per le famiglie diventa insufficiente. Per mandare un figlio a scuola occorrono 500 euro, tra libri e materiali vari. Il governo vara la rottamazione dei diari, ma solo quelli delle Winxs. I comuni invece offrono un paniere a prezzo ridotto: una penna, una matita, una gomma per cancellare ed una Smemoranda a soli 25 euro. Unico problema, sull’agenda mancano dei giorni. Le famiglie si organizzano e decidono di non mandare a scuola i figli nei giorni mancanti. Proteste degli insegnanti che scioperano. Lo sciopero non funziona perché i precari gli fregano le cattedre. Soddisfazione del governo: abbiamo dato un milione di posti di lavoro. Berlusconi ha un malore.
Il comune di Milano va in controtendenza: ticket per gli zaini all’interno della fascia verde. 2 euro per gli invicta, 5 euro per i Walt Disney, 10 euro per Trussardi e Louis Vuitton.
Lotta senza tregua al fumo. Il ministero della salute promuove uno spot contro le sigarette affermando che un malato a causa del fumo costa 10 mila euro. Controspot del ministero delle finanze che modera i toni: un fumatore, in vent’anni, ce ne da 30 mila.
Torna il campionato di calcio. Sky offre decoder, parabola, televisore lcd, tre mesi di abbonamento gratis e due pacchetti di gelatine alla frutta. L’abbonamento dura tre anni, non si può rescindere e costa 1220 euro al mese. Compreso Disney channel.
Continua la guerra delle tariffe tra i gestori di telefonia mobile. Tim propone la ice-card, se chiami qualcuno con un gelato in mano sono due centesimi al minuto senza scatto alla risposta. Il gelato però deve essere alla frutta. Vodafone rilancia: chiamate gratis verso tutti i cellulari beige. Corsa alle mascherine taroccate. Wind non è da meno: chi passa a wind avrà chiamate gratis 24 ore su 24, ma non tutti i giorni, solo il giortedì, il mercindì e la dompettica.
Prime polemiche in casa Ferrari: la moglie di Massa è stanca di vedere suo marito lasciare il primo posto a Raikkonen quando vanno a letto. Montezemolo tenta di far da paciere: mandiamo avanti Kimi perché è più veloce…
Pochette torna in edicola con una nuova entusiasmante collezione: brillanti e pietre preziose. Il primo numero: un diamante da 16 carati a soli 50 centesimi. La seconda: un rubino adagiato su un letto di petali d’oro a 1 euro e 20 centesimi.
Clamorosa scoperta delle banche italiane: pare che le famiglie italiane chiedano prestiti perché non hanno soldi. Da qui, deducono, la difficoltà di restituirli. Clamorosa scoperta dei clienti delle medesime banche: quando versano diecimila euro prendono il 3% di interessi, quando li chiedono in prestito pagano il 19%.
Paris Hilton bacia Nonna Papera ma lei la schifa.
Ottobre:
Berlusconi in diretta al TG5 annuncia: solo io posso salvare questo Paese. Io posso tutto. Tre ore dopo partorisce. Il bambino viene battezzato “Umberto”. Fini protesta: Gianfranco è molto più bello come nome. Veronica Lario scrive a Repubblica un’accorata lettera nella quale dichiara di non sapere chi sia il padre del bambino. Casini le risponde beffardo: già, chi sa chi è…
Clamorosa scoperta: i mutui a tasso variabile variano solo in aumento. Stupore delle banche: non ce ne eravamo accorti.
Una donna, separata, disoccupata e con quattro figli, decide di vendere un rene per sopravvivere. Parte la macchina degli aiuti, ma sbaglia svincolo dell’autostrada. Il Paese s’indigna: la segnaletica in Italia è allo sbando.
Anna Falchi, sola e senza figli, per sopravvivere decide di vendere una tetta. È un’ottima quinta, in buono stato pure se usata. Il paese s’indigna: siamo costretti a vendere le cose più care per vivere. Parte la macchina degli aiuti umanitari, Anna Falchi ci sale sopra e si fa portare a cena.
Nuove rivelazioni sul caso “Ustica”: pare che l’aereo non sia caduto, ma che sia atterrato normalmente a Malpensa. I passeggeri stanno tutti bene, sono semplicemente in attesa dei bagagli.
Svolta nella lotta contro l’eccessivo costo della politica. Il parlamento dimezza il numero di deputati e senatori. Soddisfazione nel Paese. Il giorno dopo il parlamento si raddoppia lo stipendio. Bertinotti insorge: io lo rifiuto. Mi tengo solo lo stipendio da deputato, quello da presidente della camera e quello da segretario di partito. Parte la macchina dei soccorsi, che tenta di metterlo sotto.
Paris Hilton bacia E.T. che riparte subito per lo spazio. Purtroppo lasciandola qui.
L’anno che verrà – parte terza
Altri due mesi, così, tanto per gradire…
Luglio: L’Italia è stretta nella morsa dell’afa. I più a rischio sono i bambini, le donne, gli anziani, i fumatori, gli abitanti delle grandi città, gli automobilisti, che vengono invitati a restare a casa durante le ore più calde. Il boom dei condizionatori mette in ginocchio il paese, il consumo energetico sale alle stelle, gli esperti ci ripensano e affermano che il caldo fa bene, perché sudare elimina le tossine dal corpo.
Il comune di Milano istituisce il ticket sul sudore all’interno della fascia verde: 2 euro per sudorazione moderata, 5 euro per quella abbondante. I cittadini sudano freddo.
Simona Ventura, pur di tornare in tv accetta di partecipare all’isola dei famosi. Crolla dopo una settimana, incapace di rinunciare al suo epilady.
DJ Francesco cerca di convincerla a restare mentre, dallo studio, Cecchi Paone la prende per il culo.
Su YouTube impazza una nuova moda: una microcamera sulla punta della scarpa per filmare e mettere in rete le parti intime delle ragazze in gonna. Gli esperti: internet è pericoloso. Altri esperti: le microcamere sono pericolose. Altri esperti ancora: le gonne sono pericolose. Di Pietro insorge in parlamento: e le scarpe?
Anna Falchi si fidanza con Barak Obama perché la sua stilista pensa che il nero le stia bene. Al direttore di Vanity Fair dichiara: mi ama anche se non capisce niente di quello che dico. Obama aggiunge: la amo perché non capisco niente di quello che dice.
L’amministratore delegato di Ikea, per dimostrarle che non le serba rancore, le invia un cagnolino. Lei, convinta che sia da montare, gli infila un cacciavite nel naso.
Berlusconi è sicuro che il governo sia prossimo alla caduta. Fini, preoccupato, lo osserva parlare con Bossi e nota che hanno lo stesso sguardo.
Il divieto di fumo viene esteso alle abitazioni private. Si potrà fumare solo in bagno e con la finestra aperta. A Napoli, per ovviare al problema, mettono un water in ogni stanza.
Esodo estivo: 234 milioni di veicoli sulle strade. I TG mostrano le immagini delle code ai caselli, ma qualcuno nota che le targhe dei veicoli sono ancora quelle con le sigle delle province.
La crisi economica avanza, il potere d’acquisto scende del 7%, gli italiani sono costretti a rinunciare al quarto telefonino. Dovranno farsene bastare tre.
Paris Hilton bacia Hillary Clinton.
Agosto: L’Italia è stretta nella morsa dell’afa. Beppe Grillo annuncia: presto arriverà la morsa del gelo, ma nessuno gli crede.
Ancora morti sul lavoro: un DJ di Milano marittima tenta di fare scratch con un cd di pessima qualità e prende fuoco. I ragazzi in sala continuano a ballare convinti si tratti di uno show, poi lo usano per accendere le canne. Anna Falchi lascia Obama: troppo contrasto tra noi due.
Emergenza rifiuti a Napoli finalmente risolta: i sacchetti saranno gettati in mare, per unire la Campania alla Sardegna. Il Governo esulta: finalmente partono le Grandi Opere.
La Jervolino rilancia: se volete vi facciamo anche un bel ponte di immondizia sullo stretto di Messina. Prodi: ci rifletteremo. Mastella: quanto ci date? Dini: è inaccettabile.
Sgomento in Lombardia: neanche un nuovo ticket per il centro di Milano. Si pensa che le condizioni di salute della Moratti non siano buone.
Primo controesodo estivo: 345 milioni di veicoli sulle strade. I TG mostrano le stesse immagini del mese scorso, ma le mandano al contrario. I primi bilanci: le mete preferite per le vacanze degli italiani sono state la casa della mamma, quella della zia, l’ostello della gioventù. Preoccupazione tra gli albergatori: abbiamo perso il 40% della clientela, anche se abbiamo incassato le stesse cifre dello scorso anno.
L’Alitalia viene finalmente ceduta. La compra Ikea che smonta gli aeroplani e li vende in comodi kit.
Giallo dell’estate: una ragazza viene trovata morta, il suo ragazzo, con la pistola ancora fumante, è in piedi davanti al cadavere. La polizia va a caccia di indizi, i RIS di Parma analizzano un capello rinvenuto in un appartamento dove la ragazza era stata in vacanza tre anni prima. L’avvocato Taormina afferma deciso: so chi è stato, ma non lo dico. Risponde Bruno Vespa: non so chi è, ma lo dico lo stesso. L’opinione pubblica si divide tra suicidio e incidente domestico. E comunque lei era una poco di buono, i vicini l’avevano vista, negli ultimi dieci anni, con almeno due diversi ragazzi.
La crisi economica si fa grave, adesso anche la BMW X5 diventa un lusso. Il governo la fronteggia promuovendo la rottamazione degli yacht, ma solo se superiori ai 24 metri. Il codacons insorge: così penalizziamo i ceti più deboli. Il governo cede e scende a 18 metri.
Berlusconi ammette: forse il governo non cadrà, ma dovrà pur finire questo mandato, prima o poi. Il paese ha bisogno di moralità. Il giorno dopo acquista Ronaldinho per 80 milioni di euro.
Eva Robins lascia Cecchi Paone. Eva: lui aveva un’altra. Lui: lei non ne aveva neanche una.
Pochette torna in edicola con una nuova, strepitosa, collezione: telecomandi del mondo. Una fantastica raccolta di telecomandi dal 1600 ad oggi, da conservare nel pratico raccoglitore. 120 pezzi unici, realizzati a mano in finissima plastica decorata, al prezzo di lancio di 50 centesimi. Le uscite successive a 19,90.
Dramma dell’estate: lo sciopero degli alzatori di bandiere sulla spiaggia. Per capire se fare il bagno o no i villeggianti sono costretti ad osservare il mare. Proteste del centrosinistra: così si paralizza il paese. Replica del centrodestra: era ora di finirla con queste bandiere rosse.
Paris Hilton si bacia da sola.
L’anno che verrà – parte seconda
Arriviamo a metà anno, con altri due mesi di previsioni catastrofiche…
Maggio: L’italia è stretta nella morsa della fioritura. Il governo, impreparato all’inaspettato arrivo della primavera tenta di arginarla con un decreto che però si blocca al Senato. Beppe Grillo minaccia: dopo la primavera, quest’anno, arriverà anche l’estate. Nessuno gli crede.
Dramma sentimentale per Anna Falchi. Incapace di montare l’anello, lascia l’amministratore delegato Ikea trattenendo, però, i 25 brillanti. In un’intervista al direttore di Vanity Fair dichiara: era un uomo troppo complicato per me, pretendeva che tutte le mattine montassi la macchinetta del caffè.
Ancora morti bianche. Un bagnino di Cesenatico, nel tentativo di rimorchiare una turista olandese, muore soffocato dall’elastico troppo stretto del costume. Il parroco gli da l’estrema unzione con l’olio per massaggi della Durex.
Lotta all’inquinamento: il comune di Milano istituisce il ticket contro l’alitosi. 2 euro per chi sa di fumo, 5 euro per aglio e cipolla. Disperati i venditori di Kebab, che tentano di bloccare il traffico con i cassonetti. Troppo pieni di sacchetti non riescono a spostarli.
Berlusconi dichiara: il governo è finito. Prodi non rappresenta più il paese, lo dicono 15 italiani su 10. Prodi rilancia: gli altri 15 su 10 sono dalla mia parte.
Lo sciopero dei commercialisti mette l’Italia in ginocchio. Poi gli imprenditori si accorgono che costavano più loro delle tasse. Sollievo nel paese.
I tassisti bloccano il centro di Roma per protestare contro il decreto Bersani che impone automobili color avana. Il centrodestra insorge: è una norma anticostituzionale. Ma la Bonino replica: pari dignità per i colori.
Entusiasmo tra i giovani: la Nokia lancia sul mercato un nuovo modello di telefonino che realizza filmati di pestaggi inserendo anche i titoli di coda.
Pochette pubblicizza la nuova fantastica collezione: Neve dal mondo. Un pugnetto di fiocchi di neve di ogni parte del mondo, da conservare nella comoda teca in plastica, da 92 scomparti. La prima uscita, la neve canadese, al prezzo di lancio di 50 centesimi.
La nazionale italiana parte per gli europei. Sui giornali crescono le polemiche: Donadoni è un incapace, Buffon pensa solo alla famiglia, Gattuso sta sempre al cellulare con Totti urlacchiando “Life is now”.
Paris Hilton bacia Britney Spears.
Giugno: Giuliano Ferrara attacca Beppe Grillo: è vero, è arrivata l’estate. Ma lui, come faceva a saperlo? Scandalo nel mondo dell’editoria: un anonimo manda la Divina Commedia alla Rizzoli, che non la riconosce e la rifiuta giudicandola mediocre. Il gran caldo ripropone la questione inquinamento.
Il comune di Milano, per arginare il problema dei piedi maleodoranti causa infradito, istituisce il ticket sulle scarpe. 2 euro per i sabot, 5 euro per le sayonara. Possono entrare gratis solo gli stivali a metà coscia euro 4.
Il Papa rilancia sul valore della famiglia, ad esclusione di gay, lesbiche, preti, monache, disabili, extracomunitari e disoccupati. Solo un uomo e una donna possono sposarsi, ma devono essere alti almeno un metro e settanta. Rosy Bindi ammette: è per questo che sono nubile.
Berlusconi dichiara: il governo deve dimettersi, non rappresenta più gli italiani. D’Alema risponde dal suo yacht, bevendo champagne: non è vero, io mi sento uguale ad un operaio della Fiat. Veltroni aggiunge: ha ragione D’Alema, io pubblico libri perché sono bravo, non perché sono Veltroni.
Bisio lo scrittura per la nuova edizione di Zelig che lo vedrà quest’anno fare anche il presentatore, oltre a baciare ogni due minuti Vanessa Incontrada.
Anna Falchi si fidanza con il recordman dei 100 metri Montgomery. La loro relazione dura 9 secondi e 75 centesimi.
Primo esodo per le vacanze: 123 milioni di veicoli sulle strade. Fermi però, in coda.
L’Italia vince gli europei: Donadoni è un genio, Buffon il più grande portiere di tutti i tempi, Gattuso proposto per il Pallone d’oro ma lui, sorridendo, chiede in sostituzione che gli tolgano dalle balle Ilary Blasi. Viene accontentato tra le proteste del marito.
Totti passa a Tim. Christian De Sica insorge, babbo natale lo faccio io!
Paris Hilton bacia Angelina Jolie.
L’anno che verrà – parte prima
Questo dovrebbe essere, più o meno, il programma per il 2008. Gli eventi più importanti, quelli che faranno parlare e riflettere l’opinione pubblica, fatti e personaggi che caratterizzeranno quest’anno appena nato. Cominciamo con il primo quadrimestre.
Gennaio: L’Italia è stretta nella morsa del gelo. Grande corsa ai saldi post vacanze, ma attenzione ai prezzi. I commercianti dovranno esporre non solo il prezzo vecchio e quello nuovo, ma anche l’anno di fabbricazione del capo, il suo peso a secco e la certificazione euro 4.
Il comune di Milano istituisce un ticket sui saldi. 2 euro per il cartello piccolo, 5 euro per quello grande.
Berlusconi annuncia il crollo del governo, poiché il 102% degli italiani sono dalla sua parte. Il potere d’acquisto scende del 5%, Beppe Grillo proclama il PM-day, (Porca Miseria). Allegati al Sole24ore i dvd della serie Dinasty, 112 dischi da conservare nel comodo raccoglitore a scomparti. Cecchi Paone partecipa ai provini per il Grande Fratello. Anna Falchi si fidanza con l’amministratore delegato di Ikea, lui le regala un anello con 25 brillanti in scatola di montaggio (con brugola per un rapido assemblaggio). Controesodo dopo le feste, 48 milioni di veicoli sulle strade, code ai caselli.
Febbraio: L’Italia è stretta nella morsa del gelo. Il divieto di fumo viene esteso alle strade, ma solo all’interno della fascia verde.
Il comune di Milano realizza un ticket fumatori. Chi vorrà fumare dovrà esporre, sulla giacca, il tagliando prepagato: 2 euro per le nazionali, 5 euro per le estere.
La Nokia presenta il nuovo modello di cellulare: oltre alle funzioni di telefonia, ascolto musica, video e internet, sarà adesso possibile collegarsi direttamente con una microcamera nel proprio stomaco per verificare in diretta la propria digestione. Berlusconi annuncia la caduta del governo, poiché gli ultimi sondaggi dicono che 12 italiani su 10 si sentono poco sicuri, ma non si sa bene di cosa.
Pochette lancia in edicola la nuova fantastica collezione di scialli fatti a mano, prima uscita a soli 50 centesimi.
Nuova tragedia sul lavoro: a Roma un impiegato statale si sveglia di soprassalto e scoprendosi in ufficio muore di stupore.
I Gemelli Diversi vincono il festival di Sanremo. Il Papa è sdegnato.
Marzo: L’Italia è stretta nella morsa della pioggia. Allagamenti un po’ ovunque, lo Stato dichiara la calamità naturale, e si scusa per non aver saputo prevedere l’evento, peraltro impensabile.
Il comune di Milano, per combattere l’inquinamento acustico, proibisce di parlare all’interno della fascia verde. Lo si potrà fare solo pagando un ticket da 2 euro per parlare normalmente, 5 euro per gridare.
Anna Falchi completa il montaggio dell’anello Ikea. Berlusconi annuncia la caduta del governo poiché, stando agli ultimi sondaggi, 15 italiani su 10 non si sentono rappresentati da Prodi. L’Europa impone all’Italia i suoi standard in materia di smaltimento rifiuti: nessuno potrà gettare più la spazzatura finché quella in strada non sarà tolta. Pochette lancia in edicola la fantastica collezione di secchioni, dal 1921 ad oggi. Preziose miniature in pura plastica da collezionare nell’apposita bacheca. Prezzo di lancio per il secchione basculante verde, 50 centesimi. Lo sciopero dei venditori cinesi di ombrelli getta il paese nel caos.
Aprile: l’acqua delle pioggie comincia a defluire, i canotti lasciano il posto nuovamente alle auto e torna il problema inquinamento.
Il comune di Milano proibisce di accendere la macchina all’interno della fascia verde. Per farlo occorre un ticket da 2 euro per accenderla normalmente, 5 euro con sgassata potente.
Tragedia della disperazione a Napoli: una giovane mamma si lancia dal balcone con la figlioletta neonata. Atterrano su una tonnellata di sacchetti della spazzatura e lei viene denunciata per abbandono di minore. Anna Falchi si accorge di aver montato i brillanti al contrario ed è costretta a ricominciare da capo. Esodo di pasqua, 67 milioni di veicoli sulle strade. Cecchi Paone partecipa alle selezioni per La Fattoria. Berlusconi annuncia la caduta del governo, pare sia scritto sui diari segreti di Mussolini. 28 italiani su 10 sono d’accordo con lui.
Il potere d’acquisto cala del 7%, molti italiani sono costretti a restituire la Porsche Cayenne.
La RAI decide per la tv verità. Niente più robe false in televisione. Licenziata immediatamente Simona Ventura.
Ancora morti bianche. Un operaio casertano trova il cantiere dove lavorava chiuso. Muore di felicità. Pochette lancia sul mercato la fantastica collezione di uncinetti, preziosi manufatti in puro alluminio 18/10. Prima uscita, l’uncinetto della Regina Vittoria, a soli 50 centesimi. Il “Foglio” risponde allegando al quotidiano i dvd di tutte le puntate di 8 e mezzo. Crollo delle vendite. La crisi del cinema non risparmia nessuno, Boldi e De Sica tornano insieme per un film che dia respiro alle casse della produzione. S’intitola “Life is now”.
Lo sciopero dei vigili urbani mette il paese in ginocchio, tutti a ringraziare il Signore.
segue…
Vallettopoli
Nina Moric, Fernanda Lessa, Aida Yespica, Francesco Totti. Molte tra le più famose bellezze del mondo dello spettacolo nostrano sono cadute nella rete di gente senza scrupoli, avida di denaro, pronta a tutto pur di fare soldi.
Tra queste, potevo forse mancare? Ebbene si, lo confesso, anche io sono caduta vittima di questa nuova professione italica, evoluzione della vecchia abitudine di infilare la testa nelle sagome di cartone per far finta di essere un pistolero del west o la regina d’Inghilterra nelle foto ricordo delle vacanze. Gente che ti viene messa accanto apposta per realizzare un foto compromettente da vendere, in maniera ricattatoria, allo stesso fotografato.
Quindi, prima che il pm di Potenza mi convochi, prima che Corona o Lele Mora mi tirino dentro lo scandalo, offro la mia confessione libera, nella speranza di uscirne fuori al più presto, e soprattutto pulita, anche se la vicenda Gregoraci mi ha fatto riflettere parecchio sulla bontà della scelta, considerando le offerte di lavoro che ha ottenuto dopo le visite a domicilio al Ministero.
È successo lo scorso anno. Mi trovavo al matrimonio di mia cugina, evento strettamente personale, la quale mi aveva anche rassicurata sul fatto che non era stata ceduta alcuna esclusiva per le foto della cerimonia e che, anzi, farsele fare le era costato un patrimonio.
Pertanto, in virtù di queste rassicurazioni, mi ero accompagnata e soffermata a chiacchierare con molte persone, senza ovviamente badare troppo a chi, in quel momento, si offriva di abbracciarmi e baciarmi, cosa peraltro abbastanza consueta in circostanza simili.
Non ho badato agli abbondanti scatti che mi sono stati rivolti, tanto meno ai flash che ci accecavano tutti senza parsimonia. Ingenuamente ho pensato che sarebbe finito lì e che, dopo qualche mese avrei potuto ammirare il meglio di quegli scatti durante le cena a casa dei novelli sposi, magari annoiandomi durante la lunga proiezione del famigerato filmino. E invece.
Durante il pranzo, in un noto ristorante fuori città, lontano da occhi indiscreti, immerso in uno splendido parco naturale, ecco che un tizio si avvicina alle mie spalle, furtivo e circospetto. Inaspettatamente, con un movimento rapido, lascia cadere sul mio tovagliolo un cartoncino per poi svanire nel nulla. Per niente intimorita apro il cartoncino e resto di sasso: sul lato sinistro c’è la foto dei novelli sposi nell’atto di scambiarsi l’anello e sul lato destro, orrore, io e mio zio Silvano. Abbracciati. Sorridenti, apparentemente felici e complici di chissà quale mistero.
Chiudo il cartoncino, mi guardo intorno, ma del fantomatico fotografo non c’è traccia. Del resto, quella che ho davanti è una semplice miniriproduzione, è evidente che il materiale scottante è ancora tutto nelle sue mani. Mi alzo, esco fuori dal ristorante per fumare una sigaretta e distendere i nervi quando il tizio di prima, sempre furtivo e alle spalle, mi raggiunge.
“Se la vuoi sono dieci euro”, mi sussurra.
Mi volto, lo squadro per bene. Ora, non che mi aspettassi Fabrizio Corona in persona, non che mi attendessi un foto meno nitida, magari fatta con un super teleobiettivo, per dare l’idea dello scatto rubato.
Ma dieci euro. Dieci euro.
Non ho ceduto al ricatto, caro Woodcock, e quella foto, se manderà i suoi 007 da “Poletti foto e figli”, la troverà ancora nel loro archivio. Sono una ragazza per bene io, sotto i duemila euro.
Le invasioni barbariche
Ieri sera, ospiti di Daria Bignardi c’erano, tra gli altri, Gian Arturo Ferrari di Mondadori, Nicola Lagioia di Minimum Fax, e tre autori inseriti nell’antologia “Voi siete qui”, da me segnalata alcuni post fa, per via della presenza di Babsi Jones: Piero Sorrentino, Marco De Marco e Flavia Piccinni.
L’introduzione al tema fatto da Daria è stato, come suo solito, volutamente provocatorio: oggi pubblicare è facile, e vi spiegheremo come. La cosa ha suscitato lo stupore dei presenti e, ovviamente, acceso il dibattito. Ma non voglio annoiarvi.
Due cose mi hanno colpito, nel corso della discussione che ha fatto seguito alle interviste che la redazione ha registrato presso alcune importanti case editrici.
La prima: il rapporto tra i manoscritti di aspiranti esordienti che questi editori ricevono e quelli che poi vengono pubblicati. Feltrinelli ha dichiarato di riceverne circa 4000, di cui 4, al massimo 5, diventano libri. Baldini e Castoldi dichiara circa 1000 manoscritti ricevuti, forse uno pubblicato, quando va bene. Altri addirittura non menzionano il quantitativo, ma piuttosto lo zero assoluto nella categoria esordienti pubblicati.
A questo punto mi è sorta spontanea un’osservazione: giorni fa il signor Effe ha deciso, imprudentemente, di fare una giocosa mappatura dei blogger che sono approdati alla carta stampata. È partito dal proprio orto, ovvero da ciò che sapeva, e grazie all’interazione con gli altri blogger, nei commenti si sono via via aggiunti altri nomi, altri libri, fino a superare abbondantemente i cento autori pubblicati. Di questi, almeno due terzi lo hanno fatto dell’arco degli ultimi due anni. Parliamo, quindi, di almeno 80 esordienti. 40 l’anno. Non credo che ci siano, in Italia, più di 5000 blog di aspiranti scrittori, e quindi mi sorge spontanea la domanda: forse che il blog, come palestra letteraria per autori emergenti ed esordienti, funziona davvero? Può essere, i numeri dicono questo, ma non spargete la voce, che poi qualcuno ci rimane male.
La seconda: un’affermazione di Nicola La gioia: pubblicare non deve essere facile. Credo di aver compreso il senso che Nicola ha voluto dare alla frase, e mi dichiaro assolutamente d’accordo con lui. Pubblicare non deve essere facile. Deve essere difficile, deve essere frutto di talento, applicazione, duro lavoro, qualità, intuizione e perché no, quando capita, anche genio.
Pubblicare non deve essere facile per nessuno, nemmeno, come ha simpaticamente sottolineato lui, se sei il sindaco di Roma.
Deve essere semplice ed automatico, aggiungo io, soltanto per chi lo merita.
La strage di Erba
Sulla strage di Erba si sta dicendo, e si dirà, tutto e molto altro ancora. Sarà letta in tutti i modi possibili, si andrà a caccia di particolari sempre più raccapriccianti, si scandaglieranno i luoghi e le menti. Mostri, folli, gente qualunque, tutte le variabili saranno accettate e negate al tempo stesso, e le analisi sociologiche e psicologiche vedranno scendere in campo luminari e gente della strada, il professore e la commessa. Avranno tutti qualcosa da dire, seppure privati del divertimento più grande in assoluto, ovvero la possibilità di dividersi in due fazioni, innocentisti e colpevolisti. In compenso, però, ci sarà in omaggio l’opportunità di buttarla sul politico razzistico, e l’occasione irrinunciabile di iniziare un discorso con “io non sono razzista però…”.
Ciò nonostante c’è qualcosa che mi ha stupito molto. Dico che sono stupita perché, davanti a simili tragedie, credo che nessuno, se non parte in causa, abbia il diritto di giudicare.
Ma ascoltare dalla viva voce dei parenti delle vittime che non andranno ai funerali in Tunisia perché troppo lontano, che le famiglie degli assassini stanno peggio di loro, che loro perdonano senza indugio gli autori del massacro, e poi pensare che un uomo ha perso, in una notte, la moglie, la figlia ed il nipote, ecco, io mi stupisco.
E sinceramente non capisco. Non riesco a capire.
Nina
Giovanna è un’autrice televisiva atipica. Innanzitutto è molto giovane e questo, nel videopanorama italiano, è già molto inconsueto. Inoltre fa tutto da sé, dall’ideazione ai temi proposti, dallo svolgimento alla realizzazione, dalle riprese ai testi. Gli esperti del settore la chiamerebbero “filmaker”.
Giovanna Palmieri, e questa è la cosa più strana in assoluto, fa tutto da sola, ma non appare mai. In un’epoca che ha, come cifra stilistica, la sovraesposizione mediatica da parte di chiunque riesca ad afferrare una telecamera lei, che la telecamera la usa, resta sempre dall’altro lato. Si sente la sua voce, agisce e si muove insieme ai suoi personaggi, condivide con loro case e strade e locali ma mai, neanche una volta, cede alla vanità di scivolare davanti all’obiettivo.
Di lei percepisci solo l’occhio, ora attento e curioso, ora dolce e comprensivo, ora fiero e indagatore. È l’occhio della videocamera, è quello che decide cosa guardare in ogni momento della trasmissione.
“I viaggi di Nina” è stato uno dei programmi più innovativi e interessanti della scorsa stagione. Un modo di fare televisione finalmente diverso, più attento alla realtà vissuta, all’odore della strada, evitando le tavole rotonde dei super-esperti che parlano, il più delle volte, di cose che conoscono solo attraverso gli studi e le riviste di settore. O peggio ancora, per sentito dire.
Avevo in mente d’intervistarla per conto di PiùBLOG ma poi, visto che purtroppo Nina un blog non ce l’ha, ho tenuto per me questa chiacchierata informale, fatta poco tempo dopo aver scoperto che la “mia” Nina era anche “quella” Nina. Mi ha fatto piacere scoprirlo dopo essere diventate amiche che era lei, quella Nina. Ha dato valore al mio giudizio sul suo lavoro.
Questa è la nostra breve intervista e per chi non ha avuto modo di vedere il programma, la seconda serie andrà in onda tra pochi mesi, mentre le puntate della scorsa stagione sono facilmente scaricabili in P2P digitando “I viaggi di Nina”, 4 puntate andate in onda su la7.
L’affaire Claudio Lippi
Credo che la faccenda Lippi meriti qualche riflessione che, attualmente, non sento fare. Comprendo che tv e giornali, fabbricatori di trash e volgarità a ritmo impressionante tendano a negare la vicenda, fingendo come sanno fare benissimo, che non sia mai accaduta, eppure qualche piccola riflessione possiamo farla anche adesso.
Qualcuno ha rotto il fronte compatto. Qualcuno dall’interno, e non importa adesso se ci sono motivi reconditi e quali sono, ha finalmente detto basta al progressivo e apparentemente inarrestabile declino del mezzo televisivo, avviato verso una deriva fatta di personaggi senza basi e qualità, unicamente in nome della volgarità visiva e linguistica, della rissa a tutti i costi, salvo poi bandire dal video chi supera i limiti di chissà cosa, visto che l’ultimo baluardo è rimasta la bestemmia.
Nessuno parla del progressivo allontanamento del “pubblico” da spettacoli quali la tv ed il calcio, e nessuno ancora mette in relazione questo con la violenza che entrambi questi teatri mettono in scena. Violenza, falsità, truffe, a cominciare dalle partite di calcio per finire ai quiz a premi.
Quando un paese che vuole dichiararsi civile delega la critica e la denuncia a programmi come Striscia la notizia, signori miei, dovrebbe essere chiaro che qualcosa non va per il verso giusto.
Pochi dicono che il pubblico televisivo è in costante diminuzione, pochi dicono che il pubblico di stadi e pay per view è ai minimi storici. Eppure, presto, un potente mezzo d’informazione ci dirà come stanno le cose: la pubblicità. Quando gli investitori cominceranno a mancare allora forse sarà possibile squarciare il velo di omertà che c’è, da sempre, su queste faccende.
Intanto seguo la vicenda Lippi. Chissà che, dopo di lui, altri siano capaci di rinunciare a qualche contratto, inducendo qualche autore a smettere di vomitare sui copioni, per scriverne qualcuno.




