Still Water

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Lui la guardava come si guarda una cosa che non si capisce. La guardava cercando un segno di riconoscimento, qualcosa che la rendesse almeno in parte simile alle altre donne. Si concentrò sul bicchiere cartonato di Starbucks pensando che lì dentro, in fondo, ci doveva essere un Moca, un cappuccino, insomma, una bevanda che sarebbe andata bene per qualche milione di altre persone in giro per il mondo.

Lei intanto scriveva con una penna biro su un taccuino di pelle nera e accanto a sé, sul tavolo di legno, non c’erano pc, tablet, nemmeno uno smartphone. I capelli lunghi e biondi erano raccolti con un elastico e posati scompostamente su una spalla, le dita agili non avevano unghie laccate e la pelle esposta, peraltro non molta, non lasciava intendere o intravedere né immagini né simbolismi.

Il viso, delicato nei lineamenti nonostante fosse profondamente assorta, non mostrava segni di trucco, forse appena un ombra di rossetto, ma poteva essere lucidalabbra o burro di cacao. Improvvisamente si alzò e si diresse verso il carrello degli accessori. Prese due bustine di zucchero bianco e tornò al tavolo, per scioglierlo dentro il bicchiere. Lo alzò tenendolo con ambo le mani e bevendo si volse verso l’ampia finestra affacciata su Edgware road. A lui parve di notare un sospiro, tra un sorso e l’altro, o forse uno sbuffo, ma poi lei riprese a scrivere. Sembrava non accorgersi di nulla, sembrava aver lasciato fuori dalla porta qualunque cosa appartenesse al mondo. Sembrava intoccabile, irraggiungibile, e lui fu colto dal desiderio di avvicinarsi a lei, allungare una mano, provare a sfiorarla per avere almeno la certezza di non averla solo immaginata.

Lei, nel frattempo, aveva messo il taccuino nella tasca del cappotto, riposto la penna, afferrato il bicchiere per avviarsi verso l’uscita. Lui le guardò i piedi, ma senza ottenere la certezza che posassero realmente a terra. La seguì all’esterno, camminò giù per Edgware road verso Marble Arch con gli occhi fissi sulla sua schiena dritta. Pensò a come poterla fermare, a cosa poterle dire, a come evitare di apparire fastidioso, inopportuno o semplicemente pazzo. Pensò alle parole, pensò all’espressione più giusta da indossare, pensò a come ottenere una prova della sua reale esistenza. Poi tornò a guardare veramente davanti a sé, quando ormai era arrivato all’angolo di Oxford Street. Guardò la gente, i tavolini dei pub, le insegne luminose ed il chiosco di souvenir. Vide il sole scendere rapido dietro Marble Arch, vide la testa del cavallo, vide che aveva smesso di piovere. Lei, intanto, non c’era più.

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